Will
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Visualizza la discussione: Alfa Romeo - filosofia sul brand, sui modelli e sullo sviluppo
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L'odio per l'elettrico, mito, disinformazione o reale fondamento?
Anche perché, in questo apparente vero obbiettivo (riduzione del parco circolante privato), c'è un'altra variabile che ingarbuglia il corollario... le concessioni autostradali. Queste ultime hanno una durata tra 20-30 anni (al di là di insipienza di alcuni politici che danno i numeri a caso). In un business plan, un qualsiasi ente privato o statale, compie un determinato investimento che banalmente poggia su due variabili fondamentali: durata, traffico atteso sulla tratta (ce ne sono ovviamente molte altre ma al puro fine di discorrere amabilmente e senza pretese, le riduciamo a quelle di partenza) Queste due variabili hanno, una una carattere determinato e, l'altra determinabile con un'alea fondata su storicità "live". E' evidente che se un'esternalità interviene incidendo significativamente sul trend di una variabile, peggiorando lo stato economico atteso, si scomodano concetti di "claim", esternalità, forza maggiore, interventi di legge che hanno mutato fortemente l'equilibrio esistente al tempo dell'investimento. Il nostro codice norma queste casistiche, ma viene in aiuto un nuovo trend delle cose umane che riguarda la specialità tutta anglosassone di scovare l'avvenuto turbamento dell'equilibrio iniziale in cui si è chiuso un accordo e l'attribuzione della sua responsabilità, e dunque il ristoro Questo giusto per dire che un cambio così forte, indotto da entità sovranazionale (l'equivalente odierno dello Stato nazionale), non può essere valutato con il cannocchiale. C'è bisogno piuttosto di un modello che inserisca tutte le variabili, compreso lo sbattere delle ali della famosa farfalla (chiedo scusa in anticipo se dopo Smith e la sentenza di torto nei confronti dei luddisti decretata dalla storia, scomodo l'iconica farfalla)
- I prossimi modelli Lancia
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L'odio per l'elettrico, mito, disinformazione o reale fondamento?
cut... l discorso della "forzatura" mi pare sia lo specchio di questo. Continuo a sentir parlare di questa forzatura come se fosse un complotto di qualche potere occulto, e non capisco, perché saranno anche discutibili per mille motivi ma sono comunque decisioni che scaturiscono alla luce del sole da organismi democratici.... cut Gli organismo europei non hanno un insito ed esclusivo funzionamento democratico nella realtà. Esistono altre realtà, fatte di persone in carne e ossa che credimi o no ho incontrato, che generano ingerenze e direzioni che sfuggono al meccanismo superficiale del flusso democratico scritto nei libri di testo e nei trattati. Mi fermo qui perchè ho fatto una promessa nel precedente messaggio Wilhelm, tu scegli due punti, che sono la nostalgia e la forzatura imposta. Ma non mi sembra che sia tutto li. Anzi la nostalgia e le emozioni le ho lette poche volte rispetto a quanto mi aspettassi. Ci sono perlomeno i punti di una infrastruttura ancora da creare che oggi rende il mezzo BEV più fastidioso rispetto all'immediatezza dell'ICE. Un utente (chiedo scusa per non ricordare il nome) ha fatto un esempio piuttosto significativo affermando che vuole essere trasportato da A al punto da lui definito e non dover portare il mezzo dalla colonnina A alla colonnina più prossima Ci sono i costi di ingresso molto più alti, che nel tempo più che abbassarsi per l'effetto di tecnologia più matura ed economie di scala, avrà l'effetto di far alzare il costo delle ICE (è già in corso). Una bella fregatura perchè presto diremo che ormai i costi si equivalgono, ma in parte potrebbe essere che sarà per effetto dell'aumento delle ICE. PRoprio nel tuo esempio di una emotività del motore ICE che in realtà è un simulacro di un tempo che fu (un mio amico aveva la Uno turbo ed era una cosa di pazzi, ma ero anche più giovane), fai cenno a una richiesta dei clienti (del mercato) di maggiore sicurezza, confort, accessori, etc. Certo sono subentrate anche normative a cui conformarsi. Ma la spaccatura odierna non si è creata al tempo. Faccio una digressione, e penso che forse quella richiesta di maggiore sicurezza e confort coincide con il progressivo invecchiare della popolazione europea. Chissà che anche quest'ultima non sia una variabile da inserire nell'equazione che stiamo cercando di costruire. Ci si chiede, ma se l'Europa rappresenta il 9% delle emissioni e l'auto il 2%, ma non poteva essere più plausibile continuare nello sviluppo di una coscienza ambientale e il mercato avrebbe