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Unperdedor

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About Unperdedor

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    Liibri, sport, motorsport, cinema, musica, tecnologia, baciare, lettera, testamento
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  1. Ma infatti i suoi errori sono evidenti, e non degni di un pilota del suo livello. È proprio questo il punto. È il top driver della scuderia più prestigiosa al mondo, e ci si aspetta che, qualunque siano i problemi, contribuisca anche lui a risolverli, piuttosto che farsi schiacciare da essi. Se la macchina non è di suo gradimento, alzi la voce e indirizzi lo sviluppo dalla sua parte. Se la direzione sportiva è deficitaria, metta sul piatto la sua esperienza di pluricampione del mondo e contribuisca a mettere ordine. Deprimersi e perdere intensità mentale non è quello che ci si aspetta da lui. Il mio è un discorso sicuramente semplicistico, perché io non so come stanno veramente le cose all’interno della scuderia, ma l’impressione è che lui si stia facendo un po’ travolgere dagli eventi.
  2. Io ammetto di essere ipercritico nei confronti di Vettel, proprio perché da uno come lui mi aspetto il massimo. E ammetto anche che fra lui e Leclerc preferisco di gran lunga il ragazzino, non fosse altro perché seguo le sue imprese da quando correva in kart. Però non sono fra quelli che vogliono vedere la testa di Seb sul ceppo. Sarei il primo ad essere felice se tornassimo a vedere il Vettel del 2015, perché la Ferrari ha bisogno di lui, e anche perché mi dispiace che ormai sia il bersaglio di un tiro al piccione forse impietoso.
  3. Se qualcuno mi chiedesse da dove nasce la mia passione per la Ferrari, forse risponderei dalla visione di questo film, in età probabilmente prescolare. Nell’episodio “Toby Dammit” del film “Tre passi nel delirio”, Terence Stamp guida questa macchina meravigliosa. È una spider one off su base 330 LMB, realizzata dalla carrozzeria Fantuzzi di Modena. La storia di questa macchina è incredibile. Nata come 330 LMB (motore della 250 GTO portato a 4 litri), corse nel 63 a Sebring guidata da Parkes e Bandini, e a Le Mans guidata da Guichet e Noblet. Dopo queste due gare venne venduta, come da prassi per Ferrari in quegli anni. Ad acquistarla fu un ricco romano che la portò da Fantuzzi per farla ricarrozzare. Il suo desiderio era qualcosa che somigliasse alla 250 P, e il risultato fu questo capolavoro. La fantastica vernice color oro fu un’esplicita richiesta del cliente. Negli anni successivi, prima di diventare la protagonista del film di Fellini, farà la comparsa in altri due film, “James Tont” (all’epoca andavano molto queste parodie ) e “Capriccio all’italiana”, guidata nientepopodimenochè da Silvana Mangano. Chiusa la sua carriera cinematografica, anni dopo venne acquistata da Fabrizio Violati (collezionista, per decenni proprietario di una GTO), che fece ripristinare da Fantuzzi l’originale carrozzeria LMB. La spider d’oro però non andò perduta, ma finì a ricarrozzare una 330 GT, dipinta stavolta di rosso. Qui le strade si biforcano, per cui abbandoniamo la LMB (che è ancora viva e lotta con noi, fra corse storiche e concorsi d’eleganza) e seguiamo la 330. Nel 1989 trova una casa in Germania, dove resta fino al 2005, anno in cui viene acquistata da un americano. Resta poi abbandonata in un magazzino fino al 2008, quando grazie anche a Marcel Massini, che la vede e ne ricostruisce la storia, riceve finalmente il profondo restauro che merita. Il risultato lo vedete nelle ultime tre foto.
  4. la FDA è decollata quando Baldisserri ha tolto il disturbo ed è arrivato Rivola.
  5. No aspetta, non intendevo dire che la Ferrari ha voluto costruire una macchina con poco carico, ma che hanno valutato che con le gomme di quest'anno servisse una macchina che privilegiasse la penetrazione piuttosto che il carico verticale, proseguendo la filosofia della macchina 2018. L'ormai tristemente nota ala anteriore outwash ne è la prova. Non un errore dato da incapacità, ma un clamoroso errore di valutazione. Anche la RB di Newey, il maestro dell'aerodinamica, ha fatto lo stesso errore, per dire. La 90 non manca di carico in assoluto, manca del carico sufficiente per mandare in temperatura le gomme, soprattutto le anteriori. Su tutto il resto concordo, soprattutto su Seidl.
