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  1. il posteriore mi ricorda...
  2. sai cosa? Questa macchina ha un pregio, quella di aver evidenziato l'importanza delle competenze nel car design e di come sia una materia a se. Soprattutto in italia, c'è sempre stata una certa sottovalutazione del lavoro del car designer, a parte i nomi più conosciuti, il resto è spesso visto con un po' di leggerezza. Nei miei 20 anni di carriera mi sono trovato spesso davanti a diverse situazioni al limite del irritante, dal responsabile di piattaforma o quello dl marketing che ti dice : io l'avrei fatta cosi o colà (alla mia risposta: ah, ha studiato car design anche lei! si zittivano...), all'ingengnere che mi fa capire: io sono un ingegnere ed ho i numeri dalla mia (non sempre vero, anzi, ci ho trovato più spesso limiti menatli dall'pesnare fuori dagli schemi) tu fai i disegnini quindi si fa come dico io, fino ai conoscenti che ti dicono: va beh, ma tu disegni 8 ore al giorno, mica è un lavoro vero (un po' per fare uan battuta un po' perche lo si pensa davvero...) Ci si crede che basti saper tenere più o meno una matita in mano, avere delle idee più o meno buone, conoscere un po' le macchine ed ecco fatto, mi improvviso car designer (eh si, il rifermento alla proliferazione delle "proposte di design"ftet con l'intelligenza artificiale, è voluto* ). La Luce ha avuto il merito di scoperchiare il vaso di pandora. Prendi 2 dei product designer più famosi al mondo,(quindi si presuppone gente che la matita, le idee, ecc le sappiano far funzionare bene), dagli carta bianca, ed il risultato è una ciofeca totale. Questo perchè appunto, ci vogliono studi specifici (altra cosa positiva è che dal prossimo anno userò questa vettura come esempio di cose da non fare, dato che ne ha un bel poò messe tutte assieme...) esperienza che si matura con il tempo, e lavorando su auto "vere", non basta essere un nome di grido. PS, come dice Flippini durante l'intervista la Ford di Newson è stata "messa in bolla" da quelli di Ghia, storica carrozzeria torinese, che è quello che avrebebro dovuto fare qui, un approccio differente dall'esterno , messo in atto dal team di lavoro di Maranello. *non me ne vogliano tuttii "geminatori" del forum, ma trovo tutto questo proliferare di "proposte AI" inutli a dir poco, oltre al fatto che, se si pensa a quanto i data center siano energivori e di quanta acqua abbiano bisogno, risultano anche "dannosi"
  3. Lancia Musa Concept 2026
  4. 13 punti
    interni identici alla Changan (beh è la stessa auto) . auto cinese di 6 anni fa, proposta a 49 mila euro, che è anche in vendita dalla casa produttrice su alibabà per i mercati esteri. se ne compri da 1 a 9 pezzi te la danno a 11.129 € sopra i 10 pezzi il prezzo scende a 9.710 € puoi pagare a rate e ti organizzano anche il trasporto. ora due considerazioni: 1. chi è il privato italiano che si fa infinocchiare e lascia 45k sul tavolo per questa Changan? la stampa italiana potrebbe smetterla di recitare i comunicati stampa e racontare invece queste banali informazioni provabili su google e Alibaba? che credibilità hanno queste testate giornalistiche che recitano la tavoletta a memora? ma chi vogliono prendere in giro? c'è internet nel 2026, con un click l'utente si informa liberamente e non sei più credibile come fonte di informazione. i lettori di quattroruote, quelli che pagano la rivista, non possono scrivergli il loro disappunto? perché una persona dovrebbe comprare questa Changan a 45k, quando ci sono sul mercato le Leapmotor, le MG, le BYD, le Omoda/Jaecoo che costano meno, sono più nuove e vengono commercializzate dalla casa produttrice?
