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3volumi3

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  1. Appunto, dovrebbe smettere di esistere per un segno di rispetto nei suoi confronti. Perché non finisca nel calderone dei marchi vuoti che hai citato. Perché merita qualcosa di più, ma i tempi perché possa avere qual qualcosa sono inesorabilmente finiti. E allora, proprio perché è un marchio che ha fatto la storia, caliamo dignitosamente il sipario, prima di comprometterlo ulteriormente. Vincendo i nostri tabù culturali sull'eutanasia
  2. Scusate, non vorrei che questo mio intervento venga frainteso come provocazione o peggio . Però dai vari commenti che ho letto non sono riuscito a risalire alla questione che dovrebbe stare alla base di questo thread: perché volete che Lancia continui ad esistere? Mi spiego. Sappiamo tutti, qui dentro, il lustro che questo marchio si è meritato nella storia automobilistica per innovazione, stile, blasone sportivo, e non starò a ripetere cose ovvie. Però sappiamo tutti anche che dal '94 (da quando si è ritirata dai rally), Lancia ha vivacchiato penosamente, proponendo modelli dimenticabilissimi, frutto di compromessi, di visioni di marketing altalenanti, di volontà di andare al risparmio. Lo sappiamo: l'unica Lancia che ha avuto qualcosa da dire, rispetto alla concorrenza, negli ultimi 20 anni, è stata la Lancia Y, un'utilitaria. Poi, il nulla. Scelte che hanno irrimediabilmente gettato nel gabinetto decenni di storia automobilistica vissuta da protagonista. Anche quando le intenzioni di partenza erano buone (Thesis e nuova Delta), una visione poco chiara di come sviluppare il marchio ha portato a un'esecuzione incompleta, quando non mediocre. L'ultimo affronto, il rimarchiare catafalchi yankee che con il DNA del marchio centravano come i cavoli a merenda. Lancia, è inutile illudersi, è morta. O peggio, in coma irreversibile. Scrivo "peggio" perché se fosse morta potremmo almeno elaborare il lutto e smettere di illuderci che un accanimento terapeutico possa portarci indietro nel tempo. Indietro nel tempo, in un periodo nel quale esisteva una certa borghesia italiana che acquistava ancora classiche berline signorili, e non SUV e/o crossover che hanno la stessa grazia di un autoblindo. Un periodo nel quale i giovani si interessavano di competizioni automobilistiche serie come rally, mentre ora le uniche gare che conoscono sono quelle di Fast and Furious. In un periodo nel quale chi valutava l'acquisto di un nuovo modello considerava aspetti tecnici "dinamici" (tipo di trazione, sospensioni, motore, etc) e non solo quelli "statici", come la dimensione dello schermo dell'infotainment. E potrei continuare a lungo... Se anche in un universo alternativo Lancia tornasse con una serie di suv come chiede il mercato (e già qui, un controsenso: la Lancia che conosciamo noi ha sempre osato andare controcorrente, non adeguarsi alle mode), o addirittura modelli elettrici, non sarebbe altro che un oscuro competitor di marchi ben più affermati nel settore e dalle possibilità di investimento nettamente superiori. Perché, al di fuori degli impallinati e nostalgici di motori, per tutti quelli nati dalla seconda metà degli anni '80, Lancia è una roba pressoché ignota. Ha meno appeal di Kia, è più sconosciuta di Lexus e/o Infiniti, più sfigata di Mitsubishi, che, per quanto in declino, ha saggiamente continuato ad avere modelli flagship da rally. Se poi si fanno discorsi più terra terra, tipo: Lancia dovrebbe riproporre una versione di lusso di questo e quest'altro modello FCA di successo... Beh, questi li capisco ancora meno. Che Lancia sarebbe questa? Sarebbe come auspicarle la stessa sorte che è toccata a Vauxhall, o, peggio, a GHIA: diventare un mero allestimento, l'epilogo peggiore per un marchio storico. Insomma, capisco le nostalgie di noi italiani, ma visto il quadro della situazione, non sarebbe meglio chiuderla qui, con Lancia, fintanto che non si è inquinato troppo la sua reputazione? Forse se si chiudesse qui, avrebbe ancora una chance di finire – per gli appassionati di storia automobilistica – nell'empireo dei Grandi Marchi Scomparsi Perché Troppo Avanti, come Saab e Panhard. Davvero, fuori da ogni polemica, perché secondo voi Lancia dovrebbe sopravvivere, oggi?
