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A.Masera

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Tutti i contenuti di A.Masera

  1. Ricordo una foto di un tendone con dentro un BMW, si trova ancora ?
  2. Per me quel paraurti anteriore è quelli specchietti non lo sono…
  3. La liscia non mi convince del tutto ma questa si
  4. Nel programma c’è sicuramente molto di non detto perché si vede che al momento non si può dire. Certo ci sono tante riflessioni da fare: perché cancellare Giulia e Stelvio STLA come se si volesse arrendere One, ma al tempo stesso proseguire con Tonale? Per me la situazione è semplice: New Tonale è in corsa e non poteva essere cancellata Giulia e Stelvio non vengono per ora sostituite perché non c’è un piano per proseguire nei prossimi dieci anni col marchio. Questo può essere perché O la cedono O sono in trattativa per una joint venture Per me non c’è altra spiegazione, perché se avessero voluto cambiare la piattaforma di base a causa della nuova in arrivo avrebbero comunque annunciato chiaramente il loro sviluppo, vedi ad esempio Maserati che per il momento continua per la sua strada … La vera domanda giunti a questo punto è: perché annunciare il C SUV? Secondo me non arriverà nessun modello del genere, era solo un modo per depistare il forte sentore di una chiusura o di una cessione.
  5. ah beh se tiriamo in ballo le redtomod...
  6. Ci penso spesso! Quali sono le auto attualmente in commercio più belle? Penso che possiamo far valere sia auto ordinabili che a listino ma a nr. chiuso e probabilmente tutte piazzate (vedi 33 Stradale) Inizio io: FIAT 500. Imbattibile per design secondo me sia tra le piccole che tra le grandi. RR Velar. A me ha sempre fatto impazzire. La pulizia delle superfici specialmente all'uscita era esemplare (cito anche la Evoque per diretta parentela stilistica) Ferrari Purosangue. Il SUV più bello che ci sia. Tra l'altro incredibilmente compatto dal vivo AM Vantage. Bellissima, anche se tutta la gamma sta esagerando con le linee AR 33 Stradale. Sebbene ci siano molti dettagli che personalmente non mi piacciono, impossibile non citarla Sono sicuro che ne dimento un casino
  7. OT però la bellezza della Taycan non la battono eh... /OT
  8. Beccata su strada a San Francisco, per uno shooting dal vivo si conferma orrenda secondo me comodo comunque il nuovo piano d'appoggio ispirato al tavolino Lancia Instagram
  9. Sono sicuro di averla vista in una foto spy che per il momento non trovo, forse è stata rimossa... Comunque (so che svolgono ruoli differenti) ma sulla carta potrebbe essere migliore della Luce...
  10. Le stanno rapidamente sostituendo tutte con versioni antitaglio. In pratica i cavi sono spesso pressurizzati o hanno delle maglie resistenti al taglio e collegate ad un allarme, inoltre sono presenti all'interno dei GPS che rendono più facile tracciare il ladro
  11. Le auto elettriche dovrebbero essere progettate da zero solo per esserlo. Tutte le auto che hai elencato presentano difetti evidenti data la parentela con le termiche
  12. https://www.instagram.com/reel/DZQeV5eCMcR/?igsh=bmQwbDhvODV3OXY5
  13. C'è qualcosa che non va nel frontale, forse la parentela con Lambo oppure il fatto che tutte le foto siano fatte da una prospettiva molto alta, fatto sta che secondo me è superiore al Concept C
  14. Per me l'unico difetto che ha è una troppo evidente parentela con la Lamborghini, per il resto finalmente rivediamo delle linee teutoniche e minimaliste al massimo su un'Audi dopo anni di dettagli cannati. New Audi Nuvolari World Premiere 987 HP Supercar Revealed
  15. Sì, ma credo che stiamo parlando di cose diverse. Non dicevo che una Panda di oggi abbia gli stessi materiali di una Classe S di vent'anni fa. Dicevo che molti degli elementi che un tempo "facevano premium" non bastano più a distinguere un'auto. La pelle? La trovi su auto generaliste. Non pieno fiore cucita a mano, certo — ma l'effetto "interno ricco" è stato democratizzato. L'Alcantara? Tra microfibre, simil-Alcantara e rivestimenti scenografici, il colpo d'occhio lo hanno imparato a fare tutti. Stesso discorso per schermi, ADAS, LED, sedili elettrici, ambient light, infotainment: roba che vent'anni fa sembrava un'astronave, oggi ce l'ha il crossover medio aziendale in NLT. Sul fatto che il premium vero sia peggiorato sono d'accordo — anzi, è esattamente il punto. Se togli motori degni, meccanica raffinata, materiali autentici e un servizio serio, cosa rimane? Il badge sul cofano, due lucine nell'abitacolo e un finanziamento studiato per spellarti vivo. Il premium vero, oggi, dovrebbe tornare a essere altro: materiali migliori davvero, assemblaggi migliori davvero, ergonomia, silenziosità, assistenza, esperienza cliente, dettagli analogici fatti con cura, meccanica o tecnologia non banale. p.s. vi ricordate l'effetto che faceva la TT ben 28 anni fa? Ricordo di non aver visto plastiche più nere e opache che in nessun'altra auto in commercio, per non parlare della pulizia e della cura per interni ed esterni...