  5. personalmente mi avevano detto fosse una ciofeca, appena l'ho vista ne ho avuto conferma. Anzi, per me è peggio di quello che pensavo. Non ho mai commentato perchè non c'è nulla da commentare, siamo davanti al tentativo velleitario di un designer (per me sopravvalutato e derivativo) di fare una cosa per cui non ha competenze. Da cosa ne so, in Lovefrom un aiuto da maranello era pure arrivato all'inizio, ma è stato spocchiosamente rifiutato, probabilmente tentando di sfruttare il progetto che avevano cominciato a sviluppre per altri marchi. Da quel punto questo ridicolo pastrocchio è da considerarsi tutto merito di Ive & friends Quindi non posso che essere completamente d'accordo su quanto tu abbia detto. Disegnare oggetti e disegnare auto non è la stessa cosa e qui si è clamorosamente visto. Non è solo una questione di bruttezza conclamata, è proprio la precisa sensazione che il team che l'ha sviluppata non avesse nessuna idea di come si progetta un'auto e le si dona un'anima, ma, cosa ancora più grave, non abbia fatto niente per cercare di capirlo da chi lo sa fare. Tutti i designer che hanno progettato auto, mediamente non hanno avuto risultati eclatanti, ma di media sono stati attenti a sviluppare temi ben definiti, tipo l'auto compatti di Le corbusier. Qui si trattava di declinare lo spirito ferrari in una nuova tecnologia, compito non facile e ciccato in pieno. Sta merda potrebbe avere qualsiasi marchio e rimanere brutta. Le due idee che aveva avuto sugli interni a me piacevano, peccato poi le abbia annegate in un abitacolo degno di un commerciale da quanto è banale e mal disegnato
  6. olttima analisi di Fabio Filippini, ex pininfarina, che spiega meglio di me (lui ha avuto 40 min io ho cercato di concentrare tutto in un solo post 😅) i grossi difetti di questa macchina e smonta la favola "dell'oggetto nuovo a cui ci si deve abituare" che hanno cercato di rifilare. è una macchina fatta male e da gente senza competenze.
  7. Non a caso ho realizzato anche la gemella 600 Multipla 🤣 E' un progetto simil Idea/Musa
  8. Leonardo Fioravanti: “Premetto che sono un sostenitore dell’elettrico, dal punto di vista ingegneristico, perché infinitamente più semplice ed efficiente della tecnologia del motore endotermico, e nella prima Ferrari elettrica riponevo grandi attese. Immaginavo che avrebbero spaccato il mondo... Ma non mi ha convinto”. Parlando di “rosse” non potevamo che partire da lui, da Leonardo Fioravanti, che ha firmato tanti dei modelli più iconici della storia del Cavallino, dalla Dino 206 alla 365 Daytona, dalla 365 GT/4 BB alla 308. “La prima reazione”, prosegue il designer, “che mi ha sollecitato è: che cos’è? Da dove arriva? Cioè, la storia della Ferrari è fatta di alti e bassi, più alti che bassi, ma qui non vi trovo riferimenti, e non intendo sul piano della meccanica, perché quello non è un problema: il mondo evolve e la Ferrari elettrica non mi scandalizza affatto. Intendo sul piano dell’estetica, dove l’unico richiamo esplicito alle Ferrari classiche è nelle luci tonde al posteriore, che però sulla Luce risultano espresse in modo vecchio, senza alcun trattamento originale o innovativo. Per dire, ricordo che già sulla concept F100, che risale al 1998, avevamo usato il neon per l’anello esterno e una carenatura tridimensionale trasparente”. Fioravanti di innovazione estetica sa qualcosa, avendo segnato con le sue Ferrari alcuni salti quantici nella percezione delle “rosse”, ma nella Luce trova “una copiatura di cose che esistono già, soprattutto da concept car di origine asiatica. Credo che l’estraneità al mondo automotive del team incaricato abbia condizionato il risultato. Mi chiedo quale sia stata la molla che, nella testa dei decisori, ha spinto a ricorrere alla collaborazione di persone che dell’automobile non avevano alcuna esperienza”. Mike Robinson: "La Luce non ha alcuna radice nel Dna Ferrari”, gli fa eco Mike Robinson, designer americano che ha vissuto buona parte della sua vita professionale in Italia - in Fiat, Lancia, Bertone… - e continua tuttora a fare base nel nostro Paese per la sua attività di designer indipendente. “È curioso, ma mi sembra che a Maranello abbiano fatto un passo falso simile a quello che hanno compiuto in Gran Bretagna, a Gaydon. Avevano l’esperienza Jaguar sotto il naso e hanno commesso lo stesso errore. Entrambi i marchi, per cercare l’innovazione, hanno fatto di tutto per andare fuori-brand, per negare le proprie radici, per annacquare il proprio Dna. La Ferrari Luce portava già in sé un concetto fortemente ‘disruptive’, quello dell’alimentazione elettrica. Secondo me, per