chiesto, sebbene più gradualmente, quel tipo di auto? Se l'errore è stato, come mi pare affermi tu, l'aver permesso la mobilità di massa privata, e la BEV è l'effetto di questa causa (che sembra più il rimedio), allora partiamo da un assioma differente. Nel senso che riconosciamo che le realtà urbane di oggi e il pianeta tutto non è strutturato per alloggiare, per esempio in Italia, un parco circolante di 40 milioni di auto. E, fermo restando questo punto di partenza, dobbiamo ridurlo a 25/30. Le BEV con costi di ingresso più alti, assolvono a due compiti: riducono le emissioni e riducono il parco circolante. E' che è un po' la storia del chi deve rimanere fuori? Un po' come nei film distopici di abbandono della terra e limitati posti sulle scialuppe di salvataggio spaziali. Chi sale? e chi resta a terra? Anche qui siamo a una domanda retorica. Come accaduto per altre dinamiche del passato il reddito è un vecchio refrain, che aiuta a dirimere. Aggiungo una coda a questo argomento: ho ammesso che abbia una ragionevolezza ritenere un errore l'aver permesso la mobilità di massa privata, ma anche se per ragionamenti puramente razionali fosse vero, il tornare indietro da una comoda abitudine, non può essere accolto dalle masse con giubilo e comprensione. Soprattutto se per qualcuno non cambierà niente. E per favore non scomodiamo gli archetipi del progressismo e dell'elemento reazionario al cambiamento, perché sono più consoni ad altre dinamiche. Qualche giorno fa mi trovavo nel Goiás in Brasile, e mentre ero nel traffico un pulmino ha fatto una sgasata che avrà rilasciato nell'aria l'equivalente di CO2 di 200 ICE già sostituite con 156 BEV (la sostituzione non sarà mai 1 a 1)
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L'odio per l'elettrico, mito, disinformazione o reale fondamento?
Ciao Xtom, faccio una breve replica perchè mi rendo ben conto che ho un po' deviato il discorso su argomenti meno afferenti all'auto e alla specificità del topic...distorsione dovuta al mio campo di lavoro Probabilmente il mio sotteso non è stato espresso bene. Dal periodo successivo alla lady di ferro e a Ronald Regan, si è generato un abbrivio dell'orientamento economico verso un mercato meno condizionato dagli interventi dello stato. Salto alcuni passaggi storici, che sono comunque interessanti ma non in questa sede, per arrivare al Washington consensus che ha operato un'ulteriore spinta in quella direzione. Nel frattempo, il concetto di Stato Nazione si è un po' diluito con l'intuizione intellettuale politica di questo nuovo concetto di entità sovranazionale che è oggi l'UE. La mia battuta si inserisce in questo contesto. Dove si parte da un riformismo, in cui si opera uno spogliamento forte delle istituzioni/enti pubblici e municipalizzate in nome di una libera manifestazione del mercato, libertà privata e non ingerenza dell'entità statale. In parallelo il concetto di Stato Nazione viene riformato e alcune delle sue prerogative sono trasferite ad un organo di livello superiore, che a sua volta, in questo caso specifico di cui stiamo parlando, ingerisce sulle scelte industriali. Il mio non è uno schieramento elettrico si/elettrico no in termini tecnologici. E' la dinamica di cui sopra che genera una stortura sociale e storica e disarciona alcuni principi che hanno un percorso antico. Non è questione di fanalino di coda, è questione che l'Italia ha una conformazione geologica, orografica, architettonica, identitaria, un po' arzigolata, raffazonata, ma comunque tutta sua. Quando lavoravo nei paesi scandinavi, mi era chiaro che non potevano cogliere fino in fondo cosa sia il nostro paese e che il loro sistema, per quanto funzionale, lo è a casa loro, nella loro storicità industriale e culturale, disponibilità di risorse, egemonia identitaria. Mi scuso davvero per la deviazione, è che oltre ad essere il mio campo professionale è anche la mia passione e mi sono concesso con voi un minuscola uscita d'argomento. Prometto che mi fermo qui Sulla questione elettrico, potremmo davvero fare un gruppo di studio e analizzare tutta la filiera dall'estrazione materie prime, loro collocazione nelle aree della terra, lavorazione, trsporti, paesi coninvolti e dinamiche geopolitiche in corso, riserve, sfruttamento del terreno e effetti collaterali, effettiva produzione di CO2 frontale e latente del processo, break even point, stato del parco macchine attuale, sviluppi tencologici attesi, ripensamenti sul nucleare. Poi quando arriviamo a un documento compiuto, ci mettiamo il copyright "autopareri" e lo pubblichiamo
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L'odio per l'elettrico, mito, disinformazione o reale fondamento?
