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PaoloGTC

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Everything posted by PaoloGTC

  1. Tornando alla Tipo, qualche mese fa grazie ad un amico spagnolo ( che ci legge ) ho potuto inserire dell'archivio digitale le scansioni di alcune riviste di quei tempi pubblicate nel suo Paese. Fra le tante cose interessanti ho trovato un'intervista fatta a Giorgetto Giugiaro proprio in un periodo in cui la Tipo era da poco sul mercato e di conseguenza era una vettura di cui si parlava molto, in Italia come all'estero. Così, verso la fine di un botta-risposta direi "classico" perchè focalizzato sui "soliti" temi (la storia di GG, le sue vetture, come sta cambiando il mondo dell'auto, quale futuro ecc. ecc.) il giornalista buttava lì una domanda sulla cosiddetta vettura del momento. Molto interessante per me, per due motivi: il primo è che le opinioni di Giugiaro sulle vetture altrui non erano cosa che si leggeva ogni giorno, anche se in quelle lezioni tenute all'aperto negli anni '80 aveva commentato diverse automobili realizzate dai suoi colleghi. Inoltre, sulla nostra stampa non era mai apparsa un'opinione di Giugiaro sulla Tipo. Riporto il passaggio in spagnolo, senza tradurlo. Magari non è una lingua che qui dentro mastichiamo tutti, ma per un madrelingua italiano lo spagnolo non è così difficile da comprendere
  2. Mi aggiungo (ma va'? io ci sono approdato qui, parlando di vecchiume ) Anche perchè, onestamente (e strasottolineo che è solo il mio modesto parere basato sui miei gusti) oggigiorno non c'è molto in giro che mi stimoli al punto da fermarmi a leggere tuuuuutto. Non è per fare il nostalgico, il retrogrado, quello più immobile del Duomo di Milano. Semplicemente, il mondo dell'auto si sta trasformando (e non solo per l'avvento delle pile, che comunque per me è ancora tutto da vedere come va a finire 'sta cosa) in un qualcosa di molto diverso rispetto a quello in cui sono nato, cresciuto e in cui ho sguazzato. Questo è il futuro? Bene, ne prendo atto. Potrò dire che non mi garba? Lo dico Nutro profondo rispetto per chi continua a lavorarci qui dentro, portando ogni giorno le novità con impegno e dedizione sicuramente superiori a quelli che ho messo io negli ultimi anni nel settore dell'auto d'epoca... quindi la mia mancanza di interesse non è certo rivolta al lavoro che viene fatto. Succede la stessa cosa con quel paio di riviste che per motivi di collezione completa continuo ad acquistare... mi impongo ogni mese di leggerle tutte perchè resta comunque buona cosa essere informati... ma l'interesse per l'articolone sulla nuova suv mild full plug bev native connessa col mondo non è certo quello che provavo nel leggere della 164 o della Tipo o della F40... Ci siamo appassionati in gioventù ad un mondo dell'auto che pian piano se ne va, qualcuno di noi amerà anche quello nuovo, altri lo vivranno come una realtà con cui interagire perchè automobilisti saremo ancora... ma se il tuo amore è stato per l'odore della benzina ed il suono dei pistoni, può essere che un domani non sarai più così emozionato. Eh si, altra cosa che oggi non si vede più. Giusto per restare in casa Renault, abbiamo anche questa... che è una 21 fino a un certo punto, perchè padiglione e carry over non sono quelli definitivi ma non sono nemmeno presi in prestito da un'altra Renault. Uno stile che sembra molto simile a quello della maquette più sotto... quindi una variante di design arrivata pure lei fino al reparto costruzione prototipi. Oggi si costruisce solo quel che "si fa", dopo aver deciso come farlo.
  3. Un po' quello che accadde a Fiat con la Tipo, che nel 1988 arrivò, anche con una certa dose di innovazione e non soltanto per una freschezza data dall'età delle altre, in un segmento in cui molte se non tutte avevano qualche primavera... Escort aveva 8 anni (2 dal restyling ma vabbè...) Renault aveva 9 ed 11 alla fine ma era in arrivo la 19 che infatti dalle riviste venne presentata come "la prima vera rivale della Tipo" cioè della nuova generazione impostata per gli anni '90. Golf aveva 5 anni, Kadett quasi 4. La 309 era un po' più recente ma se vogliamo era un po' più ai margini come fetta di mercato. La Tipo era la "prima nuova" e se la giocò bene in quel momento... ma iniziò a perdere terreno quando dopo soli tre anni arrivarono le risposte dalla Germania, che appunto viaggiavano in controfase. Riguardo la Kadett, la crescita della Station fu molto graduale. Da quel che si ricordano qui, nel conce "di casa", l'avvio fu discreto (come modello in generale, berlina e sw), sicuramente