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Dino 2.4

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About Dino 2.4

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  1. Per completezza d'informazione c'è da dire che in alcuni casi l'utilizzo di un olio specifico risulta importante, o quantomeno vantaggioso, per la durata di un motore. Non mi riferisco al dubbio sollevato dall'autore della discussione ma ad altre tipologie di propulsori, in particolare in campo agricolo/industriale e giardinaggio. Utilizziamo di tanto in tanto un trattorino rasaerba per la pulizia di un prato rustico di notevole estensione (alcuni ha), prato occasionalmente impiegato come superficie di decollo e atterraggio per aerei ultraleggeri e per aeromodelli. Quando acquistammo questo trattorino, che monta un bicilindrico Briggs&Stratton raffredato ad aria da 650cc 22HP (nominali), pensavo di impiegare per il cambio olio un normalissimo 10W40 per automotive da 4/5€ al litro. Parlando poi con operatori del settore, con altri utilizzatori e leggendo anche alcuni forum specifici, mi accorsi che in realtà era straconsigliato l'utilizzo del Briggs&Stratton SAE 30. Olio che peraltro ha un costo notevole (oltre 10€/L) e caratteristiche API (SJ) e di viscosità (SAE30) nettamente inferiori ad un comune olio automobilistico. Mi è stato riferito che, anche se il regime di rotazione non risulta mai alto (intorno a 3000g/min), l'utilizzo per ore e ore a regime costante sempre sotto sforzo e per via del fatto che si tratta di motori raffreddati ad aria, le specifiche termiche risultano la componente più importante per determinare l'olio esatto e non la viscosità o il grado API o JASO. In conclusione il Briggs&Stratton SAE 30, che sulla carta è un olio meno pregiato e che non avrei mai voluto usare per via del prezzo praticamente doppio dei normali oli automobilistici, è quello più adatto in questo genere di utilizzi. Scusate l'OT, si tratta ovviamente di situazioni limite, però mi è sembrato opportuno riportare questa mia esperienza......
  2. Ho un'auto vecchia più della tua (Punto 55 del '98 con meno di 130K km) e dopo 18 mesi di utilizzo, indipendentemente dal kilometraggio cambio sempre l'olio (uso poco l'auto e in quel lasso di tempo i km non sono mai troppi). Utilizzo un normale olio commerciale 10W40 benzina (Shell Helix HX7) il cui prezzo si aggira sui 24/25€ per un bidoncino da 4L e posso dire che, dopo averne provati diversi, per la mia auto quell'olio mi è sembrato il migliore come rapporto costo/qualità. In definitiva con circa 30/32€ compresi i filtri vado avanti senza problemi per almeno un anno e mezzo, fino al prossimo cambio. Effettuo personalmente il lavoro sostituendo anche i filtri olio e aria, appoggiandomi poi all'officina per smaltire adeguatamente il materiale sostituito.
  3. ...si...ricordo la Dolomite sprint con la testa a 16V che, quantomeno per le caratteristiche riportate sulla carta, se la giocava con i bialberi Alfa. Nella 128 Sport, come ho riportato prima, il cavo della frizione si rompeva con una certa frequenza e lo faceva improvvisamente e senza preavviso. Per fortuna mi capitò sempre in città.....ma portare l'auto in quelle condizioni all'assistenza Fiat, di cui in quel periodo ero cliente, significava attraversare tutta la città, fra code e semafori. Personalmente in quelle situazioni spegnevo il motore, salvo alla ripartenza inserire la seconda ed riavviare con la chiave di accensione e la marcia già inserita. A volte tentavo anche di effettuare il cambio marcia in movimento per non farmi km di strada tutti in seconda, cercando ad orecchio di sincronizzare giri motore e velocità....ma erano più le sonore grattate che i cambi marcia....