Mi sembra che la discussione si sia un po' arroccata. Ci sono due/tre posizioni oltranziste sull'elettrico che resistono stoicamente alle argomentazioni di una decina di posizioni non molto favorevoli all'elettrico. I pollici alti affidati sono sempre gli stessi E' interessane notare anche la vena antropologica latente che emerge, relativamente alla percezione degli altri e percezioni soggettive di se stessi e del proprio caso specifico. Una cosa che mi chiedevo leggendo i vari commenti (strainteressanti) è che l'imposizione (giusta o sbagliata che sia), porta con sé due implicazioni: - ma chi paga gli incentivi per acquistare le prime elettriche? Retorica certo la domanda. Li pagano i contribuenti. Dalle mie parti di origine si diceva: "becchi e bastonati" - Ma se siamo nell'epoca del liberismo totale, dove la "mano visibile dello Stato" non si deve azzardare a commettere alcuna alterazione del mercato libero e privato, come è possibile che il sovrastato diriga le scelte dell'industria e dunque distorca il mercato? Caspita, eppure Adam Smith con l'esempio del macellaio e del birraio e del loro interesse, ci aveva pur spiegato qualcosa sulle motivazioni umane. Un'ultima cosa... se fossi nel Marocco o nell'India, rinforzerei un po' l'esercito. Tutta quella roba, in caso di penuria futura, potrebbe far gola fino all'irrazionalità.
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L'odio per l'elettrico, mito, disinformazione o reale fondamento?
Direi che l'argomento è stato sviscerato bene. Se si cercano motivi meramente di impatto sulla vita dei singoli, attendibilità di effettivo progresso tecnologico, reale sostanza dell'impatto sull'ambiente, aspetti impositivi... le reazioni avverse all'elettrico hanno dignità di essere espresse e tenute in considerazione Se il piano della questione è perchè ci siano reazioni becere, nomignoli spregiativi e tendenza a buttare tutto in caciara in maniera viscerale... anche qui abbiamo scoperto che non è una reazione che "l'elettrica" deve prendere sul personale, in quanto è una tipica polarizzazione estrema che assumiamo (noi umani, lasciamo un po' in pace gli italiani) quando vi è un dibattito qualsiasi, che riguardi la cucina, la geopolitica, il creazionismo contro evoluzionismo, lo sport, la politica, etc Ora però, un po' come fece GAber in risposta a Celentaono e alla sua via Gluck, dovremmo chiederci perchè tutto questo odio verso l'italiano medio. Il quale è si, non umanamente sviluppato, non empatico verso il pianeta e il destino degli altri, affetto da posizioni per partito preso e da irrimediabile ignoranza, e ha pure il malcelato e, non detto per il momento, difetto di essere povero... ma mi chiedo se è ricompreso anche lui nella dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e del cittadino; se anche lui possa avvalersi del diritto di pensare, di opinione, di libertà di movimento e di essere fautore del proprio destino. Oppure se, in quanto rappresentante dell'archetipo reazionario ottundente, debba essere in qualche modo considerato un residuato di lavorazione del progresso in avanzamento. E pertanto, destinato a scendere dalla storia. A parte l'ironia, grazie a tutti. Mi piace sempre leggervi a tutti quanti perchè date sempre vita un dibattito stimolante Saluti dal Brasile
- Alfa Romeo Tonale M.Y. 2025
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Ferrari Purosangue 2023
