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Will

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  1. Pelo, contropelo e contropelo con la riga in mezzo oppure... sentenza passata in giudicato, verdetto definitivo, irrevocabile ed esecutivo. Difficile trovare un margine per contestare quelle che scrivi.
  2. No dai, quando è mai successo che un marchio è passato da una storia e tradizione ad avere una sola auto stanca e di segmento neppure appartenente a quella storia? Non vorrai mica insinuare che tra anni 80 e 90 Lancia aveva Delta, Prisma, Dedra, Thema, Delta S4 e poi si è trovata per 40 anni a essere rappresentata da una sola auto di segmento B, che mai aveva fatto parte (come segmento) della sua tradizione storica? Possibile che si possa perpetrare una distruzione costante, sistematica di tutto quello che è la storia industriale di questo paese?
  3. La Grizzly ha quelle linee solide, molto leggibili. Il cofano è piuttosto alto, l'abitacolo pare ben centrato. Le superfici laterali sono abbastanza pulite e i passaruota sono evidenti ma non esagerati. Sembra compatta, geometrica. Trasmette una sensazione di solidità e stabilità percettiva. Mi sembra un misto di scelte rassicuranti in stile VW con T-Roc (e l'altra di cui non ricordo il nome) e le filosofie dei modelli BYD e MG con fari orizzontali, la firma luminosa continua, le forme squadrate e il trattamento molto pulito delle superfici. In quest'ultimo caso intendo riferirmi a una modernità senza i personalismi, la ricerca di identità univoche che ha spesso caratterizzato Fiat nel suo sforzo in tema di design nel passato (pensiamo a Multipla, Ritmo, Uno stessa, famiglia cinquecento. Oppure la Y10 degli esordi Autobianchi). Uno sforzo negli ultimi decenni che se ha avuto il pregio di cercare una riconoscibilità in ogni modello, ha causato in Fiat una crisi di identità e riconoscibilità come marchio. Qui, come i brand citati sopra non vi è la pretesa di stupire, ma di apparire contemporanei già al primo sguardo e familiari al secondo. La sensazione che ne deriva è quella di un oggetto progettato per essere accettato rapidamente. È un design che cerca di non creare attrito. Dopo tre giorni che il mio occhi sente di comprendere al volo cosa sia questo modello, e di digerirlo bene, al di là del montante posteriore (che non mi sembra così pessimo), continua a risultarmi coerente.
  4. Sto cercando una razionalità. Ho apprezzato che qualcuno abbia messo a confronto il numero di risorse umane e materiali di cui dispone Ferrari vs il gigantismo e profondità di filiera dei gruppi cinesi. E' un fatto. Ma non basta. Ferrari ci ha abituato a una storia di primati (perlomeno nella produzione di serie) Per quanto riguarda la somma degli eventi occorsi nell'ultima settimana credo che sia andata così: John Elkann dopo gli investor day ha convocato Clara Ingen-Housz, Olivier François, Antonio Filosa, chiedendo conto della caciara esplosa intorno al segmento D Alfa Romeo. Clara ha riferito che il clamore, la protesta, il disappunto erano montanti e i forum prossimi all'intasamento. Che fare, domanda John. Filosa con voce entusiasta di chi ha trovato l'idea afferma: "capo è venuto il momento di presentare alla stampa la Ferrari elettrica". Clara silenziosamente cerca di ricordare come si chiama quel modello. Oliver guarda Filosa con un moto di invidia. Dopo la presentazione, i 4 si riuniscono nuovamente. John urla: abbiamo sollevato un polverone peggio del precedente. Idee?? Oliver questa volta non si fa bruciare sul tempo e propone con voce concitata l'anticipazione delle prime foto ufficiali della Lancia Gamma. Clara pensa ma non dice ad alta voce: ma chi se la fila Lancia ormai?!
