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Yakamoz

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Tutti i contenuti di Yakamoz

  1. @stigghiolaro è fuor di dubbio che Binotto non ne sia uscito bene. Le sue responsabilità sono lì da vedere e ce le raccontiamo da mesi. Contesto solo la critica che la macchina 2022 sia venuta bene perché avrebbero avuto un vantaggio di tempo rispetto a MB e RB, quando sappiamo ormai tutti che la F1-75 è nata bene concettualmente, non solo come messa a punto. Puoi avere tutto il tempo che vuoi, ma se non hai i cervelli giusti, un'organizzazione del lavoro funzionale (fu proprio Binotto a rivoluzionare questo aspetto) e una guida tecnica illuminata, la monoposto non sarà mai all'altezza. Altrimenti, tutte le volte che Domenicali annunciava che a settembre interrompeva lo sviluppo per concentrarsi sulla macchina dell'anno successivo, sarebbero dovuti arrivare altrettanti titoli mondiali a Maranello. I problemi del 2022 sono stati, in ordine di importanza: 1) inaffidabilità del motore (inevitabile ma - dicono - gestita in maniera tardiva); 2) sviluppi nel corso dell'anno (in parte dovuti anche al problema sopra, che ha richiesto estremizzazioni eccessive per sopperire ai cavalli in meno); 3) le famose strategie assassine (tutti ne hanno avute nel 2022, ma non così tante e in momenti così cruciali). Binotto ha pagato (giustamente?/ingiustamente?) per questo.
  2. Boh, a me risulta che nel 2020 e 2021 abbia corso anche la Ferrari. Ma forse hai ragione tu, sono rimasti tutti a Maranello a progettare la F1-75, quella macchina rossa che vedevo in tv era la Marussia. Essere fuori dalla lotta per il campionato, al massimo, può averli aiutati a essere preparati a puntino per l’inizio del campionato 2022, ma azzeccare la filosofia costruttiva della monoposto con un cambio di regolamento di quella portata non è questione di avere un mese in più o in meno di tempo. Significa che il gruppo ha lavorato in maniera efficace, e con i giusti input.
  3. Più che altro è grave che la tua Yaris, pur essendo vissuta, abbia prestazioni così scarse, ben oltre il fisiologico calo dovuto agli anni e ai km. Forse c'è qualche malfunzionamento localizzato che, una volta risolto, non ringiovanisce la meccanica ma almeno riporta l'auto a prestazioni accettabili. Un nostro utente, @AngeloUPugliis, ha un esemplare (sempre tenuto maniacalmente) che ha superato i 400.000 km e ancora va bene. Forse può darti qualche indicazione.
  4. Ma perché le cose belle o sono immorali, o fanno male, o sono in edizione limitata?!?!
  5. I doppia frizione non saranno mai il massimo come logiche di funzionamento, e il TCT men che meno. Io ormai lo uso da 6 anni ed è andata a finire che un po' io mi sono adattato a lui, un po' lui si è adattato a me, e la generosità del motore (2.0 multijet) ci mette una pezza. Come spiego agli amici incuriositi, "accorpa i difetti del cambio manuale e quelli dell'automatico. Oppure i pregi del manuale e quelli dell'automatico", a seconda della situazione.
  6. Il 1.6 120 cv lo provai la prima volta tanti anni fa sulla Bravo ed era estremamente vuoto in basso. Riprovato (per una settimana, con auto sostitutiva) nel 2017 su una Tipo 3 volumi, e non sembrava nemmeno suo lontano parente: pieno anche in basso, spinta molto corposa e bella prontezza ai comandi del gas. Non ho idea di come si comporti l'ultima specifica aggiornata all'ennesima normativa Euro, ma se hanno preservato le sue precedenti caratteristiche, è un motore che rasenta l'eccellenza.
  7. Allora speriamo gli sveli quelli del motore 2021. Sicuramente ogni cambio di casacca porta qualche informazione utile, ma nel caso di specie sono più propenso a credere all'operazione mediatica. Così come lo era stato fino a ieri con Ferrari e Haas. Anzi. Visto come hanno gestito male la cosa in Ferrari, non mi stupirei se Wolff lo facesse anche diventare un campioncino. Tra l'altro Mick non è il primo ex pilota Haas a finire dritto in Mercedes. Quest'onore toccò anche all'efficacissimo Gutierrez, e lì si sono propenso a credere che fosse solo del sano spionaggio...