Quella foto, quel colore giallo, quel patacche sulla carrozzeria non le rendono giustizia. Ma sei troppo bravo e preparato in particolare sull'aspetto del design per non averlo notato anche tu. Ti leggo sempre con piacere. Anche a me ricorda la EV6. Infatti la prima volta che vidi questo modello della KIA per strada, colore rossa pensai ... "ecco ci siamo, finalmente vedo un muletto quasi definitivo in anteprima. Pregustavo già di fare delle foto e postarle qua. Poi mi sono avvicinato e ho capito la cantonata che avevo preso. A parte questo, a me sembra venuta fuori veramente bene. Paradossalmente mi ha colpito ancora di più della magnifica, sinuosa, choccante Roma. Proprio perchè la Ferrari in una categoria - i suv o allroad o altro che sia - non nota per il design da capogiro, ci ha dato un modello all'altezza del marchio, che svetta su tutte le altre. Goes without saying che i gusti sono gusti
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Mancata (?) evoluzione del Motore Termico
Secondo me resta invece un aumento considerevole al di là del valore assoluto Bisogna sottolineare due aspetti: nei precedenti 90 anni si è raggiunto il 20% e nei successivi 30 anni il 30%; la spinta all'efficienza delle emissioni, dei consumi e in via non troppo sventolata politicamente, delle prestazioni ha iniziato ad avere un'urgenza pressante da metà anni novanta in poi con giapponesi che rendevano veramente globale l'arena della competitività, pressioni crescenti di una sensibilità green finalmente allargata nell'opinione pubblica e sua istituzionalizzazione. Ma presto quella spinta ha perso slancio sulla tecnologia a combustione interna in quanto come già sottolineato più volte da altri forumisti, la politica (o altre forme di interesse e di pressione che non saprei individuare) hanno chiaramente indicato la via dell'elettrico come prioritaria. E forse lo hanno fatto a ragione. Provo a dire perché, pronto ad essere smentito e/o corretto - LA politica o chi per essa doveva indicare necessariamente una via (intesa come tecnologia) perché se avesse lasciato campo libero alle case costruttrici, come avremmo potuto creare delle infrastrutture comuni al servizio della tecnologia scelta? - Abbiamo compreso che la combinazione energetica di un paese o dell'intero pianeta è dirimente nel trovare il break-even-point tra ICE e elettrico. Se per ipotesi la spinta alle rinnovabili pulite (eolico e solare) procedesse fino a raggiungere un peso del 70/80% in tale combinazione, probabilmente la preferibilità dell'elettrico sarebbe più dimostrabile con dati fattuali lungo tutta la filiera produttiva. Questo perché quel tipo di energia (solare, eolico) si presta ad essere trasformata e incamerata in reti e batterie per essere poi riutilizzata quando necessario in forma di energia elettrica per alimentare appunto macchine con tecnologia elettrica. Posso sbagliare, ma non credo che lo stesso si possa fare con i motori a combustione interna
- Maserati GranCabrio 2024 - Prj. M189 (Spy da pag. 202)
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Tecnologie per la sostenibilità ambientale e geopolitica dell'Elettrificazione
Ho passato il mio sabato pomeriggio a leggere tutte le 19 pagine. Non so se sia un bene, ma tant'è, mi avete letteralmente catturato. Interessantissimo il contributo da parte di tutti. Ogni volta che mi veniva da intervenire, trovavo la risposta successiva più coinvolgente e ho preferito farla da spettatore. Competenze differenti, punti di vista che hanno compiuto l'intero cerchio, toni alcune volte caustici ma l'escalation nei fatti non ha mai preso l'abbrivio sciocco che spesso si trova nelle discussioni di altri forum o situazioni di confronto analoghe (anche di quelle reali). Una domanda per Wilhem275, le tue argomentazioni sembrano giungere al corollario che il vero scopo delle leggi ambientali - che a loro volta inducono una direzione univoca al progresso tecnologico dell'auto - sia non già la riduzione dell'inquinamento, o almeno non in via prioritaria, ma piuttosto la riduzione del parco circolante di auto, così da ridurre le esternalità negative che contengono tra i vari fattori anche l'inquinamento. Ma, assumendo che, primo io abbia compreso l'estrema sintesi del tuo