  16. Premium fino ad oggi era prestazioni, dettagli, accessori e infine blasone. Ma quel premium ormai è storia: ciò che ci sembrava veloce ora è il minimo dell’elettrico, gli accessori sono tanti e non costano nulla, pelle ed altri materiali una volta pregiati sono disponibili per tutti. Se facciamo un paragone con gli smartphone Apple è ancora lì per qualità Percepita e assoluta, materiali e solidità dell’ecosistema.
  17. Dato che i mod hanno aperto una nuova discussione...
  18. OT vedo che ci sono diversi anziani qua dentro 😆 Ti immagini se fosse esistito YouTube nel 1991 ? "Non avete capito nulla della KITT 2000" " Voto? 20 e lode! ❤️ Nuova KITT 2000" "KITT 2000 Con quest'auto FANNO LA STORIA"
  19. In un mondo in cui l’elettronica è ormai alla portata di tutti e la meccanica sta progressivamente passando in secondo piano, distinguersi diventa davvero complicato. Proprio per questo, secondo me, il valore va ricostruito lavorando di fino su altri aspetti: materiali, dettagli, qualità percepita, interfacce fisiche, meccanica ancora presente ma integrata con il digitale, senza trasformare tutto in uno schermo con quattro ruote. Un po’ come succede con gli orologi: tecnicamente un digitale fa tutto meglio, costa meno ed è più preciso. Però continuiamo a pagare molto di più un meccanico, perché lì dentro c’è materia, lavorazione, complessità, fascino, ritualità. Ecco, l’auto premium dovrebbe andare in quella direzione: non solo prestazione o software, ma oggetto desiderabile. Certo, se poi il premium europeo moderno diventa fare ambientalismo di facciata abolendo la pelle, infilando due tessuti colorati e vendendoli come nuova frontiera del lusso sostenibile, allora il problema non è l’elettrico, ma proprio l’idea di lusso che si è un po’ persa per strada....
  20. Un pandoro multimarca uscito da un film futuristico di inizi anni 2000... Ecco cosa mi ricorda! LA delusione che ebbi nel vedere il nuovo KITT nel film Knight Rider 2000 !!!!
  21. Leonardo Fioravanti: “Premetto che sono un sostenitore dell’elettrico, dal punto di vista ingegneristico, perché infinitamente più semplice ed efficiente della tecnologia del motore endotermico, e nella prima Ferrari elettrica riponevo grandi attese. Immaginavo che avrebbero spaccato il mondo... Ma non mi ha convinto”. Parlando di “rosse” non potevamo che partire da lui, da Leonardo Fioravanti, che ha firmato tanti dei modelli più iconici della storia del Cavallino, dalla Dino 206 alla 365 Daytona, dalla 365 GT/4 BB alla 308. “La prima reazione”, prosegue il designer, “che mi ha sollecitato è: che cos’è? Da dove arriva? Cioè, la storia della Ferrari è fatta di alti e bassi, più alti che bassi, ma qui non vi trovo riferimenti, e non intendo sul piano della meccanica, perché quello non è un problema: il mondo evolve e la Ferrari elettrica non mi scandalizza affatto. Intendo sul piano dell’estetica, dove l’unico richiamo esplicito alle Ferrari classiche è nelle luci tonde al posteriore, che però sulla Luce risultano espresse in modo vecchio, senza alcun trattamento originale o innovativo. Per dire, ricordo che già sulla concept F100, che risale al 1998, avevamo usato il neon per l’anello esterno e una carenatura tridimensionale trasparente”. Fioravanti di innovazione estetica sa qualcosa, avendo segnato con le sue Ferrari alcuni salti quantici nella percezione delle “rosse”, ma nella Luce trova “una copiatura di cose che esistono già, soprattutto da concept car di origine asiatica. Credo che l’estraneità al mondo automotive del team incaricato abbia condizionato il risultato. Mi chiedo quale sia stata la molla che, nella testa dei decisori, ha spinto a ricorrere alla collaborazione di persone che dell’automobile non avevano alcuna esperienza”. Mike Robinson: "La Luce non ha alcuna radice nel Dna Ferrari”, gli fa eco Mike Robinson, designer americano che ha vissuto buona parte della sua vita professionale in Italia - in Fiat, Lancia, Bertone… - e continua tuttora a fare base nel nostro Paese per la sua attività di designer indipendente. “È curioso, ma mi sembra che a Maranello abbiano fatto un passo falso simile a quello che hanno compiuto in Gran Bretagna, a Gaydon. Avevano l’esperienza Jaguar sotto il naso e hanno commesso lo stesso errore. Entrambi i marchi, per cercare l’innovazione, hanno fatto di tutto per andare fuori-brand, per negare le proprie radici, per annacquare il proprio Dna. La Ferrari Luce portava già in sé un concetto fortemente ‘disruptive’, quello dell’alimentazione elettrica. Secondo me, per convincere i ferraristi che abbracciare l’elettrico fosse giusto, ci sarebbe voluta un’auto fortemente emozionale, con riferimenti storici forti. Per dire, si poteva partire dalla tre volte vincitrice di Le Mans, la 499P, e renderla