  4. Sicuramente non ci riuscirò ad essere conciso, ci provo: La mia attuale auto, che è una vecchia Punto 55 con oltre 20 anni sulle spalle e con poco meno di 130K km praticamente.....non mi ha mai lasciato per strada! Solo una volta, e mi trovavo lontano da casa, dopo averla spenta per pochi minuti, poi non si riavviò. Il motorino di avviamento girava allegramente ma il motore non partiva. Perplesso e sorpreso, aspetto, giro intorno, apro il cofano motore.....riprovo dopo alcune decine di minuti e parte! Ritornato a casa, il giorno dopo spiegando l'accaduto al meccanico, afferma che dovrebbe trattarsi del sensore di giri, un particolare di alcune decine di euro. Sostituito, l'auto non ha presentato più alcun problema (saranno passati 7/8 anni da allora) Delle auto precedenti, soprattutto di quando ero giovane e abitavo con i miei, auto mie o che utilizzavo come se lo fossero, avrei un lungo (...e divertente, per certi aspetti) elenco. Quelle che al momento mi sovvengono sono la mia, si fa per dire, 850 coupè (era stata acquistata per mia madre) che da giovane utilizzavo di continuo. Tante volte mi lasciò per strada per......mancanza di benzina!Speravo sempre di riuscire a rientrare a casa, pur nel profondo rosso della spia, speranze però che a volte cessavano a poche centinaia di metri, altre volte invece a qualche km da casa! A parte ciò, ma l'auto aveva ormai 10/12 anni, una volta si ruppe in marcia il manicotto superiore del radiatore, inondando il vano motore e bagnando la bobina, per cui il motore si spense con un gran fumo che fuoriusciva dal cofano posteriore (era vapore acqueo). Un'altra volta, tornando da un percorso di alcune centinaia di km, a 300m da casa si ruppe, per la prima ed unica volta, il cavo della frizione! E ricordo anche quando (ancora non avevo l'età per guidare) i miei genitori lasciavano la coupè ferma per diverse settimane, sotto la pioggia e con il freno a mano tirato (non c'era necessità di prendere giornalmente l'auto) per cui si bloccavano le ganasce contro i tamburi e non c'era verso di muoverla. Allora chiamavano un probabile meccanico il quale, con il motore su di giri, la frizione che gemeva e i semiassi che si torcevano (...io soffrivo in quei momenti), riusciva a sbloccare i tamburi posteriori (davanti c'erano i dischi) della povera 850 coupè!! Ne avrei tante altre, come la successiva 128 sport coupè 1300, alla quale spesso si dissaldava il collettore di scarico cadendo sul semiasse, e l'intenso fragore degli scoppi che si udiva perchè il motore rimaneva praticamente senza alcun silenziatore...oppure sui cavi della frizione, che sistematicamente si rompevano, obbligandomi, per quanto possibile, a procedere in emergenza senza utilizzare appunto la frizione..... .....per adesso mi fermo qui!
  5. Andremo in OT...ma eccole.. ...in lento ma continuo restauro.....(anche se da diversi mesi fermo) ovviamente non da solo, ma con meccanico e, a breve, carrozziere. Il mio ruolo, oltre a procurare ricambi, manualistica ecc, è dedicato ai piccoli lavori di contorno che solo un appassionato può fare...... P.S. Alcune foto le avevo postate in altra discussione....... L'anno scorso, appena uscita dal locale che l'aveva custodita per 25 anni, trainata dal trattore: Motore staccato dall'autotelaio: Smontaggio e riassemblaggio delle delle teste con smerigliatura valvole e accessori nuovi (pompa acqua, termostato, coperchietti vari): Motore praticamente pronto per l'istallazione sull'autotelaio: L'auto come si presenta attualmente: Alcuni dei piccoli lavori effettuati da me. Verniciatura marmitte centrali (sono in acciaio inox e riutilizzabili): Verniciatura coperchi e coperchietti laterali alberi a cammes. Bocchettoni per l'olio:
  6. Però a mio parere la qualità di una gomma, se di marca, la vedi anche nel tempo... Mi spiego: quelle Michelin XWX che nel'83 mi costarono un occhio, quasi un milione di lire, e descritte nel mio post precedente, le ho tutt'ora! Nel senso che sono ancora montate sull'auto, auto che è ferma dalla metà degli anni '90...e che ovviamente mai mi sognerei di utilizzare, quando finalmente riuscirò (..e se ci riuscirò) a mettere in strada di nuovo la Dino. Eppure osservandole, non presentano la minima traccia di screpolature nei fianchi e, se le posteriori non fossero totalmente usurate (sembrano slick), ad un'occhiata superficiale non sembrerebbe che siano gomme montate oltre 35 anni addietro......