  5. Allora ragazzi, ho fatto due rapidi conti e non tutto è perduto, a patto che Ferrari agisca prontamente: L'ebuilding di Maranello ha un suo costo sviluppo piattaforma, powertrain, batterie, software, design, pre accordi con fornitori, concessionari, pre ordini e anticipi, hanno a loro volta un costo Ho calcolato parallelamente il costo della distruzione di immagine, con ricaduta non solo sul comportamento dei puristi, ma indebolimento dell'immagine sia sportiva, che di leggendaria bellezza. Imbarazzanti confronti con marchi più generalisti o privi di storicità, che offrono proposte uguali o migliori a un decimo del prezzo. Rapida obsolescenza delle soluzioni tecnologiche, che faranno arrossire tra qualche anno l'auto vicino a un'utilitaria nonostante un prezzo di vendita di 500.000 Euro. CONCLUSIONE: Ferrari deve immediatamente comprare tutte le copie delle riviste che ne parlano Oscurare, anche con aiuto delle istituzioni e collaborazioni internazionali, tutti i video, social, articoli in rete che contengono tracce dell'esistenza di questo prodotto (non lo nomino proprio per aiutare l'operazione) parlare convulsamente e ripetutamente di fenomeni di allucinazione collettiva e di complotti. Di grigi, e di terrapiattisti e scie chimiche. In sintesi, condanniamo prontamente il modello, ancor prima che metta ruota su strada, alla damnatio memoriae. Gli ultimi tre bilanci Ferrari sono stati in media sul miliardo e mezzo di utile. Ne sacrifichiamo uno, uno e mezzo, ma salviamo il futuro.
  6. Mi disturba questa cosa. Non me ne capacito ma è successo. Anni 50: Giulietta è la fidanzata d'Italia Anni 60: Giulia è una rivoluzione Anni 70: Alfetta e poi Giulietta (77) sono a pieno titolo Alfa Romeo Anni 80: la 75 sull'onda delle innovazioni introdotte nella decade precedente è l'ultima Alfa prima di Fiat Anni 90: soffriamo con la 155, ma poi arriva l'Alfa 156 Anni 2000: 159 Anni 2010: Giulia. Anni 2020: Giulia e poi?? Usciamo ufficialmente dal D, dopo 70 anni in cui è il cuore, l'essenza stessa dell'Alfa Romeo è il segmento D??? Non può essere, se non fosse che la (ex) casa madre Fiat ha fatto esattamente la stessa cosa dopo 127, Uno, Punto, Grande Punto. Usciti dal B, che è la sineddoche, il segmento per antonomasia che identifica la storia Fiat. Posso dire... ma andate a quel ...??
  7. Uff, cha fatica essere alfisti da diverse decadi. Quindi, l'anno scorso dovevamo vedere la Stelvio nuova, i patent erano stati depositati, il render visto qui dentro era stupendo e quando già avevamo la colina alla bocca...STOP, tutto rinviato. Adesso, io aspettavo questa presentazione con una certa, come dire.... elevata aspettativa. Non ho pututot seguirla per questioni di lavoro, ma facevo affidamento su di voi per essere ragguagliato nei dettagli. Vedo che ci sono venti pagine non lette, e già pregusto le ipotesi, le angolazioni, le soluzioni che ci mantengano un po' di "sano" motore a scoppio ma proiettino Stelvio e Giulia nel tempo dell'evoluzione tecnologica attuale e prossima. E che succede? Presentazione folle, da allarme di guerra nucleare e poi un comunicato che mette una pezza posticcia! Di fatto? Ne sappiamo circa quanto prima. Ora mi permetto una piccola digressione sulla questione successo o bagno di sangue Giulia e Stelvio. Da un punto di vista della conquista tecnologica, l'aver riportato Alfa a guardare in faccia la triade nei rispettivi segmenti sulla dinamica, prestazioni, solidità percepita, è un successo. Mi fece sorridere quando Mercedes inviò un tweet (o qualcosa del genere) dicendo ad Alfa "bentornata". Lo interpretai come affetto, rispetto e voglia di aver un avversario storico valido. Commercialmente non è andata malissimo ma non bene. Il piano di Marchionne era enorme, articolato, e prevedeva segmento E, se non ricordo male anche coupè, e poi condivisioni ampie con Maserati e altri marchi del gruppo. Il piano di Sergio prevedeva di arrivare a 400.000 auto anno a livello globale con gamma completa, rafforzamento della rete commerciale. Quel piano è stato realizzato per molto meno della metà. E nella loro storia aggiornata ad oggi Giulia e Stelvio hanno venduto insieme in dieci anni 350/380.000 auto. Ora, Stellantis non pubblica bilanci e conti ufficiali per singolo marchio e quindi la verità ufficiale non la sappiamo. Ma se i volumi, la gamma, le condivisioni dovevano essere di una certa dimensione e struttura, era perché probabilmente i costi di implementazione erano significativi. E se quella struttura, condivisioni, gamma, volumi si sono ridotti alla metà o anche meno, non può essere che i rendimenti economici siano positivi. Oggi, si cerca di stillare ancora qualche goccia da questi due straordinari modelli, ma io, come probalmente molti di voi, dico che non è stato loro riservato un trattamento degno
  8. Ma le noto soltanto io le inquietanti somiglianze con un modello del passato che non richiamava al sogno ma piuttosto all'incubo?