convincere i ferraristi che abbracciare l’elettrico fosse giusto, ci sarebbe voluta un’auto fortemente emozionale, con riferimenti storici forti. Per dire, si poteva partire dalla tre volte vincitrice di Le Mans, la 499P, e renderla stradale. E non è vero che la propulsione elettrica non è prestazionale e quindi non si adatti a una interpretazione estrema”. Chris Bangle: Per nulla scontato - come ci ha da sempre abituati - il punto di vista di Chris Bangle, un altro americano che ha scelto il nostro Paese per vivere e lavorare e che ha sperimentato la gogna mediatica quando, da responsabile dello stile BMW, uscì con la sua rivoluzionaria Serie 7, in seguito ampiamente riabilitata come il resto del suo lavoro di costruzione dell’identità del marchio bavarese, sancito anche dai lusinghieri risultati commerciali delle sue auto. Il designer, con un passato anche in Fiat, ci ha detto: “La Luce non è una Ferrari? E perché mai? No, non sono d’accordo. Ricordo una riunione a Torino in cui si parlava di un nuovo prodotto GM - un pick-up con motore Corvette - e Paolo Cantarella (allora ceo di Fiat, ndr) chiese ai presenti se, secondo loro, un marchio come Alfa Romeo avrebbe mai potuto uscire con qualcosa di simile. Quelli del marketing si affrettarono a escluderlo, ma l’architetto Mario Maioli, sorta di zar del car design, dal fondo della stanza emise il suo verdetto controcorrente: ‘L’Alfa Romeo è ciò che l’Alfa Romeo fa’. Come dire, la forza del marchio è tale che può permettersi tutto. Un brand deve avere una dose impressionante di coraggiosa auto-consapevolezza per fare un’affermazione del genere." “Ecco”, prosegue Bangle, “mi sentirei di dire che anche Ferrari is what it does. La Luce è una Ferrari semplicemente perché la Ferrari l’ha fatta. Punto. Non dico che mi piace, ma difendo il loro diritto a farla e a farla così. Questione di scelte, basta essere consapevoli che questo è il frutto di un team di product designer che hanno fatto un’auto-mobile, cioè un ‘mezzo che si muove da sé’. Il car design è qualcosa di diverso. Dove sta la differenza? Personalità, carattere, la capacità di riflettere l’io di chi la possiede. La Lamborghini Countach ha segnato l’inizio dell’era delle supercar non perché esprimesse centinaia di cavalli ma perché usava ogni centimetro quadrato del suo oltraggioso corpo vettura per fare una solenne dichiarazione estetica, per gridare la negazione del politically correct. Difficile pensare che un marchio emozionale come Ferrari si risolva in un ‘parallelepipedo con gli angoli smussati’, come loro stessi hanno detto della Luce. Ma forse a noi osservatori manca un pezzetto della storia: ricordo quando in BMW, il ceo Joachim Milberg mi diceva: ‘Non mostrarmi la prossima BMW, ma quella ancora successiva, così che io sia in grado di capire la prossima’. I marchi che fanno ricerca seria sul design fanno - o, almeno, facevano - così. Forse per inquadrare nel modo giusto la Ferrari Luce dovremmo sapere che cosa verrà dopo la Luce”. Walter De Silva: “Il tema non è se l’auto sia bella o brutta. Il problema è che la macchina risulta anonima, sembra una vettura qualunque, ed è gestita male come disegno”. È tranchant nel suo giudizio, ma anche molto “tecnico” Walter De Silva, un’esperienza pluridecennale nella gestione di marchi di ogni tipo, generalisti, premium, sportivi e di lusso. “Ci sono regole di architettura - dimensione, passo, sbalzi, dimensioni delle ruote in rapporto alla carrozzeria… - e bisogna proporzionarle con professionalità ed esperienza. E si vede che qui manca totalmente. Poi non capisco come, per un marchio dal cuore italiano e avendo in casa un designer italiano dal grande talento, qual è Flavio Manzoni, abbiano deciso di affidare questo compito a un team di, forse sopravvalutati, designer stranieri. Che, aspetto non secondario, non sono car designer. E questo è un problema, perché mentre un car designer può fare product, un product designer non può fare il car designer”. Perché?, chiediamo. “Semplicemente perché si tratta di una materia estremamente complessa, fatta di dinamica, ergonomia, tecnica, normativa, tutte cose che vanno oltre il disegno. Bisogna saperne molto di carrozzeria per studiare un nuovo design.” Non serve cercare di difendere la scelta deliberata di un lusso contemporaneo, controllato e non gridato, che punta all’understatement. “Lusso? Con i tre posti dietro? Mah… Alla fine, però, quello che più manca è il sogno, e la Ferrari ha sempre fatto sognare. L’automobile è una leggenda e la Ferrari è una leggenda nella leggenda. In quest’auto fatico a vederla”. Io sto con De Silva Fonte: 4R