  7. Anche io mantengo le gomme sempre ben gonfie! L'auto che utilizzo è una modesta Punto 55 con oltre 20 anni sulle spalle, utilizzata a 360° per cui cerco di mantenerla in efficienza e le gomme che monto sono sempre pneumatici di qualità (Michelin). Ultimamente ho avuto qualche difficoltà nel reperirle, poichè sembrerebbe che i migliori produttori di pneumatici, come ad es Michelin, abbiano abbandonato la produzione di queste misure, demandando ai marchi cinesi e koreani la fornitura di gomme di piccole dimensioni. Non so se corrisponde al vero, ma questo mi dicevano alcuni gommisti interpellati (..forse per vendere prodotti in cui avevano più margine? ) Nella mia Punto, priva di servosterzo, normalmente gonfio le gomme 2.8 avanti e 2.5 dietro. È vero, l'auto risulta un po' rigida sullo sconnesso, anche per via degli ammortizzatori che non sono più quelli originali, però così lo sterzo risulta sufficientemente leggero anche in manovra e riscontro esattamente quanto riporta Tonyx. Nei limiti delle sue possibilità, l'auto risulta più precisa nei cambi di traiettoria, molto scorrevole soprattutto in autostrada, dove ad es. è possibile raggiungere (....insistendo nelle lunghe discese) velocità inconsuete per una simile auto! Forse per la piccola superficie di appoggio delle mie gomme (155/70-13 - Michelin Energy E3B1) o forse per il tipo di mescola, ho notato che su strada bagnata o umida e su asfalti "lucidi" e poco drenanti, con le pressioni utilizzate (2.8-2.5) la gomma tende a scivolare maggiormente, soprattutto in trazione ed in frenata . In genere ho sempre rifiutato di montare marchi poco conosciuti ma ho utilizzato sempre gomme di qualità, anche a costo di spendere di più. Ricordo bene, ad es, quando nel'83 montai per la prima volta le 205/70-VR14 Michelin XWX sulla Dino...e restai impressionato, allora, per quanto mi costarono (circa 1 milione di lire!) ma anche estremamente soddisfatto per le caratteristiche (...le posteriori però, si consumarono in poco più di 10K Km). Ma qualche volta sono stato preso anche in "contropiede" dai gommisti. Non avevo un gommista di fiducia ma spesso, nel momento della sostituzione, giravo tra le officine per trovare chi mi facesse il miglior prezzo, per la gomma che ritenevo migliore. E ricordo da ragazzo (tanti, tanti anni fa) nella 850 coupè che utilizzavo, per la mia giovanile inesperienza mi montarono delle gomme orribili, che ancora ricordo, a marchio Atlas mi pare, le quali mortificarono la vivacità dell'auto. Scadente era la tenuta e la circonferenza di rotolamento, pur essendo nominalmente a misura, sicuramente doveva essere maggiore poichè l'auto era "morta" in accelerazione, cosa che cessò quando finalmente cambiai le gomme......