  9. Se parliamo di design puro la 156 vince in modo netto. Fu un'irruzione da un'altra epoca, un altro pianeta al suo esordio. Rottura di linee rispetto al passato, un concept già di serie. Qui del Silva elaborò un capolavoro di armonia, equilibrio, ammiccando allo stile coupe. Più la vedevo per strada e più non mi capacitavo che Alfa avesse fatto una berlina tanto attraente e magnetica La 159 arriva per ultima. Giugiaro fece un buon lavoro, ma non si avvertì il né il salto rispetto alla 156, né l'effetto devastante nel segmento di riferimento, pur rimanendo la preferibile del suo segmento. Tra l'altro ho sempre trovato poco digeribile lo sbalzo anteriore e un po' piatta la vista laterale del posteriore. Il frontale mi piace e recupera in parte lo stile Brera. Giulia è al secondo posto ma perché è irripetibile quello che ha fatto la 156 nel suo segmento. Ha proporzioni straordinarie, recupera stilemi della storia Alfa che molti di voi negli anni mi hanno fatto notare in commenti sapienti. E ogni volta che la vedo per strada mi fermo ancora ad ammirarla. Secondo me alla lunga sarà quella che manterrà di più la longevità del suo design piacevole.
  10. Dopo aver visto più volte le immagini, la via associativa mi ha portato a quei discount tipo LIDL che in cesti grigliati di metallo accatastano elettrodomestici, come bilance, tostapane, ferri da stiro che ti paiono esser gli avanzi di magazzino di prodotti cheap risalenti agli anni 70. Secondo me si tratta di uno stress test durissimo per vedere a quali "intemperie" può resistere l'immagine potente del marchio Ferrari
  11. Will ha risposto a Osv in Fiat
    In barba a studi di statistica, calcolo probabilistico, stato dei concorrenti e loro proposta di prodotto, evoluzione legislativa, stralci di insondabili aspetti emozionali che comunque lasciano tracce, necessità funzionali e pratiche, necessità di mostrare uno scarto di miglioramento rispetto al passato (o perlomeno di novità)... Gaetano Thorel ritiene il 1.0 sufficiente. E che nessuno si permetta di disturbarlo al riguardo per cortesia.
  12. Will ha risposto a Osv in Fiat
    No, perlomeno non nel senso di libero arbitrio o deliberata decisione afferente alla corteccia superiore. Il loro talento nello sbagliare tutto quello che si può sbagliare è riconducibile ai movimenti involontari e alle azioni inscritte nel firmware di base del sistema biologico, come respirare, far pompare il cuore, circolare il sangue.
  13. Rasoio di Occam. Considerato che Un suvvetto venduto a 30.000 Euro, che se fosse stato il completamento di una gamma centrata non sarebbe affatto male Un SUV C che il mercato ha ben presto relegato alla mediocrità; nato su progetti già abbandonati; con un brutto salto tra il concept e la versione di serie Giulia e Stelvio: per me tra le migliori Alfa di sempre, ma una dell'aprile 2016 e una del dicembre 2016. Mai aggiornate con reali interventi di miglioramento, perfezionamento significativo e del tutto refrattarie alla transizione ecologica: manco un mezzo ibrido. Altro che forze conservative la gamma Alfa è impresentabile. E 40.000 auto vendute in Europa in 11 mesi dovrebbero dare un supporto assiomatico all'affermazione. Adesso, chiunque abbia questa strana sindrome della passione per Alfa Romeo - come il sottoscritto - non può che avere uno strizzone al cuore quando si parla di Giulia (ma anche di Stelvio). Auto che tuttora, quando le vedo per strada o ho delle occasioni di provarle, mi sento emozionato. Le guardo o ci salgo sopra come se dovesse succedere qualcosa. Ma non può questo stato emotivo, o slogan come "la meccanica delle emozioni", "la nuova voglia di guidare", "Cuore Sportivo", "Il piacere di guida", confonderci o confondere il mercato sul fatto che sono passati ormai 10 anni dalla loro presentazione. Con un aggravante: non è né imminente né chiara la data del loro avvicendamento.
  14. Will ha risposto a Osv in Jeep
    E' altrettanto vero che il successo di Avenger è parimenti inaudito 😄
  15. Will ha risposto a Osv in Fiat
    4200blu, grazie per l'intervento. Una tua correzione è sempre ben accetta perché conosco bene la precisione e puntualità dei tuoi dati.
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