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PaoloGTC

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Everything posted by PaoloGTC

  1. Ma infatti quando ho scritto che una Tipo a caso asfaltava una Golf a caso intendevo ben tutte queste cose. Il problema è che le Golf non avevano portelloni in plastica che si restringevano, pannelli porta che si staccavano, digitali che flippavano (il titolare del conce Fiat locale dei tempi durante un raduno di auto d'epoca mi disse tempo fa "ad un certo punto persi il conto dei Digit cambiati in garanzia") e concerti di cigolii, portiere che non si aprivano, guarnizioni che si cuocevano, più varie ed eventuali. Fermo restando che io ai tempi avrei comunque scelto la Tipo per tutto ciò che hai scritto tu... per molti queste cose hanno lasciato il segno e l'hanno lasciato proprio mentre "di là" le auto (lente, poco accessoriate, tutto quel che vuoi) le facevano ANCORA bene. Comunque credo sia meglio che mi fermi perchè altrimenti andiamo OT pure in questo topic
  2. Si, mi sono tolto la 164 (scusate se non cito nessuno ma mi fonde il cervello a fare tutti quote, sono arcaico, per cui faccio un messaggio unico), già sei anni fa, dopo averla tenuta per sei anni. C'erano altre cose da seguire e mi capitò di trovare un altro appassionato che avrebbe continuato a tenerla con cura (la rividi al Museo in occasione del trentennale ed esteticamente era anche meglio di come la tenevo io... anche se il nuovo proprietario aveva nel frattempo deciso di cambiare gli interni - in velluto e intonsi quando l'avevo io - con altri in pelle... nulla da dire sulla bellezza ma la mia opinione è che la vettura dovrebbe essere come mamma l'ha fatta... poi ognuno con la sua roba fa quel che vuole, ci mancherebbe...) Aggiungo una cosa sui due pesi e due misure con cui sono state (e sono oggi) giudicate le rogne a seconda della nazionalità della vettura: verissimo, ma questo secondo me accade molto più a sproposito oggi che allora. Ritengo personalmente che oggi le tedesche siano fatte molto peggio di 35 anni fa e che siano molto meno affidabili, mentre le "nostre" sono salite su entrambi i fronti, per cui la situazione è più livellata e da qui viene l'incoerenza. In quegli anni... beh ad essere onesti noi abbiamo sempre avuto vetture che avevano altri motori, altre prestazioni, altro spirito più appagante mentre le loro in confronto erano mediamente più lente e noiose (e in alcuni casi anche meno valide nella dinamica)... ma una Golf non era ai tempi fatta come una Tipo e un'Audi 80 non era fatta come una 155. C'è stato effettivamente un periodo in cui il tedesco era fatto e funzionava meglio, e lì è arrivato il momento dei saluti. Nel 1988 la Tipo Tds asfaltava la Golf GTD, ma già da nuova non era fatta allo stesso modo. Dopo tre o quattro anni non le potevi mettere vicino. Ricordo sempre quella frase detta a mezza bocca da un anonimo manager Mercedes durante un Salone di tanti tanti anni fa: "in Europa siamo fortunati perchè gli italiani non sanno costruire le vetture con la stessa cura con cui le progettano: se lo sapessero fare, saremmo tutti dietro a loro".
  3. Riguardo il declino delle nostre "grandi", che si è visto quando la generazione "così così" ha preso il posto di quella delle nostre fighissime ottantesche, c'è una sfumatura che raramente mi capita di leggere ma che secondo me è importante. Ora... so che vado a beccarmi un po' di pietre perchè mi accingo a "toccare" due perle dell'Italia ottantesca come Thema e 164, che tutti abbiam nel cuore, io per primo: però... queste due grandi auto che tanto ci hanno resi orgogliosi, andavano poi sempre benissimo? Guardate che se n'è "bruciata" di gente con loro, e mica pochi. Ne ho sentiti tanti negli anni, durante e dopo. Non sono state il top dell'affidabilità, e invecchiavano male. Erano gagliarde, bellissime, stupende, erano il nostro orgoglio ma dire che erano una bomba in tutto è una mezza bugia. Guardate che parecchi non hanno nemmeno preso in considerazione k e 166 perchè prima avevano avuto una (o magari due) Thema o 164. Poi certo mi arriva sempre quello che dice "che cappero dici io con la Thema ci ho fatto 400k km, una bomba". Ok, ok... ma quanti hanno dato di matto con queste due auto, e sono passati al tedesco ancor prima che la nuova generazione arrivasse. Io la ricordo la presentazione locale della 166... forse uno o due, profondamente Alfisti, arrivarono in stanchine 164. Gli altri (dubbiosi) erano già in Serie 5 o Classe E, qualcuno in Volvo e A6. Erano già andati, ancor prima che la nuova generazione "poco fashion" aggiungesse il carico. Siamo onesti, le nostre ero(t)iche, veloci saloon degli anni '80 erano anche po' fatte col pongo. Certe cose non sono state perdonate. Un po' come la fatica che ha fatto Opel a dare le Astra J a chi aveva cambiato tre alternatori, una turbina, ecc. ecc. sulla H. Un prodotto che non acchiappa come il precedente sicuramente fa la sua parte, ma bisogna anche vedere quanto è contento il cliente del precedente. Quando avevo la 164 mi faceva sempre molto male sentire i discorsi di chi ne aveva avuta una... "gran macchina eh... ci ho lasciato il cuore... ma le bestemmie che mi ha fatto tirare... alla fine ho cambiato". Non sono stati pochi a farmi questi discorsi, e purtroppo è l'amara realtà.