  8. Entrambe le cose. Con la precisazione che i due che hai citato sono i principali responsabili del buon lavoro della struttura che li fa vincere facile. Mi ricorda un po' le interviste che fanno a Jean Todt. Ogni volta che l'intervistatore dice "Lei e Montezemolo avete fatto...", lui subentra con: "Piano. Montezemolo ha creato/ispirato/creduto/orientato [segue giro di parole per dire che di concreto non ha fatto una mazza], il culo me lo sò fatto io". Poi è chiaro che loro sono supportati ad ogni grado e livello da superiori, azionisti, collaboratori, eminenze grigie e quant'altro. A un certo punto si è creduto fosse sufficiente portare a Maranello Adrian Newey per tornare a vincere. Ovviamente quello ha detto di no, perché è inutile essere un centravanti fenomeno se poi il resto della squadra (allenatore compreso) arranca e gli sbaglia i passaggi. La grande rivoluzione di Marchionne è stata proprio credere nelle risorse interne. Nel 2017, 2018, 2022, sono state create monoposto eccezionali. Il problema è stato OGNI VOLTA di ordine organizzativo e burocratico (far funzionare sviluppi e strategie per tutto l'anno). Binotto è stato la dimostrazione di entrambe le cose: che le macchine le sappiamo fare, e che un uomo solo non può fare il lavoro di tutti.
  9. Se ci basiamo solo sul CV, Vasseur straccia in partenza i vari Binotto, Arrivabene, Domenicali, che il TP non l'avevano nemmeno mai fatto. Piuttosto mi domanderei se le qualità umane siano quelle necessarie a un team con delle logiche tutte sue come Ferrari, se abbia le spalle abbastanza larghe per reggere la pressione e la m*** che gli arriverà addosso per ogni starnuto, e se abbia le famose abilità politiche che la Ferrari non ha mai trovato in nessun supermercato dopo Todt. Il suo cv dice pure che ha una formazione da tecnico, e questo lo reputo un punto a suo favore, mentre per quanto riguarda le doti manageriali ha fatto cose buone e cose meno buone, per cui il mio giudizio resta diffidente ma sospeso. Mi piace pensare che in Ferrari si stia rodando un po' tutta la macchina, dall'antenna alle ruote. Magari anche Elkann e Vigna con l'andar del tempo diventeranno un po' meno timidi e qualche pugnetto sul tavolo lo batteranno, tipo quando bisognerà impugnare la prossima direttiva TD39 o quando partiranno le prossime sanzioni per il budget cap o per gli sviluppi illegali. Mah, vedermo...
  10. Non necessariamente. Con lo stesso Binotto non è chiaro se l'1/1 ci sarà qualche annuncio o se resterà fermo per un po'. Nel secondo caso, sarebbe comunque una pausa espressamente concordata con Ferrari. PARKOUR!
  11. Bene, un italiano (ex Ferrari tra l'altro) che si fa valere all'interno del circus. Così si fa già le ossa per il dopo Vasseur
  12. Da una parte sono abbastanza convinto anch'io che Vasseur fosse TP Ferrari in pectore già da un po', ergo che Vasseur non sia stato un ripiego ma un progetto preciso, probabilmente per le ragioni che dice @Alain. Dall'altra mi girerebbero veramente le ***** se Binotto andasse a fare in un altro team lo stesso lavoro che faceva in Ferrari, ma stavolta con a fianco un DT. Perché altrove sì e a Maranello no? Comunque del singolo TP Ferrari m'importa fin lì, è l'organigramma che interessa. Voglio sapere presto (se) e chi sarà il nuovo direttore tecnico. E' lì la novità succosa
  13. Quello che volevo dire è che la gestione dei due piloti è materia delicata, e non può essere fatta semplicemente buttando giù dalla torre uno dei due alla prima gara. Non farebbe bene nemmeno a Leclerc. Nel 2022 sono stati combinati dei casini tremendi che si sono ripercossi su Leclerc. Sull'intenzionalità o meno mi avvalgo della facoltà di non rispondere. La gara di Silverstone avrebbe dovuto essere un trionfo: vincita "a casa loro" nonché prima vittoria in carriera di Sainz, e sono riusciti a farla diventare un giorno di veleni e sospetti, con annessa figura da dilettanti (al netto della sfiga che ci fu). Ciò detto, non concordo nemmeno con chi in Brasile avrebbe voluto togliere il podio a Sainz (che si era fatto la sua gara pulita, senza intuzzare contro Norris al primo giro) per darlo a Leclerc - per cosa? - per l'impagabile soddisfazione del vicecampionato del mondo - cosa che poi si è ottenuta lo stesso senza dover umiliare nessuno.
