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A.Masera

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Tutti i contenuti di A.Masera

  1. Non fraintendermi: volendo possono fare tutto ciò che vogliono. Il problema è che, secondo me, oggi è il mercato globale a non essere più realmente interessato ad Alfa Romeo (o Lancia). Alfa è un marchio commercialmente quasi morto, tenuto artificialmente in vita da Stellantis e dalla nostalgia italiana. Progetti come la 33 Stradale dimostrano una cosa importante: Alfa Romeo non è morta come mito, ma è quasi scomparsa come marchio industriale di massa. Può ancora vendere benissimo prodotti eccezionali, costosissimi e realizzati in pochissimi esemplari, perché in quel territorio contano la storia, la bellezza, la rarità e il potenziale collezionistico. Ma trovare 33 facoltosi collezionisti nel mondo non significa affatto che esista una domanda sufficiente per vendere centinaia di migliaia di berline e SUV. E anche volendo entrare nel campo del fantautomotive e immaginare un’Alfa Romeo con una gamma completa di alto livello non sono affatto convinto che riuscirebbe a far quadrare i conti. Prendi come esempio Aston Martin: produce automobili esclusive, potenti, costose e bellissime, ha una storia enorme, corre in Formula 1 ed è presente ovunque. Eppure continua a faticare finanziariamente, perchèil prestigio non basta. Sviluppare piattaforme, motori, elettronica e software, rispettare normative sempre più severe e sostenere una rete commerciale globale costa cifre mostruose. Se i volumi restano bassi, neppure prezzi e margini elevati garantiscono la redditività. Certo AR può beneficiare delle sinergie col gruppo ma abbiamo visto che da Giorgio non è susseguito un successo commerciale e l'ipotesi condivisione con STLA ha portato solo a far crollare progressivamente l'immagine del gruppo. LA gestione scellerata dell'era post-Maglionne la pone poi in ulteriore difficioltò con una rete internazionale indebolita, gamma discontinua, reputazione non impeccabile, valori residui modesti e intere generazioni di clienti ormai perse... Giulia e Stelvio hanno già dimostrato che realizzare due prodotti tecnicamente eccellenti, esteticamente riusciti e apprezzati dalla stampa non basta automaticamente a ricostruire un marchio globale. La domanda, quindi, non è quali Alfa Romeo sogneremmo di vedere, ma quante persone sarebbero davvero disposte ad acquistarle nuove al prezzo necessario per renderle redditizie... e credo che l'ultimo debolissimo product plan stia a dimostrare che purtroppo in Stellantis sono già arrivati alla mia stessa conclusione.
  2. Dobbiamo essere realisti. Se oggi Alfa Romeo presentasse improvvisamente una gamma del genere, chi la comprerebbe davvero? Siamo sicuri che, al di fuori degli appassionati più irriducibili e del mercato italiano, esista ancora una forte domanda per questo marchio? Io credo di no. Alfa Romeo può ancora regalare enormi soddisfazioni con progetti esclusivi, costosissimi e prodotti in tiratura molto limitata. Ma pensare che possa competere ad armi pari con i grandi costruttori negli altri segmenti significa ignorare la realtà del mercato. Fuori dall’Italia la domanda è semplicemente troppo debole. Nel frattempo, l’intero settore guarda alla Cina, mentre i marchi europei perdono progressivamente peso, quote di mercato e attrattiva. Ormai l'idea di immaginare fantascenari riempiendo il listino di modelli di nicchia non è più una opzione realistica ma fantasie da appassionato e anche in Stellantis purtroppo l'han capito ed i fatti parlano. La scelta di attendere sinergie per il segmento D dice chiaramente che stanno cercando di capire con chi dividere lo sforzo, altro che produrre gamme complete...
  3. Sei serio? Se bastasse essere di nicchia per vendere, Giulia e Stelvio sarebbero state un successone. Invece hanno venduto poco anche nei segmenti più abbordabili della tua gamma immaginaria, e la soluzione sarebbe aggiungere shooting brake, coupé a tre porte, rivali di Cayman e 911 e pure un maxi SUV? "Le comprano in Cina, Asia e Sud America". Ma chi, scusa? Alfa vende oltre l'80% delle sue auto in Europa, in quei mercati la notorietà è pressoché nulla, così come rete commerciale e assistenza. Non basta buttare lì dei continenti a caso per farli diventare clienti. E mi dici che Alfa non dovrebbe inseguire la triade tedesca dopo aver proposto una rivale per ogni singolo modello BMW, Mercedes e Porsche esistente sulla faccia della terra? Questo non è un piano industriale ma la lista della spesa di uno che gioca a Gran Turismo coi soldi finti. Le auto di nicchia non si vendono per magia, costano un patrimonio da sviluppare e per definizione le compra poca gente. Quel "seguito" che hanno sui forum è pieno di gente pronta a comprarle, sì, ma solo se paga qualcun altro al posto loro. Per me Alfa si dovrebbe limitare a prodotti con meccanica condivisa ma con qualcosa di tecnicamente superiore (Ferrari?), un vestito bellissimo, personalizzazione totale e prezzo da attico in centro a Milano. Insomma un futuro fatto di 33 Stradali, 8C e altre a tiratura limitatissima. A meno che tu non riesca a vendere sedan come Giulia a prezzi da Aston Martin, lì cambia tutto è chiaro
  4. Credo che il mercato dell’auto finirà per assomigliare a quello degli orologi: nella fascia più economica troveremo elettriche piene di motori, gadget e amenità; a metà strada resterà qualche compromesso tra elettrico e meccanica tradizionale; mentre, per i pochi disposti a sostenere multe europee, superbolli e costi sempre più proibitivi, sopravvivranno le vere analogiche: le termiche pure. In un mondo in cui un marchio cinese generalista può già prendere a schiaffi una GTA (almeno sul dritto....) la prestazione pura smette inevitabilmente di essere un elemento distintivo. Non resta quindi che puntare su artigianalità, esclusività, qualità percepita e piacere meccanico. Esattamente ciò che accade con gli orologi meccanici nell’epoca degli smartwatch, o con un paio di scarpe artigianali in pelle rispetto alle sneakers prodotte in serie. Non necessariamente più efficaci, ma più desiderabili, autentiche e capaci di conservare un’anima.
