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Will

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  1. La domanda che mi pongo guardando le foto dalle diverse angolazioni, leggendo i richiami stilistici, pensando alla riesumazione del nome, alla gamma motori e al possibile (non lo sappiamo ancora) range di prezzo intorno ai 40K€, è "perché una persona libera non soggetta ad alcun vincolo o "ricatto" dovrebbe decidere di comprarla?" Un interrogativo tra il serio e il faceto. Se siamo intorno ai 40K€ tendenzialmente siamo già oltre la mera necessità di un mezzo meccanico che mi porti da A a B. Entrano in gioco desiderabilità, status, fiducia nel marchio, valore residuo, tecnologia e identificazione personale. E Gamma parte con un handicap in quasi tutte queste categorie. Un cinquantenne o sessantenne italiano può vedere la scritta Lancia e pensare: Aurelia – Fulvia – Stratos – 037 – Delta Integrale – Thema. Ma un 30-40 enne di qualsiasi nazionalità, a meno che non sia un appassionato, fa questo collegamento? No, no e ancora no. Lo dimostra il fatto che marchi che non esistevano fino a pochi anni fa hanno raggiunto quote di mercato altissime. E non parlo solo di cinesi, perché Cupra è un progetto VAG recente, Skoda e DAcia (in altre categorie d'accordo) sono tornate dall'aldilà con altra identità ricavata da zero. Se noi siamo ancora qui a pensare ai Rally, allora viviamo in una bolla di sapone tutta nostra. il sito internazionale Lancia indirizza soltanto verso Italia, Francia, Spagna, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi. E' qui che viene distribuita. Già la scelta limitata è sintomo dell'ambizione e fiducia in questo marchio. Prendiamo un concorrente che ammetto piacermi molto. La nuova BYD ATTO 3 EVO costa in lancio €37.600 e offre architettura 500 V, batteria da 74,8 kWh, ricarica a 220 kW, 510 km WLTP e, nella versione AWD, 449 CV e 0-100 in 3,9 s. Estetica. Solito refrain obbligato sulla soggettività. Dazio pagato. E ora, lasciatemi dire una cosa: d'accordo i richiami, le citazioni ma La vecchia Thema non assomigliava a niente. La Stratos, Fulvia Coupé neppure. La prima Y10 non assomigliava a niente. Gamma invece è diluita nel grande settore del crossover fastback contemporaneo. Questo significa che per riconoscerla devi guardare i particolari. Ed è esattamente il contrario di ciò che servirebbe a un marchio che deve rinascere. Avrebbe avuto bisogno di un'automobile che, vista a 150 metri, facesse chiedere: "Ma che diavolo è quella?". Ricordo che capitava ad alcuni miei colleghi qualche anno fa con la Evoque (prima serie), e io un po' stizzito rispondevo: una macchina molto scomoda. C'è poi il precedente Ypsilon. Lancia sta tentando una brand resurrection dall'alto, ma il primo esperimento, la nuova Ypsilon, ha dimostrato quanto sia difficile e potrebbe aver dato un colpo definitivo al brand Si è cercato di passare da una piccola vettura chic, molto italiana e con una clientela consolidata, a un prodotto europeo premium. Gamma porta la stessa strategia a un livello molto più pericoloso. Quando ci muoviamo su quelle cifre, oltre a una nuova triade (cinese), resta la folle disponibilità dell'utente a fare un sacrificio ancora più alto (magari di 10K€ in più) ma per la triade tedesca. Il rally citato da qualcuno. Nel 1992 la Delta Integrale vincente parlava a milioni di automobilisti perché il rally aveva una visibilità culturale completamente diversa. Quando passavo con l'autobus davanti al vialone principale della mia città, ricordo questo cartellone pubblicitario enorme: vincere è umano, perseverare è Delta. Lo si ripeteva a scuola, tra amici. Era un meme quando l'avvento dell'IT era ai primissimi passi. E ora passiamo al faceto. Cosa potrebbe darle una possibilità di successo La prezzano in maniera scandalosamente aggressiva. Gamma Hybrid: €33.900. Un po' come fecero con Freemont (so che erano degli accordi con gli usa o sindacati di USA) GAranzia alla cinese o Kia. Lancia potrebbe fare qualcosa che un marchio europeo premium considera quasi indecoroso: 8 anni / 200.000 km. E manutenzione ordinaria inclusa per cinque anni. Il messaggio sarebbe: se dobbiamo conquistare la vostra fiducia, il rischio è a nostro