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Mazinga76

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Tutti i contenuti di Mazinga76

  1. No, dico... ma sei serio?
  2. E' un Volkswagen Caddy pick-up I serie. Sviluppato specificamente per gli USA, dove il genere è molto in voga, venne esportato oltreoceano dal 1980 col nome di Rabbit pick-up. Successivamente venne distribuito anche sui mercati europei a partire dal 1982. La maschera a cinque barre inclinate fu adottata tra la fine del 1982 e l'inizio del 1983 sulle 45 S e successivamente 30 S. Dal 1984 fu estesa a tutti gli allestimenti.
  3. Erano pur sempre due segmenti di mercato differenti che dovevano essere giustificati in qualche modo. Che senso avrebbe avuto una Delta II con gli stessi allestimenti e i medesimi arredi di Dedra, che era pur sempre un segmento superiore? Per come la vedo io il quattro razze e gli inserti in legno cadevano a pennello su una berlina dalla personalità classica ed elegante come Dedra; gli stessi interni su Delta II avrebbero dato probabilmente il senso di una leziosità eccessiva. In linea generale, pur convenendo sul fatto che Delta II sotto diversi aspetti non sia stata un prodotto riuscitissimo, mi sembra che soffra di una critica eccessivamente avversa, finanche ingenerosa. Non l'ho mai avuta né mi ha fatto mai impazzire, ma avendo avuto modo di guidarla e di viaggiarci tante volte, l'ho sempre trovata una vettura più che onesta.
  4. La butto lì: vuoi vedere che le frecce arancio montate su alcuni prototipi sono quelle della Uno, scotchate in maniera tale da lasciarne visibile una piccola porzione?
  5. Non so se sia proprio così, ma mi è sempre venuto naturale pensare che il riferimento fosse proprio alle particolari geometrie stilistiche.
  6. Era senz'altro un esemplare molto personalizzato, a cominciare dalle ruote ovviamente; ma anche i fari, come giustamente notavi, sono di tipo più moderno. Sulla capote non saprei dire; il paraurti invece è montato sicuramente su dei distanziali, probabilmente per avere più spazio per montarci sopra i due piccoli faretti di profondità, anch'essi a led, di tipo prettamente moderno.
  7. Stamattina, sotto casa: Suzuki SJ 413 soft top, del giugno '86, con delle enormi gomme artigliate da off road duro. Peccato le targhe non originali.
  8. Lo specchio retrovisore dell'ultimo prototipo è palesemente quello di Delta/Prisma.
  9. Che meraviglia! Solo la mancanza di tempo mi ha impedito di leggermelo tutto d'un fiato. Emozionante e coinvolgente. Bellissimo.
  10. E' una spider di provenienza USA, come si evince dai side-markers sulle fiancate. Sarà stato senz'altro questo il motivo della ritargatura.
  11. Alfa Romeo 33 1.3 S Boxer 4C del marzo '85. Alle soglie dei 40 anni, in uso quotidiano, ma ancora tutta originale. Molto rare ormai le prime serie; praticamente estinte a targhe nere.
  12. Stando a quanto si vede dalla foto il copricerchio sbagliato dovrebbe essere quello posteriore; quello anteriore pare sia giusto.
  13. Questa la vedo in giro ogni tanto. Qualche anno fa la incontrai all'autolavaggio, la fotografai e la pubblicai qui. Il proprietario disse al titolare che l'aveva comprata usata molti anni prima e da allora non se ne era più separato, ne era molto soddisfatto perché la macchina andava bene e non gli aveva dato mai nessun problema. A guardarla in foto mi sembra che la macchina versi in condizioni ancora più che dignitose a dispetto dell'età e dell'uso pressoché quotidiano. I fari non sono della II serie.
  14. Più che altro sembrerebbe in uso semi-quotidiano, senza troppe cure e troppi riguardi a dispetto della rarità e della particolarità della vettura. Uno stato di conservazione che sicuramente non merita.
  15. Tranne per la mancanza della Stella sul muso, probabilmente trafugata.
  16. Peccato le fioriture di ruggine sulla parte bassa della portiera. E' una costante, purtroppo; non so quante ne vedo in giro con corrosione in quei punti. Anche la Young di un mio vicino di casa è marcia esattamente lì.
