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xtom

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Tutti i contenuti di xtom

  1. Prova a metterla su Autoscout, magari trovi comunque qualcuno che la compra, le valutazioni delle permute sono sempre al ribasso.
  2. Presentata in questi bei colori acquista sicuramente più fascino, è comunque un miglioramento rispetto all'attuale pur senza grossi stravolgimenti.
  3. Anche a me. Ho rottamato una A3 TDI del 2005 con 180.000 km, era di mio padre, ci ho fatto 60.000 km negli ultimi 3 anni, ma andava ancora bene, l'avrei tenuta almeno un altro anno, ma col senno di poi ho fatto bene, non avrei più avuto gli incentivi. In un mercato (Italiano) in cui tutti dicono di volere le termiche e nessuno le elettriche, teoricamente conviene vendere una termica usata (a caro prezzo) e comprarsi un'elettrica usata (a basso prezzo). Sulle elettriche usate la cosa più importante è lo stato di salute della batteria e per questo ci sono gli strumenti per fare un'analisi dettagliata e capire come sono messe.
  4. Vista la ricca dotazione 21 K sono pochi, ma credo che incida sulla svalutazione il fatto che è il modello pre-restyle, quindi per tenerla è un ottimo prezzo, per rivenderla non credo sia facile ottenere di più. Io vedrei meglio come seconda auto una piccola elettrica "elegante e sfiziosa", come una 500e o una Mini SE, ormai si trovano tranquillamente a 15 K usate poco. Se serve qualcosa di più grande e rialzato, ma ugualmente sfizioso ci sarebbero le Volvo EX30 e le Smart #1, ma al momento le poche usate restano sopra i 30 K. Altrimenti per rimanere in taglia Golf c'è sempre la ID.3, si trovano usate sui 17 K.
  5. Produzione di chip, batterie, etc ... dove il costo della manodopera influisce poco, perché sono produzioni altamente automatizzate.
  6. Certamente, ma qui il problema è soprattutto la delocalizzazione di certe attività, anche altamente automatizzate, che potrebbero tranquillamente essere svolte in Europa senza troppi problemi di costo.
  7. Non è solo una questione energetica, climatica ed ecologica, ma è anche una questione geopolitica, meno dipendiamo dalle fonti fossili, meno dipendiamo da stati "poco democratici". Anche l'uranio per le centrali nucleari possiamo considerarlo una fonte fossile, il 60% delle forniture è in mano alla russa Rosatom, inoltre La Russia è il maggiore esportatore mondiale di gas naturale, il secondo esportatore di petrolio e il terzo esportatore di carbone. Le rinnovabili invece crescono continuamente e hanno ancora ampi spazi di miglioramento, basti pensare che in Italia, con tutto il vento che abbiamo, la potenza eolica installata è solo un quinto di quella della Germania.
  8. Sarebbe ora finalmente, che cavolo di marchio sportivo è Alfa se fa solo SUV cassoni come gli altri?
  9. xtom ha risposto a __P in Hyundai
    Beh sì, in Italia, però credo costi uguale anche in altri paesi europei dove gli incentivi ci sono ancora.
  10. xtom ha risposto a __P in Hyundai
    Ecco i prezzi Inster XTech 42 kWh 97 CV: 24.900 euro Inster XTech 49 kWh 115 CV: 26.650 euro Inster XClass 49 kWh 115 CV: 28.650 euro https://www.quattroruote.it/news/nuovi-modelli/2024/11/22/hyundai_inster_motori_dotazioni_batteria_autonomia_allestimenti_prezzo.html Ci fossero ancora gli incentivi sarebbe concorrenziale.
  11. A parte i fari posteriori, le hanno tolto tutti gli eccessi del concept e della DS4, il montante C è molto più semplice e pulito di entrambe ed anche i cerchi non sono poi tanto strambi come quelli Peugeot.
  12. Ho una Smart #3 Pro con batteria LFP da 47 kWh netti, potenza massima di ricarica di 135 kW in DC, quindi quasi 3C ovvero 3 volte la capacità, ma la curva di ricarica ovviamente ha come tutte le BEV un andamento decrescente al crescere del livello di carica, per cui per una ricarica in DC dal 20 al 90% la potenza media è di circa 60 kW, quindi impiega circa 35 minuti a caricarsi dal 20 al 90%. Un rabbocco di 20 kWh ad un supercharger però lo si fa in 10 minuti. Per le ricariche in AC invece la mia ha un caricatore monofase da soli 7 kW, alle colonnine pubbliche al massimo ho visto 6,5 kW di potenza erogata, per cui il solito 20-90% si completa in circa 5 ore. Non ho quindi mai avuto la necessità di lasciare l'auto attaccata tutta la notte ad una colonnina pubblica. Faccio anche ricariche domestiche quando vado in un posto sperduto in montagna, in quel caso il massimo che posso fare sono 4 kW, per non far saltare il contatore, ma spesso non supero i 2,4 kW, per lasciare un po' di potenza ad una stufetta elettrica in casa. In questo caso i tempi di ricarica diventano notevoli, si va dalle 8 alle 15 ore, ma non avendo fretta di ricaricare posso sfruttare una tariffa domestica. Per i costi di ricarica spendo tra gli 0,27 e gli 0,55 € per kWh usando le app più convenienti, puoi scaricarti l'app TariffeEV per verificare i prezzi al kWh delle varie app sulle vari colonnine. Dopo un mese e mezzo di utilizzo la spesa effettiva in ricarica tracciata con Fuelio è stata di 208,6 €, quindi circa 35 € a settimana, che fanno 0,07 € a km, con il diesel sugli stessi tragitti facevo una media di 0,10 € a km, ma conto di arrivare tranquillamente a 0,05 € a km nei prossimi mesi, spendendo quindi la metà del gasolio.