carico. Fare davvero una HF. 450/500 cv, soluzioni tecniche d'avanguardia, estreme e di nuovo prezzo folle. Se improvvisamente Top Gear, Autocar, Quattroruote e YouTube cominciano a dire: "Aspetta. Lancia ha costruito una macchina fantastica.", si ricrea qualcosa che va oltre il marketing. Reputazione vera su soluzioni tecniche e non livree, personaggi che fanno da testimonial, e comparse alle olimpiadi o stadi. TECNOLOGIA vera, esclusiva. Se Stellantis decidesse di usare Lancia come vetrina tecnologica. Ricarica 10-80% in 12 minuti. Oppure sospensioni attive straordinarie (ricordo ancora quando uno dei progettisti della Thema disse che si rese conto della bontà delle sospensioni quando la moglie si addormentò docilmente in auto mentre faceva i test) Oppure 900 km reali. Oppure un sistema ibrido seriale da 250 CV che fa 25 km/l Convincere il VAticano a usarla come papamobile (di qui inizio un po' a sbragare) In una puntata della nuova serie HBO il miliardario europeo psicopatico protagonista viene accompagnato sempre da una Gamma nera. DAnza della pioggia per favorire l'immissione di dazi sulle auto cinesi che le mettano fuori mercato e Lancia, prodotta in Italia, è l'alternativa pronta Torno serio e dico: Gamma diventa un'auto aziendale eccezionalmente conveniente. Non bisogna necessariamente venderla ai privati. Se Stellantis riesce a costruire offerte NLT molto aggressive, Gamma può diventare l'auto delle flotte. Scusate, avevo serata libera e mi sono un po' prolungato.
  2. Ma davvero si è riusciti a parlare per oltre due pagine delle bocchette posteriori... ai tempi della scuola nessuno di noi avrebbe mai fatto scena muta a un'interrogazione; avremmo comunque tirato fuori uno speech di un paio d'ore prendendo spunto dalla domanda postaci
  3. Fate un favore: concedete l'utilizzo di questa immagine alle varie riviste di settore. Tanto se devono sparare ipotesi a caso, tanto vale almeno fantasticare su qualcosa di bello.
  4. Pelo, contropelo e contropelo con la riga in mezzo oppure... sentenza passata in giudicato, verdetto definitivo, irrevocabile ed esecutivo. Difficile trovare un margine per contestare quelle che scrivi.
  5. No dai, quando è mai successo che un marchio è passato da una storia e tradizione ad avere una sola auto stanca e di segmento neppure appartenente a quella storia? Non vorrai mica insinuare che tra anni 80 e 90 Lancia aveva Delta, Prisma, Dedra, Thema, Delta S4 e poi si è trovata per 40 anni a essere rappresentata da una sola auto di segmento B, che mai aveva fatto parte (come segmento) della sua tradizione storica? Possibile che si possa perpetrare una distruzione costante, sistematica di tutto quello che è la storia industriale di questo paese?
  6. La Grizzly ha quelle linee solide, molto leggibili. Il cofano è piuttosto alto, l'abitacolo pare ben centrato. Le superfici laterali sono abbastanza pulite e i passaruota sono evidenti ma non esagerati. Sembra compatta, geometrica. Trasmette una sensazione di solidità e stabilità percettiva. Mi sembra un misto di scelte rassicuranti in stile VW con T-Roc (e l'altra di cui non ricordo il nome) e le filosofie dei modelli BYD e MG con fari orizzontali, la firma luminosa continua, le forme squadrate e il trattamento molto pulito delle superfici. In quest'ultimo caso intendo riferirmi a una modernità senza i personalismi, la ricerca di identità univoche che ha spesso caratterizzato Fiat nel suo sforzo in tema di design nel passato (pensiamo a Multipla, Ritmo, Uno stessa, famiglia cinquecento. Oppure la Y10 degli esordi Autobianchi). Uno sforzo negli ultimi decenni che se ha avuto il pregio di cercare una riconoscibilità in ogni modello, ha causato in Fiat una crisi di identità e riconoscibilità come marchio. Qui, come i brand citati sopra non vi è la pretesa di stupire, ma di apparire contemporanei già al primo sguardo e familiari al secondo. La sensazione che ne deriva è quella di un oggetto progettato per essere accettato rapidamente. È un design che cerca di non creare attrito. Dopo tre giorni che il mio occhi sente di comprendere al volo cosa sia questo modello, e di digerirlo bene, al di là del montante posteriore (che non mi sembra così pessimo), continua a risultarmi coerente.