  9. Il posteriore della ypsilon è bello, pochi cacchi...
  10. Direttamente dalle segrete sotterranee Lancia, ovviamente impolverata🤣
  11. 9 punti
    OSCA ritorna con uno "Sportover compatto, il primo della specie". La O.S.C.A. MT6 misura 4.515 millimetri di lunghezza, 1.870 di larghezza, 1.565 di altezza, con un passo di 2.710 millimetri. Numeri che la collocano in un territorio inedito: una via di mezzo tra il crossover coupé e la berlinetta sportiva. La sigla MT6 richiama esplicitamente la prima vettura O.S.C.A. da competizione, la MT4, debuttante vincitrice nel Gran Premio di Napoli del 1948. Lo stile esterno è firmato dal Centro Stile interno di Fabbrica Italia in collaborazione con Italdesign. La griglia è realizzata in carbonio 100% italiano grazie alla collaborazione con Carbotech. Anche l'estrattore posteriore, che ingloba i quattro scarichi, è in carbonio italiano. I cerchi in lega da 21 pollici con pneumatici 245/40 R21, i cerchi nascono dalla collaborazione tra MAK e Pirelli, con il P-ZERO come pneumatico di serie. Gli interni sono il frutto della collaborazione con Recaro, che ha sviluppato dei sedili sportivi in pelle e alcantara per esaltare il carattere dinamico della vettura. Inserti in alcantara caratterizzano anche i pannelli porta e la fascia plancia, mentre il volante sportivo a tre razze è rivestito in pregiata pelle proveniente da concerie 100% italiane. Recaro sta inoltre sviluppando un sedile Racing che sarà disponibile come equipaggiamento a richiesta sull'intera gamma O.S.C.A., abbinato a cinture racing Sabelt, altra eccellenza italiana del settore. A completare il quadro tecnologico, fari full LED anteriori e posteriori, doppio schermo da 10,25 pollici per strumentazione e infotainment, ricarica wireless da 15 W, ADAS di secondo livello, sistema di parcheggio automatico "No Stress", sedili anteriori elettrici riscaldati e ventilati, tetto panoramico in cristallo con tendina elettrica. Il prezzo è di 49.000 euro tutto incluso, il cliente sceglie solo la personalizzazione esterna e interna. Il motore è un 1.5 TGDI, derivato dalla piattaforma fornita da Changan. La O.S.C.A. MT6 ne riprende le basi tecniche ma le evolve con un lavoro di sviluppo tutto italiano guidato dal CTO Roberto Fedeli, una delle figure più stimate dell'ingegneria automobilistica italiana, con un passato che lo ha visto protagonista in alcune delle più importanti case sportive nazionali. L'elettronica del motore è stata rivista in collaborazione con AVL e RE:LAB, per ottimizzare e massimizzare l'erogazione della potenza in tutte le condizioni. Sul fronte infotainment è coinvolta ART, eccellenza italiana. L'assetto è stato finalizzato per garantire un'esperienza di guida coinvolgente: corner specifici con molle e ammortizzatori dedicati, sistema frenante maggiorato in grado di esaltare il corredo Pirelli P-ZERO. È in fase avanzata anche lo sviluppo dell'impianto di scarico in collaborazione con Tubi Style, per garantire un sound più coinvolgente. Le consegne partiranno a settembre.