  5. this. Alfa Romeo ha fatto il suo tempo e oggi meriterebbe di sopravvivere soltanto attraverso l’eccellenza tecnica ed estetica. Il mondo dell’automobile è diventato quasi impossibile da prevedere: le nuove generazioni sembrano snobbare l’auto oppure, più semplicemente, non possono permettersela. Viviamo in un’epoca in cui persino un produttore di smartphone come Xiaomi può iniziare a costruire automobili e raccogliere mezzo milione di prenotazioni in appena 24 ore. Le Alfa Romeo che amiamo appartengono ormai a un’altra epoca: sono le auto che guidavano i nostri genitori, se abbiamo almeno quarant’anni, o addirittura i nostri nonni. Vivono nei nostri ricordi e nella storia dell’automobile. Proprio per questo, Alfa Romeo dovrebbe smettere di inseguire ogni segmento e tornare a produrre soltanto vetture eccezionalmente belle, tecnicamente raffinate e realmente uniche, anche a prezzi eccezionalmente elevati. Un marchio così non ha necessariamente bisogno di grandi numeri: ha bisogno di tornare a essere desiderabile. Continuare invece a immaginare gamme complete mettendo semplicemente lo scudetto Alfa sul frontale di un SUV di derivazione Peugeot non danneggia soltanto il prestigio del marchio: fa soprattutto male al cuore.
  6. Finiamo sempre nei soliti discorsi. SUV o non SUV, meglio la berlina, eh ma un SUV così grosso qui non va, ecc. Stellantis dovrebbe sedersi a un tavolo (cosa che spero abbiano fatto) e analizzare seriamente il marchio: capire perché automobili straordinarie non abbiano venduto e perché, al tempo stesso, le serie speciali siano state acquistate a occhi chiusi, nonostante prezzi che soltanto marchi ben più prestigiosi, come Ferrari, possono normalmente permettersi. Bisogna comprendere chi siano gli alfisti di oggi, chi potrebbero essere quelli di domani e che cosa cerchino davvero: è sufficiente avere lo scudetto sul frontale oppure la meccanica, l’architettura e il piacere di guida restano elementi imprescindibili? Occorre poi stabilire quanto si voglia realmente investire nel progetto e, soprattutto, definire una vera carta d’identità del marchio. Solo così Alfa Romeo potrà ripartire dopo gli insuccessi, invece di limitarsi a inseguire i segmenti più richiesti riempiendo caselle di mercato.
  7. BEV, debutto entro fine anno, si affiancherà al resto della gamma Comunicato stampa Via Land Rover.
  8. Sarà che ripeto la stessa identica cosa da anni, ma se tutti si aspettano un flop prima ancora di conoscere prezzi e disponibilità, un motivo c’è: per rianimare un marchio morto bisogna distinguersi, farsi apprezzare e soprattutto farsi notare. E di certo non ci si riesce prendendo un modello generalista e limitandosi a rivestirlo con un abito diverso. E' tutto profondamente sbagliato (di nuovo).
  9. A me piace molto, nera o grigia sarà un oggetto discreto
  10. https://www.instagram.com/reel/Da8iGNPI_b6/?igsh=MTRvbDZlNHg2b253Mg==
  11. Infatti non brilla di certo per bellezza, forse però si nota di meno rispetto ad altri modelli forse perchè non abbiamo una versione non coupè per comparativa o forse perchè la linea di cintura non è troppo alta, boh
  12. boh per me ripeto tutte brutte e senza senso. Ammazzano la capacità di carico e l'abitabilità ed il lunotto discendente su un SUV non ha semplicemente senso estetico perchè la rende ancora più sproporzionata.. ma è una mia idea
  13. Si, ma infatti mi fanno schifo praticamente tutte, brutte e senza senso
  14. La Grizzly col giusto prezzo farà il botto. La Fastback odiosa, sarebbe stata più utile un pickup
  15. è strana ed è colpa della piattaforma più alta
  16. rilancio Aston Martin per € 208.850
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