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Yakamoz

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  1. Ron Dennis sicuramente stimava più Hamilton (praticamente un figlio adottivo, messo tempestivamente sotto contratto quando mangiava ancora i Plasmon), ma Alonso era l'uomo del momento, senza contare il gusto di fare le scarpe al suo "amico" Briatore (al quale, pur di non discuterci, pagò senza batter ciglio l'intera penale di Alonso). Facile ipotizzare che prevedesse almeno un primo anno di apprendistato per Hamilton, mentre Alonso si occupava di portare a casa il mondiale. Poi l'avvio stupefacente di Hamilton, che dopo 4-5 gare già era in bolla, e la malsana idea di far vincere il suo protégé nell'anno di esordio senza una reale motivazione logica, se non l'effetto pubblicità e la sua vanità personale. In soldoni, un ex peso massimo del circus abbastanza appannato e sceso a biechi compromessi etici professionali e sportivi (la spy story). Senza contare l'annuncio ai media dell'ingaggio di Alonso fatto già a fine 2005, quando l'asturiano doveva ancora disputare una stagione con la Renault, mettendo il suo nuovo acquisto (e gli avversari) in una situazione di disagio assolutamente gratuito. Quanto a Leclerc, una posizione come quella che ha in Ferrari (malgrado tutto) difficilmente la troverebbe con altri, senza contare che le macchine capaci di vincere un mondiale attualmente sono due: una è già occupata, e l'altra ce l'ha lui. Se se ne andrà, sarà per insanabili contrasti con il management e la presidenza, che al momento non reputo probabili. Anche perché semmai sarebbe Binotto ad avere la peggio.
  2. Considerazioni a margine sul passato GP. 1) Avete tutti visto almeno una volta Febbre da cavallo, vero? Bene: la scena in cui Mandrake alla guida della cavalla Bernadette se ne frega di tutto e tutti, compresa la fortuna sua e dei suoi soci, e va a vincere la gara, per il solo gusto di vincere almeno una volta nella vita, non è una trovata comica o un espediente per movimentare il finale del film. E' la storia dell'umanità. La vittoria ha a che fare con i più nascosti meandri dell'inconscio, è una cosa per la quale si vive si lotta e ci si dispera per tutta una vita. Non solo nello sport, ma mille volte di più nello sport. Mettere in mano a Sainz il bazooka per la vittoria sicura, e chiedergli di non sparare, non è solo sadismo. E' un controsenso. Ultimamente ho sentito Forghieri riparlare del celebre episodio Villeneuve-Pironi a Imola, accusando chi quel giorno lo sostituiva al muretto di non aver saputo calcolare e gestire la volontà incoercibile di un pilota di segnare la sua prima vittoria, a qualsiasi costo. Non una riabilitazione di Pironi, ma l'ammissione che in questi casi gli ordini di scuderia non servono a nulla. Serve essere contemporaneamente dentro la tuta di entrambi i piloti, capire le loro opposte pulsioni, e poi decidere, sine ira et studio, guidati dalla luce della saggezza. 2) Una minuscola parte di me aspettava masochisticamente un danno all'ala anteriore della Ferrari, solo per vedere come funziona il cambio "rapido" del famoso musetto a due pezzi, ma a Silverstone non mi hanno accontentato. Detto fra noi: spero di tenermi questa curiosità inappagata per tutto il resto del campionato. 3) Un'altra parte di me, più grossa, reclamava a gran voce una gara NO di Russel. Così finalmente la propaganda social della F1 la pianta con questo "Mr. Consistency", il tormentone più loffio del mondo, che oltre a essere una cosa cacofonica come solo gli inglesi possono essere, non era altro che la tristanzuola celebrazione di una serie di terzi-quarti-quinti posti con il team campione del mondo in carica.
