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Yakamoz

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  1. Peccato, è l'unico marchio della galassia Stellantis che ha già il logo bell'e pronto per l'elettrificazione
  2. Ferrari ce l’ha già un team B, con la factory a due passi dalla sua, parte dei suoi ex tecnici e il figlio di Schumacher come pilota. E considerare “identico” il rapporto che c’era nel 2018 fra Ferrari e FCA (con Sergio Marchionne amministratore delegato di entrambe) e quello attuale fra Ferrari e Stellantis è leggermente forzato. Questo non vuol dire che debbano farsi la guerra, anzi, attueranno tutte le sinergie possibili in tutti i campi, ma questo non prevede necessariamente l’impiego del marchio Alfa Romeo né il coinvolgimento del signor Haas. Almeno finché il signor Haas intenderà sfruttare il ritorno d’immagine della F1 per la sua attività d’impresa.
  3. Questo significa solamente che se Imparato convincesse Tavares e insieme convincessero Elkann a puntare di nuovo i soldi di Stellantis su un team di F1, lui potrebbe, come presidente Ferrari, cercare di influenzare le scelte manageriali di Gene Haas a suon di sconti su forniture e consulenze. Ripeto che Ferrari, a mio avviso, non ha interesse alcuno a favorire l'ingresso di Alfa Romeo, facendo pressione su un suo cliente che al momento non ha manifestato interesse verso questa soluzione. Anzi, a suo tempo rinunciò perfino a dare un sedile a Leclerc per rivendicare la sua autonomia di scelta sui piloti. Poi, chi lo sa, magari Gene Haas fra un anno si stufa della F1, vuole disimpegnarsi e allora si crea l'occasione perfetta per far nascere una nuova Alfa Romeo Racing. Ma allo stato attuale boh, non la vedo così semplice.
  4. Possiamo escluderlo pacificamente. Primo, perché l'operazione Haas ha determinate finalità di ritorno d'immagine. Secondo, perché Ferrari e Alfa Romeo non fanno più parte dello stesso gruppo, quindi la prima non ha più interesse a spendersi nell'interesse della seconda. Terzo, perché Gene Haas non mi sembra un tipo da title sponsor. Specialmente se l'anno prossimo il team Haas farà gli sfracelli che promettono di fare.
  5. Paradossalmente, la Turchia ha ripresentato i problemi (conosciuti ma irrisolti) dell'Ungheria, altra pista sulla carta pro RB e "sull'asfalto" tutt'altro. Talmente estrema nelle sue caratteristiche "high rake" da diventare indigesta agli pneumatici di queste vetture. Poi dobbiamo contare anche altri fattori: il fatto che avevamo dato per assodata la superiorità/parità di forze tra le due PU dei contendenti, mentre adesso sembrerebbe che la Mercedes abbia tirato fuori i veri cavalli (sia pure spremendo la meccanica al massimo), e sta dimostrando una solidità tecnica e psicologica granitica. Tuttavia, sono anni che la RB ci mostra partenze di campionato incerte, con altrettanti recuperi eccezionali verso la fine. Le macchine di Newey hanno sempre potenzialità che nel corso dell'anno vengono tirate fuori, soprattutto in termini di deportanza, chissà se pure a sviluppi bloccati riusciranno a replicare la "curva" degli anni scorsi. Se anche in Messico vince la Mercedes, è il caso di cominciare a preoccuparsi.
  6. Che bel posto la Turchia in questo periodo, piove sempre. Peccato che la gara non sia stata il cardiopalma dell’anno scorso, tranne che per i giri finali. Sbaglio o le macchine oggi andavano tutte sui binari, anche all’inizio con tanta acqua? Ho avuto questa sensazione netta. Dev’essere tanta roba questo asfalto nuovo. Garone di Sainz, comunque. Peccato per il podio sfumato di Leclerc. Chissà se fosse rientrato ai box insieme a Bottas e Verstappen che altra gara avremmo visto. Bottas più fortunato che bravo secondo me.