  6. Cosa c’entri l’involuzione 2018 con la SF90 lo sa solo Binotto. Con le gomme di quest’anno sarebbe servita una macchina che generasse più carico aerodinamico possibile, soprattutto all’anteriore, e invece la Ferrari è andata nella direzione opposta, cannando completamente il concetto. Un errore progettuale talmente clamoroso da non sembrare vero. Sembra quasi che gli abbiano consegnato le vere specifiche delle gomme il giorno prima delle libere in Australia. Un errore che hanno commesso praticamente tutti, tranne la Mercedes, che infatti sembra una macchina di un’altra categoria.
  7. Potevano chiamarla Ouija, almeno poteva essere usata per evocare gli spiriti dei motori termici perduti per sempre.
  8. Sono d’accordo, il mondiale 18 non è stato perso solo per colpa sua.
  9. A Spa fece una gara perfetta, ma non facciamo passare un sorpasso sul dritto di potenza bruta come il sorpasso del secolo dai. Molto più bello fu il sorpasso in Austria, per esempio.
  10. Io sarei curioso di andare a ripescare cosa scrivevano di “ditino” Vettel i ferraristi negli anni della Red Bull Leggo in giro che i problemi di Vettel quest’anno si stanno amplificando man mano che gli sviluppi sulla SF90 attenuano il sottosterzo, rendendo il posteriore più ballerino, cosa che non si adatta alla guida del tedesco. Ora, a parte che un pilota così schiavo del proprio stile di guida è un problema, un top driver dovrebbe essere anche in grado di cambiare un minimo il suo modo di guidare per adattarlo alla macchina. A conferma di questo, a inizio stagione, quando la macchina era più adatta a lui che a Leclerc, non mi pare che il monegasco fosse in difficoltà. Considerando che l’anno scorso Charles nella seconda parte della stagione ha fatto sfracelli, il prosieguo di questo campionato per Vettel lo vedo veramente difficile. Se non si dà una svegliata rischia una replica del 2014.
  11. Per tornare alla triste attualità, quest’anno Hamilton vincerà il mondiale a 11 anni di distanza dal primo. Non c’era mai riuscito nessuno.
  12. Ma infatti, per questo è meglio parlare di quello che è successo, e non di quello che sarebbe potuto succedere se...
  13. Non volevo fare paragoni con Lewis, però visto che mi solletichi... Nel 2009, con una McLaren inguardabile senza DD ha vinto due gare ed è finito svariate volte sul podio Nel 2010, con una McLaren terza forza in campo, 4 vittorie e una decina di podi, in corsa per il mondiale fino alla fine, battendo nettamente il campione in carica Button. Nel 2012 dietro a Button in classifica, ma con più problemi tecnici e lo stesso numero di vittorie. Nel 2012, l’anno della McLaren velocissima ma fragile come la teiera della bisnonna, davanti a Button in classifica, e con più vittorie e più podi. Nel 2013, l’anno della Mercedes mangiagomme e del test illegale, davanti a Rosberg in classifica, ma con una vittoria in meno, in un campionato in cui fece molta fatica a gestire il degrado delle Pirelli, e in cui da quel punto di vista ha imparato parecchio. Anche la famosa sconfitta con Rosberg che viene tirata in ballo per dimostrare una sua presunta debolezza. Innanzitutto perdere contro Nico non è un disonore, visto che si parla di un pilota velocissimo e molto redditizio. Poi, senza quei misteriosi problemi alla frizione che gli facevano sbagliare le partenze, e soprattutto il barbecue in Malesia, unico guasto Mercedes in tutta la stagione, avrebbe vinto anche quell’anno. Nei suoi anni di carriera, oltre a non avere mai avuto compagni comodi, a parte Kovalainen, io ricordo qualche errore dovuto a eccesso di aggressività o inesperienza, ma passata quella fase di crescita è rimasto un pilota tremendamente veloce in qualsiasi condizione, tatticamente sempre lucidissimo, e con una percentuale di errori prossima allo zero. Poi è lapalissiano dire che negli ultimi anni a macchine invertite, Seb avrebbe vinto e Lewis avrebbe perso, ma il modo in cui l’avrebbero fatto secondo me sarebbe stato diverso. La verità non la sapremo mai. Vabbè, anche il capitolo Hamilton se lo semo levato dal...