prese un buon numero di clienti (in rapporto alle cifre Opel di quegli anni che giravano attorno alle due/tre migliaia di pezzi al mese in base al modello... a volte anche meno) ma non fu uno stracciarsi di vesti. Anche la station, sì, certo, faceva dei numeri, ma non la follia. Poi piano piano la moda delle station prese piede e la Kadett fu fra le protagoniste, specialmente quando si iniziò a parlare di "Club". Credo fosse il 1987. Prima la station era semplicemente "Caravan"... poi, venne inserita in gamma la serie Club come versione speciale (tanto che 4R nel 1987-1988 non la riportava nel listino insieme alle altre versioni ma in un riquadro in fondo all'elenco degli optionals). Bum! Club dappertutto. Eran quegli anni in cui accadevano queste cose, bastavano un nome che faceva presa e un paio di cosine, e via. (qualcuno ha detto 240 Polar?.. beh lì c'era anche il prezzo) Ho messo insieme due numeri, dal 1985 al 1988. 1985 - 1986 - 1987 - 1988 Vw Golf 96150 - 98000 - 107800 - 99810 Fiat Ritmo 81250 - 56100 - 27550 - circa 1500 (Tipo circa 217000) Alfa 33 46700 - 42600 - 60650 - 61950 Lancia Delta 18900 - 23650 - 29750 - 30710 Opel Kadett 23250 - 34500 - 34600 - 44500 Renault 9-11 circa 41500 - circa 30000 - circa 18500 - circa 20000 Peugeot 309 non presente - 11000 - 17550 - 13600 Ford Escort 24700 - 24900 - 29550 - 29450 La si vede crescere dal 1985 al 1986, e poi fermarsi lì... dal 1987 al 1988 "effetto Club". Tanto che da nome della versione speciale divenne l'appellativo della variante station nel gergo comune. "Ha preso una Kadett Club"... anche quando non era una Club. Astra nel primo anno completo sul nostro mercato perse la battaglia con la Escort che era già avviata dal 1990 ma nel 1993 era già diventata la best-seller (mantenendosi comunque sulle cifre cui era arrivata la Kadett)
  4. Ciao Angelo, e grazie a te per le ulteriori delucidazioni. Il prototipo blu con il collaudatore in posa cool l'avevo nelle cartelle ma non l'ho postato proprio perchè l'avevo salvato come estraneo (e successivo) al "120" ma nemmeno troppo legato a quel che poi è stata la R20/30. E' sempre una cosa particolare vedere questi prototipi (non soltanto Renault) che nel corso degli anni di test adoperano diverse carrozzerie, le quali pur mancanti di abbellimenti e finiture danno l'idea di essere delle vetture "fatte e finite", cioè studiate da cima a fondo: carry over, vetri, lamierati... Probabilmente una volta le spese di costruzione di intere vetture sperimentali che poi finivano "nel cestino" dopo un cambio di rotta non erano elevate come furono negli anni successivi (o magari non ci si badava così tanto). Noi siamo già scioccati quando guardiamo indietro agli anni '80 e vediamo una Progetto Uno completamente diversa dalla Uno, arrivata in strada come vettura completamente definita e poi gettata; dalla "Unone" (stessa solfa) che ha preceduto la Tipo, e dalla "Bino" che ha preceduto la Punto. Dopo queste "anomalie" l'iter di collaudo ha poi visto l'utilizzo di muletti basati sul modello precedente, allargato e allungato, fino a quando veniva il momento di costruire i prototipi definitivi, camuffatissimi ma già basati sui disegni della vettura "congelata". Quando era il momento di fare sul serio, lo si faceva con ciò che valeva la pena costruire. Prima invece, anni '60-'70, sono moltissimi gli esempi di vetture per così dire complete finite in strada e mai messe in vendita. Pensiamo alla moltitudine di prototipi, tutti diversi fra loro, che hanno preceduto la Fiat 850 definitiva; le varianti che hanno preceduto la Fiat 130, la 124 coupè, la misteriosa (perchè devo ancora capire a quale progetto fosse legata, se Beta o 132) berlina tre volumi bianca che girava per Torino intorno al 1970... anche lei un'automobile con una sua "faccia", fatta e finita, sparita nel nulla.
  5. Esternamente piaceva anche a me, anche se rispetto all'Astra ritengo avesse più bisogno degli allestimenti top (o almeno di cosette sfiziose come in questa foto, cerchi scuri, montanti neri, paraurti in tinta) per far bella figura. Prese "base" secondo me l'Astra era più bella. Di questa non potevo soffrire la plancia, piatta squadrata e con quella consolle-precipizio... pareva 10 anni più vecchia di quello che c'era fuori.
  6. Arrotondata, il sederino con tutto al posto giusto, i vetri a filo in un "tutto nero" da specchietto a portellone, l'antennino là in fondo e l'assetto posteriore piacevolmente rialzato. Una plancia ben disegnata e degli interni tipicamente GM anni 90, con linee amichevoli. Era giovane, fresca e bella. Fu un gran botto.