  4. A grandi linee... perchè vado a memoria: ipotesi di prodotto protagonista di un dossier del 1994 in cui si valutava di realizzare una coupettina per mettersi in concorrenza con ciò che la Opel era pronta a lanciare, riaprendo di fatto un segmento (insomma, la Tigra). L'idea mi pare fosse anche quella di farla produrre insieme alla Barchetta per portare al 100% le sue linee di montaggio. Fumia (dal suo libro arriva l'immagine che hai postato) aveva realizzato questa proposta, con la sua tipica (e giustificata) testardaggine, nonostante in azienda ci fosse già in partenza chi suggeriva che tale coupettina avrebbe potuto "al massimo" essere la versione di produzione del concept Lampo realizzato da I.De.A su base Punto. Perchè ai tempi, come si sa, I.De.A aveva la precedenza. Poi... niente. Insomma, uno dei tanti "potremmo fare" -----> "poi vediamo". Comunque onestamente, a titolo personale, non la rimpiango. Secondo me Lancia non sarebbe stato il marchio giusto, e la vettura in sè non mi pare un granchè.
  5. Me la ricordo bene la Punto 6 Speed. Ci sono entrato nella vetrina di un ferramenta con quella, alle 2 di notte mentre nevicava un pochino. Non era neanche mia. Bei tempi. Detto ciò, ammappa se vi piace andare OT Torno sul pezzo, con un laterale dei tempi in cui prima si lasciava andare e poi tornava coi piedi per terra... come quando mi fece innamorare con la Seat Proto T "che anticipa la prossima berlina Seat" e poi scoprii che noi ci saremmo puppati la Toledo.
  6. Stranamente invece dalle mie parti certe vetture difficili da vedere in giro c'erano eccome. Dico stranamente perchè, come ho già avuto modo in passato di spiegare cercando di contestualizzare, non vivo certo in una metropoli, bensì in una valle in cui le città "grandi" hanno circa 20 mila abitanti e i paesi come il mio circa 4000 o anche meno, per non parlare dei gruppi di case su per le montagne che contano 100 anime o magari qualche decina... per cui non è certo un posto con milioni di automobili in cui ci si aspetta di vedere di tutto. Sarà perchè ai tempi in cui andavo alle elementari in questa zona concessionari di marchi come Bmw e Mercedes non c'erano mentre invece i generalisti che avevano le "grosse" sì, però le Alfa 6 c'erano così come ad esempio le Renault 30 (non per metterle in competizione ma per citarne un'altra non facile da vedere). Di Alfa 6 ne ricordo chiaramente 3, mentre di Renault 30 un paio. Avevamo le Moskvich perchè in paese un meccanico si era messo in testa di venderle e ai tempi si sa che valeva molto la parola dell'amico, del conoscente, ci si fidava (mica a sproposito per carità, non voglio dire quello) del personaggio a cui ci si rivolgeva di solito. Avere tanti industrialotti che facevano fortuna nel tessile e nella rubinetteria ci aveva permesso pure di vedere ogni giorno automobili piuttosto rare non perchè "incomprensibili" o prive di appeal ma perchè costose. Nel mio paesino (che parecchi hanno lasciato con il cambiare dei tempi, perchè in quegli anni eravamo vicini ai 5000 o forse li avevamo pure superati in certi momenti) c'erano, in mezzo alle tante Fiat, Ford, Renault eccetera, le vetture dell'Est ma anche un paio di Thema 8.32, le Alfa 6, le Renault 30, due Montreal (una del titolare di una pizzeria, l'altra di un signore che aveva un negozio di dischi), una 911 Turbo e due Ferrari 308, GTB e GTS. Non era raro passare in piazzetta in bici con gli amici e vedere qualcuna di queste bellezze parcheggiate di fianco ad una straniera dell'Est o ad una Renault Rodeo o una Mehari (non ci siamo fatti mancare nemmeno quelle). Oggi sembra di vivere in un comune seduto a metà strada tra Wolfsburg e Ingolstadt. Riguardo il terribile errore grammaticale, vorrei aggiungere la mia: avendo scritto parecchio negli anni passati (anche per questa pagina ) mi sono reso conto che quando si butta giù un testo ed in seguito si decide di cambiarne il senso oppure una parte, può capitare di modificare dimenticando alcuni elementi che facevano parte di una stesura precedente, e lì spunta l'incidente, lì rimane la particella che non c'entra una mazza. Se per esempio una prima stesura fosse stata, per qualche pensiero andato perso nella modifica, "peccato per chi non c'è"-punto, e avesse subìto una modifica che la portava ad essere in quel punto "peccato per chi non ce l'ha", la dimenticanza potrebbe anche essere dovuta ad una svista e non ad una tremenda falla nella conoscenza della grammatica. Per questo dico che a mio parere la colpa più grande va data al correttore di bozze. L'errore può provenire da una persona sgrammaticata o da una sbadata, ma il testo dovrebbe essere controllato millemila volte prima di essere reso pubblico. Ora, per tornare in tema dopo questo lungo svarione, lascio qui un'altra chicca dei tempi d'oro.
  7. Ma in effetti Sor Roy un'Alfa 6 rossa dal vivo non l'ho mai vista neppure io...
  8. Strano però... così a pelle sembrerebbe lo stesso posto anche per la Delta II... bah sarà una coincidenza. Comunque, ecco altre foto di repertorio, diramate da Fiat stessa ad inizio anni '80 per un articolo della rivista "Il Notiziario dell'Autoriparatore" (numero di marzo 1982). Nulla di gustoso dal punto di vista voyeuristico però tutte vetture di produzione.