  13. Io, ma in realtà ho diverse colonnine AC ed una HPC a pochi passi da casa, per cui è come se avessi la possibilità di ricaricare a casa, stessa situazione nei pressi dell'ufficio e nelle località dove mi sposto nel weekend. Poi tutto dipende dall'utilizzo che se ne fa, nel mio caso ho una batteria da 50 kWh, con 3 ricariche dal 20% al 90% circa a settimana faccio oltre 500 km a settimana.
  14. Ne ho vista una bisarca piena stamattina sulla Torino-Piacenza, cominciano a consegnarle quindi.
  15. A Torino se ne vedono entrambe, ma non fa testo. Con l'uscita di scena della 500X credo che la 600 comincerà a vedersi un po' di più.
  16. L'importante non sono i volumi, ma i margini (cit. AP) 😉
  17. Credo che restringendola esca fuori la linea della prossima Leaf, qualcosa del tipo
  18. Questo è il quaderno degli appunti di Mesonero che si porta dietro da anni, ogni pagina è piena di triangoli, lo sfoglia e cerca quello che si incastra meglio nell'auto che deve disegnare 🤣
  19. Bella combo, anche io ho cerchi neri e specchietti neri sul grigio metallizzato. Non sono bravo, ma c'ho provato, sicuramente non rende giustizia, ci vorrebbe anche il disco con la pinza @Pandino
  20. Infatti, dicevo che le cose che ha Tesla le hanno anche molte altre auto che nascono elettriche. Faccio un esempio, sulle Smart è stato attivato il V2L (Veicle to Load) con uno dei recenti aggiornamenti OTA, le Tesla al momento non hanno il V2L, ma con un aggiornamento OTA potrebbero attivarlo. Cosa diversa per le elettriche derivate da piattaforme multienergia, in questo caso ad esempio ci sono tante centraline diverse, molte presenti anche sulle versioni ICE, che rendono praticamente impossibile un aggiornamento OTA completo. Se sali su una eCMP trovi il tasto di accensione, anche se su un'elettrica non c'è un motore da accendere, il tasto del freno a mano elettrico e la posizione P parcheggio sulla leva del cambio, su una Tesla o altra elettrica nativa c'è solo la posizione P, che inserisce anche il freno a mano, tutti gli altri tasti e comandi sono superflui, ma ci sono nelle elettriche Stellantis perché derivano dalla versione termica.
  21. Il principio ingegneristico di Tesla è l'opposto dell'overengineering, che spesso si trova nella produzione tedesca ad esempio, l'obiettivo è ridurre i componenti per ridurre i tempi di produzione e quindi i costi. In questo senso nelle Tesla c'è un unico sistema di climatizzazione che serve sia alla parte elettrica, sia all'abitacolo, c'è un sistema centrale che gestisce tutte le funzioni, quindi gli aggiornamenti OTA possono essere fatti su tutte le funzioni, c'è la produzione di parti del pianale con le gigapress, c'è il pianale strutturale che contiene le batterie e tutto il resto compresi i sedili, che quindi vengono montati all'esterno dell'auto, riducendo la complessità ed i tempi di assemblaggio, a tutto vantaggio della riduzione dei costi. Il processo di produzione unboxed vero e proprio deve ancora venire, però Musk si dice non più interessato alla cosiddetta Model 2 da 25 K, che ne avrebbe beneficiato, ma alla fine dei conti non sarebbe stata comunque così economica e si sarebbe trovata in mezzo alla concorrenza cinese, per questo motivo penso che Musk l'abbia cassata. Quasi tutte queste innovazioni infatti sono già utilizzate dai dinamici produttori cinesi, per loro è anche semplice andare a guardare come funziona una fabbrica Tesla in Cina e riprodurla in poco tempo, molto più difficile per i produttori europei. Musk infatti punta all'auto senza volante, perché sa benissimo che ormai la concorrenza cinese sull'auto elettrica a basso prezzo lo ha raggiunto e non potrà ridurre più di tanto il prezzo o aumentare l'autonomia. La curva di evoluzione ad S vale anche per le auto elettriche, Musk si deve inventare qualcos'altro per essere avanti agli altri, mentre per difendere la produzione negli USA si allea con il principale detrattore dell'auto elettrica.
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