  14. Quindi un campione osannato, plurititolato, con uno stipendio di 60 milioni l’anno, per rendere in modo decente ha bisogno: 1. Di una macchina 1 secondo al giro più veloce delle altre 2. Di stare lontano dai duelli corpo a corpo 3. Di avere uno Stroll come compagno di squadra 4. Di essere coccolato e rassicurato continuamente 5. Di un pool di psicologhi che lo aiuti a superare la frustrazione di essere battuto da una macchina più veloce Chiedo senza nessuna polemica, è così difficile ammettere che Seb abbia forse imboccato la parabola discendente della sua carriera? Ripeto, io lo trovo un ragazzo adorabile, spiritoso, ironico, colto, gentile. Però come pilota, non so, ho qualche perplessità. I numeri dicono che è un grandissimo, ma i numeri non dicono sempre tutta la verità. Andando ad analizzare la sua carriera, ha avuto picchi molto alti, ma con una certa costanza negli errori stupidi. Dopo un paio d’anni buoni alla Toro Rosso (compagni di squadra Speed e Bourdais, ricordiamolo), con qualche incidente di troppo e una vittoria capolavoro (anche se, a mio parere, favorita da alcune circostanze, e che gli ha dato il titolo di rainmaster, non totalmente meritato come si vedrà in seguito), passa alla Red Bull, dove grazie a Newey e a trucchetti vari trova una macchina da titolo. I primi 2 anni fatica parecchio a stare davanti a Webber, un pilota discreto nell’ultima fase buona della sua onesta carriera. Nel 2010, oltre a Webber, il problema si chiama Alonso, ma Vettel riesce a spuntarla fondamentalmente perché la RB è molto più veloce della Ferrari, la quale pensa bene di commettere all’ultima gara uno di quegli orrori tattici colossali che si ricordano nei secoli, tanto per essere sicuri di impacchettare il titolo col fiocco e consegnarlo nelle mani del destinatario (a proposito, qualcuno ha mai più visto vivo Dyer da quella volta?). Nel 2011 Webber si eclissa, la Ferrari mette in pista una vasca da bagno, e Seb vince facile per mancanza di avversari. Nel 2012, la Ferrari è ancora un sanitario, ma Alonso è protagonista di una stagione mostruosa, per cui, nonostante la clamorosa inferiorità tecnica, si arriva in bilico all’ultima gara. Qui Seb, tanto per cambiare, ha un incidente al primo giro, che 99,9 volte su 100 si concluderebbe con il ritiro. Invece, senza mezza macchina, si produce in una grande rimonta e agguanta i punti necessari per rivincere il titolo. Nel 2013 abbiamo il solito Webber ectoplasmatico, la solita ceramica da bagno dipinta di rosso per Fernando, e Vettel vince di nuovo facile. Nel 2014 i Bulli gli mettono accanto il primo compagno forte della sua carriera, e Vettel le busca di brutto. Ora, negli anni si sono trovate attenuanti di qui e di là, ma a mio parere la verità è che quell’anno Seb la ha buscate di brutto da Riccio. Il 2015 per me è il suo anno migliore. Concreto, veloce, zero errori, praticamente sempre sul podio, tre grandi vittorie. Nel 2016 la Ferrari gli mette in mano l‘ennesimo trono di ceramica, e lui fa una stagione anonima, senza lampi né errori particolari. Il 2017 per me è l’inizio del suo declino, proseguito in modo evidente negli ultimi 2 anni. In conclusione, sicuramente un top driver, ma meno forte di altri della sua generazione. Molto veloce in qualifica, non fenomenale sul bagnato, devastante come front runner, fragile psicologicamente, e un po’ troppo incline all’errore. Perdonate la lunghezza, non succederà più.
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