  7. Mamma mia quanto tempo che non facevo visita a questo topic! "Anni e anni e anni" direbbe il buon Boldi. Pressochè impossibile rivedere tutto ciò che mi sono perso, avrei bisogno un anno di ferie, altro che le prossime tre settimane! Torno a far visita con un modesto contributo; potrei avere anche altro materiale, ma devo rivedere un attimo le date delle foto che ho archiviato sul pc, per due motivi: il primo è che da parecchio tempo non scatto foto delle veterane ancora in giro, e il secondo è che proprio per il lungo periodo passato senza far visita al topic, non ho la più pallida idea di cosa possa aver già postato prima di smettere... e valle a ripescare. Vado quindi "sul sicuro" con un avvistamento piuttosto recente (almeno rispetto agli altri) e che son certo di non aver ancora condiviso. Non è una gran foto perchè l'ho scattata mentre ero al volante (LO SO, non si fa... ma stavamo andando pianino e quando vedrete la situazione in cui si trova l'oggetto dell'avvistamento vi farete un'idea del perchè ) e non ho fatto ingrandimenti perchè volevo lasciare anche un pezzettino dell'altro veicolo, quello su cui stavo io, vintage pure lui Questa Astra F 1.4i SW Club, la cui targa VC dice fine '91/inizio '92 è una delle prime, e la sua attuale presenza sulle mie strade è un bel mistero. Mi spiego: porta ancora sul portellone il badge del Concessionario locale (quello che conosco "da vicino" per usare un eufemismo ) e appunto, è una delle prime che furono immatricolate perchè era sul mercato da pochissimo. Bene: mi chiedo dove sia stata per almeno 20 anni. Non siamo milioni in questa valle, non sono milioni le nostre automobili e di conseguenza non sono decine di migliaia le nostre Opel, ed infatti io questa Astra me la ricordo. Ne ricordo vagamente la targa e ricordo più o meno dove "girava". Sì: ai tempi! Diciamo... almeno fino alla fine dei '90. Poi... sparita, e quando vivi in un posto come il mio, dove incroci le stesse auto tutti i giorni, le abbini alle facce, le vedi sempre parcheggiate negli stessi posti, ti si crea un "arredamento" in testa... e quando una per un certo periodo non la vedi più, puoi dire con una certa sicurezza "sparita, andata, ciao". Perchè altrimenti, anche se ha cambiato padrone, prima o poi, la vedi. Questa invece no. Scomparsa, per almeno 20 anni. Fino al giorno in cui l'ho fotografata, fine anno scorso. E da quel giorno, ha ricominciato a far parte del cosiddetto "arredamento", di quelle che bene o male ogni settimana un tot di volte le vedi. Così mi chiedo: è stata usata per 7/8/9 anni e poi messa sotto una campana di vetro, tornando fuori ora da storica, o qualche pazzoide l'ha recuperata in uno scantinato e l'ha restaurata tutta? Qualunque sia la spiegazione, bentornata 1.4i Club bianca. Sei l'ultima rimasta.
  8. Infatti... si vede abbastanza chiaramente che è quella checcèggià
  9. Grazie Angelo per tutti questi post perchè oltre che mostruosamente ben scritti sono anche pieni di aneddoti mooolto interessanti. Non saprei/potrei aggiungere nulla, se non alcune foto-spia della "120" che furono pubblicate dalle riviste francesi prima dell'arrivo dei prototipi R30.
  10. La Tipo camuffata la incontrai una sola volta in autostrada, probabilmente nel 1987. Ero in auto con mio zio, che ai tempi aveva una Ibiza 1.5 GLX da 85 cv. Lo dico per sottolineare che probabilmente ci capitò di incontrare un prototipo di quella che poi sarebbe stata la 16v (che sicuramente era già in fase di test come le altre....) perchè mentre io davo di matto per avere davanti un prototipo della "Tipo 2", lo zio si incuriosiva e decideva di vedere quanto andava 'sta nuova Fiat... alla vecchia maniera, come si poteva una volta senza velox e tutor. Gli si incollò e si ingarellò. Ora... la Ibiza 1.5 GLX i suoi 85 cv li faceva ed era anche abbastanza sprintosa come accelerazione e ripresa. Non aveva marce lunghissime e nemmeno l'aerodinamica di una Calibra ma (dovrei controllare) credo che ai 175 orari arrivasse. Beh... arrivammo al massimo che poteva dare l'Ibiza ma poi quella Tipo continuò e ci lasciò indietro. Non credo fosse la T.ds... più o meno avrebbe dovuto rimanere lì... a meno che... vabbè, prototipi...
  11. Mi rivolgo al sior Abarth03 con questa foto della "Aprilia" senza citare il suo post perchè tra banner pubblicitari e lentezza della mia linea per andare a ripescare una cosa mi ritrovo sempre con un testicolo sul pavimento (più bellina era con il taglio del bagagliaio che spariva nel contorno dei gruppi ottici, senza andare giù fino al paraurti: la fascia sotto la fanaleria restava un po' più "pulita") Riguardo Marea... per me poteva starci come "D-erede Tempra" se mi fermo alla trasformazione in tre volumi e penso a quanto era capiente la SW. Però avrebbero dovuto fare di più per il frontale e per la plancia (come avevano fatto per la Tempra). L'erroraccio (tipicamente Fiat) fu quello di posizionarla al top della gamma cercando di farla passare anche per una sostituta della Croma. Non che il mercato l'abbia punita per questo... Marea le sue vendite le ha fatte, almeno da noi. Semplicemente, la Croma meritava una sostituta. PER CERCARE di tornare in topic, allego un'altra foto dei collaudi Tipo "con le targhe", e colgo l'occasione per dire che queste foto a colori non vengono dal mio archivio (e di conseguenza non vengono dalle riviste perchè - sboron mode ON - io le riviste di quegli anni le ho TUTTE ) ma dal web. Le ho trovate su una pagina Facebook dedicata alla Tipo e pare proprio che (magari per vie traverse) siano uscite fuori da Fiat. Non sono foto-spia. Furono scattate da Fiat stessa la quale evidentemente realizzò un reportage fotografico alla fine dei collaudi della Tipo. Chissà se all'interno di quegli archivi c'è un filmato sui collaudi Tipo bello come quello della 164 "prigioniera al banco di prova". Sulla pagina youtube del Centro Storico Fiat, piena di documenti stupendi, non è mai apparso. Inviai una mail per chiedere se esisteva qualcosa del genere, ma non ottenni una risposta esauriente al riguardo. Semplicemente mi risposero di continuare a seguire perchè c'erano sempre nuovi video da vedere. Presumo che esista perchè nel filmato youtube dedicato ai collaudatori Fiat c'è una breve scena della Tipo camuffata che affronta i ciottoli della Mandria. Postilla: pensando a cose nuove che potrei proporre in questo topic che piano piano da "dedicato alla progettazione della Tipo" si è trasformato in quello ufficiale del modello, mi stavo chiedendo se abbiamo mai visto insieme il "100000 km" di Quattroruote che fu realizzato nel 1989 con una 1.100 DGT. Vero che no?