  8. Credo però che le diesel, anche la base, forse per il maggior prezzo di acquisto rispetto al benzina, avessero dotazioni di serie maggiori: sulla mia, che ricordo era una delle prime D, l'appoggiatesta e la 5° marcia erano di serie e soprattutto la 5° non era una marcia di riposo ma era a tutti gli effetti una vera marcia con la quale si raggiungeva la velocità max
  9. ...manometro olio che per me era utilissimo, come lo era nella Dino, che di tanto in tanto utilizzavo in quel periodo.... C'è da dire che sulle Uno diesel, anche sulla base, la strumentazione consentiva un buon controllo del motore, grazie a termometro acqua e manometro olio.....poi va be' la mancanza del contagiri era accettata, in fondo allora era soprattutto una prerogativa delle auto sportive. Per inciso, la mia Uno D era bianca...... A proposito del contagiri, se posso andare un attimo OT, nel '67 la mia famiglia acquistò nuova una 850 coupè (la due fari) che inizialmente utilizzò mia madre e poi anni dopo, quando presi la patente, la usai quasi sempre io. Mi piaceva tantissimo quella macchinetta, sotto tutti gli aspetti e bellissimo era quel cruscotto con l'inserto in legno e meravigliosa era quella strumentazione con i due quadranti circolari....ma la ns aveva un grosso "buco" nella strumentazione: non aveva il contagiri e il quadrante che avrebbe dovuto ospitarlo aveva solo il termometro dell'acqua e l'indicatore della benzina. Il contagiri era solo un optional che a casa mia non ritennero assolutamente di richiedere! (C'è da dire che quella coupè era una degli ultimi esemplari della 1° serie e forse difficilmente sarebbe stato possibile ottenere l'optional del contagiri). Per tanti anni utilizzai quella straordinaria macchinetta con grandi soddisfazioni, ma sempre con un cruccio, la mancanza del contagiri, fino a quando, una volta diventata vecchia, trovai un'altra auto simile rottamata ma dotata del contagiri, ed acquistai tutta la strumentazione. Feci fare una bella messa a punto dal mio meccanico, montai io stesso la strumentazione acquistata e grande fu la soddisfazione nel sentire il motore salire di giri e soprattutto nel vedere finalmente schizzare in alto l'aghetto del contagiri..... Scusate ancora per le mie divagazioni, ma quelle (poche) auto che ho avuto, posso dire di averle vissute......
  10. Si, nella Uno D erano montati dei semplici coprimozzi in plastica, che personalmente preferivo di gran lunga alla borchia tradizionale... Confermo la mancanza di accendisigari (..e relativa presa che avrebbe potuto far comodo) ma il portacenere, (quello famoso che scorreva lungo il bordo della plancia come nelle Panda prima serie) era in dotazione, piuttosto se non erro mancava lo sportellino del vano portaoggetti della plancia (la mia, che era uno dei primi esemplari della Uno D non lo aveva) e ricordo che lo feci montare al momento dell'acquisto. Non mi sembra che la DS avesse il contagiri, quello era una prerogativa della più prestante TurboD. Credo che la differenza fra la D e la DS fosse solo nel contakilometri parziale, la mia D non lo aveva, e non mi sembra ci fossero altre grosse differenze nella strumentazione, a parte forse qualche spia. La strumentazione però comprendeva per entrambe le versioni anche il termometro dell'acqua, utilissimo in tante situazioni e soprattutto il manometro dell'olio. Grazie al quale una volta salvai il motore da sicuri grossi danni poichè, per uno strano ed incomprensibile cedimento della guarnizione in gomma del filtro olio, durante un percorso autostradale buona parte del lubrificante fuoriuscì. Osservando il manometro dell'olio, mi sorpresi per la diminuzione di pressione e immediatamente mi resi conto che doveva esserci un problema! Misi subito in folle e mi fermai sulla corsia di emergenza per non causare danni; fu quella l'unica volta in cui la mia Uno D salì sul carro attrezzi..... ...ecco, l'orologio, dimenticavo. Era assente sulla sulla mia, a differenza invece della DS.....
  11. Io non penso sia possibile staccare l'alimentazione alla scatoletta senza inconvenienti che, considerando il brevissimo lasso di tempo, nel mio caso sono stati minimi quando cambiai la batteria. A rigor di logica, se fosse possibile fare ciò senza problemi, si potrebbe staccare il dispositivo, utilizzare l'auto per grandi percorrenze e far risultare un kilometraggio inferiore. Percorrenza che, almeno per quanto mi riguarda, è uno dei motivi grazie al quale si attua una scontistica sul premio da pagare l'anno successivo
  12. altri tempi, altre epoche...e soprattutto tanti anni in meno sulle spalle...