  3. Capitolati più laschi? Controlli qualità meno efficaci? Processi costruttivi meno efficienti? Tutte e tre queste concause? La storia degli ultimi decenni dell'industria automobilistica italiana è caratterizzata da progetti innovativi purtroppo realizzati su larga scala in maniera approssimativa, per i motivi succitati e per una manodopera che per ragioni storico culturali è stata meno "motivata" rispetto a quella di altri paesi europei (a parte quella ipersindacalizzata inglese). Ve l'immaginate cosa sarebbe stata un'Alfasud realizzata con tolleranze teutoniche?
  4. Evvero, bisognerebbe aprire un thread solo sui colori in voga negli anni '70, ora dal segmento c in su è solo un unico grigio declinato nelle solite sfumature...
  5. Interni della Ritmo più moderni ma plasticosi, Horizon più accoglienti sebbene di impostazione datata... certo, in queste versioni base è un bel match tra pezzenti Però con quel verde "nostalgia '70", come non preferire la Horizon?
  6. Una delle più belle storie di Cavazzano, mi ricordo ancora quando la lessi sul Topolino dell'84 o giù di lì... Certo che un multimilionario che deve farsi spiegare da tre ragazzini cosa sono gli sponsor...
  7. Non vorrei sbagliarmi, ma la Horizon fu sviluppata utilizzando molti elementi importanti della 1100, come si evidenzia nel sito che ho linkato sopra (http://www.rootes-chrysler.co.uk/car-development/dev-horizon.html) Concordo in parte con te. Senza entrare nei dettagli tecnici (che non ne ho le competenze) Ritmo osava di più a livello di layout esterno, con l'introduzione degli allora inconsueti e avanzati paraurti ad iniezione di polipropilene e gomma, resistenti agli urti fino a 6 km/h. Oltre ad avere un design più ricercato (ma, oggettivamente, non per questo più funzionale). La Horizon invece, con quei suoi quasi anacronistici paraurti in metallo, aveva un'aria meno innovativa. Ma a livello di dotazioni era più moderna della controparte italiana, specialmente se teniamo conto che offrì fin da subito il computer di bordo, la trasmissione automatica e, nella versione d'oltre oceano Plymouth, anche iniezione elettronica e cruise control. Inoltre (io ci sono salito spesso da ragazzino) a livello di finiture era effettivamente molto meno plasticosa della Ritmo. Poi negli anni, pur essendo arricchita da versioni molto accessoriate, venne un po' abbandonata a sé stessa (assenza di reslyling e aggiornamenti sostanziali), diventando un'alternativa low cost nel settore medie (stessa sorte che sta segnando la Punto).
  8. Sì, ma come giustamente si sostiene qui (sito interessantissimo che consiglio a tutti i feticisti come me dei fallimenti automobilistici), gli interni, oltre a essere piatti, tra le altre cose mancavano di tutti quei piccoli gadget così di moda in quegli anni. Insomma, se guardiamo cosa facevano i marchi generalisti su modelli di segmento inferiore usciti nel '81/82 abbiamo soluzioni che all'acquirente dell'epoca davano più l'idea di value for money (ma che a noi oggi fanno giustamente storcere il naso). Confrontiamo gli interni della Tagora con: Ford Sierra, uscita nel '82 Citroen BX, '82 Perfino nella tanto vituperata Fiat Argenta dell'82 gli interni risultavano opulenti rispetto alla Tagora .. Senza contare che sempre '82 un marchio già allora "near premium" usciva con questi interni: So che con gli anni la Horizon acquisì la nomea di auto... mediocre, appunto... Forse perché non fu rinnovata sostanzialmente nel suo ciclo vitale. Però rileggendo la prova su strada in un 4R del '78 la macchina piacque, pur senza far gridare al miracolo. Forse la rivista, a quei tempi molto legata al panorama automobilistico nazionale, si aspettava una vittoria della Fiat Ritmo... Ma sono mie supposizioni.
  9. Uno dei motivi che imho decretarono l'estinzione del marchio è che finì per fare vetture molto mediocri (nel senso di "nella media"), che non eccellevano in niente. E che riproponevano sempre lo stesso anonimo design anni '70, per tacere dei desolanti interni, che anche in un modello che voleva essere di rappresentanza come la Tagora avevano lo stesso look & feel imbarazzante della più economica Horizon (si vedano le plastiche rigide a gogo). E parliamo di un modello uscito nel 1981...