  9. Scusate il disturbo, bazzicavo da queste parti e ho pensato di lasciare una cosa Chi di voi ha una collezione di riviste d'auto di quegli anni e si sta chiedendo da quale magazine possa mai venire questa pubblicità, perchè gli era sfuggita, lasci stare. Non viene da una qualche rivista del settore. Anni fa, nell'azienda per cui lavoro (di medie dimensioni ma a conduzione famigliare) si decise di sbaraccare alcuni scaffali pieni di cose "inutili" che dovevano essere destinati ad altro, all'interno di un magazzino secondario. Fra mille cose mi trovai davanti un cartonpallet 80x120 pieno di riviste. Quando lessi "riviste" pensai "uh! magari ci scappa qualcosa di interessante". Poi uno dei figli mi disse "ah no, è tutto da buttare per te, non c'è roba che ti interessa, son riviste della mamma". Metà erano Famiglia Cristiana, l'altra metà Epoca. Proprio da Epoca viene questa pubblicità, e lei come altre di varie marche mi fece notare che, vai a capire perchè, le pubblicità di auto destinate a riviste non di auto erano diverse da quelle che vedevamo sulle riviste di auto. Questa pubblicità su due pagine, uscita al lancio della 6, su Quattroruote non c'è mai stata, e su Gente Motori (erano gli unici due ai tempi) nemmeno.
  10. Nel corso degli anni (circa 30 ) passati a raccogliere e catalogare foto-spia mi è capitato in alcuni casi di trovarmi davanti ad immagini di prototipi del Gruppo e di chiedermi dove fossero state scattate, perchè lo sfondo era quello tipico di una qualche autostrada, con tanto di corsie parallele, ma una delle nostre strade a pedaggio non poteva essere, perchè le vetture non avevano nemmeno la targa prova. Inoltre, era palese che fossero state fotografate sulla stessa carreggiata sia all'andata che al ritorno, perchè il punto era quello. Cosa impossibile, ovviamente, se quel prototipo fosse stato su strada pubblica. Di certo dei tratti simili a quelli autostradali c'erano anche all'interno delle piste, ma l'ipotetica posizione da cui il fotografo poteva aver scattato suggeriva di scartare questa ipotesi. Anche a La Mandria e a Balocco c'erano e ci sono dei tratti con più corsie, ma non è che vai là a scattare foto da una ventina di metri nel prato. Quindi, doveva essere un posto simile ad un'autostrada ma non all'interno di una pista di prova dal perimetro superprotettivo pieno di piante o collinette artificiali come quelle che sono state realizzate negli ultimi decenni a Balocco. Sto cominciando a pensare che quelle spy pics fossero state scattate proprio lungo quel tratto. Un paio di una Thema, come esempio, tanto per cominciare. Poi anche questa Uno sembra colta lungo un tratto con più corsie, e pure questa Delta II che viaggia addirittura affiancata ad una Croma che qualcosa testa pure lei. Per concludere, parecchi anni prima un altro prototipo della Uno sembra transitare nello stesso punto in cui si vedono Delta e Croma, con due corsie affiancate da degli spazi che sembrano piazzole di sosta nel lato verso il fotografo.
  11. Ricordo che parecchi anni fa una rivista (penso 4R) aveva parlato di questo tratto, descrivendolo però (se la memoria mi regge ) come un percorso privato Fiat che per una certa parte della sua lunghezza correva proprio a fianco dell'autostrada vera e propria. Non ne parlava in un articolo riguardante le piste varie però: veniva citato in un servizio scoop su una qualche vettura del Gruppo, dicendo che era stata vista anche lì proprio perchè era un punto in cui era facile sbirciare. Riguardo il fatto che un sito del genere oggi venga presidiato, non può che farmi piacere, anche se immagino che tutto quel che poteva essere di valore o "sensibile" come archivi o prototipi sia stato rimosso e smantellato. Meglio di quel che fecero al Portello, che abbandonato era pure lui, ma presidiato proprio no... anche se era stato mollato con un sacco di cose di valore al suo interno. Non è certo un attacco al comportamento dei senzatetto quello che vado a scrivere ora, sono persone che vivono come possono e con quel che trovano, ma sapere che all'interno di quel sito usavano scaldarsi la sera facendo falò con quel che si trovava, inclusi documenti storici e/o bozzetti di stile di Bertelli e compagnia bella... se fosse stato completamente svuotato non sarebbe stato comunque bello vederlo lasciato allo sbando e sicuro luogo di avvenimenti poco tranquilli la notte, ma almeno levare quel che c'era, visto che poi s'è voluto buttarla sull'HERITAGE...
  12. Aggiungo una nota che non aiuta ad individuare delle date precise, ma così, per curiosità... da quanto vedo nell'archivio digitale delle foto-spia ai danni del Gruppo, le ultime vetture ad essere paparazzate su questa pista ormai abbandonata (curiosamente in un punto molto vicino a dove furono colte Tipo e Tempra a metà degli anni '80... evidentemente la protezione anti-curiosi in quel punto della pista è sempre stata debole... oppure chissà, erano scoop "agevolati"...) sono state 147 e Thesis. Sugli storici ciottoli che facevano ballonzolare la Tempra definitiva nel 1986, mentre il mercato guardava alla Regata II atto come l'ultima novità venne pure fotografata la Lybra sul finire degli anni '90, se non ricordo male in un momento in cui di fari sul musetto ne aveva soltanto due.
  13. Ricordavi ma ora non ricordi molto visto che ce lo dici due volte
  14. InterAuto News, una rivista che ho avuto modo di avere per le mani qualche anno fa e che a quanto ho capito era spedita dietro abbonamento ma soltanto agli operatori del settore. Era una statistica dall'inizio alla fine, molto più precisa e dettagliata di quanto veniva mostrato a noi lettori dei classici periodici, incluse tabelle sugli investimenti pubblicitari e altre cose che solitamente non venivano... date in pasto a noi. Ho salvato un po' di cose interessanti, di vario genere, ma questa era quella più adatta a ciò di cui stavamo parlando.