  12. Davvero complimenti a chi ha generato questi finti sketch e non si è manco accorto del biscione dei Visconti che compare sullo stemma della città di Bologna. Nessuna passione, nessuna cura, in compenso ignoranza da vendere.
  13. 9 punti
    sì, con l'UnipOSCA 😂 (mi banno da solo, grazie)
  14. 9 punti
    8:39: l'impianto dove viene PRODOTTA è a macchia dl'Isernia e verrà inaugurato a Settembre. questa non è cattiva informazione è dire il falso. che vergogna.
  15. 9 punti
    Leggendo alcuni articoli su Motor1 o Formula Passion mi sale proprio la rabbia. Ma in pratica scrivono solo ciò che dice il produttore? Una oscenità devastante... Questa una perla di Formula Passion: "Così i fratelli Maserati, che scappavano dalla Fiat per costruire auto da corsa con le mani, oggi trovano un valido erede in un imprenditore visionario. È l’Italia di sempre. Quella di Bindo, Ettore ed Ernesto che vedranno la loro creatura diventare Sportover. Probabilmente sorriderebbero, con quel mezzo sorriso emiliano che nasconde il disprezzo per chi non capisce."
  16. 9 punti
    La serie C della produzione cinese rimarchiata Aspetto il video di quattroruote con citazioni ai fratelli Maserati, una rinascita di un marchio italiano, una partnership con un produttore cinese, alla messa a punto in Italia e ai designer di Italdesign
  17. Pensa se si incontrasse con la plafoniera abitacolo Fiat
  18. i finti sketch fatti con l'AI... non potevano chiedere ad Italdesign di dargli gli sketch di ricerca oppure farsene fare un paio al volo? Che babbi...
  19. 8 punti
    è l'effetto matri-OSCA
  20. 8 punti
    E che forse non avevi notato la finezza della cromatura sul montante C (peraltro l'unica cromatura in tutta l'auto, non so come gli vengano). Quest'auto è veramente ai livelli dei recenti rebrand dell'Iran. Mi fa ridere (o piangere, vedete voi) che il nostro governo s'indigni per il nome Milano della Junior, per poi permettere di violentare un secolo di eccellenza nel design con degli orrori del genere che non meriterebbero nemmeno di passarci vicino al tricolore. Ma evidentemente è lo specchio del paese che siamo diventato. Ma com'è stato possibile arrivare a questo punto? Mi viene da pensare sempre più che da noi ormai sia più semplice far soldi sul filo dell'illegalità che a lavorare con qualità. PS: se ci fate caso tutte le modifiche applicate rimandano alla Q5 (dalla griglia ai cerchi). Hanno pure il coraggio di copiare dai tedeschi.
  21. non capisco il confronto, macchine completamente diverse, sia come tipologia, filosofia e anche anzianità, è come se prendessi foto di carpe a caso, tra sneaker, sandali, mocassini e scarpe anti infortunistiche e le buttassi li per non so quale motivo in cerca di un confronto
  22. Che poi tutta questa innovazione non ce la vedo. Honda nel 2001 fece qualcosa di simile con la Dualnote, che aveva sia un motore termico che tre motori elettrici... P.S. Questa ha il tergictistallo centrale messo nel punto giusto...
  23. Il problema non é il design di "rottura" (rottura di cosa poi? Ci sono solo concetti visti e rivisti su tantissime auto nel passato...) ne la differenziazione, sacrosanta e dovuta. Qui é un discorso che il lavoro é stato fatto male, molto male, ignorando delle regole basilari del car design. Ed anche se queste regole la massa non le conosce, le percepisce eccome, e da qui le critiche e le domande a Vigna. PS la Testarossa direi che non è proprio l'esempio più azzeccato, quello si che era in disegno di rottura (come la countach) ma disegnata da gente del mestiere, secondo i crismi del caso, rispettandone l'identità. ne avevo scritto qua:
  24. Senza alcuna polemica, ma se questa è mediocre non oso immaginare cosa puoi pensare delle cugine Citroen e Opel. Per una generalista com'è giusto che sia una FIAT io non potevo sperare di meglio. Onestamente preferisco una vettura onesta, pratica e adeguatamente piacevole alla vista che tutti quegli accrocchi in salsa 500 "anni 60 style" che cercano personalità solo tramite bandierine tricolore, cromature e nomi che riportano alla Dolcevita dei miei nonni. Detto ciò: la mia paura è che questo corso stilistico "boxy" invecchi troppo in fretta per i tempi di vita medi di una Fiat.
