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LiF

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Tutti i contenuti di LiF

  1. L'autonomia di 190 km è sicuramente raggiungibile in condizioni favorevoli, ovvero con clima mite o caldo ed a velocità medio basse, ovvero urbano ed extraurbano lento. Probabilmente in certe situazioni si riesce a fare anche meglio. Viceversa, l'autonomia cala sicuramente a valori più bassi nelle condizioni peggiori che sono quando è freddo e quando si va a velocità autostradali. Il freddo fa calare l'autonomia per due fattori: serve energia per riscaldare l'abitacolo, che viene presa appunto dalla batteria (nelle auto tradizionali il calore è reso disponibile "gratis" dal motore che, appunto, si scalda ed ha bisogno di smaltirlo); la batteria con il freddo diventa meno efficiente e quindi dissipa energia. Per quanto riguarda l'altro aspetto, ovvero il consumo a velocità autostradale costante, il motivo è che, contrariamente alle altre condizioni, il sistema elettrico non può sfruttare la capacità di recupero dell'energia in frenata. Nelle condizioni peggiori penso che si debba mettere in conto un calo del 30-40% dell'autonomia. Quindi, per soppesare bene questi aspetti è importante capire il clima in cui verrà usata (compreso anche il fatto che venga ricoverata in un garage o meno, con.la.possibilita eventualmente di preriscaldare l'abitacolo finché è collegata alla.presa di carica) ed il tipo di strade frequentate. La carica di uno smartphone a bordo è pressoché ininfluente sull'autonomia, viceversa il condizionatore consuma ma meno del riscaldamento (e considera che nel cofano non hai un motore bollente ad aumentare ulteriormente il calore da smaltire). Come sprint, il modello con la batteria più piccola mi pare abbia 95 CV anziché i 114 CV di quello con batteria più grossa. Già il numero dovrebbe tranquillizzarti, sappi comunque aldilà dei numeri che il motore elettrico ha una prontezza ed una spinta alle velocità medio basse superiore ad un motore a combustione interna di pari potenza, grazie alla curva di coppia favorevole. A questo aggiungi fluidità, silenziosità, assenza di vibrazioni e assenza del cambio (anche un ottimo cambio automatico come il dsg Volkswagen ha dei brevi tempi morti quando schiacci improvvisamente il pedale dell'acceleratore). In conclusione, come prestazioni secondo me non c'è di che preoccuparsi, a meno che tu non voglia percorrere Autobahn tedesche (l'unico limite è la velocità massima di 135 km/h). Per quanto riguarda le dotazioni, dipende dalle tue esigenze. Per le mie esigenze, per es., ci starebbe bene almeno il sedile anteriore regolabile in altezza e magari i sensori posteriori ma se l'avessi trovata al prezzo giusto l'avrei presa anche con l'allestimento base
  2. Ok bene, lo step successivo è verificare che l'impianto elettrico del garage sia adeguato o richieda qualche intervento da parte di un elettricista, ma direi che così siete già a buon punto e probabilmente non ci sono vincoli che vi possano impedire di ricaricare. Se poi avete già pure una wallbox, siete già pronti (molte delle persone che conosco che hanno usufruito del super bonus si sono fatte installare una wallbox pur non possedendo auto elettriche) Concordo ed aggiungo che poi dipende pure dal gusto. Per quanto mi riguarda 500e è ancora inarrivabile come design nel suo segmento.
  3. Non sono d'accordo. Ok bene, lo step successivo è verificare che l'impianto elettrico del garage sia adeguato o richieda qualche intervento da parte di un elettricista, ma direi che così siete già a buon punto e probabilmente non ci sono vincoli che vi possano impedire di ricaricare. Se poi avete già pure una wallbox, siete già pronti (molte delle persone che conosco che hanno usufruito del super bonus si sono fatte installare una wallbox pur non possedendo auto elettriche)
  4. La carica in casa conviene sicuramente rispetto a qualsiasi altra alimentazione anche senza la disponibilità di pannelli fotovoltaici. Il problema di solito è se si può caricare a casa oppure no. In che condizioni si trova, dispone di un garage fruibile con la nuova auto ed allacciato al proprio contatore? Se si, è già un buon punto di partenza
  5. Prova a cercare una Arkana tenuta meglio e con migliori garanzie di quella che hai già visto. Avuta a noleggio qualche anno fa, non mi è sembrata male e se hai bisogno di spazio è sicuramente più generosa di CH-R. Se il prezzo è più competitivo può valerne la pena.