ragionamento magari forzandolo un po', e in seconda battuta che tu abbia ragione, mi chiedo se c'era bisogno di sconvolgere da cima a fondo l'intera concezione tecnologica produttiva, industriale dell'automotive con tutto quello che si porta appresso in termini di impatti sociali, lavorativi, investimenti, dibattiti? Non si poteva semplicemente esagerare il costo del bene auto lungo tutta la filiera produttiva e di utilizzo in modo da renderlo meno accessibile e quindi indirizzare le persone, e dunque gli investimenti, verso sistemi di mobilità alternativi che restituiscano suolo pubblico, riduzione del rumore, appagamento degli occhi (alcune modelli sono veramente difficili da digerire esteticamente), etc.? Un altro aspetto che mi vince e convince razionalmente è quello che va a solleticare il vecchio adagio per cui la "mia libertà finisce dove comincia la tua" (stabilire i rispettivi confini delle due esigenze vitali è poi tutto da dibattere). Mi convinci quando affermi che le esternalità negative prodotte da un gruppo di persone finiscono per essere pagate da altri. E allora ci vuole un uso più responsabile, maggiore consapevolezza, senso del presenza del prossimo. Resta però un fondo di rammarico. Ho ancora in mente un articolo di Quattroruote del lontano 1983 dove si descriveva l'auto come simbolo di libertà, evasione, viaggio indipendente e passibile di qualsiasi cambio di programma in corsa. Quasi fosse un archetipo antropologico. Magari me lo ricordo male quell'articolo e la mia memoria mi gioca scherzi. Quel che voglio dire è che non vorrei si sviluppasse un senso di disagio nell'usare l'auto, quasi si stesse facendo qualcosa di brutto, di egoistico e sconsiderato. Come se entrasse nella lista nera del politcally correct che già ci impone diverse cautele di pensiero e comportamento e parola.
- Maserati GranCabrio 2024 - Prj. M189 (Spy da pag. 202)
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Alfa Romeo Tonale M.Y. 2025
Io pensavo che fosse una battuta un po' troppo enfatizzata quella che viene ciclicamente riproposta nei topic Alfa e cioè che ad ogni nuovo modello si passa in rassegna la riabilitazione dei modelli usciti di scena e la loro santificazione come vere Alfa di un tempo che fu... ma invece è vero!!! Eppure quello che non torna è che proprio quei modelli subirono la stessa massacrante sorte al momento della loro uscita.
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Ferrari Daytona SP3 2022
E' un concept, è futuristica e heritage allo stesso tempo. Muscolosa, sinuosa, ricercata Uno delle poche auto in cui il design è opera d'arte... e considerato che si parla di Ferrari, anche eccellenza tecnologica. Pur con stili completamente diversi, questa e Roma sono quelle che maggiormente mi hanno lasciato completamente senza fiato Ferrari è incredibile. La casa automobilistica del XX e XXI secolo più assoluta.
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Alfa Romeo Tonale M.Y. 2025
Mi sono convinto: bellissima. Design pulito, personale, dinamico e a parer mio non così distante dal magnifico concept. La trovo molto "Alfa Romeo", al di là dei puristi "SUV NO!". Il muso, la fiancata, lo scudetto in bella vista. E sono certo che non tradirà neppure dinamicamente su strada come quasi sempre accade con Alfa Credo che si possa fare un'analogia con l'uscita della Alfa Sud negli anni settanta. Un modello e un concetto totalmente nuovo per Alfa Romeo ma che comunque aveva una sua specificità che la differenziava dalla altre medie e la faceva rientrare a pieno titolo nella storia del marchio (anche qui al di là dei ben noti difetti qualitativi e di montaggio e dei puristi che già allora dicevano giustamente la propria) Io attualmente ho una macchina aziendale, ma se dovessi scegliere questo modello sarebbe un serissimo candidato.