  3. La nostra fortuna è che non c'è posto né in RB né in Mercedes (anche se penso che Wolff rimpiazzerebbe Russell con lui anche domani mattina). La cosa migliore che può fare Leclerc in questa fase è imporre alla squadra quei miglioramenti di cui ha bisogno ed esigere termini più favorevoli a lui nella gestione delle gare. Quanto alle strategie, mi sembra più un problema di catena di comando. Credo non ci sia troppa chiarezza di ruoli nelle fasi concitate, quelle dove si può decidere una vittoria. Mi piace pensare che qualcuno al muretto volesse fortissimamente far rientrare Leclerc a costo di massacrare la gara di Sainz (che con le gomme - pare - malmesse, alla ripartenza si sarebbe fatto infilare più o meno da chiunque), ma poi una vocina - o una vociona - abbia fatto decidere diversamente. Sicuramente il team ha massimizzato i punti nei costruttori e "preservato" il morale di Sainz (non vi aspettate che diventi improvvisamente un drago nelle prossime gare), ma così facendo ha buttato nel water la possibilità di accorciare un bel po' le distanze nel campionato piloti. Se quest'anno dobbiamo perdere, spero sia con un grosso deficit di punti. Perché, se facendo i calcoli, viene fuori che mancavano proprio i punti di questa gara, è la volta buona che cambio sport.
  4. Binotto ha l'innegabile pregio della sincerità. Quando aveva detto che la sua squadra non è ancora in grado di vincere un mondiale, aveva detto semplicemente la verità. Quando ieri ha detto ai microfoni che far rientrare Sainz è stata la scelta giusta, perché era quello con le gomme messe peggio, ha detto semplicemente la verità. Verità rivelatrice della sua visione: i due piloti Ferrari sono entrambi in lotta per il mondiale. Ci troviamo un team che sacrifica il suo secondo pilota (Perez) ogni volta che può, contro un team che decoubertinianamente soppesa meriti e demeriti dei suoi piloti ogni singola gara. Perché siamo tutti d'accordo che quella di ieri era la gara di Sainz (perché ha fatto la pole, perché Leclerc non ha mai avuto abbastanza velocità per passarlo in pista, perché - malgrado quell'errore da poppante con cui si è fatto superare da Verstappen - alla fine era comunque tornato in testa), MA... la "GARA DI SAINZ" si trova pur sempre dentro il "MONDIALE DI LECLERC", e questo è un particolare essenziale nella logica di questo sport. Se non vinci il mondiale piloti, perdi. Sainz sicuramente meritava l'ebbrezza della vittoria. Ieri la sua gara l'ha fatta. Se hai le gomme soft nuove, è chiaro che ti lanci alla vittoria. L'errore è tutto di chi gliele ha montate, e di chi, senza sprezzo del ridicolo, gli ha chiesto di ripartire dopo la safety car, ma lentamente, coprendo le spalle a Leclerc e senza farsi superare da Hamilton e Perez per 12 giri. Su una pista come Silverstone. A questo punto, per essere coerenti fino in fondo, era meglio se dicevano a Leclerc "quando rientra la SC fatti da parte, che Sainz ha gomme fresche e può vincere la gara".
  5. Si entra nella leggenda o come eroi o come martiri. Temo che Leclerc ce lo faranno entrare da martire. Come già successo ad altri di rosso vestiti prima di lui.
  6. Arrivabene? Quello che nel 2018 a Monza decise che era Vettel a dover dare la scia a Raikkonen in qualifica e non viceversa? Poi, scusami, cosa c’entra l’Italia e la meritocrazia?