  13. Ho posseduto per 15 anni e usato in lungo ed in largo per oltre 250.000km una Uno D del '83 e ho un gran bel ricordo (forse perchè legato alla mia gioventù) di un'auto risparmiosa, robusta e perchè no, nei limiti delle sue possibilità, anche tanto divertente da guidare. La Uno D base da 45cv, rispetto alla corrispondente versione a benzina, montava pneumatici più larghi (155/70) ed aveva un assetto migliore per via delle barre antirollio che conferivano un'apprezzabile tenuta e precisione di guida. Ricordo ancora, intorno a fine anni '80, i curvoni della SA-RC nella discesa di Gioia Tauro, che erano più curve che curvoni autostradali, affrontati a tavoletta (160Km/h di tachimetro) utilizzando tutta la sede stradale con l'auto che, senza nient'altro che 4 pneumatici di qualità (Michelin), eseguiva millimetricamente la traiettoria senza scomporsi minimamente.? Il consumo mediamente si attestava sui 20/22Km litro nell'utilizzo normale e, a parte il depressore del servofreno che si guastò iniettando olio nel motore, rendendo impossibile lo spegnimento e facendolo girare come un pazzo (riuscì a spegnerlo ingranando la 5 e lasciando di colpo la frizione!), non ci furono mai grossi inconvenienti e, ad es, non fu mai necessario, in 250K km, cambiare lo scarico nè fu necessario effettuare mai la convergenza delle ruote: l'auto andava perfettamente dritta e consumava uniformemente le gomme. Mi sarebbe piaciuto sostituirla con la Uno TurboD che, in autostrada soprattutto nelle lunghe salite, per quanto mi impegnassi andavano via scomparendo (a volte, nel tentativo di star dietro a qualche auto più prestante, con il caldo dell'estate siciliana in autostrada aprivo il riscaldamento per abbassare la temperatura dell'acqua, tenendo i finestrini chiusi per non alterare il coefficiente aerodinamico...una vera sauna, pazzie di gioventù ?e ovviamente senza nessuno a bordo). Invece la sostituì poi con l'attuale Punto benzina, la 55 base che, a parte alcuni aspetti migliorati, mi deluse per precisione di guida e di traiettorie in curva, pur montando la stessa misura di gomme.... Scusate per la divagazione ma parlando di quest'auto tanti ricordi mi sono affiorati alla mente.......?
  14. Non credo sia possibile mettere sotto chiave il dispositivo di localizzazione. Ho l'Unibox di Unipolsai montato sulla mia vecchia Punto e ricordo che due anni fa, quando ho sostituito la batteria, ho semplicemente staccato la scatoletta posizionata appunto sulla vecchia batteria per metterla sulla nuova, senza avvisare nessuno nè contattare il n.verde. Successivamente entrando poi nel sito dove si visualizzano i dati del dispositivo, ho notato che erano riportati una ripetuta serie di crash, ovviamente non subiti, indicanti l'ora ed il giorno in cui avevo sostituto la batteria. A riprova quindi che non è possibile staccare l'alimentazione al localizzatore senza inconvenienti...personalmente però, parte ciò, non ci fu nessun altro problema. Anche io temevo che l'assorbimento dell'unibox, dopo tanto tempo di inattività, potesse procurare problemi alla batteria, ma per quanto mi riguarda non è accaduto. Attualmente, come tanti, la mia auto è ferma e, guarda caso, 10gg addietro mi è arrivato un SMS dalla società che gestisce il dispositivo in cui mi avvisavano di farlo verificare...presumo per non aver rilevato alcuna variazione nell'arco di questo periodo di tempo. Ovviamente il dispositivo funziona benissimo, infatti dopo alcuni giorni e dopo quasi un mese e mezzo di fermo totale dell'auto, ho messo in moto ed è partita senza problemi...ho effettuato, nei limiti della situazione, un brevissimo giro davanti al garage, giro che è stato regolarmente riportato nel sito.
  15. Probabilmente, come ti hanno già risposto, si tratta di condensa dello scarico....però io non ti consiglierei di accendere ogni giorno l'auto per poi lasciarla ferma, e quindi presumibilmente con il motore in moto solo per pochi minuti. La batteria non si ricarica a sufficienza, inoltre il motore gira in condizioni e con temperature non ideali. Se temi che la batteria ti lasci, a mio parere è preferibile ricaricarla ogni 10/15gg, o in prossimità del giorno in cui ritieni di dover usare l'auto. Ad es la mia auto è ferma da oltre un mese, la batteria segna (misurandola con un semplicissimo tester) una tensione di 12,3V e ritengo (...e spero?) di non aver problemi quando la riutilizzerò.....
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