  10. Milano, seconda metà degli anni '80, linea 65. Ho fatto in tempo ha prendere uno di questi, nel mio tragitto casa - scuola media: Lancia Esagamma carrozzeria Pistoiesi, già una mosca bianca ai tempi. Ero contento quanto inaspettatamente passava lui a raccattarci, aveva un certo che di esotico... In seguito fu solo Iveco e Inbus.
  11. Non si capisce se è un'illazione del giornale e comunque dovrebbero citare delle fonti per rendere più credibile il tutto... Per il momento l'unico Polo Premium che abbiamo è questo:
  12. Sì, come regola di base ha senso. Una macchina che non hai pagato tu, che sai che ti viene sostituita dopo tot. e per la quale non paghi manutenzione sei meno motivato a trattarla con i guanti. Però spesso le ex aziendali sono gestite da concessionarie che ti offrono controlli e mini tagliando nel prezzo. Inoltre nel mio caso il chilometraggio era molto esiguo (meno di 9000 km). Infine, cosa molto importante, questo è un tipo di vettura grande e macina km che se acquistata da un privato viene tenuta quasi fino a consumo... Non è la vettura media che cambi dopo poco perché ti si allarga la famiglia, o la classica auto di rappresentanza che per questioni di immagine sostituisci appena esce un modello nuovo. Il privato che l'acquista non avrai necessità di sostituirla dopo pochi km... Con chilometraggi umani le trovi solo come aziendali. Una curiosità, vai a vederla presso un concessionario Ford zona nord Milano specializzato in grosse Ford aziendali?
  13. Se ha fatto bene a uscire quando è uscita, non so... Qualche anno ancora di visibilità avrebbe potuto averlo, se non sbaglio i rally hanno perduto valore negli ultimi anni. Concordo sul fatto che il vero peccato capitale sia stato quello di avere gettato alle ortiche da un giorno all'altro l'immagine Race. Un vero suicidio commerciale, uno degli atti più taffazziani a livello di marketing, col senno del poi. L'immagine Race è quella che ha permesso a marchi come Subaru e Mitsubishi di non cadere nel dimenticatoio oggi... Quello che sostengo sempre anch'io. Se ci fate caso tra i marchi defunti ce ne sono molti che hanno fatto la storia dell'automobilismo, spesso con scelte coraggiose e controcorrenti. A parte Rover e Saab, citate da te, pensa a NSU, Panhard, Talbot, Simca, Studebaker... la stessa Autobianchi pioniera del concetto di citycar di lusso... Sono i marchi che devono (in maniera intelligente e senza rinnegarsi troppo) adeguarsi al mondo, non il contrario.
  14. Sì, infatti, quello che sottintendevo è che è quindi inutile dibattere sui tempi rilevati, anche perché mi sembrano funzionali a una sceneggiatura studiata a tavolino (come diceva quel tale, a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca)...
  15. Rimane il discorso di base che questi tempi sono stati effettuati da "piloti" diversi (i tre presentatori* + un pilota professionista per la M3)... Quindi il valore serio di queste rilevazioni sarebbe da considerare pressoché nullo... Aveva più senso quando c'era the stig... * con capacità e indole disomogenee
  16. Mi pare che durante la crisi delle Big Three il governo USA avesse messo in chiaro che per salvarle avrebbero dovuto avere nella gamma veicoli dalle emissioni particolarmente basse. Per questo fu incentivata l'acquisizione di Chrysler da parte di FIAT con relativa commercializzazione delle parche utilitarie italiane in suolo statunitense. Non per niente a quei tempi c'era lui, che ci teneva a queste cose: Ora i tempi sono cambiati perché c'è quest'altro...