- Ferrari Purosangue 2023 - Prj. F175 (Spy)
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Ferrari Purosangue 2023 - Prj. F175 (Spy)
Oggi mi è capitato di vedere per strada la KIA EV6 rossa...mi ha dato veramente la sensazione che concettualmente richiami il design della Purosangue che ho visto nelle foto su queste pagine Chiedo a chi ha avuto l'opportunità di vedere dal vivo la Ferrari, se effettivamente ci sia un concetto di design che segue una stessa idea tra i due modelli
- Maserati Grecale MY2025 (Spy da pag. 427)
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Alfa Romeo Tonale M.Y. 2025
SEmbra quasi impossibile che siano la stessa macchina. Sto percorrendo dettaglio per dettaglio per capire perché la visione di insieme mi restituisce due macchine diverse pur sapendo che in realtà non lo sono. La prima è magnifica, mi da' lo stesso impatto del concept (forse anche meglio). La seconda mi sembra pesante, monotona.
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Transizione ecologica ed il futuro della mobilità
Buongiorno, vorrei riportarvi pedissequamente un messaggio che mi ha inoltrato un amico fervente oppositore dell'auto elettrica Personalmente non sono ne pro ne contro, semplicemente sono più affezionato al motore a combustione interna In relazione al messaggio qui sotto, non sono stato in grado di rispondere subito. Voi cosa ne pensate? 'auto elettrica - la più grande truffa che il mondo abbia mai visto? Qualcuno ci ha pensato? "Se tutte le auto fossero elettriche... e dovessero restare bloccate in un ingorgo di tre ore nel freddo di una nevicata, le batterie si scaricherebbero tutte, completamente Perché nell'auto elettrica praticamente non c'è riscaldamento. Ed essere bloccato in strada tutta la notte, senza batteria, senza riscaldamento, senza tergicristalli, senza radio, senza GPS per la batteria tutta scarica, non deve essere bello. Puoi provare a chiamare il 911 e proteggere le donne e i bambini, ma non potranno venire ad aiutarti perché tutte le strade sono bloccate e probabilmente tutte le auto della polizia saranno elettriche. E quando le strade sono bloccate da migliaia di auto scariche, nessuno potrà muoversi. Le batterie come potranno essere ricaricate in loco? Lo stesso problema durante le vacanze estive con blocchi chilometrici. Non ci sarebbe in coda la possibilità di tenere accesa l'aria condizionata in un'auto elettrica. Le tue batterie si scaricherebbero in un attimo. Naturalmente nessun politico o giornalista ne parl, ma è questo che accadrà. Testo da me liberamente tradotto, ripreso da Marian Alaksin (Repubblica Ceca)
- I prossimi modelli Alfa Romeo (Notizie) - Riassunto nel 1° messaggio
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Alfa Romeo Tonale PHEV 2022 - Prj. 965 (Spy a pag.351)
Io non sono molto d'accordo sul fatto che la morte di Marchionne abbia rappresentato una forte negatività per Alfa Romeo. O meglio, l'ha rappresentata, ma il paziente era già malato. Cera un vizio di forma e forse un fraintendimento. E non mi riferisco certo alla stanca e stancante questione della gestione Alfa Romeo dall'avvento di Fiat in poi. Limitatamente al periodo dei prodotti del grande rilancio, dei prodotti dalla vera identità Alfa, dei prodotti che tornano alla trazione posteriore... non sono stati un successo di mercato. Per me è un fatto oggettivo. Possiamo declinarlo all'infinito, con attenuanti di ogni tipo (e le conosciamo tutti e non c'è bisogno di elencarle per l'ennesima volta). Hanno venduto poco, o se preferite, meno di quanto ci si aspettasse. E allora, perlomeno diamogli una connotazione di plausibilità al dubbio che la storia del vero DNA Alfa potrebbe essere una cosa percepita da un'infinitesimale percentuale di appassionati. Distribuzione dei pesi, meccanica di eccellenza, trazione posteriore, prestazioni ... non