  17. Sì, evidentemente l'istituzione della base di Aviano è antecedente al '68, quando ancora era in provincia di Udine, e da quel momento la lettera identificativa è rimasta sempre la U.
  18. Beh, non proprio. Sono targhe di copertura iscritte nell'apposito registro dei veicoli delle forze alleate operanti sul nostro territorio nazionale. Tale registro si trova presso l'ufficio amministrativo veicolare che è sito presso la base napoletana e opera per conto di tutte le basi alleate operanti sul territorio italiano. Del resto i veicoli AFI privati, di proprietà degli appartenenti alle forze alleate, sono obbligati per legge alla copertura assicurativa come qualsiasi veicolo e sono soggetti a qualsiasi multa per contravvenzione al codice della strada. Sono invece esentati, mi pare, dal versamento della tassa di possesso e dalle tasse di immatricolazione.
  19. Il termine più corretto è "di copertura", cioè targhe che per motivi di sicurezza servono a dissimulare l'identità del proprietario o dell'ente di appartenenza.
  20. Credo che non ci sia nessun nesso tra auto americane o commercializzate in America e auto esclusivamente europee. I militari alleati di stanza in Italia possono avere sia le proprie auto private fatte arrivare dal loro paese, sia auto acquistate qui in Italia. In ogni caso l'immatricolazione era sempre AFI. Da piccolo ne ricordo tantissime in giro, soprattutto in Tangenziale, quando la base era a Bagnoli. Si vedevano sia qualche catafalco USA degli anni '70/'80, sia le vetture nostrane di ogni marca e genere. Ricordo che una volta ero in tangenziale con i miei genitori, eravamo diretti a Pozzuoli, e a un certo punto incontrammo una FIAT 126 verde targata AFI, con a bordo un americano di colore che guidava a tavoletta come un pazzo, facendo la gimcana tra una corsia e l'altra. Per quanto riguarda le lettere che identificano le basi: B (Brindisi); C (Catania); H (Cagliari); L (Livorno); N (Napoli); S (La Spezia); U (Udine); V (Vicenza); W (Verona); X (La Maddalena); Y (Comiso). Fonte: Wikipedia
  21. Effettivamente pare strano anche a me che potessero aversi i lavafari su un allestimento intermedio come l'SX. Sinceramente, ma potrei sbagliarmi, non mi convince del tutto nemmeno la verniciatura integrale dei paraurti, delle modanature, delle maniglie e degli stessi lavafari. Azzarderei una riverniciatura senza badare troppo al sottile. Quanto alle targhe AFI sono sorpreso, perché da qualche tempo anche nella mia zona gira una donna alla guida di una Peugeot 206 con targhe AFI - N, quindi appartenente alla base napoletana. Sapevo che per motivi di sicurezza del personale delle basi militari americane le AFI fossero state ritirate e sostituite con targhe italiane. Adesso rispuntano fuori dopo qualche decennio che non ne vedevo.
  22. Curioso fino a un certo punto. Fin dal lancio della Senator A avvenuto nel 1978, la collocazione era un gradino più su del seg. E vero e proprio, a quei tempi occupato dalla Rekord E. Col lancio della Senator B, avvenuto nel 1988, il seg. E di Opel era presidiato dalla Omega A. La verità è che Senator è stata sempre un'ammiraglia un po' trasversale tra due segmenti; diciamo una sorta di F "povera" oppure una E più lussuosa delle Rekord/Omega e altre generaliste del periodo. Sta di fatto che, in qualunque segmento la si volesse considerare, in termini d'immagine non se la giocava con nessuna dei marchi più prestigiosi.
  23. Anche io. La 127 900/C di mio padre non le aveva; poi però in determinate situazioni di marcia, come i frequenti improvvisi rallentamenti del traffico in Tangenziale di Napoli nelle ore di punta, se ne sentiva terribilmente la mancanza. Fu così che le facemmo montare quando la macchina aveva ormai una ventina d'anni. Ma, essendo introvabile il tasto originale da montare al posto del tasto libero, dovemmo ripiegare su un interruttore universale montato sotto la plancia, un po' posticcio, alla sinistra del lato guida. Brutto da vedere, in posizione certamente poco ergonomica, ma con tasto rosso a luce intermittente che illuminava a giorno e un ticchettio che pungeva i timpani. 😂
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