  17. Presente! Ford Galaxy 2.0 TDCi 163 CV Titanium 2012, acquistata aziendale nel 2013 con 9000km. Premetto che è stato un acquisto eterodiretto dalla moglie, la quale riteneva inadeguata la nostra vecchia Jazz per le esigenze di una famiglia di 5 persone... Ma si sa... le donne! I miei criteri di scelta sono stati un po' particolari... a parte il fatto di cercare una monovolume molto spaziosa con una guidabilità che non facesse troppo rimpiangere vetture dal baricentro più basso (e in questo mi è stato utile cercare prove comparative su siti esteri, dato che in Italia si trova poco a riguardo), le altre caratteristiche che cercavo era che fosse un modello uscito da un po' di tempo e che non avesse troppa elettronica a bordo (per questioni di affidabilità e praticità), con una buona superficie vetrata (il rapporto lamiera/vetro in auge adesso lo trovo una moda grottesca e claustrofobica). Poi chiaramente il prezzo e il chilometraggio hanno avuto un peso non indifferente. Premesso ciò, mi trovo bene. La reputo una macchina comoda, gradevole da guidare (pur con tutti i limiti della tipologia di auto), con un buon allungo, macinatrice di chilometri autostradali, enormemente spaziosa e discretamente versatile. Da cdb i consumi di attestano su una media di 7.7 l x 100km (e in questo dato è inquinato dal frequente utilizzo di mia moglie, che pensa che le marce siano solo 4 ) Non avendo una grande esperienza pregressa di guida di altre automobili, i difetti che ho trovato sono triviali: bagagliaio senza scomparti e senza tendina copribagagli (e proprio per la sua dimensione i bagagli tendono a sbatacchiare di qua e di la), mancanza scomparto refrigerante, mancanza possibilità disattivare airbag passeggero, mancanza ricircolo automatico (sembra una stupidaggine, ma essendo il simbolo di attivazione molto piccolo, spesso me lo dimentico attivo)... insomma, tutte cose soggettive. Adesso ha 66000 km Unico intervento extra, revisione scatola guida (per perdita olio servosterzo): 516€ Ultimo tagliando presso officina multimarca di fiducia (comprensivo di sostituzione due pastiglie freno Brembo a 77€) è stato di 377€ (iva e manodopera compresa) Probabilmente, senza le pastiglie freno e relativa manodopera, avrei speso attorno ai 260€... Spero di esserti stato utile... buon acquisto!
  18. La famosa Talbot Arizona
  19. Come, neanche una presa USB?!? Ghidella dimettiti!!!11!!
  20. Ecco, quello di Audi è un esempio di a cosa può portare operare per anni avendo in mente una mission ben precisa (perdonatemi il termine da markettaro imbruttito). A differenza di Lancia, per la quale si è cambiato strategia a ogni stagione (facciamo delle macchine signorili con tecnica all'avanguardia ma di cilindrata contenuta, no, anzi, delle belve sportive da rally, no, anzi, ritiriamoci dalle competizioni che dobbiamo fare solo macchine da imprenditori di una certa età, no, aspetta, il nostro target devono essere le neopatentate e le sciurette...) E scusate se accidentalmente sono tornato in topic, giuro che la cosa non era voluta...
  21. Sì, a voler essere onesti l'Argenta va considerata un tappabuchi raffazzonato in attesa di questa: Che, faccio outing, a me non è mai piaciuta più di tanto, un po' come quasi tutte le Fiat coeve (ma sono io la voce fuori dal coro)
  22. Sì, concordo in maniera sostanziale. Una piccola precisazione, però: erano anni in cui il mercato interno era molto indulgente con quanto proponeva Fiat. Nei 4R di quegli anni ci sono innumerevoli testimonianze di lettori che si stracciano le vesti per il gran numero di "esterofili" che osano comprare straniero ... Forse mi sbaglio e parlo senza conferma di dati numerici, ma mi pare che all'estero Regata e Prisma avessero una quota di mercato molto marginale. Ah, oltre a Duna aggiungerei anche Argenta all'eccezione dei modelli indovinati del periodo (a suo confronto Duna ebbe più successo)
  23. Secondo me uno dei principali limiti di Regata era il suo design insapore. Non è un caso che venne scelta da uno produzione hollywoodiana del periodo per rappresentare la tipica (anonima) auto giapponese: ...e il naufragar m'è dolce in questo OT...
  24. Ocio, che fu la 11 a derivare dalla 9 * (fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Renault_9 https://it.wikipedia.org/wiki/Renault_11) * La Renault 9 fu volutamente una 3v dalla linea asettica, deliberata dopo la "scottatura" che la Renault si prese con l'estrosità periforme della 14, quantomeno poco capita dal pubblico. Con la 11 uscita 2 anni dopo la 9 cercarono di offrire una media in una declinazione un po' più moderna...
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