  7. Gli incroci di traiettoria esistono dai tempi di Nivola 😉
  8. La questione non è avere tanti sorpassi continui (che non ci sono mai stati in nessuna epoca a me nota), ma che gli estensori dell'attuale regolamento avevano prefigurato un consistente incremento di sorpassi, dovuto al venir meno della perdita di carico che si subiva in scia alla macchina davanti. Oggi a detta dei piloti è più facile stare negli scarichi di chi è davanti, ma per N ragioni i sorpassi continuano ad avvenire con grande pena e difficoltà (oltre a quella insita nella battaglia per la posizione). Il gp di ieri è stato eloquente. Considera che io è dal 2006 che mi ritengo già mediamente soddisfatto del numero di sorpassi che vedo in gara. Lamentavo solo il fatto che nel 2022 non si è visto il drastico miglioramento che sulla carta ci si poteva aspettare e che era stato ben pubblicizzato. Non voglio mettermi a fare la conta dei sorpassi, né confrontare situazioni con troppe variabili in gioco. Ma stando sul gp del Canada, ricordo edizioni molto, molto più movimentate di ieri. Una a caso, 2017. Bada bene, non sto dicendo che che due, tre, cinque, dieci anni fa i sorpassi erano più semplici di adesso, ma semplicemente che, nella pratica, grosse differenze con gli anni passati non ne vedo, almeno finora.
  9. Lungi dall'avere soluzioni facili in tasca, ma è evidente che, se da un lato hanno risolto il problema - annoso - della perdita di carico in scia, dall'altro l'aumento di peso e dimensioni ha vanificato questo vantaggio. Uno degli obiettivi - il più sbandierato - del cambio regolamentare era l'aumento dei sorpassi. Tu questo progresso rispetto agli anni scorsi l'hai visto?
  10. Posso dire che mi hanno già rotto l’anima queste nuove macchine? Dovevano facilitare i sorpassi, mandare in pensione il DRS, invece sembra di essere tornati in piena formula noia. Con l’aggravante che nessuno tocca più un muro, nessuno arriva più lungo al tornante, nemmeno mezzo sbaglio. In tutto ciò, il buon Sainz era già stato dato per spacciato per un terzo posto in qualifica, invece ha fatto una gara che definirei di tutto rispetto, di testa, di piede e di nervi.
  11. Concordo con il fatto che, con Leclerc e Perez fuori causa, la prima fila era l’obiettivo minimo. … Se Alonso non avesse fatto quello che ha fatto. Non è che Sainz le abbia prese anche dall’Alpine. Le ha prese da uno che, quando ha la possibilità di metterci del suo (caratteristiche del tracciato, pista bagnata) riesce ancora ad accantonare per qualche frazione di secondo le leggi fisiche. Ci fosse stato chiunque altro, in quel secondo posto, avrei biasimato Sainz molto di più. Indubbiamente. Penso che la fortuna di Sainz sia proprio il non aver strafatto. Altrimenti dovevano recuperarlo da qualche albero con la gru. Guidare pulito è un altro paio di maniche. In qualifica, e con quell’asfalto, non credo sia utile. Ha guidato pulito Leclerc, per ovvie ragioni. E infatti era su tempi alti. Credo che il buon Sainz stesse solo cercando di fare meglio che poteva, senza particolari fantasmi o complessi d’inferiorità. Semplicemente non è ancora al top. Male, certo. Ma chiedete a Hamilton o a Ricciardo quanto sia difficile esserlo in questo momento.
  12. No, Sainz non partirà dietro a un’Alpine, partirà dietro ad ALONSO. Non vuol essere una distinzione di lana caprina: secondo me è la chiave per capire anche la prestazione di Sainz, perché dubito che il terzo posto sia scaturito solo da quella sbavatura all’ultima curva. Alonso, con delle traiettorie tutte sue (si vedeva bene in tv), ha letteralmente sparigliato le carte. Senza di lui Sainz era secondo, e, a parità di distacco da Verstappen, la cosa non sarebbe sembrata così mediocre. Hamilton è stato altrettanto temerario, eppure si è fermato alla quarta piazza. Russel, se non avesse avuto quell’idea da sala giochi di montare le slick, avrebbe al più soffiato la posizione a Hamilton. Aggiungo che la Ferrari aveva un tyre management completamente diverso da RB. Verstappen usciva dai box già con le gomme calde, Sainz faceva i viola solo al secondo giro lanciato. Forse è anche su questo che si può recriminare. Oppure potrebbe essere questa la nostra chance in gara, con pista asciutta.
