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L' informatore d'auto

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  1. Nell'autunno 1960 Sir William Lyon acquisì la Daimler dalla BSA, non certo per la sua offerta di posate berline aristocratiche ma per sfruttare la sua capacità produttiva nella produzione Jaguar. Giusto sei mesi prima si era però aggiunta un'auto che difficilmente si inseriva nella gamma esistente, e che aveva colpito per più di un motivo: la SP250 "Dart". L'auto era stata introdotta al Salone di New York del 1959, e la sua esistenza era dovuta al motore che la muoveva. Il Capo Ingegnere Edward Turner aveva infatti sviluppato parallelamente un 2.5 e un 4.5 V8, ma mentre il secondo si inseriva perfettamente nella Majestic Major, il primo non trovava una collocazione. Fu il successo della XK120 a convincere la Daimler che una sportiva a due posti fosse la scelta giusta, e per rimanere nei costi fu deciso l'impiego di fibra di vetro per la carrozzeria, una scelta controversa visto che finora il suo uso era stato solo su auto di piccola produzione. Come controverso era lo stile, una amalgama delle tendenze di design britanniche e americane, visto che il mercato statunitense era ritenuto importantissimo dalla casa. Talmente tanto che nessuno controllo i diritti del nome "Dart", che infatti erano in mano alla Chrysler Corporation! Questa gaffe non migliorò l'immagine di un'auto dallo stile difficile da digerire, e con una qualità così altalenante da farla disprezzare dallo stesso Lyon, che non nascose mai la sua poca simpatia per questo modello. Una delle prime SP250, conosciuta anche come "A-Spec". Eppure la SP250 conobbe un discreto sviluppo durante la sua carriera, venendo aggiornata nell'Aprile 1961 ["B-Spec", la modifica più importante fu l'aggiunta dei paraurti] e nell'Ottobre 1963 ["C-Spec" dalla vita breve, vista la produzione interrotta un'anno dopo], e incredibilmente sviluppando addirittura un'successore: la SP252 protagonista di questo post. Questa scelta fu fatta perché nonostante tutto Sir William Lyon vedeva del potenziale nella vettura, e decise di continuarne lo sviluppo. Ovviamente in puro stile Jaguar fu lui stesso a disegnare la nuova carrozzeria, che fu poi traslata in un modello da fargli visionare, che nonostante lo convinse poco bastò per dare il via alla produzione di tre prototipi, numeri di telaio 100003/100004/100005. [Questi erano avanzati dallo sviluppo dell'originale nel 1958, i cui prototipi erano numerati 100000/100001/100002] Il modello di stile della SP252, osservato da Sir William Lyon e Fred Gardner [Capo del reparto carrozzeria]. Secondo Brian Long qui sotto si celerebbe il telaio 100004. Daimler SP252 100003. Primo dei tre prototipi costruiti, conosciuti internamente come SP250 MkII, era rifinito in nero. Dotato di sterzo a cremagliera e sospensioni anteriori indipendenti di derivazione Jaguar, non fu mai immatricolato e fu in seguito smontato e demolito. Il prototipo 100003 nella sua forma completa. Daimler SP252 100004. Come riportato sopra, l'autore Brian Long nel suo libro "Daimler V8 SP250" ritiene che questo telaio - nonostante la mancanza di una registrazione ufficiale - sia quello usato da Fred Gardner per la costruzione del suo modello. Una prova a sostegno di questa teoria è una nota nei registri Jaguar, che riporterebbe la vendita della sola carrozzeria di una MkII. Comunque, il destino di questo telaio è sconosciuto ma probabilmente fu in seguito demolito. Daimler SP252 100005. Completata nel 1963, quest'auto fu rifinita in bordeaux con interni grigi, e inizialmente consegnata alla residenza di campagna di Sir William Lyon a Wappenbury Hall, dove valutava ogni prototipo costruito. Restituita alla fabbrica di Browns Lane, l'auto catturò l'attenzione di Colin Chapman e il suo team durante una visita nel 1964, quando si stava valutando una fusione Jaguar/Lotus. Non fu però lo stile ma il suo motore V8 a interessare i visitatori, prendendo in considerazione per una versione dell'allora in svilluppo Elan+2. Saltato tutto l'auto rimase in fabbrica finché non fu venduta nel 1967 dalla concessionaria Lofty England al Signor Peter Ashworth, un affezionato cliente che già possedeva una SP250, e immatricolata LHP307F. In poco tempo l'auto passò di mano, al Signor Tom Sweet, che la tenne per diversi anni. Dopo svariati passaggi di proprietà l'auto risultava nel 2020 di proprietà di Matt Pilkington, che ne aveva concesso il prestito al Jaguar-Daimler Heritage Trust per esporla a Gaydon. La SP252 durante un servizio di Classic & Sports Car nel 2020. La SP252 100005 con la SP250 100002, la "Dart" più vecchia esistente. Fonti consultate: The Daimler Dart that never was, and the earliest SP250 - Martin Buckley - 14 Agosto 2020 - Classic & Sports Car Daimler V8 S.P. 250 -Brian Long - 1994 - Veloce Publishing Jaguar/Daimler: An Appreciation of Production Models, 1960-1970 - Robert Hughes - 1997 - Blandford Press A to Z British Cars 1945-1980 - Graham Robson - 2006 - Herridge & Sons
  2. Prototipo di Alpine GTA con trazione integrale, basato su uno dei 21 esemplari di preproduzione con specifiche per il mercato americano. Esteriormente si riconosce per i cerchioni e le luci di posizione "europei" - i primi sono in finitura lucida sugli altri esemplari mentre le seconde sono state riposizionate e coperte con lo scotch dove erano precedentemente - e il tappo del serbatoio posizionato esteriormente sul lato destro posteriore, invece che avere il bocchettone all'interno anteriormente. Ciò era dovuto a quella che è la modifica interna più ovvia: il serbatoio era stato messo al posto dei sedili dietro. Secondo Alain Serpaggi - che si occupò dei test per questo modello - fu fatto sia per permettere l'accesso alle sospensioni anteriori sia per bilanciare il peso. L'unica altra modifica di rilievo all'interno è una targhetta specifica con scritto "Alpine 4X4". Meccanicamente la modifica più ovvia fu l'aggiunta della scatola di trasmissione con ripartitore di coppia all'anteriore. Serpaggi ricorda che la trasmissione era di un altra casa automobilistica, mentre l'assale anteriore fu adattato da un commerciale Renault. La trazione era permanente. Nonostante fosse basata su un modello americano, scelta fatta per le sospensioni già modificate, il modello era destinato al mercato europeo. Sfortunatamente l'incapacità della GTA di serie di raggiungere le previsioni di vendita fece bloccare il progetto. Dopo aver passato anni al BEREX - il centro di ricerca a Dieppe - la macchina è stata trasferita alla collezione della losanga, ed è tornata a casa recentemente per l'esposizione durante i festeggiamenti del 70°anniversario di Alpine. Difficilmente però qualcuno si sarà fermato più di cinque minuti per osservare quella che invece è probabilmente una delle auto più interessanti della manifestazione. Nota: di meccanica non ci capisco niente, se non vi dovesse tornare qualcosa consultate l'articolo sull'ultimo numero di "Losange Magazine" , da cui ho preso le informazioni.