  7. Sto cercando una razionalità. Ho apprezzato che qualcuno abbia messo a confronto il numero di risorse umane e materiali di cui dispone Ferrari vs il gigantismo e profondità di filiera dei gruppi cinesi. E' un fatto. Ma non basta. Ferrari ci ha abituato a una storia di primati (perlomeno nella produzione di serie) Per quanto riguarda la somma degli eventi occorsi nell'ultima settimana credo che sia andata così: John Elkann dopo gli investor day ha convocato Clara Ingen-Housz, Olivier François, Antonio Filosa, chiedendo conto della caciara esplosa intorno al segmento D Alfa Romeo. Clara ha riferito che il clamore, la protesta, il disappunto erano montanti e i forum prossimi all'intasamento. Che fare, domanda John. Filosa con voce entusiasta di chi ha trovato l'idea afferma: "capo è venuto il momento di presentare alla stampa la Ferrari elettrica". Clara silenziosamente cerca di ricordare come si chiama quel modello. Oliver guarda Filosa con un moto di invidia. Dopo la presentazione, i 4 si riuniscono nuovamente. John urla: abbiamo sollevato un polverone peggio del precedente. Idee?? Oliver questa volta non si fa bruciare sul tempo e propone con voce concitata l'anticipazione delle prime foto ufficiali della Lancia Gamma. Clara pensa ma non dice ad alta voce: ma chi se la fila Lancia ormai?!
  8. Allora ragazzi, ho fatto due rapidi conti e non tutto è perduto, a patto che Ferrari agisca prontamente: L'ebuilding di Maranello ha un suo costo sviluppo piattaforma, powertrain, batterie, software, design, pre accordi con fornitori, concessionari, pre ordini e anticipi, hanno a loro volta un costo Ho calcolato parallelamente il costo della distruzione di immagine, con ricaduta non solo sul comportamento dei puristi, ma indebolimento dell'immagine sia sportiva, che di leggendaria bellezza. Imbarazzanti confronti con marchi più generalisti o privi di storicità, che offrono proposte uguali o migliori a un decimo del prezzo. Rapida obsolescenza delle soluzioni tecnologiche, che faranno arrossire tra qualche anno l'auto vicino a un'utilitaria nonostante un prezzo di vendita di 500.000 Euro. CONCLUSIONE: Ferrari deve immediatamente comprare tutte le copie delle riviste che ne parlano Oscurare, anche con aiuto delle istituzioni e collaborazioni internazionali, tutti i video, social, articoli in rete che contengono tracce dell'esistenza di questo prodotto (non lo nomino proprio per aiutare l'operazione) parlare convulsamente e ripetutamente di fenomeni di allucinazione collettiva e di complotti. Di grigi, e di terrapiattisti e scie chimiche. In sintesi, condanniamo prontamente il modello, ancor prima che metta ruota su strada, alla damnatio memoriae. Gli ultimi tre bilanci Ferrari sono stati in media sul miliardo e mezzo di utile. Ne sacrifichiamo uno, uno e mezzo, ma salviamo il futuro.
  9. Mi disturba questa cosa. Non me ne capacito ma è successo. Anni 50: Giulietta è la fidanzata d'Italia Anni 60: Giulia è una rivoluzione Anni 70: Alfetta e poi Giulietta (77) sono a pieno titolo Alfa Romeo Anni 80: la 75 sull'onda delle innovazioni introdotte nella decade precedente è l'ultima Alfa prima di Fiat Anni 90: soffriamo con la 155, ma poi arriva l'Alfa 156 Anni 2000: 159 Anni 2010: Giulia. Anni 2020: Giulia e poi?? Usciamo ufficialmente dal D, dopo 70 anni in cui è il cuore, l'essenza stessa dell'Alfa Romeo è il segmento D??? Non può essere, se non fosse che la (ex) casa madre Fiat ha fatto esattamente la stessa cosa dopo 127, Uno, Punto, Grande Punto. Usciti dal B, che è la sineddoche, il segmento per antonomasia che identifica la storia Fiat. Posso dire... ma andate a quel ...??