  13. Bada bene, non ho mai detto che Sainz abbia fatto tutto il possibile, o che abbia scaldato gli animi. Mantengo semplicemente la medesima linea di giudizio che ho su di lui da quando è in Ferrari: non è una pippa, e non è Leclerc. A dirla tutta, non è nemmeno il Sainz del 2020. Ma posso capire se un pilota, giovane d’età ma vecchia scuola come stile di guida, non trova ancora la quadra con questi zatteroni sovrasterzanti. D’altronde non è l’unico. Forse la nostra differenza di giudizio sulla sua qualifica è figlia della diversa aspettativa: per me Sainz ha fatto esattamente quanto mi aspettavo che facesse. Mai pensato per un istante che, una volta tolto Leclerc, gli si sarebbe liberato lo spirto guerrier ch’entro gli rugge. Avrei dato lo stesso giudizio su Perez a ruoli invertiti (pole di Leclerc - Perez terzo). Semplicemente non mi aspetto che uno di loro possa mai impensierire la prima guida del team avversario, non in questo momento storico. Qui il pilota sta facendo davvero la differenza sull’auto.
  14. Io sono più fatalista di voi. Verstappen ha il maledettissimo vento in poppa, la macchina da battere, zero pressione (visto dove si trova il suo antagonista). Unite a questo la pista “da manici” che è il Gilles Villeneuve e l’asfalto umido che esalta lui e la sua monoposto. Ma chi volevate che lo impensierisse? Sta facendo un altro sport, senza avversari. Sainz ha una fila di zeri in classifica che non si contano più, era responsabile dell’unica macchina in lizza per la vittoria, ed è da inizio anno che dice di non avere confidenza col mezzo. Posso capire se ha corso in difesa. Il sublime Perez, prima di distruggere l’auto (più sfiga che altro) era stabilmente su tempi inaccettabili. Sono stato molto critico con Sainz fin qui, ma ieri è stato decente. Semmai sono stati Verstappen e Alonso a fare qualcosa di stratosferico. O no?
  15. Ma che ha fatto Alonso. 41 anni. Queste sono le cose che fanno bene alla F1, non le gomme slick montate a cazzo di cane. Sainz buon terzo. Considerando quello che ha fatto la seconda guida RB, un lavoro pulito. C’è davvero qualcuno che si aspettava che stracciasse Verstappen? Peccato che Leclerc non fosse a lottare in Q3, sarebbe stato tutto molto, molto meno scontato.
  16. Ciò che contestavo nel mio post, vorrei che fosse chiaro, non era il fatto che un film possa essere più o meno romanzato rispetto alla realtà. Grand Prix di Frankenheimer era totalmente romanzato, pure i nomi di piloti e scuderie erano di fantasia, eppure è un film bellissimo. È la qualità cinematografica del prodotto che mi preoccupa: penso che il cinema italiano di oggi non abbia le capacità per tirar fuori un buon film da un soggetto così particolare, per le ragioni che avevo elencato.
  17. Sono solo un sommo conoscitore di ciò che ho scritto. Dimmi solamente se ti interessa discutere della cosa, o fare solo polemica sterile col primo che hai avuto a tiro, così mi regolo se dedicare altro tempo all'esegesi del mio post oppure lasciarti proseguire da solo.