  3. La 1500 Vignale è stata già correttamente identificata da Mariano, io posso solo aggiungere che era in vendita durante l'edizione del "Millennium Expo" di Aprile scorso. E in due mesi non si è mossa affatto, frequentando spesso la zona non l'ho mai vista spostata. Però l'ultima volta che l'ho vista una settimana fa l'avevano coperta con un telo per proteggerla dalla pioggia degli ultimi tempi.
  4. 33 4X4. Si tratta della Alfa Romeo 148 "Magnaghina" dal nome del progettista Bruno Magnaghi, e il progetto nasceva dall'incontrarsi di vari fattori: il bisogno di sfruttare lo stabilimento di Pratola Serra e l'accordo con Nissan (della variante rossa esiste anche una foto con la calandra diversa e la scritta Nissan), le possibilità messe a disposizione dalla nuova meccanica a trazione integrale e il crescente successo all'epoca dei piccoli fuoristrada con la possibilità di ammortizzare i costi di una versione militare. Nonostante il progetto fosse piaciuto ai vertici militari quando fu presentato nel 1985, non se ne fece niente. Fonte: Lorenzo Ardizio - Alfa Romeo 33 Berlina e Giardinetta [Collana "Le Vetture Che Hanno Fatto La Storia"] - Giorgio Nada Editore - 2023
  5. In un articolo pubblicato oggi sul sito "DrivenToWrite", Patrick Le Quément esprime la sua opinione sull'ultima Twingo: Driven to WriteWhat Goes Around Comes Around.Collective amnesia at the Technocentre. Additional words: Patrick le Quément((Monsieur le Quément has agreed to speak candidly and exclusively on the subject of the 2026 Twingo with DTW, for which …
  6. In seguito Ford avrebbe perseverato con il progetto firmando un accordo con Volkswagen e dando vita all'AutoLatina. Non certo un successo, mi pare di ricordare che la casa americana ne uscì con l'immagine distrutta in quei paesi,o almeno in Brasile.
  7. Muletto per testare la meccanica della Porsche 989 - la mamma della Panamera - su base Mercedes-Benz C124: Foto da questo articolo di auto-motor-und-sport.
  8. Sicuramente dorme al chiuso, ma il proprietario ha una tendenza ad utilizzare le sue auto in modo regolare, quindi forse era fuori per quel motivo. Zona Tormarancia comunque.
  9. Dedico al nostro @Roy De Rome questa Innocenti Mini 90 SL del 1979, fotografata qualche tempo fa. L'auto appartiene ad un'appassionato a quanto so.
  10. Il libro " Deutsche Autos 1945-1975"* sembra confermare la cosa, dando il Volkswagen 1500 Cabriolet disponibile dal 1967 al 1970. Dal 1970 al 1972 c'è quindi il 1302, poi rimpiazzato dall'Agosto dello stesso anno dal 1303. Questo mese viene usato per scandire le modifiche annuali, immagino indichi l'anno-modello per i produttori tedeschi. *Consultabile presso l'Internet Archive .
  11. Progetto per il mercato americano a quanto sembra: Articolo del 1990 da Google News .
  12. Mercedes-Benz 180 E, versione ultra-barbona del modello d'accesso della W201 per il solo mercato australiano. Fatta per rialzare le vendite della casa tedesca - in difficolta dato l'alto prezzo dei suoi modelli - questa versione derivava dalla "nostra" 190 E 1.8, a cui era stato rimosso dell'equipaggiamento quale l'ABS, i vetri elettrici e i poggiatesta. (Come visibile in foto) Resa disponibile a partire dall'Ottobre 1991, la macchina arrivò a costare quasi 20.000AUS$ in meno rispetto alla 190, reso possibile anche grazie all'integrazione di componenti di produzione locale, e questo garanti un'immediato successo: già nell'Aprile del 1992 ne erano state vendute 325, più di tutte le 190 E vendute nel 1991! La produzione durò fino al Marzo del 1994. (Foto dell'utente "Bidgee" via Wikimedia Commons) Con riferimento alla pagina di Wikipedia in inglese dedicata alla W201 e al commento dell'utente "MisterZ" sotto l'unica 180 E presente nel database dell'IMCDB.
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