  12. Riguardo l'ennesimo off-topic sul dove posizionare certe tre volumi nei segmenti di fine anni'80 dico la mia cercando di essere breve, altrimenti qui ci aprono un altro topic e poi mi bannano sul serio ("state un pochino attenti pero eh?" cit. CrozZichichi). Secondo me si tratta più della maniera di voler creare un certo tipo di prodotto da parte delle Case che di un nostro studio finalizzato a collocare la tal vettura nella casella giusta. Per alcune case la "D" andava bene farla trasformando a tre volumi la "C", per altre era meglio un modello specifico... anche se poi le due soluzioni portavano a risultati talmente simili che oggi ci portano a discutere sul "questa va qui" - "no questa va là". Mi concentro sul confronto Fiat-Opel (la quale può valere come esempio anche per altri costruttori europei). Nel 1990 per Fiat la "D" era una tre volumi lunga 435 con motori da 1.4 a 2.0, berlina e station, con un certo spazio ed un certo bagagliaio. Per Opel era una tre volumi lunga 443, con un certo spazio (poco inferiore alla Fiat in larghezza, di poco superiore alla Fiat in lunghezza per via di 4 cm in più di passo), con un certo bagagliaio (30 litri in più rispetto alla Fiat, 500 vs 530), con motori da 1.4 a 2.0. Entrambe ebbero anche la trazione integrale. Fiat non aveva versioni particolarmente sportive per la sua "D" (ma aveva Alfa in casa). Opel sì (perchè lei non aveva un marchio sportivo a fianco). Due vetture perfettamente sovrapponibili per motorizzazioni, prezzi, prestazioni, offerta in fatto di spazio e di performance varie. Confrontate da tutti come rivali al 100%, e viste allo stesso modo anche dall'utenza. A questo punto, che la Vectra fosse una vettura a sè e che la Tempra fosse la versione a tre volumi della Tipo, secondo me, poco importa. Ho scritto che l'esempio Opel vale anche per altri perchè: -Ford aveva Escort e Orion, ma poi aveva la Sierra cui fece seguito la Mondeo; -VW aveva Golf e Jetta, ma poi aveva Passat; -Renault aveva 19 e 19 Chamade, ma poi aveva la 21 cui fece seguito la Laguna messa sopra a Megane e Megane Classic. Per tutti questi, andava bene avere una C a cinque porte, una C a quattro porte, e poi una D. Per Fiat invece andò bene fare una C a tre volumi che stava benissimo a confronto con le altre D. Possiamo dire: "bene, quindi Fiat faceva una macchina in meno", ed è corretto. Però... se la guardiamo dal punto di vista di Fiat: abbiamo la Tipo, che sta nel C. Abbiamo derivato la sua tre volumi, che sta benone a fianco delle D rivali anche se noi l'abbiamo fatta trasformando la C. Poi c'è la Croma. Uhm. Gli altri hanno fatto la C a quattro porte e poi anche la D. Forse dovremmo fare una D anche noi. Quindi... una vettura che stia fra la Tempra e la Croma. Eh... cosa avrebbero mai potuto tirare fuori con un senso... che non pestasse i piedi ad entrambe? A mio parere sarebbe stata abbastanza inutile. Secondo me la Tempra è sempre stata una D, a prescindere dalla maniera in cui è stata creata. I tedeschi preferivano fare due vetture (una C a quattro porte e una D) che un pochino i piedi se li pestavano a vicenda, arrivando ad avere una delle due che nelle vendite spariva davanti all'altra. Quante Orion han venduto? Quante Sierra? Quante Orion II han venduto? Quante Mondeo? Quante Astra 4p han venduto? Quante Vectra? Quante Megane Classic han venduto? Quante Laguna? (forse la Chamade ha tenuto testa alla 21, per due motivi: risolveva il problema di una 19 due volumi arrapante come una rapa e la 21 andava verso la fine). Se Fiat avesse deciso di vedere la Tempra come una C a quattro porte e di conseguenza avesse creato una D "perchè nel D ci va una vera D" avrebbe ammazzato o la Tempra o la Croma.