  10. Uff, cha fatica essere alfisti da diverse decadi. Quindi, l'anno scorso dovevamo vedere la Stelvio nuova, i patent erano stati depositati, il render visto qui dentro era stupendo e quando già avevamo la colina alla bocca...STOP, tutto rinviato. Adesso, io aspettavo questa presentazione con una certa, come dire.... elevata aspettativa. Non ho pututot seguirla per questioni di lavoro, ma facevo affidamento su di voi per essere ragguagliato nei dettagli. Vedo che ci sono venti pagine non lette, e già pregusto le ipotesi, le angolazioni, le soluzioni che ci mantengano un po' di "sano" motore a scoppio ma proiettino Stelvio e Giulia nel tempo dell'evoluzione tecnologica attuale e prossima. E che succede? Presentazione folle, da allarme di guerra nucleare e poi un comunicato che mette una pezza posticcia! Di fatto? Ne sappiamo circa quanto prima. Ora mi permetto una piccola digressione sulla questione successo o bagno di sangue Giulia e Stelvio. Da un punto di vista della conquista tecnologica, l'aver riportato Alfa a guardare in faccia la triade nei rispettivi segmenti sulla dinamica, prestazioni, solidità percepita, è un successo. Mi fece sorridere quando Mercedes inviò un tweet (o qualcosa del genere) dicendo ad Alfa "bentornata". Lo interpretai come affetto, rispetto e voglia di aver un avversario storico valido. Commercialmente non è andata malissimo ma non bene. Il piano di Marchionne era enorme, articolato, e prevedeva segmento E, se non ricordo male anche coupè, e poi condivisioni ampie con Maserati e altri marchi del gruppo. Il piano di Sergio prevedeva di arrivare a 400.000 auto anno a livello globale con gamma completa, rafforzamento della rete commerciale. Quel piano è stato realizzato per molto meno della metà. E nella loro storia aggiornata ad oggi Giulia e Stelvio hanno venduto insieme in dieci anni 350/380.000 auto. Ora, Stellantis non pubblica bilanci e conti ufficiali per singolo marchio e quindi la verità ufficiale non la sappiamo. Ma se i volumi, la gamma, le condivisioni dovevano essere di una certa dimensione e struttura, era perché probabilmente i costi di implementazione erano significativi. E se quella struttura, condivisioni, gamma, volumi si sono ridotti alla metà o anche meno, non può essere che i rendimenti economici siano positivi. Oggi, si cerca di stillare ancora qualche goccia da questi due straordinari modelli, ma io, come probalmente molti di voi, dico che non è stato loro riservato un trattamento degno
  11. Ma le noto soltanto io le inquietanti somiglianze con un modello del passato che non richiamava al sogno ma piuttosto all'incubo?
  12. Se parliamo di design puro la 156 vince in modo netto. Fu un'irruzione da un'altra epoca, un altro pianeta al suo esordio. Rottura di linee rispetto al passato, un concept già di serie. Qui del Silva elaborò un capolavoro di armonia, equilibrio, ammiccando allo stile coupe. Più la vedevo per strada e più non mi capacitavo che Alfa avesse fatto una berlina tanto attraente e magnetica La 159 arriva per ultima. Giugiaro fece un buon lavoro, ma non si avvertì il né il salto rispetto alla 156, né l'effetto devastante nel segmento di riferimento, pur rimanendo la preferibile del suo segmento. Tra l'altro ho sempre trovato poco digeribile lo sbalzo anteriore e un po' piatta la vista laterale del posteriore. Il frontale mi piace e recupera in parte lo stile Brera. Giulia è al secondo posto ma perché è irripetibile quello che ha fatto la 156 nel suo segmento. Ha proporzioni straordinarie, recupera stilemi della storia Alfa che molti di voi negli anni mi hanno fatto notare in commenti sapienti. E ogni volta che la vedo per strada mi fermo ancora ad ammirarla. Secondo me alla lunga sarà quella che manterrà di più la longevità del suo design piacevole.
  13. Ecco, guardando il render ultimo, che dovrebbe avvicinarsi alla linea che vedremo una volta presentata, ci si domanda: quale persona libera, non soggetta a ricatti con famigliari tenuti in ostaggio, vorrebbe mai spendere soldi, tempo per comprare e usare un'auto del genere?? Il rischio di ripetizione di cicli storici, con déjà-vu dell'effetto Multipla, è alto. Non so se ricordate il coro da stadio "siete più brutti della multipla" Comunque, diciamo che oggi sarebbe in buona compagnia, perché non sono poche le auto con linea simile come concetto.
  14. Dopo aver visto più volte le immagini, la via associativa mi ha portato a quei discount tipo LIDL che in cesti grigliati di metallo accatastano elettrodomestici, come bilance, tostapane, ferri da stiro che ti paiono esser gli avanzi di magazzino di prodotti cheap risalenti agli anni 70. Secondo me si tratta di uno stress test durissimo per vedere a quali "intemperie" può resistere l'immagine potente del marchio Ferrari
  15. Io lo so bene che il rimosso è un motore psicologico di autoprotezione importante e potente, ma non potete tralasciare la Croma 2. Quella sì che detiene primati di sconcezza stilistica difficilmente eguagliabili
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