hanno fatto breccia La 147 era su telaio Tipo. E' stato un boom commerciale. Ha iniziato un nuovo segmento di mercato (intendo come concetto). Dico questo, perchè in vista dell'uscita della Tonale, ho notato che è ripartita la questione pianale, sospensioni, multilink (tonnellate di bytes su quest'ultimo argomento ho letto ai tempi di Giulietta). La macchina deve piacere, fare breccia nell'impatto immediato e toccare subitaneamente emozioni. Al pari vostro ho conosciuto decine di persone che hanno subito voluto l'EVoque quando è uscita. Molti non conoscevano nemmeno bene quale fosse la casa produttrice. Quello è l'inizio. Ti permette un anno di rendita nelle vendite. Poi dopo, devi essere maniacale nell'assistenza, nel garantire la qualità (questa è condizione precedente), tenere vivo il prodotto. Tonale per me ha le potenzialità di ripetere la 147, magari questa volta senza vizi di qualità o fama di scarsa sicurezza
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Coronavirus, come ha cambiato le abitudini dell'Autoparerista
E' un dato anomalo L'Italia rappresenta il 15 della popolazione europea mentre questa notizia (magari da verificare come tutte le altre) sostiene che da noi si riscontrano il 30% di morti per infezioni dell'intera UE. E il dato risale al 2016 Immagino che l'infezione non produca morte subitanea ma passi spesso per un processo di ospedalizzazione. Se dal 2003 al 2016 il dato ha prodotto una crescita del 150/200% come fa a non aver allarmato anno dopo anno? Comunque credo che le ultime misure adottate per contenere il contagio siano del tutto velleitarie e destinate a non funzionare. Anche se avessero una parvenza di effettiva efficacia, l'onda dei casi continuerebbe a manifestarsi sulla scorta dell'inerzia acquisita per almeno un altro paio di settimane. Quel che intendo è che gli eventuali effetti positivi inizierebbero a manifestarsi tra 15 giorni. Nel frattempo avremo però raggiunto la soglia critica di occupazione delle t.i., e dunque la chiusura totale è certa fin da oggi. Interessante il messaggio che ho letto qui sul fatto che tra le altre cose abbiamo perso un'opportunità di rivedere il nostro modo di concepire l'economia, la logistica, l'approccio al lavoro. L'ho trovato molto lucido come spunto
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Coronavirus, come ha cambiato le abitudini dell'Autoparerista
Mi sembra che siamo ad un algoritmo, ad un modello matematico come quello delle previsioni del tempo che cerca di mettere dentro tutte le potenziali variabili e i loro imprevedibili comportamenti e effetti da interazioni così da ottenere la previsione corretta. Strutture ospedaliere al collasso (ancora per qualche giorno solo come proiezione ormai certa), fasce di età, letalità, dove e come si può contrarre, economia, partite IVA, iper stress da panico collettivo bombardato quotidianamente e black-out del sistema immunitario, comportamento scellerato ed irresposabile dei giovani, distanza a classe ma ammassamento negli autobus. 1 Milione di morti quest'anno per il virus. 45 Milioni per altre cause (tra cui un paio di milioni per demenza, quasi un milione per suicidio) Meditando invece da un punto di vista della "Ragione di Stato", mi chiedo se a quest'ultimo sia o meno vitale il gettito fiscale. Mi è sempre sembrato che fosse linfa irrinunciabile per la macchina Stato (la PA, i servizi, le infrastrutture, le scuole, la sanità, etc). Da questa prospettiva, non avrebbe più senso stanziare qualche decina di milioni di euro (magari centinaia) per aumentare cure, prevenzione, posti letto, personale, ma tenere in moto il meccanismo dell'economia e garantirsi un gettito che ripaghi svariate volte quella spesa? Si tratta della pura logica dell'investimento vista da un'altra visuale. Solitamente si investono soldi per generare un margine di