  6. Se il trattore stava svoltando in una strada privata allora doveva dare la precedenza anche a chi arrivava da dietro.
  7. Non avrei mai detto, ho scritto evidentemente un corbelleria. Io a senso intendevo gli impianti con turbine assiali lungo i fiumi che sfruttano l'energia cinetica del flusso invece cercando ho capito che sono comprese anche centrali con piccoli bacini e derivazioni dove si sfrutta il dislivello, che effettivamente si vedono spesso nell'arco alpino. Buono a sapersi
  8. Interessante quel dato, mi chiedo tuttavia se non sia solo una parte della questione, ovvero che si riferisca solo alla quota parte dovuta al pompaggio. In generale è già sufficiente avere un bacino per modulare la potenza generata a seconda del bisogno (quindi senza ricorrere al pompaggio che peraltro non so se è stato predisposto in tutti gli impianti), ovviamente entro certi limiti legati alla capacità del bacino, al livello attuale, all'afflusso di acqua ecc (dove sono comprese anche le altre esigenze citate da @A.Masera, tra cui mi vengono in mente principalmente le esigenze di approvvigionamento idrico a valle). Per quanto riguarda gli impianti fluenti, se ho ben capito ciò a cui ti riferisci credo che in Italia siano marginali. Comunque ben venga la sperimentazione su idrogeno ed altri sistemi di accumulo, vedremo se alla fine si affermerà in determinati settori e zone. La diversificazione è uno dei principi base in ambito energetico
  9. Solitamente l'idroelettrico si regola eccome. Anzi, anni fa era alla base del sistema di modulazione della potenza di generazione di energia elettrica in Italia, al contrario delle altre centrali dell'epoca (principalmente termoelettriche) che erano meno flessibili e venivano usate a carico più costante. Magari lo è ancora ma non sono più aggiornato, suppongo di sì anche se forse con criteri diversi per via della crescente penetrazione delle altre rinnovabili che, invece, sono molto meno regolabili e programmabili. Se ci pensi, un bacino idroelettrico è un grosso buffer di energia che ti permette di regolare facilmente quanto produci sapendo di contare su un serbatoio di accumulo quando produci meno di quanto potresti o viceversa di sfruttare acqua accumulata quando hai bisogno di produrre di più di quanto sarebbe l'afflusso di acqua verso il bacino. Poi magari nel caso che citi c'è comunque un eccesso di produzione rispetto la domanda e gli conviene così, purtroppo mediamente non siamo in quella situazione
  10. Comunque se la mettessi in vendita da privato la venderesti ad una cifra ben superiore a quanto te l'hanno valutata che, a mio parere, è quasi una presa in giro. E lo dico senza neanche averla vista e senza sapere come è tenuta e mantenuta
  11. Il motivo è che non devi ricaricare un pacco batterie bensì riempire un serbatoio di idrogeno, operazione allo stato attuale più veloce, soprattutto per mezzi pesanti che altrimenti richiedono pacchi batteria importanti e potenze di ricarica notevoli. Inoltre, penso che complessivamente su un mezzo pesante il sistema sia un po' meno ingombrante e pesante rispetto alla soluzione con batterie. Di contro, tutto il processo di trasformazione dell'energia elettrica in un diverso vettore energetico (idrogeno) e poi di nuovo la sua conversione in energia elettrica è meno efficente e lo stoccaggio dell'idrogeno è tecnicamente un aspetto molto critico. C'è chi ha scommesso che questa tecnologia possa risultare vincente rispetto l'elettrico a batteria per i mezzi di trasporto di dimensioni maggiori (dai bus/camion a salire), vedremo.
  12. Appunto, ne riparliamo tra 10 anni, quando non si potranno più comprare auto ICE (forse) e la tecnologia e le infrastrutture saranno diverse da ora. Nel frattempo, oltre a provare la tecnologia ev in prima persona (ma come seconda auto) seguo con interesse questo thread aperto da un utente che utilizza l'auto elettrica per lavoro, con chilometraggi superiori alla media
  13. Onestamente io preferisco "l'ideologia nazigreen"(?!), come la chiami tu, ma per mio libero pensiero, non perché tenuto al guinzaglio da nessuno, men che meno con un cavo trifase. Mi pare che al momento ci sia una notevole offerta di auto con tecnologia ibrida plug-in e nessuno impedisca di comprarle. Io personalmente trovo che non siano l'ottimo in assoluto (in generale mi sembrano un'inutile complicazione) ma sicuramente lo sono per alcuni utenti in particolari condizioni. E comunque non mi sembrano neanche loro la soluzione per la signora Maria.
  14. LiF ha risposto a Osv in Fiat
    In linea teorica sono d'accordo, tuttavia suppongo ci siano altre implicazioni che ci sfuggono.
