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vince-991

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  1. Uno scarico simile (se non uguale) l'ho visto recentemente per strada su una Renegade. Non so se e' disponibile di serie o e' un accessorio mopar o aftermarket
  2. Le sinergie sono con DS e Alfa Romeo anche se immagino (non lo so) che le DS siano su base Peugeot
  3. Non avere la versione Quadrifoglio non vuol dire che non potrà aver una versione Ti o Veloce con tanti cavalli.
  4. è pe questo che ero ironico… ci si lamenta per gli scarichi ma senza rombo Abarth perde una bella fetta di appeal
  5. La prossima sara' elettrica e non vedrete piu' gli scarichi verticali, orizzontali obliqui ecc Finalmente
  6. Puo' darsi che tecnicamente sia molto avanzata ma e' veramente brutta. Non c'e' traccia dell'elegante bellezza che ci si aspetta (almeno io) da una Aston Martin
  7. Anche se siamo su AP, mi permetto di dire che, secondo me, è un po’ prematuro parlare della qualità degli interni di Tonale ….
  8. Questo si che e' preoccupante. Sono salito recentemnte su una Tiguan, ho guardato ma non c'era nulla da vedere...
  9. A volte i navigatori fanno brutti scherzi. Lo imposti per andare a Nizza e ti porta a Tacoma..
  10. Chrysler? Quella della FCA (FIAT Chrysler Automobiles) che a sua volta ha acquisito PSA? Chrysler secondo me e' viva e vegeta nella mente degli americani e se saranno in grado di proporre prodotti adeguati sara' uno dei punti di forza di Stellantis almeno negli USA.
  11. Dodge aveva tolto l'ennesimo logo (considerato quanti ne hanno cambiati da quando e' nata) mentre diversi altri marchi se lo sono inventato di sana pianta o lo hanno rinnovato. Non e' mai tardi per correggere gli errori.
  12. Emissioni inquinanti, multa da 875 milioni a Bmw e Volkswagen. Coinvolta anche Daimler L’Antitrust Ue accusa le case automobilistiche di aver fatto cartello ostacolando lo sviluppo e il pieno utilizzo di tecnologie per ridurre le emissioni diesel BRUXELLES. L'Antitrust Ue ha inflitto una multa da oltre 875 milioni di euro a Bmw, Daimler e Volkswagen per aver fatto cartello ostacolando lo sviluppo e il pieno utilizzo di tecnologie non inquinanti per ridurre le emissioni delle auto diesel. Lo comunica lo stesso Antitrust. Il caso riguardava il «circolo dei cinque», ossia Bmw, Daimler e tre divisioni del gruppo Volkswagen, vale a dire VW, Audi e Porsche. Avendo segnalato la pratica irregolare alla Commissione, Daimler ha evitato la sanzione. La responsabile della Concorrenza Ue Margrethe Vestager ha spiegato che «le cinque case automobilistiche Daimler, Bmw, Volkswagen, Audi e Porsche possedevano la tecnologia per ridurre le emissioni nocive oltre quanto richiesto legalmente dagli standard di emissione Ue, ma hanno evitato di farsi concorrenza non usando appieno il potenziale di questa tecnologia per andare al di là di quanto richiesto dalla legge. Quindi la decisione di oggi riguarda il modo in cui non ha funzionato la cooperazione tecnica legittima. La concorrenza e l'innovazione nella gestione dell'inquinamento automobilistico sono essenziali affinché l'Europa possa raggiungere i nostri ambiziosi obiettivi del Green Deal. E questa decisione dimostra che non esiteremo ad agire contro tutte le forme di condotta di cartello che mettano a repentaglio questo obiettivo». Le case automobilistiche in questione, ricostruisce Bruxelles, hanno tenuto riunioni tecniche regolari per discutere lo sviluppo della riduzione catalitica selettiva, tecnologia che elimina le emissioni nocive di ossido di azoto (NOx) dalle auto diesel attraverso l'iniezione di urea (chiamata anche «AdBlue») nello scarico flusso di gas. Durante questi incontri, e per oltre cinque anni, le case automobilistiche hanno collaborato per evitare la concorrenza in questa area per rendere l'azione di «pulizia» migliore di quanto richiesto dalla legge nonostante la tecnologia pertinente fosse disponibile. In particolare, Daimler, Bmw e il gruppo Volkswagen hanno raggiunto un accordo sulle dimensioni e le gamme dei serbatoi di AdBlue e un'intesa comune sul consumo medio stimato di AdBlue. Hanno anche scambiato informazioni commercialmente sensibili su questi elementi e hanno rimosso l'incertezza sulla loro futura condotta di mercato in merito alla pulizia delle emissioni di NOx al di là e al di sopra dei requisiti legali (il cosiddetto «sovradempimento») e le gamme di ricarica di AdBlue. «Ciò significa che hanno limitato la concorrenza sulle caratteristiche del prodotto rilevanti per i clienti: tale comportamento costituisce un'infrazione sotto forma di limitazione dello sviluppo tecnico». La condotta illegale va dal 25 giugno 2009 a ottobre 2014. Nel fissare il livello delle ammende, la Commissione ha tenuto conto del valore delle vendite delle parti di autovetture diesel dotate di sistemi in questione nello spazio economico europeo nel 2013 (ultimo anno completo dell'infrazione), della gravità dell'infrazione e della posizione geografica scopo. Un'ulteriore riduzione è stata applicata a tutte le parti in quanto si tratta della prima decisione di divieto di cartello basata esclusivamente su una restrizione dello sviluppo tecnico e non sulla fissazione dei prezzi, sulla ripartizione del mercato o sull'assegnazione dei clienti. L'importo della riduzione del 20% tiene conto del fatto che questo tipo di comportamento è espressamente vietato. La Commissione ha applicato una riduzione del 10% delle ammende di tutte le parti ai sensi dell'avviso di transazione del 2008 in considerazione del riconoscimento della loro partecipazione all'intesa e della loro responsabilità in tale violazione. Questa indagine sul «cartello» è separata e distinta da altre indagini, precisa Bruxelles, comprese quelle dei pubblici ministeri e di altre autorità sui produttori di automobili e sull'uso di dispositivi illegali di manipolazione per eludere i test normativi. Non ci sono indicazioni che le parti abbiano coordinato l'uso di dispositivi di manipolazione illegali per eludere i test normativi. In questi procedimenti di cartello, la Commissione non ha determinato se i produttori di automobili rispettassero gli standard di emissione delle auto o «ripulissero» secondo uno standard superiore a quello richiesto. E' la prima volta che la Commissione conclude che la collusione sullo sviluppo tecnico equivale a un «cartello». Nell'aprile 2019 la Commissione ha adottato una comunicazione degli addebiti nella procedura ordinaria contro Daimler, Bmw e il gruppo Volkswagen in merito alla loro cooperazione tecnica sullo sviluppo di sistemi in questione per le nuove autovetture diesel e in merito ai filtri antiparticolato Otto (OPF) per ridurre le particelle nocive emissioni dei gas di scarico delle nuove autovetture a benzina ad iniezione diretta. Nel febbraio 2021 la causa è passata dalla procedura ordinaria alla procedura transattiva. La Commissione ha deciso di non approfondire ulteriormente l'aspetto OPF del caso poiché riteneva che le prove fossero insufficienti per dimostrare una violazione https://www.lastampa.it/economia/2021/07/08/news/emissioni-inquinanti-multa-da-875-milioni-a-bmw-e-volkswagen-coinvolta-anche-daimler-1.40475650?ref=LSHRA5-A-S4-T1
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