  15. Il digitale intendi? Io vado con la lancetta, e quindi la vedo più che altro ballare in continuazione, in maniera tra l'altro completamente scoordinata rispetto alla spia riserva... a volte ho la lancetta sul primo quarto (beh diciamo che in rettilineo sta lì, ecco ) e si mette a traballare vagamente la spia riserva, altre volte la lancetta è quasi in fondo (sempre in rettilineo ) e la spia sta spenta... ormai mi regolo anche io con il distributore. Ho imparato che mediamente faccio 14 con un litro tra città e (poca) statale, metto benzina e azzero il parziale A dirla tutta nemmeno il 1.4 da 72 cv al lancio era un missile nella sua categoria... la Vectra con 3 cv in più la superava alla grande in velocità (e li posso capirlo perchè la Vectra aveva marce lunghe e più aerodinamica) ma in diverse prove (non comparative) le aveva rifilato qualche decimo anche sullo 0-100 pur essendo una tre volumi del segmento superiore. Non per niente la T.ds da 92 cavalli nel 1988 era la scheggia della gamma. Onestamente, 1100 da 56 cv, 1400 da 72 e 1600 da 82 (o 83, mai capito, ognuno scriveva quel che gli pareva)... non era stata lanciata come vettura a benzina con brio. Nel segmento sostituiva una Ritmo 1.6 che si chiamava "100" eh... Va bene che poi sarebbero arrivate le 16v... ma almeno sul millesei a mio parere si poteva osare un po' di più.
  16. Qualche giorno fa ho fatto cenno alla prova dei 100000 km realizzata da Quattroruote nel 1988 (e pubblicata sul numero di febbraio 1989) con una Tipo 1100 Digit. Dopo aver scoperto, grazie anche ad alcuni commenti, che si trattava di un argomento che in passato non avevamo “toccato”, sono andato a recuperarla, così le diamo un'occhiata tutti insieme (però non spingete eh..) Inizio col dire che la prova mi aveva lasciato già ai tempi un po' di amaro in bocca, non per l'esito ma per la maniera con cui era stata presentata. Ero innamorato di quei lunghi articoli che raccontavano la vicenda come un diario, con tutte le date a partire dai primi contatti (in incognito) con la concessionaria: il racconto del giorno in cui era stata ordinata, le disponibilità dei colori, le telefonate per sapere se la vettura era in arrivo, la comunicazione del numero di targa, il controllo delle ispezioni pre-consegna... insomma erano dei testi coinvolgenti.. proprio come un diario. Chi ha in casa ho ha letto in passato dei Quattroruote di inizio anni '80 sa a cosa mi riferisco. Qui invece le cose erano già cambiate: l'articolo era suddiviso in blocchi pieni di considerazioni, di tabelle coi vari dati e con le annotazioni del diario di bordo, ma mancava un vero e proprio racconto. Il tutto era piuttosto “freddo”. Comunque sia, andiamo a dare un'occhiata, partendo dal titolo: “Tipo 100000: collaudo senza problemi”. Beh, insomma... non fu una tragedia ma non era nemmeno corretto scrivere “senza problemi”, perché qualcosa era successo. Riguardo le procedure di acquisto, la rivista si limitava a scrivere (in fondo alla prova) che la Tipo era stata acquistata in incognito presso la Concessionaria Fiat Cerri di Milano. Scelta nella versione 1100 Digit, si trovò ad affrontare una prova suddivisa in maniera abbastanza equa fra strade cittadine, statali ed autostrada, perché secondo Quattroruote il motore era ovviamente il più piccolo della gamma ma lo spazio e la comodità della Tipo ne facevano un'ottima vettura da viaggio. A fine prova, il test più estenuante. Il Passo della Cisa percorso andata/ritorno per 35 volte trainando un carrello del peso di 750 kg (tre quarti del peso massimo rimorchiabile) oltre ad una zavorra nell'abitacolo che simulava la presenza di altri due passeggeri oltre al conducente. La vettura, ovviamente equipaggiata con le “classiche” apparecchiature di Quattroruote che misuravano e registravano tempi, spazi, velocità media nonché il numero di azionamenti di pedale freno e frizione era in marcia ogni giorno per 12/18 ore, suddivise in tre turni di guida. A ciò si aggiungeva ovviamente la verifica dell'adeguata esecuzione delle operazioni di manutenzione da parte della rete Fiat (con i conosciuti “trucchetti” come la marcatura di alcune parti meccaniche che permetteva di individuare operazioni e sostituzioni compiute all'insaputa dell'ignaro cliente). Seguiva un breve testo con le considerazioni generali sul modello, a partire dai commenti sulla linea, giudicata bella ed originale, sull'eccellente abitabilità e sulla comodità del posto guida anche dopo diverse ore di guida. Ottima la visibilità in marcia, efficiente e piacevole la strumentazione digitale tranne l'indicatore del livello carburante che si era rivelato impreciso (dev'essere cronico della Tipo in qualunque salsa questo difetto... perché io quando sono sul misto veloce passo continuamente dalla riserva al mezzo serbatoio a seconda della curva che sto percorrendo....) Il propulsore, che sicuramente si poteva considerare un po' sottodimensionato per il peso della Tipo (che oggi fa sorridere, 925 kg in ordine di marcia, ma che ai tempi era più alto di quello della Ritmo e di altre rivali) si era rivelato regolare e contraddistinto da un ottimo rendimento energetico. Sicuramente lento nelle riprese, rendeva la Tipo sufficientemente briosa in città ma soffriva (ovviamente) in montagna e a vettura carica. Giudizio estremamente positivo