  15. LiF ha risposto a Osv in Fiat
    Giusto, allora a maggior ragione direi che avere il navigatore integrato nella strumentazione di una utilitaria ICE com cambio manuale per guida predittiva, pianificazione viaggi in elettrico ecc. non sia una priorità
  16. LiF ha risposto a Osv in Fiat
    Per quanto riguarda la seconda parte, segnalo che ci sono applicazioni che forniscono il servizio di pianificazione recuperando le informazioni dell'auto in tempo reale ( ad oggi a pagamento). C'è anche da dire che credo ad oggi ci siano ben poche auto della categoria (intendo come dimensioni) della 500e, e forse anche della categoria superiore, dotate di preriscaldamento della batteria (mi viene in mente solo Hyundai Inster). Direi che comincia a vedersi da alcune C uscite ultimamente in su. Per quanto riguarda la pompa di calore, trovo insulso che non sia fornita di serie. D'altro canto, per esperienza diretta con altra utilitaria elettrica dotata, direi che per tragitti brevi con partenza a freddo la differenza in termini di consumi è trascurabile (nei primi minuti si registrano assorbimenti importanti), il vero vantaggio si nota quando si da il tempo alla pompa di calore di lavorare per un po' e l'abitacolo comincia a scaldarsi per bene.
  17. Credo che a quella cifra si riesca a portare a casa anche la soluzione più ovvia, ovvero una utilitaria italiana con il 1.2 fire. Rimanendo su modelli recenti, Ypsilon e Panda.
  18. Magari per ricaricare di notte a bassa potenza nel paesino sperso in mezzo alle montagne non serve tutto questo, direi che basta molto meno. Se già parliamo di un posto dove ci arriva la corrente, siamo già a buon punto... Che, in generale, debba essere aggiornata la rete per tenere conto della variazione dei carichi (e dell'evoluzione dei sistemi di generazione verso le rinnovabili) è fuori di dubbio.
  19. È vero che il petrolio arriva dal resto del mondo ma credo che una buona parte delle oil Company che lo estraggono (pagando ovviamente royalties ai paesi che forniscono le concessioni) siano occidentali (oltre ad arabi e Russia)
  20. Renault prima con la twizy ed ora con mobilize duo almeno l'airbag guidatore mi pare che l'abbia sempre messo di serie
  21. Auto che piace molto anche a me, l'ho valutata in passato e sarebbe stata la mia prima scelta come seconda auto di famiglia salvo poi lasciare perdere per via del listino troppo alto e dello sconto troppo risicato offertomi dal concessionario. Tieni conto che la capacità netta è 37 kWh. E che il decadimento dello SoH della batteria pare dipendere più dal tempo che dai km percorsi. Per il prezzo, non saprei. Visto l'andazzo (scarsa richiesta di ev) forse si può puntare a cifre ancora più basse. Addirittura mi pare che nuova, sebbene con batteria piccola, si riesca a portare a casa con poco di più quando ci sono alcune promozioni
  22. A me risulta che l'ultima sentenza di condanna da parte della corte di giustizia per gli NOx sia più recente, 2022, e si riferisca a sforamenti successivi al 2010. Agevolo un articolo, che personalmente trovo molto equilibrato, scritto dal giornalista famoso per le prove di consumo: https://it.motor1.com/news/762337/auto-diesel-problema-pianura-padana/ Se ricordo bene, sono state aperte delle procedure di infrazione più recenti anche se non ho approfondito a cosa si riferiscano di preciso, ovvero se PM o NOx
  23. Poi la chiudo qui, perché mi sono stancato di questa deviazione dall'argomento del topic (si stava parlando del blocco delle Euro 5 che dovrebbe derivare principalmente dalle emissioni di NOx, siamo finiti a fare le pulci al particolato) che anche io ho purtroppo alimentando nel tentativo di fare fact checking di certe affermazioni. Il fatto che una rivista abbia riportato dei risultati qualitativamente analoghi (basse emissioni di PM) a quanto ne deduci tu con una prova rozza fatta guardando il colore del dito sfregato dentro il tubo di scarico non vuole dire provare scientificamente che la prova del dito sia accurata. Se, come ricordo, hai una laurea in ingegneria, lo sai anche tu sicuramente, solo che ho la sensazione che spesso si vada avanti per partito preso e per orgoglio a sostenere anche l'insostenibile. E giusto per completezza, ribadisco che eventuali depositi scuri nello scarico sono fuliggine/spot chiamali come vuoi, ma ci sono altre sostanze che rientrano nella definizione di particolato che non sono visibili e non generano depositi scuri. Quindi, se proprio si vuole ragionare a spanne e manazze, se ne può dedurre che, con il dito bello zozzo, vuole dire che sicuramente c'è un problema di emissioni, se non lo trovi zozzo non è detto che non ci sia un problema di emissioni. P.S. se non si fosse capito, non metto in dubbio le misurazioni di AMuS, metto in dubbio il fatto di sostenere l'affidabilità del metodo del dito
  24. Potresti pubblicare un articolo scientifico al riguardo.
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