  13. Le Tipo camuffate con targa Torino in G arrivarono anche su Auto Oggi verso la fine del 1987, credo dicembre, quando su ogni numero la rivista ripigliava l'argomento con nuove info o nuove foto dei prototipi: una settimana c'era l'ipotetica gamma di colori, quella dopo l'ipotetica lista di accessori ed optional, una volta addirittura un confronto "virtuale" con tutte le sfidanti a listino in quel periodo, intitolato "Tipo: occhio a quelle cinque". Qualunque cosa pur di rimanere "sul pezzo". Come molti di noi che ormai siamo negli "anta" ricordano, in quel periodo non si faceva altro che parlare di Tipo, sulle riviste e nei bar Credo abbiano cominciato a targarle dopo aver ottenuto l'omologazione. Noi molte cose ancora non le sapevamo ma evidentemente alla Motorizzazione la Tipo era già bella che schedata Tutte in targa G queste preserie con il camuffo lieve ed il numero sul posteriore tipo marcatura del bestiame così come tutte in H furono quelle per le prime prove su strada... aggiungo un paio di foto dal numero di Auto Oggi che citavo all'inizio. La Tipo comunque non è l'unica vettura con targa "vera" ad essere stata paparazzata durante i collaudi sul nostro territorio in quel periodo. Me ne ricordo subito un'altra, addirittura tedesca, e probabilmente anche lei targata perchè già omologata... oppure targata "inciucio" con uno di quegli inciuci che le Case magari sanno/possono fare... vedi foto. Mah più che altro credo fosse una targa che attaccavano qui e là per completare l'immagine delle maquettes... il 1984 un senso ce l'ha perchè questa targa prima di essere appiccicata qui (così "a pelle" non credo che questa foto sia del 1984) stava sulla maquette della Dedra, incredibilmente vicina alla vettura prodotta e lei sì costruita nel 1984 (agevoliamo anche qui un'immagine).
  14. A me piace questa calandra. Probabilmente verso la fine degli anni '80 avrebbe potuto essere un po' antiquata (soprattutto perchè in giro ormai da anni) ma aveva il pregio, qui come su tutte le altre Fiat che l'hanno avuta, di dare importanza al marchio, che era più grande e risaltava bene sul fondo nero. Le cinque grandi barre cromate a me sono sempre piaciute moltissimo, le trovavo una genialata: era chiaro da dove fossero uscite ma al tempo stesso non si trattava di una banalità, anzi credo siano state una gran bella trovata. La Tipo con la sua calandra definitiva, più chiusa e verniciata, le aveva rimpicciolite e sinceramente tutto l'insieme appariva assai più mite e meno orgoglioso rispetto al frontale della Ritmo seconda serie. A dirla tutta, con tutto ciò che offriva (al netto dei gusti, sto parlando solo di innovazione e originalità) nella vista di fianco e in quella posteriore, la Tipo nel frontale era rimasta ferma al compitino. Per me bello eh? Mi piace, mi piace tutta. Però, rispetto al resto, il frontale, in effetti... Bonus
  15. In questo momento sto immaginando la direzione gara di AP che manda sullo schermo in sovraimpressione "another sending in vacca of the topic main theme because of the library man that ogni volta he starst well but after tre righe he goes per frasche and everybody con lui - noted" Per farmi perdonare riposto (perchè credo di averla postata anni fa ma vedendo che tutto sparisce magari è andata pure lei) la fotina che ci mostra come avrebbe potuto essere la Tipo "old style" se non avessero deciso per un'evoluzione delle calandre Fiat (su questa maquette pure il taglio del divisorio vetro porta posteriore non era definitivo). Questa foto non venne elargita ai tempi in cui fu concesso il materiale per la design story di Auto & Design.
  16. Sì la plancia della Tempra aveva più presenza, la tre volumi era tutta un po' più "corposa" all'interno, anche i pannelli porta ad esempio. La Tipo base li aveva in stile "minimo sindacale" (anche troppo dai... c'era già il tessuto al posto del velluto, almeno un maniglione completo lo potevano mettere... c'era proprio la voglia di differenziare base/lusso non solo aggiungendo sulla più bella ma anche togliendo all'altra .... il cassetto portaoggetti senza sportello dai non si poteva vedere...il mio è tappato perchè il precedente proprietario ha montato il classico Faco after-market ) La Digit esprimeva un'idea di elegante pulizia con quell'effetto tutto-velluto. La Tempra era stata impostata in maniera un po' più completa, e credo fosse giusto e sacrosanto visto che pur essendo una derivazione si affacciava sul segmento superiore. Non c'era 1100. Esisteva con i paraurti completamente neri ma nessuna aveva le frecce arancioni che invece la Tipo sulla base aveva*; non c'era una Tempra con i poggiatesta in gomma "forati"... non vorrei dire una stupidaggine ma credo che non esista nemmeno una Tempra con i montanti centrali che non siano "in nero". Dico bene? O sbaglio? C'erano tante piccole cose che avevano lo scopo di posizionarla in altro modo, inclusa la plancia. Erano ancora "tempi d'oro", basti vedere che accadde in seguito con Bravo/Brava/Marea... "plancia specifica? Ma sei fuori??" * una cosa curiosa cui ho fatto caso ora parlando di frecce... il passaggio da arancio a bianco su Tipo/Tempra ripeteva quello Ritmo/Regata... perchè non esisteva una Regata con le frecce arancioni. Si vede che ai tempi per alcuni la freccia bianca, arrivati ad un certo livello, era d'obbligo. Penso anche ad Opel (una marca a caso ).... sulla Corsa A eran tutte arancio, la Kadett E era arancio ma sulla GSI si andava già sul bianco. Dalla Vectra in su le arancio non esistevano. Mercedes se n'è fregata alla grande per anni, mettendo le arancio anche sulla R129 prima serie (idem con patate la W140). La Ritmo invece, curiosamente, non ebbe mai una freccia bianca. Nemmeno sulle Abarth, nemmeno sulle ultimissime ricchissime... montarono di tutto, paraurti con spoiler e fendinebbia, fascioni, profili, inserti sui montanti, cerchi in lega, cromature... ma quelle due frecce restarono sempre arancioni. Ricordo una curiosa nota, riguardo la Tipo, scritta da Alessandro Ferrari su Auto Oggi ai tempi delle prime prove della Tipo, nel 1988. Ci fu il mega-dossier di lancio sul n.61 ma poi nelle settimane successive arrivarono le prove specifiche della 1400 Digit, poi della 1600, ed infine della 1100 che provarono in versione base. Secondo Ferrari la Digit era bella e ricca, però anche un po' seria. La 1100 base invece, con il paraurti tutto nero e le frecce arancio aveva un'aria più sbarazzina e simpatica. Boh. Io sulla mia le ho levate, sostituendole con un paio di bianche che poi faranno coppia con i cerchi della 16v. Così, per darci un po' di tono. Per concludere con una curiosità sui dettagli di Tipo e Tempra, queste coppe, viste su una foto scattata ad una SW preserie (inserita in un articolo che di scoop non aveva nulla, ma tant'è... probabilmente Fiat la rese pubblica nonostante fosse una foto "interna") ma mai messe in produzione, anche se qualche tempo fa le ho viste sulla foto di un prototipo recuperata di recente dalla stampa estera. Una foto che fa "cacare" per qualità perchè è un ingrandimento di una pagina da me ricevuta con una definizione misera... ma si capisce che le coppe sono quelle.