per la tenuta di strada e per la stabilità “a prova di tutto”, ma questa non era una novità. A questo punto, per chi amava leggere il piacere era finito. Si passava alle tabelle, la più interessante delle quali è sempre stata, per ogni prova di lunga durata, quella delle “segnalazioni”: tutte le anomalie, piccole e grandi, e i possibili incidenti di percorso. Tabella che a seconda delle vetture in prova si riduceva a poche righe (penso a test come quelli della Vectra 2.000 i Cat o della Mercedes 190) oppure occupava quasi una pagina della rivista (spiace dirlo, due casi lampanti Lancia Thema Turbo 16v e Alfa 164 TS...) Quella della Tipo era una via di mezzo, circa mezza pagina. Vediamola. Ne approfitto per abbinare a questo elenco anche quello “Tagliandi ed interventi”. In maiuscolo trovate quindi inserite le operazioni di manutenzione. Km 2.306: rumori e vibrazioni all'avantreno in partenza da fermo. Km 9.142: vibrazioni all'avantreno tra i 50 e i 70 km/h in accelerazione. Km 18.633: forti vibrazioni all'avantreno tra i 60 e i 70 km/h, specie in sterzata e durante le accelerazioni. KM 20840: CAMBIO OLIO E FILTRO, FILTRO ARIA, CANDELE, RABBOCCO LIQUIDO LAVACRISTALLO POSTERIORE; VERIFICA TENUTA IMPIANTO DI RAFFREDDAMENTO, SOSTITUZIONE VALVOLA E MANICOTTO, SERRAGGIO TUBAZIONI DI RAFFREDDAMENTO. Km 22.647: vibrazioni all'avantreno. Km 36.128: i freni anteriori fischiano leggermente (guarnizioni d'attrito). Km 36.958: scarso rendimento del motore in velocità e accelerazione. Km 38.166: frenata piuttosto rumorosa. KM 40000: CAMBIO OLIO E FILTRO, FILTRO ARIA, FILTRO BENZINA, CANDELE, DISCHI FRENI ANTERIORI, PASTIGLIE FRENI; SOSTITUZIONE FARO ANTERIORE SINISTRO (non viene spiegato il motivo), REGISTRAZIONE VALVOLE CON SOSTITUZIONE PIATTELLI E GUARNIZIONE. Km 50.144: lampadina stop sinistro bruciata. Km 54.242: accensione della spia degli stop in frenata. Km 54.686: persa calotta copriruota posteriore sinistra; il portellone se non accompagnato fatica a chiudersi, e ciò impedisce il funzionamento della chiusura centralizzata. Km 60.881: regime del minimo irregolare e frequenti spegnimenti. KM 60.892: CAMBIO OLIO E FILTRO, FILTRO ARIA, LIQUIDO FRENI, CANDELE, PASTIGLIE FRENI ANTERIORI; REGOLATA TENSIONE CINGHIA ALTERNATORE. Km 64.900: il motore sembra non rendere al massimo. Km 74.261: cuscinetti delle ruote rumorosi; rumori anche al volante in sterzata. Km 75.830: si accentuano i problemi di scarso rendimento del motore. Km 75.976: freni rumorosi in discesa. Km 76.407: il motore va a strappi. Km 77.177: il motore dà segni di stanchezza; cuscinetti posteriori rumorosi. Km 78.228: la ruota anteriore destra tende a bloccare in frenata. KM 78.500: SOSTITUITE CANDELE, CINGHIA DISTRIBUZIONE, FILTRO ARIA, FILTRO BENZINA, VALVOLA DEL CUT-OFF, MOZZO POSTERIORE DESTRO. CONTROLLO E MESSA A PUNTO CONVERGENZA E BILANCIATURA PNEUMATICI. RISCONTRATA COMPRESSIONE BASSA IN DUE CILINDRI. Km 79.942: prestazioni del motore scarse; qualche difficoltà di avviamento. KM 81.000: REVISIONE COMPLETA DELLA TESTATA A CAUSA DI INCROSTAZIONI ALLE VALVOLE; SMERIGLIATURA VALVOLE E SEDI, SOSTITUITA GUARNIZIONE TESTATA, CINGHIA DI DISTRIBUZIONE, POMPA ACQUA, UNA CANDELA, SPAZZOLE TERGICRISTALLI. Km 81.320: la spia degli stop si accende a tratti in frenata. Km 83.152: il motore tende a strappare un po' nelle riprese da basso regime. Km 83.633: il motore “manca” in accelerazione; rumorosità di scarico dovute alla fessurazione del silenziatore; la tubazione è rotta in corrispondenza del secondo elemento a causa delle vibrazioni. Km 84.124: il motore a volte va a singhiozzo, la marmitta “soffia”. KM 85.293: SOSTITUITO TERMINALE DI SCARICO. Km 86.815: distacco della guarnizione d'attrito del freno anteriore sinistro (lato esterno) a causa dell'eccessiva usura non segnalata dalla relativa spia di controllo (questa è infatti inspiegabilmente collegata alla pastiglia posta sul lato interno del solo freno anteriore sinistro). Conseguente danneggiamento irreparabile del disco anteriore sinistro che deve essere sostituito. KM 86.817: SOSTITUZIONE DISCHI FRENO ANTERIORI E PASTIGLIE. Km 87.215: rumori all'avantreno nelle manovre tiro-rilascio. Km 89.250: riprendendo in quarta e quinta dopo un lungo rilascio il motore va a tre cilindri; il collettore di scarico è rotto. Km 90.791: il motore singhiozza a causa di un filo delle candele fessurato che scarica a massa; gli alzacristalli sono rumorosi in salita e discesa. KM 92.538: SOSTITUITO COLLETTORE DI SCARICO. KM 94.682: SOSTITUITI I CAVI DELLE CANDELE PER DISPERSIONE. KM 97.982: SOSTITUITA LAMPADINA LUCE DI POSIZIONE POSTERIORE DESTRA. Una breve analisi dei difetti più ricorrenti aveva imputato il rendimento incostante del motore al carburante di scarsa qualità (caspita, per tutta la durata della prova, 275 giorni!!), con tendenza all'incrostazione di valvole e pistoni, frequente staratura dell'alimentazione e dell'accensione. Le frequenti vibrazioni all'avantreno, rilevate fino a circa 38.000 km erano secondo la rivista da imputare ad un primo treno di pneumatici non perfetti, ai quali non avevano giovato ripetute bilanciature. La rottura dello scarico infine pareva avere la stessa origine già diagnosticata per la Uno (“Difetto del mese” di novembre 1988): la mancanza di un supporto centrale determinava eccessive vibrazioni