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Abarth03

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Tutti i contenuti di Abarth03

  1. Perchè no? A patto di mettere anche un radar ottico 80s style sull'anteriore
  2. Tra l'altro notavo il dettaglio del nome del modello riportato anche sul cofano anteriore, un richiamo alla produzione degli anni settanta.
  3. Congratulazioni per l'auto e per la location scelta per le foto!
  4. In effetti non sono stati molti. Complessivamente una sessantina, buona parte dei quali ormai ceduti a vettori esterni oppure andati a fuoco I "nostri" erano/sono in allestimento suburbano, con due porte soltanto. Oltre al 66, all'epoca della prima immissione in servizio erano stati assegnati ad altre linee a frequenza bassa e precisamente il 40, il 41 ed il 43. Tutte linee che oggi sono subappaltate. Da nuovo, era gradevole ed anche relativamente silenzioso.
  5. No. Il modello precedente sì, ma quella nuova è costruita in Giappone. Al di là di qualsiasi dichiarazione stampa, il numero di telaio che inizia per J certifica in modo inequivocabile la provenienza.
  6. Mazda 2 viene prodotta in Giappone, al pari della nuova Suzuki Swift. Su quest'ultima parlo per conoscenza diretta, perchè ne ho una da un paio di mesi
  7. Fiat 418 carrozzato Portesi. A Torino il 418 è stato in servizio nella versione "casalinga", cioè carrozzato Cameri, che era lo stabilimento storico per la produzione di bus fino almeno agli anni ottanta. Una settantina di esemplari in tutto. L'ultimo esemplare l'ho avvistato personalmente nel 1990, eccezionalmente in servizio sulla linea 38 che all'epoca collegava Piazza Statuto con la zona industriale di Grugliasco.
  8. Tutto molto corretto. Ma quindi, per capire, chi ha bisogno di un segmento B dovrà gradualmente rassegnarsi a comprare auto usate fino ad esaurimento delle stesse nel mercato? Oppure indebitarsi oltre misura per comprare un'auto che in altri tempi sarebbe stata fuori dalla sua portata? A me, questa questione della scarsa redditività del segmento, che per carità non intendo certo discutere, fa venire il timore che nel giro di qualche decennio l'automobile torni ad essere un oggetto per benestanti come lo era fino agli anni cinquanta, se come sembra di capire la sua produzione diventerà sempre meno conveniente. Opinione mia eh.
  9. Ecco, mi sembrava. Quindi una Citroen GS con le sospensioni scariche è alta quasi quanto il muso di una Toyota iQ Che fine abbiamo fatto!
  10. Fatemi capire: il muso dell'auto parcheggiata dietro (che roba è, a proposito? Sembra una Toyota) è poco più basso del tetto della GS!!! (che vabbè, sicuramente sarà acquattata sulle ruote per effetto delle leggendarie sospensioni idrauliche...)
  11. Uhhh l'Iveco U-Effeuno! Quando è arrivato a Torino, nel 1985, sembrava un'astronave rispetto ai 421 che affiancava. Complessivamente ne sono arrivati 100, in due lotti: il primo, del 1985, costituito da 30 esemplari equipaggiati con cambio ZF a quattro marce, ed il successivo lotto di 70 esemplari entrato in servizio due o tre anni dopo, con cambio Voith a tre marce. La mia città aveva conosciuto anche la versione carrozzata Viberti, 27 esemplari in tutto, più altri venti esemplari pero' nella variante corta su telaio 471.10. Di questo autobus mi aveva colpito l'altezza impressionante dell'accesso posteriore, caratteristica ereditata dal telaio 470 ed eliminata poi sul successivo 480, nel quale i tre accessi erano ad altezza più o meno equivalente. Il suddetto 480 è stato protagonista sulle strade di Torino a pieno titolo negli anni novanta, con qualcosa come 270 esemplari tra versione Iveco e Viberti
  12. Bellissimo nella livrea rosso/avorio, utilizzata negli anni settanta e rimasta su molti bus che non sono stati mai riverniciati nell'arancione ministeriale. Mi sembra fosse in realtà successore del 411. Poco cambia: i vari 401 e 411 erano sostanzialmente derivati da telai camionistici (non solo il motore), mentre il 421 dovrebbe essere stato il primo telaio studiato ad hoc. Nico, il problema non è che siamo vecchi. Cioè, magari in parte sì Il punto è che a Torino hanno continuato ad immatricolare i Fiat 421, nelle versioni carrozzate Fiat e Viberti, fino al 1983, quando ormai erano già dei fondi di magazzino ed il modello già da molti anni era stato sostituito dalle nuove generazioni di bus a motore posteriore, come il Fiat 470 (che in versione urbana a Torino non è mai apparso) o il già citato Menarini 201. In totale, tra il 1973 e il 1983 (data di inizio e fine immatricolazioni, contando le varie forniture) a Torino sono stati immessi in servizio circa 800 esemplari, probabilmente il parco più consistente in Italia. Questo spiega come mai a fine anni novanta inizio duemila ce ne fossero ancora tanti in circolazione Immarcescibile, una vera colonna portante del trasporto urbano a Torino. Praticamente, per una decina d'anni abbondante il parco veicoli a Torino è stato costituito per lo più da Fiat 421. Per molti anni sono stati presenti anche un quantitativo non indifferente di Lancia 718 carrozzati Viberti, parliamo degli anni settanta. Ritirati gradualmente ad inizio anni ottanta, praticamente a metà anni ottanta erano già scomparsi.
  13. Assolutamente. Immagino che in proporzione con il GPL bevesse sicuramente meno, diciamo non a livelli da dover ipotecare la casa per fare il pieno...
  14. Ohibò piuttosto malconcia. Sembra perfino di vedere qualche traccia di ruggine... Mezzo decisamente affascinante, la Grand Wagoneer. Soltanto i suoi pochi km con un litro spaventano.
  15. Peraltro, mi permetto di aggiungere...dubito fortemente che a farlo vendere siano stati semplicemente il marchio Fiat e il multijet. Qualcuno ricorda quanti Dodge Journey giravano, prima? Direi che il Freemont in qualche modo è stato un esperimento di marketing piuttosto azzeccato.
  16. La prima serie, quello con i fanalini posteriori della 132! Che ricordi. Una presenza fissa in tutto il trasporto regionale negli anni ottanta e anche dopo, almeno dalle mie parti... E soprattutto, un vero mulo.
  17. L'Alfasud sembra in condizioni discrete! A prova di quanto avevo sentito, e cioè che sulla seconda serie i problemi di ruggine erano stati risolti
  18. Quasi sicuramente il dettaglio della guida a destra non doveva essere un caso: mi risulta che, almeno un tempo, in presenza di alcuni handicap fisici, fosse prescritta la guida a destra obbligatoria.
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