  17. E' stata venduta sì! L'aveva la mia prof. di italiano alle superiori. Esattamente come sulle altre rivali dell'epoca. Golf II, Escort, Kadett, R9/11, 309 non offrivano certo una migliore protezione... tutto quel che c'è sulle auto moderne nessuna l'aveva ai tempi.... erano tutte lattine, solo che mentre le altre erano da 33 cl, la Tipo era da 50
  18. Riguardo le varianti di cruscotto analogico/digitale, mi sono ricordato che ai tempi della definizione degli interni era stata proposta anche una versione analogica con palpebra larga quanto la sezione "Digit", ossia senza quel minuscolo vano portaoggetti a fianco del cupolino della versione andata in produzione, e che sa tanto di "qui si sarebbe stato il Digit ma non c'è". L'effetto, se vogliamo, era più simile a quello della plancia-Tempra, che avendo la palpebra a tutta larghezza secondo me faceva notare meno la mancanza della strumentazione "protagonista" del progetto. Avrebbero potuto anche farlo, dato che la cornice che ospita la strumentazione, sia essa Digit o analogica, è un componente a sè che si inserisce tra il vano portaoggetti a giorno e l'altoparlante sinistro. Levando infatti la griglia di quest'ultimo e staccando quel piccolo profilo piatto che separa la zona strumenti dal vano a giorno, si scoprono i due attacchi che fissano il blocco strumenti al telaio metallico della plancia. Lo so perchè sulla mia l'ho regolato ; aveva una luce piuttosto evidente sul lato sinistro, verso l'altoparlante, ed all'inizio ho pensato che potesse essere la griglia della cassa ad essere posizionata male. Levandola però ho scoperto che poteva essere fissata in una sola posizione, non c'era margine per qualche aggiustamento... ma facendo quello ho appunto trovato una delle due viti che tengono fermo tutto il blocco strumenti. L'altra l'ho trovata sotto il profilo sulla destra, e a quel punto ho scoperto che le asole in cui le viti fanno presa permettevano di effettuare qualche piccola regolazione... e me la sono rimontata come piaceva a me Qui la proposta analogica con palpebra più estesa. Comunque sia... sarà stato un po' esagerato per alcuni, sarà stato poco affidabile in certi casi, sarà anche stato l'effetto che fece nel 1988 su tutti coloro che, ragazzini come me, avevano ancora negli occhi la meraviglia del cruscotto che ogni giorno aveva davanti a sè Michael Knight , ma credo che nessun altro digitale sia stato così affascinante. Di sera era la fine del mondo. Per me resterà sempre il N.1.
  19. Riguardo la progressiva scomparda del DGT, se non ricordo male la spiegazione ufficiale ai tempi (quella della nascita delle AGT) fu che si era cercato di venire incontro alle richiesta di una certa fetta di utenza la quale non era affascinata da quel tipo di strumenti e si era lamentata del fatto che per avere un allestimento più rifinito e ricco di accessori fosse necessario includere anche quella. Concordo pienamente sul fatto che la soluzione analogica apparisse stilisticamente come una alternativa riuscita solo in parte, perchè era evidente che le linee principali della plancia erano state studiate per abbinarsi allo schema Digit. Un po' il contrario di quello che accadeva su altre auto che erano passate dall'analogico all'opzione digitale buttando "la roba elettronica" nel pozzetto che prima era delle lancette (Kadett GSI, Golf GTI...) Si capiva che il Digit era il leit-motiv di quella plancia.