  25. A me sembrano davvero riuscite, peccato i motori...
  26. 7 punti
    Qui in versione preserie La O.S.C.A. MT8, lo "Sportover di classe", è un crossover coupé lungo 4,87 metri equipaggiato con un 2.0 TGDI, disponibile sia con trazione anteriore sia con un'innovativa trazione integrale predittiva. Anche per la MT8 il punto di partenza è la piattaforma Changan, evoluta con il lavoro di sviluppo italiano e arricchita dalle partnership con le eccellenze automotive nazionali. Presentazione ufficiale entro il 2026
  27. Ma chi è che spende dei Soldi per una DR? Non li spendono per Lotus
  28. https://www.instagram.com/p/DZQHmLEiFox/?img_index=1
  29. 7 punti
    Mi sembra effettivamente più X5, comunque sempre prodotto premium... 😐🫣😭 Non è che si vocifera anche dell'arrivo di una top di gamma full Electric??
  30. Che poi ora che ci penso Filippini in PF disegnò la Cambiano: Praticamente la Luce sembra la brutta scimmiottatura in chiave cross di questa
  31. con questi due mezzi esauriamo le troiate impostate sotto il portoghese oppure abbiamo altra roba mediocre in arrivo ? in tre anni si riesce ad azzerare il danno fatto dal porto francese ? ( lo so è pura utopia perchè ci vorrà molto ma molto di più )
  32. 6 punti
    Praticamente c'hanno steso su uno strato di pasta di zucchero
  33. Quindi, riassumendo: la loro idea è prendere una macchina che già col suo marchio originale fa fatica a vendere, se va bene ridisegnarla un po', metterle un badge che nessuno conosce, aumentare il prezzo di un tot di (decine di?) migliaia d'euro e venderla in mezzo a suv cinesi rimarchiati. Non vedo davvero cosa mai potrebbe andare storto.
  34. 6 punti
    Guardate lo spessore del pataccone, quanto sporge rispetto al lunotto e l'incavo per il tergicristallo. Sinceramente è terribile, un insulto e una presa in giro. 49 mila euro per sta roba? Probabilmente è la vettura più imbarazzante presente a listino.
  35. Ce la stiamo prendendo con il disegno e chi l’ha disegnata e va bene ma qui la responsabilità di questo capolavoro è secondo me da attribuire a chi l’ha approvato. Tuttavia spero che abbiano ragione loro perché si tratta della Ferrari
  36. Meanwhile, i ragazzi del muretto del box
  37. come fate a scrivere che è bella? Puzza di formaggio francese da un kilometro di distanza. Questa sarebbe la famigerata ammiraglia Lancia di cui si parla da anni e che doveva essere ispirata a questa: bho... a me sembra il solito ennesimo SUV uguale a mille altri. Il muso è pasticciato come la Y pieno di patacche nere lucide. La fiancata c'ha mille nervature che si perdono nel nulla. Il montate posteriore ha un'antra pataccona nera di plastica che integra un'orribile maniglia plasticosa. Salvo solo la parte posteriore, che però non si capisce perchè non ha i fari tondi come sulla Y e sulla Pura.
  38. Questa Luce rappresenta per i car designer quello che il covid ha rappresentato per i virologhi: un'inaspettata occasione di visibilità
  39. OT Vorrei solo ricordare che il Freemont (versione italiana della Dodge Journey) era letteralmente regalata, altro che prezzata il giusto. Si pote' fare solo perche' bisognava soddisfare le condizioni per ottenere Chrysler
  40. Vedo un sacco di questi scarrafoni con ruote storte e che consumano quanto una petroliera, la Fastback se spinta con pubblicità serie e martellanti potrebbe avere un buon successo
  41. da ferrarista son contento, da tifoso di Charles... mi spiace per lui, sarà il nuovo Stirling Moss
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