  14. Su Ruoteclassiche di dicembre (oltre a essere stato menzionato personalmente ) c'è un servizio su una Range Rover V8 Vogue di livello raccapricciante. Spero che chi lo ha scritto abbia da 0 a 18 anni, sennò sarebbe grave. "Salivazione azzerata", "post-yuppismo" (che ca**o vordì?), "la macchina non performa come ci si aspetterebbe da un V8", e in generale quel tono da uomo della strada che dovrebbe essere vietato, perché è fasullo e soprattutto non richiesto. Sennò continuo a leggermi La Manovella, che mi arriva gratis e gli articoli grondano di dettagli e curiosità. C'è da dire che RC nel complesso è fatto bene, a parte qualche scivolata che spero sia isolata.
  15. Ormai è ufficioso: saremo vasseurizzati. Mettiamola così: essendo il fattore tempo estremamente prezioso, aver tappato la falla alla svelta è comunque un elemento a suo favore. Spero che il suo alter ego tecnico (qualcuno ha detto Simone Resta?) sia di primissimo ordine e livello. E che, con l'occasione, rotolino anche un bel po' di testoline. Io preferisco sempre il tridente (TP - DT - Eminenza grigia), ma coi tempi che corrono, già tornare ad avere i primi due sarebbe oro. Per il resto, come dico da mo': lasciamolo fare. Non è certo la mia prima scelta, ma vista l'assurdità dei nomi che sono circolati (qualcuno ha detto Monisha Kaltenborn?) e l'aria da pantomima che stava prendendo tutta la questione, il suo faccione sorridente appare quasi rassicurante. Ricordo che nel 2020 Vasseur, qui dentro, era ritenuto da molti una creatura mitologica concepita fondendo il corredo cromosomico di Chris Horner e Toto Wolff. Spero che saranno contenti almeno loro Una cosa mi preme dirla però a chi nei mesi scorsi diceva "Sainz deve capire che è una caccola e deve farsi da parte a prescindere". Nì... E' Leclerc che deve massacrarlo in pista, dato che ne è capace. Le gerarchie così vengono facili.
  16. Ma viva la sincerità. E lo dico io che mi sono fatto anche 200 km per andarlo a sentire. Però c’è un tale atteggiamento di venerazione acritica sulla sua opera che ogni tanto qualche nota dissonante ci sta bene. Anzi mi pare che qui dentro ci sia una bella pluralità di vedute sul tema
  17. Fumia è un personaggio eccezionale per competenza, personalità e anche capacità di affabulazione (infatti in rete c’è un gran numero di automi che ripetono come il rosario tutte le cose che dice, e anche quelle che non ha mai detto, tipo “la Y ha il mitico quadrifrontale di Fumia”… no, il quadrifrontale ce l’aveva solo il disegno iniziale, sul modello di serie è diventato un monofrontale e mezzo, vagamente richiamato al posteriore…). Sentendolo parlare dal vivo, l’effetto si decuplica perché è anche un signore di grande classe. Però, ahò, che palle, tutto quello che non ha fatto lui fa vomitare… La fuffa è il segno dei nostri tempi, non solo nell’automotive ma in qualsiasi campo dello scibile umano. Ben venga se in mezzo a questa fuffa ogni tanto si intravede qualche barlume di novità, un po’ di fermento per qualcosa che fino a ieri aveva praticamente chiuso i battenti e adesso si cerca di far rinascere dopo trent’anni di modelli cannati in pieno…
  18. Parere personale. Io, che adoro le auto nuove (pur possedendone anche 3 storiche) e mediamente detesto certe lagne ripetute allo sfinimento in qualsiasi agglomerato social ("oggi fanno solo elettrodomestici", "le auto di oggi non hanno l'anima", "voi tenetevi pure i vostri ibridi sostenibili chic", "nessuno mi vuole bene" ecc.), ammetto che provo un sottile disagio quando apro quattroruote e devo faticare per trovare una prova su strada di un'auto (ormai mi va bene qualsiasi modello) a motore endotermico, nascosta fra i test di veicoli elettrici. Credo che il