che, a lungo andare, incrinavano il tubo. La recensione di questa prova sembrava comunque scritta a più mani, le quali fra di loro non si erano coordinate nel migliore dei modi. Nelle segnalazioni attorno ai 20.000 km ad esempio non si faceva cenno a perdite di acqua, ma negli interventi in officina a quel chilometraggio vediamo l'esecuzione di alcuni lavori al riguardo. Poi... solo nelle foto a corredo dell'articolo andiamo a scoprire che in effetti attorno ai 20000 il motore aveva iniziato a perdere acqua dai manicotti. La revisione della testata a 81000 km secondo 4R era da attribuire con ogni probabilità a quanto già detto riguardo la scarsa qualità del carburante. Tirata d'orecchi finale per quella spia freni collegata solo parzialmente, che aveva portato alla distruzione di un disco. In definitiva, la Tipo non si era comportata male, se in effetti le colpe dei due principali e più frequenti problemi (irregolarità e vibrazioni) non erano “sue”. Sicuramente aveva dato prova migliore di quella offerta dalle due nostre amate ammiraglie. Lo scarso rendimento del motore si era palesato in maniera evidente in occasione dei rilevamenti prestazionali “di controllo”, come possiamo notare dalle principali performances che riporto qui sotto: Velocità massima a 5000 km 150.7 a 38000 km 137.5 a 43000 km 150.2 a 66000 km 142.3 a 83000 km 145.7 a 100000 km 147.8 Accelerazione 0-100 a 5000 km 16 s a 38000 km 21.2 s a 43000 km 17.9 s a 66000 km 18.6 s a 83000 km 16.7 s a 100000 km 16.9 s Stabile invece (e molto buono) il consumo, un esempio a caso: a 80 km orari andiamo dai 21.9 km litro a 5000 km per salire a oltre 22 o 23 km per litro durante la prova e tornare ai 21.6 a fine prova. La Tipo 1100 Digit provata era targata MI 7G2312, colore argento metallizzato. Non metto foto perché non mostrano nulla di particolare. Era bella soltanto quella d'apertura, con la Tipo che attraversava un mare di fango, ma pubblicata su due pagine e quindi impossibile da trasformare in digitale senza dilaniare il Quattroruote (di cui non ho un doppione... quindi ve la immaginate! ) La brochure più vecchia che ho in archivio (e anche la più corposa) datata marzo 1992 non fa alcun cenno a particolari strutture protettive inserite nella scocca di 155. Non c'è nemmeno il classico disegno azzurro (lamierati) rosso (rinforzi) che abbiamo visto per tutte le italiane anni '90 quando ci volevano mostrare le misure di sicurezza passiva. Anzi, in tutta la brochure di sicurezza passiva non si parla proprio. Il disegno della scocca con le protezioni in rosso compare invece su una brochure del tipo più semplice (dedicata in questo caso alle TD) datata 3.93, accompagnato dal testo che dice "a tutto ciò (ovvero la sicurezza attiva citata in precedenza nel testo) si aggiunge OGGI un pacchetto di elementi di sicurezza passiva decisamente all'avanguardia" e si va a parlare di airbag, di barre nelle portiere e della scocca con notevoli caratteristiche di rigidezza ai carichi longitudinali. Quindi credo che 155 sia nata "light" e dopo un annetto rinforzata.
  17. Chiedo scusa alla moderation room se riuppo questo topic per fare una domanda che è solo parzialmente attinente alla questione codici di progetto/identificazione modelli... ed oltretutto riguarda una situazione personale, per cui perdonatemi Amo le auto d'epoca e le Alfa Romeo sono fra le mie preferite, ma la mia conoscenza è fatta soprattutto di "dietro le quinte" (ve ne sarete accorti in questi anni), sui collaudi, sui muletti/prototipi e sulle storie di design. Non sono un meccanico, non lo sono mai stato, non so lavorare sulle auto dal punto di vista motoristico e compagnia bella. Non sono quindi una persona che quando vede un ricambio di meccanica sa dire al volo a quale auto appartiene. Mi servirebbe proprio far quattro chiacchiere con una persona del genere, riguardo la meccanica Alfa Romeo. Mi spiego brevemente: un caro amico (che tot anni fa come indipendente lavorava sulle Alfa) tempo fa mi ha chiamato e mi ha chiesto se volevo trovare una sistemazione a parecchi ricambi vintage che aveva accumulato nel corso degli anni (molte cose nuove) e che gli erano rimasti dopo aver cessato l'attività. E' finita che sono andato a recuperarli per cercare di dargli una mano e alla fine ho quasi riempito un Fiorino (non fino al tetto ma il vano di carico era coperto) Ora... non voglio assolutamente mettermi a vendere cose qui, ci mancherebbe. Me ne occuperei in ben altri luoghi... però mi servirebbe una mano per capire a quale auto possano appartenere certi pezzi. Per sapere anche cosa dire quando magari pure il possibile interessato non è certo di ciò che sta guardando. Ora... i due collettori di aspirazione del boxer lo so anche io che sono due collettori di aspirazione del boxer, e che il volante in pelle della 75 è un volante in pelle della 75 ci arrivo da solo. Però... c'è qualche malato di meccanica Alfa che ad esempio mi sa dire, quando glielo mostro, di che Alfa è il tal carburatore? Ci sono diverse cose che non conosco abbastanza. Se c'è qualche anima buona che può e vuole darmi una mano, se ha tempo mi mandi un pm e poi andrò avanti via pm, non voglio occupare spazio pubblico per delle strampalate vicende personali Grazie per l'attenzione e scusate ancora se ho riuppato un topic in una maniera un po' "così".