  7. Mi sa che se corresse al fianco di Bottas, la batosta sarebbe ancora più dura. I tre piloti che hai citato sono molto pertinenti: Albon ha anche lui i suoi santi in paradiso, e malgrado questo è stato già appiedato una volta. Ocon ha avuto un inizio di carriera molto interessante (al contrario di Giovinazzi che aveva parecchia ruggine), poi si è un po' ridimensionato, infatti non credo sia casuale il suo accasamento presso un team francese. Gasly è una rampa di scale sopra, e l'ha dimostrato. Ho sempre ritenuto che il vero "segno del comando" in un pilota consista nel compiere, nella sua carriera, almeno un'impresa abbondantemente sopra le possibilità del proprio mezzo meccanico (vedi Vettel a Monza 2008, Maldonado nel 2012, Webber in prima fila in Malesia nel 2004 con la Jaguar ecc...). E a volte non basta nemmeno questo per diventare campioni. Ma Gasly i presupposti li ha.
  8. Ci perde, forse, in pista. Ci guadagna, sicuramente, in banca. Intendiamoci: non giustifico. Anzi, certi risvolti della F1 attuale mi danno il voltastomaco. Purtroppo lo stesso Giovinazzi non è alieno a questa logica. La spintarella dello sponsor va bene, ma poi o aumenti il tuo valore con i risultati, oppure sei condannato a rimanere merce di scambio. Se le cose fossero andate diversamente, credo che Vasseur avrebbe dato ben volentieri a lui i soldi che dovrà dare a Bottas, e il pilota-cashback sarebbe andato a rimpiazzare Raikkonen. Ampliando il discorso, sembra che a livello nazionale non siamo più in grado di sfornare - non dico un Ascari - ma nemmeno un De Angelis o un Trulli. Sarebbe bello se ci fossero piloti italiani che vengono contesi dai vari team, e che a fine gara ti facciano dire "la Ferrari è andata male... ma hai visto che garone ha fatto Mario Rossi?".
  9. Oppure: “Sveglia giuggiolone che la cuccagna sta finendo”…
  10. La trazione integrale sarà abbinata solo alle versioni PHEV come sulle piccole Jeep oppure per una volta hanno deciso di dare un po’ di fastidio alla concorrenza?
  11. Questa diede una mazzata pesante un po' a tutti. Caspita, i lavatergifari mi mancavano...
  12. Che fosse un chiodo non ci piove, ma in questo frangente credo che avessero più responsabilità l'età del mezzo (e relativo chilometraggio) e soprattutto il motore freddo. Mah, esteticamente non era nemmeno malvagia. Rientrava comunque in un solco specifico della tradizione Fiat di vetture pratiche e ipereconomiche (500 - che nasceva per rubare clienti alla Vespa, 126 che a suo modo tenne botta fino a quegli anni). Difatti ne vendettero, perfino le 700 ED. Pagò più un costo d'immagine. Erano gli anni in cui perfino Renault e Citroen si decidevano a mandare in soffitta le R4 e le 2cv offrendo definitivamente utilitarie di nuova concezione e di buon livello qualitativo. Il low cost duro e crudo cominciava a far arricciare un po' troppo i nasi. Anche l'immagine prettamente nazionalpopolare (anzi, direi più tipo DDR) di Fiat stava un po' stancando. Renault e VW successivamente hanno avuto il fiuto di riprovarci, con opportune cautele (sfruttando marchi orientali percepiti abbastanza male qui da noi, ma efficaci per dire alla clientela "quelle trappolette non hanno niente da spartire con noialtri, però sappiate che qualità e componentistica sono le nostre"). Skoda Felicia e Dacia Logan hanno aperto un mercato.
  13. Hamilton conferma la propria abilità diabolica di approfittare di qualsiasi sbaglio e di qualsiasi sfiga altrui. E Verstappen ha conquistato il posto più altro fra quelli disponibili. Bravi entrambi. Diciamo che Hamilton ha imparato anche la lezioncina di ieri, e si è fiondato a mettere le intermedie. Hanno dimostrato qualche grammo di maturità in più rispetto a Norris e Leclerc che hanno ancora la tendenza a sfidare le leggi della fisica e del buonsenso, ma erano anche in situazioni particolari, non li si può biasimare: Norris difendeva la sua prima e spettacolare vittoria (così pareggiava anche i conti con Ricciardo), e Leclerc cerca semplicemente qualche straccio di soddisfazione in pista. Vedo che Raikkonen si è ripreso in pieno, bel colpo. Peccato che abbia perso la settima posizione per un soffio. Ferrari davvero pippa. Sainz poteva anche metterci un po’ più di manico, ma si vedeva che quella macchina un altro po’ e esplodeva a stare lì davanti. Dimenticavo: Alonso irriducibile come sempre, sopperisce con l’intelligenza e l’entusiasmo agli inevitabili limiti anagrafici.
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