guadagno. Alcune volte si possono investire soldi per far si che la perdita che subiremo sia minore. Faccio un esempio: quest'anno si stimano minori entrate per lo Stato da imposte indirette (IVA, accise sulla benzina, etc) per oltre 21 Miliardi di euro (si miliardi, non milioni). Ma tale stima non presuppone un potenziale secondo lockdown, che in caso si verificasse comporterebbe una revisione di quelle stime di qualche miliardo. A queste cifre vanno aggiunte le perdite da imposte dirette (le imposte sui redditi, sul patrimonio) per ulteriori 18 miliardi. Dunque quest'anno lo STato perde circa 39 miliardi di gettito fiscale. Sempre che non vi sia in programma nuove forme di lock down parziale o totale. Dal 2011 ad oggi sono stati tagliati fondi alla struttura sanitaria nazionale per 37 miliardi (strutture, posti letto, personale, ricerca e sviluppo, etc). Stai a vedere che 10 anni di sacrifici ce li siamo bruciati in 10 mesi RispondiInoltra
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Coronavirus, come ha cambiato le abitudini dell'Autoparerista
Provo a mettere giù alcune variabili e ragionare sui numeri A inizio l.down a marzo avevamo 650 persone in terapia intensiva. Durante il l.d. il virus ha sfogato la sua propagazione fino ad arrivare ad occupare 4000/4100 posti in terapia intensiva. Qual è la capienza massima del nostro paese? Varie volte ho letto 5040. Altre volte ho trovato informazioni che affermavano che con il contributo delle cliniche private siamo intorno ai 6500. Ad Agosto ho letto invece che ad ottobre sarebbe stata implementata una capienza addizionale che avrebbe portato il totale a 8500 posti. Oggi siamo a 750 persone ricoverate in terapia intensiva e se dovessimo fare una proporzione con il dato di partenza del 18 marzo scorso, chiudendo tutto domani avremmo comunque una proiezione di circa 5000 posti occupati in terapia intensiva. Saturazione massima o al 60% a seconda di quale sia l'effettiva capacità del paese. Da un punto di vista prettamente logico ha senso chiudere tutto? Tralasciando per un attimo le ripercussioni micro e macro economiche, la salute delle persone, ma anche la vita di tutti i giorni delle stesse, del loro futuro, delle prospettive di avere garantiti i beni di prima necessità. Rendiamo l'analisi scevra da dibattiti del tipo "scoppieremo di salute ma moriremo di fame"- Oggi chiudiamo, perchè altrimenti ai primi di dicembre le terapie intensive non saranno più in grado di ricevere nuovi pazienti. Stiamo fermi per due mesi o tre in modo che la curva sfoghi la sua salita per poi attenuarsi e finalmente svalicare verso valle. A gennaio 21 riapriamo. Alcune attività non avranno superato questa seconda ondata di chiusura, ma altre si. Torniamo all'attività economica, a quella ludica, alla socialità, liberiamo le energie accumulate nel periodo in casa. Ma siamo ancora in mesi freddi, l'inverno tiene alta la sua carica virale. La curva dopo qualche settimana riprende a cavalcare. A fine Marzo 21 si ritiene sia necessario una nuova chiusura per appiattire di nuovo la curva. Chiudiamo previdentemente due ulteriori mesi, per non saturare le strutture ospedaliere, in modo da arrivare di nuovo ai mesi caldi che si sono dimostrati poco favorevole alla diffusione del virus. Questa dinamica mi appare poco razionale. Non risolutiva. Si potrebbe (si sarebbe potuto) giocare su altre variabili. La capienza ospedaliera? Ragionando invece secondo la ragione di Stato, mi chiedo se a quest'ultimo sia o meno vitale il gettito fiscale. Mi è sempre sembrato che fosse linfa irrinunciabile per la macchina Stato. Da questo prospettiva, non avrebbe più senso stanziare qualche decina di milioni per aumentare cure, prevenzione, posti letto, personale, ma tenere in moto il meccanismo dell'economia e garantirsi un gettito che ripaga svariate volte quella spesa?