problema alla base sia questo: l'auto elettrica per sua natura non si presta alla prova su strada a scopo di diletto del lettore. A parte vedere in quanto poco tempo brucia lo 0-100, non esistono sostanziali differenze meccaniche tra l'una e l'altra (non c'è distinzione di cilindrata, alimentazione, sovralimentazione, disposizione dei cilindri, erogazione, suono ecc.). E' un prodotto per costituzione standardizzato (la semplicità progettistica e il basso numero di componenti sono proprio uno dei plus dell'elettrico), e anche l'estetica e la funzionalità degli interni si adattano a questa filosofia (grandi schermi per ogni comando, design minimalista) che evidentemente rendono l'auto gradevole alla SUA clientela. Perché ad oggi stiamo parlando di una nicchia di mercato, dev'esser chiaro. Ragion per cui, forse è il momento che 4R rinunci alla sua funzione generalista (ormai assolta da internet) e si specializzi un po' di più su CERTI modelli. Senza fare battaglie di retroguardia e senza ignorare dove va il mercato (forzatamente, ma questa è un'altra storia). Ricominci a dare priorità all'auto tradizionale, a riempire i test di ogni ben di dio di foto, disegni, dati. Da qui al 2035 c'è tempo per adeguarsi alla moda obbligatoria dell'elettrico.
  19. Coraggio, un paio d’anni ancora e poi è tutto finito.
  20. “Heil Kevin! Domani ti danno il premio Bandini. In Italia è una cosa molto importante, vestiti elegante, mi raccomando”. ”Tranquillo Guenther, vedrai che figura ti faccio fare”.
  21. In alternativa avrei anche lasciato lo sfondone blu, inserendo però molti più dettagli nel logo, ad esempio le razze del volante, in modo da avere maggiore contrasto cromatico. Meglio ancora sfondo bianco e dettagli blu. Così invece resta troppo banale, secondo me.
  22. Salvo clamorosi colpi di scena, il dopo-Binotto non esiste. Non voglio dare troppo credito al gossippame di questi giorni, perlopiù dalla stampa straniera, secondo cui sarebbe arrivata una proposta perfino a Horner. Mi piace pensare che Elkann un mimino di senso del ridicolo ce l'abbia. Ben più attendibili le notizie che riguardano Siedl e simili, concluse però con altrettanti ovvii rifiuti. Molto semplicemente: se non hai il sostituto giusto, tagliare teste non ha senso veruno. Soprattutto se la proprietà e la presidenza non hanno conclamate capacità suppletive. Definire il significato di "sostituto giusto": - adeguato curriculum - voglia di aderire al progetto - disponibilità immediata. Se manca uno solo di questi requisiti, stiamo già parlando di un ripiego. Poche parole mi spaventano come "interim" e "Vigna". Nella stessa frase, poi, sono una disgrazia. Per chi ha la possibilità di vedere le cose dal di dentro (e dal di sopra), probabilmente Binotto sarebbe stato in ogni caso complessivamente inadeguato a lungo termine. Ma per quanto amaro come una medicina, avrebbe mantenuto l'unità e la continuità del lavoro di tutti in una fase delicatuccia a dir poco. Il treno avrebbe continuato a correre sul suo binario senza scossoni. Così invece si sta dicendo al personale e ai passeggeri di un Frecciarossa lanciato a 250 km/h che il macchinista è sollevato seduta stante dall'incarico, e verrà trovato un sostituto durante il viaggio. Nel frattempo, il capotreno è stato messo a sedere al suo posto, in modo che controlli se stanno andando a schiantarsi contro qualcosa. Pur nel giustificato risentimento che si può nutrire verso gli errori fatti da Binotto, vorrei capire se qualcuno ritiene veramente che farlo fuori così sia stata una mossa avveduta.
  23. Apprezzabili i riferimenti classici del nuovo logo. Peccato abbiano lasciato quello sfondo totalmente blu che secondo me era il vero limite del logo attuale.
