Quoto quanto scritto da Ario.
Aggiungo che, nel mio piccolo, ho un po' d'esperienza sull'utilizzo delle batterie di accumulatori agli ioni di Litio (Li-ion) nei satelliti artificiali. Tali tipi batterie di media/grande capacità non sono come quelle per telefonini. La gestione delle fasi di scarica, ma soprattutto di ricarica di tali batterie richiede una tecnica sofisticatissima che se è molto complessa nell'uso spaziale (dove praticamente non ci sono costrizioni di budgets economici ed ogni satelite è un "esemplare unico"), nella produzione di massa potrebbe essere proibitiva se si vuol garantire un'affidabilità degna di questo nome.
Non dimentichiamoci, comunque, che il Litio è una sostanza stramaledettamente infiammabile sia pura, sia in ogni suo composto e per portarla all'autoaccensione bastano le temperature innescate da una leggera sovraccarica.
E qui non voglio parlare della reperibilità e del riciclo di una sostanza comunque RARA in natura. Vogliamo passare dalla schiavitù del petrolio alla schiavitù del Litio? Prego: "avanti c'è posto".