  18. Vero. Quel piccolo restyling ebbe un grande effetto, facendo sparire quella griglia quadrettona che ancora parlava di uno stile Opel che a volte non si rendeva conto che certi dettagli erano un po' troppo pesanti e sostituendola con una simile a quella della Vectra, dalla quale prendeva anche il 1.4 che sostituiva il precedente 1.3 (motore che comunque anche sulle Kadett D aveva fatto una gran bella figura... diverse riviste all'epoca ne lodarono il brio... sia la D che la E col 1.3 da 75 cv erano delle belle bestioline nel segmento ai tempi). Aggiungo... (scordato ieri) che sì, la Kadett E aveva l'optional delle sospensioni posteriori regolabili in altezza. La valvola era era posizionata sulla destra del vano bagagli ed era identica a quella dei pneumatici, quindi per gonfiarle andava bene il compressore di casa o quello del benzinaio. Si misurava l'altezza della vettura prima di riempire il vano bagagli, poi la si riempiva ed in seguito la si "gonfiava" per farla tornare all'assetto standard in modo da non andare in giro come gli sfollati (uniche avvertenze erano quelle di non superare mai i 5 bar, di ricordarsi di "sgonfiarla" dopo aver svuotato il bagagliaio e di non farla mai scendere sotto gli 0,8 bar quando la si svuotava). Credo costasse sulle 120 mila lire.
  19. Tornando alla Tipo, qualche mese fa grazie ad un amico spagnolo ( che ci legge ) ho potuto inserire dell'archivio digitale le scansioni di alcune riviste di quei tempi pubblicate nel suo Paese. Fra le tante cose interessanti ho trovato un'intervista fatta a Giorgetto Giugiaro proprio in un periodo in cui la Tipo era da poco sul mercato e di conseguenza era una vettura di cui si parlava molto, in Italia come all'estero. Così, verso la fine di un botta-risposta direi "classico" perchè focalizzato sui "soliti" temi (la storia di GG, le sue vetture, come sta cambiando il mondo dell'auto, quale futuro ecc. ecc.) il giornalista buttava lì una domanda sulla cosiddetta vettura del momento. Molto interessante per me, per due motivi: il primo è che le opinioni di Giugiaro sulle vetture altrui non erano cosa che si leggeva ogni giorno, anche se in quelle lezioni tenute all'aperto negli anni '80 aveva commentato diverse automobili realizzate dai suoi colleghi. Inoltre, sulla nostra stampa non era mai apparsa un'opinione di Giugiaro sulla Tipo. Riporto il passaggio in spagnolo, senza tradurlo. Magari non è una lingua che qui dentro mastichiamo tutti, ma per un madrelingua italiano lo spagnolo non è così difficile da comprendere
  20. Mi aggiungo (ma va'? io ci sono approdato qui, parlando di vecchiume ) Anche perchè, onestamente (e strasottolineo che è solo il mio modesto parere basato sui miei gusti) oggigiorno non c'è molto in giro che mi stimoli al punto da fermarmi a leggere tuuuuutto. Non è per fare il nostalgico, il retrogrado, quello più immobile del Duomo di Milano. Semplicemente, il mondo dell'auto si sta trasformando (e non solo per l'avvento delle pile, che comunque per me è ancora tutto da vedere come va a finire 'sta cosa) in un qualcosa di molto diverso rispetto a quello in cui sono nato, cresciuto e in cui ho sguazzato. Questo è il futuro? Bene, ne prendo atto. Potrò dire che non mi garba? Lo dico Nutro profondo rispetto per chi continua a lavorarci qui dentro, portando ogni giorno le novità con impegno e dedizione sicuramente superiori a quelli che ho messo io negli ultimi anni nel settore dell'auto d'epoca... quindi la mia mancanza di interesse non è certo rivolta al lavoro che viene fatto. Succede la stessa cosa con quel paio di riviste che per motivi di collezione completa continuo ad acquistare... mi impongo ogni mese di leggerle tutte perchè resta comunque buona cosa essere informati... ma l'interesse per l'articolone sulla nuova suv mild full plug bev native connessa col mondo non è certo quello che provavo nel leggere della 164 o della Tipo o della F40... Ci siamo appassionati in gioventù ad un mondo dell'auto che pian piano se ne va, qualcuno di noi amerà anche quello nuovo, altri lo vivranno come una realtà con cui interagire perchè automobilisti saremo ancora... ma se il tuo amore è stato per l'odore della benzina ed il suono dei pistoni, può essere che un domani non sarai più così emozionato. Eh si, altra cosa che oggi non si vede più. Giusto per restare in casa Renault, abbiamo anche questa... che è una 21 fino a un certo punto, perchè padiglione e carry over non sono quelli definitivi ma non sono nemmeno presi in prestito da un'altra Renault. Uno stile che sembra molto simile a quello della maquette più sotto... quindi una variante di design arrivata pure lei fino al reparto costruzione prototipi. Oggi si costruisce solo quel che "si fa", dopo aver deciso come farlo.