  18. La tua obiezione sembra completamente slegata da ciò che ho scritto.
  19. Temo il peggio. E non parlo solo dell'inadeguatezza di cast, sceneggiatori, registi e produttori, ma soprattutto del totale asservimento di quello che una volta era il cinema italiano al product placement e all'utenza televisiva. Basta vedere con "Veloce come il vento", già candidato al ruolo di "Rush italiano", com'è andata a finire: un telefilm che raffazzonato è dir poco, interpretato dall'uomo immagine Peugeot per sfruttare tutte le più laide sinergie possibili. Già Rush, rivisto nel tempo, denuncia tutte le approssimazioni e le ingenuità che una fabbrica come Hollywood sconta nei confronti di un'epopea sì nota, ma qui da noi, e solo da chi segue la formula 1. Qui abbiamo una storia ancora più di nicchia, ancora meno cinematografica, che dovrà strizzare l'occhio alla platea più larga e ignorante possibile, evitando l'effetto "che palle-non ci ho capito nulla-parla solo di macchine". Il tutto condito con la faccia di Scamarcio, che al massimo può andare a fare i film di Ozpetek.
  20. Bene, pare che la morìa di propulsori Ferrari sia dovuta al famoso etanolo, quello che in teoria Ferrari digeriva benissimo e Red Bull no. Invece, alla RB causava solo un problema di volatilità che "sigillava" il serbatoio, senza intaccare l'affidabilità del propulsore, mentre il Ferrari ha avuto proprio un problema di temperature eccessive. Se non altro, si potrà copiare il sistema RB per raffreddare la benzina senza prendere sanzioni. Ammesso che sia risolutivo anche per Ferrari. Ma le parole di Binotto (abbiamo spinto sulla prestazione sacrificando l'affidabilità) sembrerebbero dire l'opposto.
  21. Anche Schumacher nel 1999 fece da gregario a Irvine. Perdonami: cosa significa esattamente per te fare il n.2? Sacrificare la propria gara per principio? Mi sembra banale sottolineare che l'interesse supremo di un team (specie se si chiama Ferrari) sia conquistare il campionato piloti con colui che in quel momento ha le migliori chance, chiunque esso sia. Comunque, per rispondere alla tua domanda, ti do la mia garanzia che a Maranello non c'è dubbio veruno su chi sia la prima guida, e sinceramente non sprecherei nemmeno energie a discettare su questo punto. Piuttosto, può essere utile chiedersi se un secondo pilota sia semplice carne da cannone, oppure se la sua dignità agonistica abbia una qualche importanza, anche per il suo stesso rendimento. A livello razionale si accetta di buon grado la qualifica di secondo pilota (vedi Raikkonen, Perez, Bottas, Massa, lo stesso Sainz ecc.), poi dentro l'abitacolo il proprio ego esplode e il cervello capisce solo che deve competere e vincere (guai se così non fosse). E se realizza che la cosa gli è preclusa in ogni caso, si blocca. Il team che riesce a mettere la propria seconda guida in quel labile equilibrio tra motivazione continua e disciplina di squadra, ha vinto. Si è visto l'anno scorso, con Bottas che ha rovinato la partenza a Hamilton in Messico, e dall'altra parte Perez che nell'ultima gara, prima ha fatto da tappo, poi addirittura si è ritirato all'ultimo giro per favorire la vittoria di Verstappen.
  22. Tu invece nel giro di due post sei passato da “Sainz non è il n.2 perché non ce l’ha scritto nel contratto come Barrichello” a “è ovvio che farà il n.2 a fine anno”. Incornicia pure i miei post, ma tu decidi una buona volta da che parte stare.
  23. Ogniqualvolta Sainz potrà essere consistentemente utile a Leclerc per ottenere un vantaggio, il muretto non si farà problemi a fare la scelta giusta. Il problema è che quasi mai Sainz si trova in condizioni di poter aggiungere qualcosa alla gara del suo compagno, almeno in questa fase.
  24. Mi chiami in causa nientemeno che Barrichello? “Passò quel tempo, Enea…”. Nemmeno Bottas, Perez, Albon, Gasly, Ricciardo ecc. hanno mai avuto scritto sul contratto che erano i numeri due, eppure… Ripeto, ma mi sembra ovvio, che nessuno paga un pilota di più per farlo arrivare secondo.
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