  20. Riguardo le dimensioni della Tipo ricordo che ai tempi fu proprio la larghezza a fare una certa impressione. Si veniva dai 165 cm della Ritmo e con la Tipo si andava ai 170. 5 cm, capirai... mica si passava dalla Panda alla Multipla... però "il metro e settanta" era misura da vettura di segmento più alto. Credo che la Tipo sia stata la prima della categoria a sfondare tale muro. Larghezza decisa in fase di progetto per 1) offrire uno spazio abitabile mai visto prima nella categoria (e questa era una "fissa" Fiat ai tempi, ricordiamo che anche la Uno 5 anni prima aveva stupito tutti per il rapporto spazio interno/dimensioni esterne) e probabilmente... mai più visto nemmeno in seguito perchè per ammissione della stessa Fiat già le Bravo&Brava offrivano uno spazio più "cocoon" e meno "sala da ballo" per via degli arredi interni; 2) ottenere un buon rapporto tra lunghezza e larghezza anche con le varianti a tre volumi che sarebbero nate in seguito. Il resto era dato dal "nulla" che c'era attaccato all'interno : la plancia occupava lo spazio strettamente necessario, i pannelli porta, specialmente sulla base come la mia, cercavano di non farsi vedere proprio. Il tutto portava ad una larghezza interna intorno ai 145 cm. Cercate oggi un'auto con uno spazio trasversale simile... su che dimensioni esterne bisogna andare? Le medie attuali sono mediamente più strette di 10 cm all'interno, e alternando l'utilizzo di GTC (che all'esterno è più larga di 6 cm) e Tipo, lo noto continuamente. La differenza più evidente non è fra sedile e pannello porta, chè più o meno siamo lì: sta tutta fra i due sedili, chi ti sta a fianco è più lontano da te in maniera percepibile. Dove la Tipo perde parecchio oggi è nella cosiddetta "misura Giugiaro", cioè quella che va dal pedale dell'acceleratore allo schienale del sedile posteriore, e che anch'essa ai tempi veniva dichiarata come un grande traguardo raggiunto perchè su una media non si era mai vista prima: 179 cm, così come non si era mai visto prima su una segmento C un passo di 254 cm (chissà perchè 254 poi... visto che il pollice sta a 2,54 cm mi son fatto l'idea negli anni che per qualche motivo internazionale avessero fissato una quota di 100 pollici all'avvio del progetto Tipo 2 ) 179 cm oggi sembrano scarsi quando su Quattroruote vediamo vetture della stessa categoria che come "misura Giugiaro" superano i 2 metri: ci si fa l'idea che tutto questo "plus" sia nello spazio disponibile per le gambe dei passeggeri posteriori (che in effetti tra tutte le misure interne della Tipo era una delle più normali, non tanto diversa da quella di una Ritmo) e in parte lo è pure, perchè anche i passi sono cresciuti, ma molta differenza secondo me la fa lo spazio a disposizione delle gambe di quelli anteriori, che le possono allungare di più sotto i mega cruscotti, mentre sulla Tipo il pilota era più "seduto" e vicino alla parete del vano motore. Va da sè che il rapporto interni/esterni della Tipo resta un capolavoro: basta sedersi sul divano posteriore, dove si può apprezzare meglio con gli occhi la larghezza del tutto e quanto si è distanti dal cruscotto (idea di ampiezza generale) e poi pensando che comunque alle spalle ci sono 350 litri di bagagliaio e davanti al cruscotto un cofano tutt'altro che piccolo (all'interno del quale si lavora bene) ci poniamo un paio di domande. 1) ma come fanno a non essere manco 4 metri? 2) ma che cazz... è successo alle automobili in seguito? ... e comunque lo scaffale non ho dovuto smontarlo
  21. Mai visto nulla. Nessuna rivista ha mai pubblicato qualcosa al riguardo... se le sue linee sono state tracciate, sono rimaste là dentro. Tutto ciò che ho appreso negli ultimi 30 anni l'ho scritto... di questa Panda-Trino si parla qui e là solamente in un paio di articoli e giusto per dire che Trino stava per tre vetture che poi son diventate due perchè la Panda... la Panda no. Seguendo la logica però, e leggendo che venne scartata perchè avrebbe comportato modifiche troppo costose per essere "per forza diversa" son portato a pensare che la sua storia sia stata molto breve, di quelle che si interrompono già alle riunioni.