  21. Un po' quello che accadde a Fiat con la Tipo, che nel 1988 arrivò, anche con una certa dose di innovazione e non soltanto per una freschezza data dall'età delle altre, in un segmento in cui molte se non tutte avevano qualche primavera... Escort aveva 8 anni (2 dal restyling ma vabbè...) Renault aveva 9 ed 11 alla fine ma era in arrivo la 19 che infatti dalle riviste venne presentata come "la prima vera rivale della Tipo" cioè della nuova generazione impostata per gli anni '90. Golf aveva 5 anni, Kadett quasi 4. La 309 era un po' più recente ma se vogliamo era un po' più ai margini come fetta di mercato. La Tipo era la "prima nuova" e se la giocò bene in quel momento... ma iniziò a perdere terreno quando dopo soli tre anni arrivarono le risposte dalla Germania, che appunto viaggiavano in controfase. Riguardo la Kadett, la crescita della Station fu molto graduale. Da quel che si ricordano qui, nel conce "di casa", l'avvio fu discreto (come modello in generale, berlina e sw), sicuramente prese un buon numero di clienti (in rapporto alle cifre Opel di quegli anni che giravano attorno alle due/tre migliaia di pezzi al mese in base al modello... a volte anche meno) ma non fu uno stracciarsi di vesti. Anche la station, sì, certo, faceva dei numeri, ma non la follia. Poi piano piano la moda delle station prese piede e la Kadett fu fra le protagoniste, specialmente quando si iniziò a parlare di "Club". Credo fosse il 1987. Prima la station era semplicemente "Caravan"... poi, venne inserita in gamma la serie Club come versione speciale (tanto che 4R nel 1987-1988 non la riportava nel listino insieme alle altre versioni ma in un riquadro in fondo all'elenco degli optionals). Bum! Club dappertutto. Eran quegli anni in cui accadevano queste cose, bastavano un nome che faceva presa e un paio di cosine, e via. (qualcuno ha detto 240 Polar?.. beh lì c'era anche il prezzo) Ho messo insieme due numeri, dal 1985 al 1988. 1985 - 1986 - 1987 - 1988 Vw Golf 96150 - 98000 - 107800 - 99810 Fiat Ritmo 81250 - 56100 - 27550 - circa 1500 (Tipo circa 217000) Alfa 33 46700 - 42600 - 60650 - 61950 Lancia Delta 18900 - 23650 - 29750 - 30710 Opel Kadett 23250 - 34500 - 34600 - 44500 Renault 9-11 circa 41500 - circa 30000 - circa 18500 - circa 20000 Peugeot 309 non presente - 11000 - 17550 - 13600 Ford Escort 24700 - 24900 - 29550 - 29450 La si vede crescere dal 1985 al 1986, e poi fermarsi lì... dal 1987 al 1988 "effetto Club". Tanto che da nome della versione speciale divenne l'appellativo della variante station nel gergo comune. "Ha preso una Kadett Club"... anche quando non era una Club. Astra nel primo anno completo sul nostro mercato perse la battaglia con la Escort che era già avviata dal 1990 ma nel 1993 era già diventata la best-seller (mantenendosi comunque sulle cifre cui era arrivata la Kadett)
  22. Ciao Angelo, e grazie a te per le ulteriori delucidazioni. Il prototipo blu con il collaudatore in posa cool l'avevo nelle cartelle ma non l'ho postato proprio perchè l'avevo salvato come estraneo (e successivo) al "120" ma nemmeno troppo legato a quel che poi è stata la R20/30. E' sempre una cosa particolare vedere questi prototipi (non soltanto Renault) che nel corso degli anni di test adoperano diverse carrozzerie, le quali pur mancanti di abbellimenti e finiture danno l'idea di essere delle vetture "fatte e finite", cioè studiate da cima a fondo: carry over, vetri, lamierati... Probabilmente una volta le spese di costruzione di intere vetture sperimentali che poi finivano "nel cestino" dopo un cambio di rotta non erano elevate come furono negli anni successivi (o magari non ci si badava così tanto). Noi siamo già scioccati quando guardiamo indietro agli anni '80 e vediamo una Progetto Uno completamente diversa dalla Uno, arrivata in strada come vettura completamente definita e poi gettata; dalla "Unone" (stessa solfa) che ha preceduto la Tipo, e dalla "Bino" che ha preceduto la Punto. Dopo queste "anomalie" l'iter di collaudo ha poi visto l'utilizzo di muletti basati sul modello precedente, allargato e allungato, fino a quando veniva il momento di costruire i prototipi definitivi, camuffatissimi ma già basati sui disegni della vettura "congelata". Quando era il momento di fare sul serio, lo si faceva con ciò che valeva la pena costruire. Prima invece, anni '60-'70, sono moltissimi gli esempi di vetture per così dire complete finite in strada e mai messe in vendita. Pensiamo alla moltitudine di prototipi, tutti diversi fra loro, che hanno preceduto la Fiat 850 definitiva; le varianti che hanno preceduto la Fiat 130, la 124 coupè, la misteriosa (perchè devo ancora capire a quale progetto fosse legata, se Beta o 132) berlina tre volumi bianca che girava per Torino intorno al 1970... anche lei un'automobile con una sua "faccia", fatta e finita, sparita nel nulla.
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