stradale. E non è vero che la propulsione elettrica non è prestazionale e quindi non si adatti a una interpretazione estrema”. Chris Bangle: Per nulla scontato - come ci ha da sempre abituati - il punto di vista di Chris Bangle, un altro americano che ha scelto il nostro Paese per vivere e lavorare e che ha sperimentato la gogna mediatica quando, da responsabile dello stile BMW, uscì con la sua rivoluzionaria Serie 7, in seguito ampiamente riabilitata come il resto del suo lavoro di costruzione dell’identità del marchio bavarese, sancito anche dai lusinghieri risultati commerciali delle sue auto. Il designer, con un passato anche in Fiat, ci ha detto: “La Luce non è una Ferrari? E perché mai? No, non sono d’accordo. Ricordo una riunione a Torino in cui si parlava di un nuovo prodotto GM - un pick-up con motore Corvette - e Paolo Cantarella (allora ceo di Fiat, ndr) chiese ai presenti se, secondo loro, un marchio come Alfa Romeo avrebbe mai potuto uscire con qualcosa di simile. Quelli del marketing si affrettarono a escluderlo, ma l’architetto Mario Maioli, sorta di zar del car design, dal fondo della stanza emise il suo verdetto controcorrente: ‘L’Alfa Romeo è ciò che l’Alfa Romeo fa’. Come dire, la forza del marchio è tale che può permettersi tutto. Un brand deve avere una dose impressionante di coraggiosa auto-consapevolezza per fare un’affermazione del genere." “Ecco”, prosegue Bangle, “mi sentirei di dire che anche Ferrari is what it does. La Luce è una Ferrari semplicemente perché la Ferrari l’ha fatta. Punto. Non dico che mi piace, ma difendo il loro diritto a farla e a farla così. Questione di scelte, basta essere consapevoli che questo è il frutto di un team di product designer che hanno fatto un’auto-mobile, cioè un ‘mezzo che si muove da sé’. Il car design è qualcosa di diverso. Dove sta la differenza? Personalità, carattere, la capacità di riflettere l’io di chi la possiede. La Lamborghini Countach ha segnato l’inizio dell’era delle supercar non perché esprimesse centinaia di cavalli ma perché usava ogni centimetro quadrato del suo oltraggioso corpo vettura per fare una solenne dichiarazione estetica, per gridare la negazione del politically correct. Difficile pensare che un marchio emozionale come Ferrari si risolva in un ‘parallelepipedo con gli angoli smussati’, come loro stessi hanno detto della Luce. Ma forse a noi osservatori manca un pezzetto della storia: ricordo quando in BMW, il ceo Joachim Milberg mi diceva: ‘Non mostrarmi la prossima BMW, ma quella ancora successiva, così che io sia in grado di capire la prossima’. I marchi che fanno ricerca seria sul design fanno - o, almeno, facevano - così. Forse per inquadrare nel modo giusto la Ferrari Luce dovremmo sapere che cosa verrà dopo la Luce”. Walter De Silva: “Il tema non è se l’auto sia bella o brutta. Il problema è che la macchina risulta anonima, sembra una vettura qualunque, ed è gestita male come disegno”. È tranchant nel suo giudizio, ma anche molto “tecnico” Walter De Silva, un’esperienza pluridecennale nella gestione di marchi di ogni tipo, generalisti, premium, sportivi e di lusso. “Ci sono regole di architettura - dimensione, passo, sbalzi, dimensioni delle ruote in rapporto alla carrozzeria… - e bisogna proporzionarle con professionalità ed esperienza. E si vede che qui manca totalmente. Poi non capisco come, per un marchio dal cuore italiano e avendo in casa un designer italiano dal grande talento, qual è Flavio Manzoni, abbiano deciso di affidare questo compito a un team di, forse sopravvalutati, designer stranieri. Che, aspetto non secondario, non sono car designer. E questo è un problema, perché mentre un car designer può fare product, un product designer non può fare il car designer”. Perché?, chiediamo. “Semplicemente perché si tratta di una materia estremamente complessa, fatta di dinamica, ergonomia, tecnica, normativa, tutte cose che vanno oltre il disegno. Bisogna saperne molto di carrozzeria per studiare un nuovo design.” Non serve cercare di difendere la scelta deliberata di un lusso contemporaneo, controllato e non gridato, che punta all’understatement. “Lusso? Con i tre posti dietro? Mah… Alla fine, però, quello che più manca è il sogno, e la Ferrari ha sempre fatto sognare. L’automobile è una leggenda e la Ferrari è una leggenda nella leggenda. In quest’auto fatico a vederla”. Io sto con De Silva Fonte: 4R
  22. più che altro, cosa è davvero premium nel 2026? In un mondo nel quale una Tesla da 30k ti propone lo schermo per i passeggeri posteriori, come pensi di posizionarti tu con una top di gamma ed il display del 15-18? Non che sia indispensabile, è solo un esempio per valutare cosa realmente distingue le due categorie al giorno d'oggi.
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