  22. Tutte cavallatissime rispetto alla mia 1.4 i.e cat del 1992 che ne aveva addirittura persi due dagli originari 72 del carburatori 1988 (due o tre, perchè non si capisce bene... in alcune sedi leggo 70 cv, in altre 69... boh...) Comunque oh... non è certo un fulmine ma è un motore dolcissimo ai bassi, si riprende coi suoi tempi ma accetta tutto e complici ovviamente peso e gomme, rispetto ad una vettura di oggi con 69/70 cv come indole è una bestia Le due cose più belle? 1) alla velocità di 80 all'ora il suo rumore sparisce in mezzo a quelli di aerodinamica e rotolamento; basta già andare a 90 che torna a farsi sentire, ma a 80 sembra elettrica. 2) il minimo...quando gira giusto, perchè questo trentennale single point ogni tanto fatica a fare i conti fra temperature sue, esterne e robe varie... se fa un po' troppo caldo e lui ha tempo di scaldare fino alla zona ventola, gira troppo basso... sto indagando sui possibili rimedi ma un paio di personaggi che ci lavoravano quando la Tipo era listino mi han detto "faceva cagare anche da nuovo, tranquillo.... Però, quando gira giusto (temperatura media, sia esterna che sua)... sparisce. Nel senso che sparisce. Non che si sente poco... non si sente più. La prima cosa che pensi, "si è spenta". Da fuori, se vai vicino alla mascherina senti un debole s-s-s-s-s-s-s-s-s-s... dentro neanche quello... e non c'è il minimo segnale tipo vibrazione o risonanza che dicano che c'è un motore acceso lì davanti. Niente dal cambio. Niente dai pedali. Niente dal pianale. Ma come fa a non emettere niente Ma neanche una Rolls Tornando alle 16 valvole, caspita se se ne parlava già al lancio... se ne parlava anche prima, addirittura alcune anticipazioni del 1987 parlavano già chiaramente di di due versioni, 1.8 e 2.0, se non ricordo male sbagliando sulle potenze perchè accreditavano alla 1.8 la potenza che poi fu della 2.0. Poi ovviamente si allargavano anche a cose che poi non sono accadute, tipo il fatto che con queste versioni sportive Fiat avrebbe "sicuramente" corso ufficialmente con la Tipo (qualcuno ricorderà il bel disegno di Alisi sul Quattroruote di gennaio 1988, l'ultimo prima del lancio, con la Tipo da Turismo messa in pista insieme alle 75 e compagnia bella) Le foto-spia delle 16v sono per la maggior parte pubblicate dopo il lancio della Tipo, ma qualcosa girava già prima, come questa.. Riassumendo le gamme '91 (anno in cui accadde un po' di tutto) vediamo passare l'offerta "due livelli di potenze" dal 1.8 al 2.0 nel corso dell'anno. A inizio anno la 2.0 ancora non esisteva, ed in gamma erano disponibili la 1.8 ie GT con 110 cv e la 1.8 16v con 138 cv. A fine anno la 1.8 da 110 cv non si chiamava più GT ma Sx. La 1.8 16v era scomparsa, sostituita dalla 2.0 16v con 148 cv a sua volta affiancata dalla 2.0 GT i.e (con la scritta Granturismo sul portatarga, agevoliamo l'immaginina) da 115 cv. p.s. io ne ho trovati quattro di questi cerchi "16V" da restaurare e sto racimolando i poderosi 185 da 14 che possono montare...
  23. "Marcolin!! Ma lei piuttosto cosa fa qui?" "Io.... qui?" "Si... qui!!" "Io... qui... eheh... eheh eheheheh" "Eheheheheheh... non mi dica niente che lo so già!" "Che cosa???!!!" "Lei è qui in trasferta con una bella ma..lona! Con la quale ha sconfinato in Lombardia per non farsi beccare dal marito cornuto." "Se lo dice lei, direttore...." "Ma certo che lo dico io!! Son mica un m.na no??" "No no.. mai detto." "Comunque Marcolin, tranquillo eh??? Io sono UNA TOMBA!! Eee... come si chiama la suina?" "Una certa Luana... casalinga inquieta di Rovigo..." "Luana..... ma la Luana non se la tr...bava il Ragionier Franchetti??" "MENO MALE CHE ERA UNA TOMBA LEI EH???"
  24. Ullàllà che ricordi... ci andai pure io (sarebbe stato strano il contrario, in effetti) nella stessa concessionaria in cui vidi la celebre scena "al mio via, scatenate l'inferno" del 30 gennaio 1988, con quell'affluenza di pubblico e di auto parcheggiate ovunque lungo la statale che non capivi se c'era un "porte aperte" o un concerto di Madonna. Scarabocchiavo già con matite e pennarelli (in effetti le mie prime cose "guardabili" sono di quegli anni, da qualche parte ancora le conservo) ma davvero non ricordo se feci un disegnino e lo portai.. probabile che sì ma veramente non riesco a ricordare. Ho bene in mente invece che il venditore (un giovane baffettino di nome Adriano che oggi è il titolare di tale concessionaria, decisamente in età pensionabile e che conosco bene per via di una passata collaborazione riguardante la biblioteca del Lancia Story valsesiano) mi prese in simpatia ed elargì pure a me sia la cassetta che un modellino, bianco. Mi piaceva moltissimo il disegno della Tipo che avevano realizzato per la copertina della cassetta (e che si vedeva anche sulla scatolina del modello). Oggi... cassetta che fine ha fatto. Modellino... giocato, stragiocato, rovinato, perduto. Ne ho un paio in collezione (grigia e bianca) con la scatolina, perchè me le sono ricomprate ai mercatini, sull'onda della mia bulimia "devo ricomprarmi quello che avevo e che ho distrutto come un asino" Beh si poi c'è lei ma non ho la sua scatolina (rispetto a questa foto è cambiata l'antenna perchè ho trovato una LineAccessori Fiat ancora imballata... qui aveva su una specie di codino di maiale tutto arrugginito... ma non vado oltre perchè la regia mi dice che devo farci un topic apposta )
  25. Ringrazio molto per lo spazio che mi viene concesso per raccontare le vicende della mia Tipo 2 , vedrò di raggruppare un po' di idee; il fatto è che al momento un topic al riguardo non sarebbe molto corposo. Nonostante l'abbia in casa da un anno e mezzo, non ho avuto molto tempo per dedicarmici e lei nemmeno me ne ha chiesto... non abbiamo vissuto grandi avventure (fatti 5 mila km massimo) e al momento si presenta semplicemente come una Tipo 1.4 i.e. base che avrebbe bisogno una riverniciatura. Non c'è molto da raccontare... al momento la parte più interessante è la maniera in cui ne sono entrato in possesso. Oggi ho una Tipo perchè un signore che abita in questa valle ha investito un cinghiale. Curioso, vero? Lo racconterò. Per ora, volendo farmi perdonare per aver fatto l'ennesimo OT, appiccico qui una fotina random.
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