  24. Fermo restando che tra Sainz e Leclerc c’è tutta la distanza che passa tra un buon pilota e un campione, non mi stupirei se il gioco di equilibri tra i due, voluto da Binotto (che in vero non ha mai dubitato su chi fosse il più forte) fosse voluto proprio per non far diventare la Ferrari troppo ostaggio dell’entourage di Leclerc: lo stesso entourage - è storia di questi giorni - che ha spifferato anzitempo del capolinea di Binotto, danneggiando sostanzialmente tutti, e che comunque puntava presto o tardi a fargli le scarpe. Dai fatti resi noti negli ultimi tre giorni, è emerso anche che Binotto aveva contro tutta la fazione di Leclerc, e a suo favore i due Sainz SR. e JR. Adesso appare più chiaro il perché di certe decisioni: non c’entravano ovviamente nulla Santander e i poteri forti, ma semplicemente Binotto doveva infondere fiducia alla parte di squadra che lo appoggiava. Se Binotto avesse avuto l’appoggio chiaro di Elkann, tutto ciò non sarebbe servito. Come hanno detto un po’ tutti, Leclerc si è aggiudicato il match, ma la sua posizione adesso si fa più complicata. Prima c’era Binotto che faceva da parafulmini, adesso di ogni passo falso dovrà rispondere direttamente.
  25. In tutto questo, pare che Sainz stia già fiutando la mala parata e si stia guardando attorno per quando scadrà il suo contratto, se dovesse veramente vincere il partito-Leclerc (Vasseur-Todt jr-Leclerc stesso, con la benedizione di Elkann). E, diciamolo, se in Ferrari vincesse un partito (chiunque ne sia il leader) sarebbe la rovina del team. Si tornerebbe al 2014, con la squadra divisa tra pro e anti Alonso, con i risultati che già sappiamo. Infatti Marchionne fece in Ferrari la stessa roba fatta precedentemente in Fiat, resettare la catena di comando e tutti i vecchi referenti, in modo che ogni tassello dell’organigramma cominciasse a obbedire allo stesso principale. In Mercedes c’è una leadership così rigida che lo stesso Hamilton, cui loro devono gloria eterna, non può decidere quasi nulla, e qualsiasi cosa lui voglia ottenere dal team la deve negoziare di persona. Gli hanno dato giusto il contentino della macchina nera, salvo poi riportarla al colore originale. Il team voleva Russell e lui si è dovuto beccare Russell. In RB invece c’è un altro modello di potere: è l’azionista stesso che ha sposato in toto il partito-Verstappen facendo combaciare perfettamente i reciproci interessi ed eliminando ogni opposizione interna. RB non ha adottato Verstappen, ma tutta la famiglia: babbo, figlio, figlia e fidanzata del figlio. Gira tutto attorno a Max, e il suo carattere vincente ma arrogante è la sintesi di tutto questo: mi fa tenerezza Max. È un bravo ragazzo, timidissimo, naturalmente dotato di talento, addestrato fin da piccolo a diventare un bastardo, comandato a bacchetta prima di tutto dall’energumeno del padre e poi dalla fidanzata Kelly Piquet, di dieci anni più vecchia e, se buon sangue non mente, fatta della stessa pasta del suo amabile babbo. Quando ha vinto il primo mondiale si deve essere tolto dal groppone un macigno grande come l’Everest, e adesso può permettersi di vincerne altri dieci senza apprensione, ridendo come fece in Australia, dopo il secondo ritiro in tre gare, quando a domanda rispose: “il mondiale?! Mi servirebbero 45 gare per recuperare!”. Francamente parlando, lui oggi è in mano a Cristo. Leclerc come carattere è molto più solido di lui: si è fatto tutto da solo. Ma se vuole batterlo, deve invece giocare alle regole della Ferrari, molto più rigide. Comanda sempre il fondatore, anche dall’alto dei Cieli: vince sempre il team, mai il pilota. Lo sa bene la dinastia Todt, che pur con tutto il potere che ha non è mai riuscita a completare la scalata al vertice. Ciò detto, l’unico che in questo momento può saltare in groppa al team Ferrari rimettendolo immediatamente in competizione, si chiama ROSS BRAWN. - “Eh, m’hai detto ‘na caccola!”, come si dice a Courmayeur.
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