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  1. Su R&D è vero che non erano tempi d’oro, ma non sono d’accordo sul fatto che non ci fosse più nulla. FCA progettava pianali, motori e Torino era uno dei perni dello sviluppo. Paradossalmente il rischio è che ora che finalmente si dà il via libera ai nuovi modelli, questi siano progettati quasi integralmente in Francia. La differenza, a mio vedere, è abissale. Poi certo, se la buttiamo sul “tanto nel 2022 ormai tutto è globalizzato e la nazionalità delle cose e tantomeno delle persone non conta”, ovviamente questo discorso lascia il tempo che trova (ma dubito che la pensino così i principali paesi produttori). Resta il fatto che il rischio è quello di un ulteriore impoverimento tecnologico e produttivo del paese in un settore comunque strategico.
  2. Non credo si possano trovare giustificazioni sensate per questo rebranding spiccio tra marche posizionate diversamente. Ci sarà un po’ di lavoro extra a Pomigliano come unico beneficio. Sulle Fiat di Poissy qualcuno ha informazioni più dettagliate? Nel senso, è due anni che si parla di tutto, ma non trovo nessuna informazione sul funzionamento di Stellantis dall’interno. Non si capisce nemmeno se a Torino esista ancora una filiale come lo era FCA Italy o solo uffici periferici. La tecnologia di base del gruppo (pianali, motori..) viene sviluppata solo in Francia o qualcosa si fa anche in Italia? L’ingegnerizzazione dei modelli italiani resta a Torino o viene fatta direttamente a Parigi assieme ai cugini di piattaforma. A livello di gruppo ovviamente conviene centralizzare tutto. A livello di paese invece questo sarebbe all’incirca la fine dell’automobile italiana. Se devo comprare una Fiat o una Lancia sviluppate al 100% in Francia e prodotte in Polonia o in Spagna, tanto vale che mi compri una Toyota o Hyundai o una Volkswagen che monta molta componentistica italiana. Diversa cosa sarebbe se lo sforzo di sviluppo fosse almeno condiviso tra i due centri in Italia e in Francia.
  3. In realtà dalle ultime interviste si intuivano 5 modelli in totale di cui 3 “500” e 2 gamma “Panda”. 500 (già esistente) 500+/600 made in Tychy (che dovrebbe essere l’erede della Punto di cui parla François) 500x (700?), probabilmente più grande del modello attuale Panda, probabilmente il modello misterioso di Kragujevac Pandona (Uno?) Un terzo modello “Panda” risultava ancora in discussione e potrebbe forse essere qualcosa sopra alla Pandona (che andrebbe a sostituire Tipo a Bursa?) La gamma 500 a 3 modelli ricorda tra l’altro la gamma Mini per come si sta configurando con la berlina sotto e due livelli di crossover sopra, di cui Countryman ingrandita farà da ammiraglia (iso 500x)
  4. Questa cosa del nuovo 1.2 FCAizzato non capisco se nasca da fatti o sia solo un ragionamento dovuto alla somiglianza con l’evoluzione dei Firefly. Perché dalla stampa francese questa nuova versione era già stata anticipata da parecchio tempo e risultava un progetto 100% PSA.
  5. 600 e Panda? (Che poi dubito che le consegne inizino nel 2023. Giusto la prima forse..)
  6. Al netto di tecnologie simili, questo motore dovrebbe essere al 100% un progetto PSA, come lo è lo sviluppo dei motori elettrici (con Nidec) e delle piattaforme Small e Medium che equipaggeranno gran parte della produzione italiana nei segmenti popolari. O mi sono perso qualcosa e Torino è coinvolta in qualche modo? Harald Wester non ha preservato qualcosa ex FCA Italy nei grandi schemi Stellantis?
  7. Secondo me quando dice “Citroen sarà la nostra gemella” intende che ha preso tutti i progetti che aveva proposta senza successo a Marchionne per anni e li sta adattando a progetti più o meno avanzati di Citroen. Future C3 e C3 Aircross in primis (Panda e Uno?). Idem per la Ypsilon su base 208/Corsa. Alla fine, da quel che sembra trasparire, in FCA pre-Stellantis, sul segmento basso si stava lavorando solo alle tre polacchine.
  8. https://www.razaoautomovel.com/2022/06/entrevista-olivier-francois-ceo-fiat Per la rubrica “interviste criptiche a Olivier François in tutte le lingue del mondo”, oggi ci si gioca la carta del portoghese ed emerge che - Uscirà un quadriciclo leggero Fiat (iso-Ami?) come rimpiazzo al segmento A generalista che viene nuovamente dato per morto (a differenza di quello premium di 500) - Fiat dovrebbe “nei prossimi mesi” chiarire finalmente i piani per il rinnovo totale della gamma che si prevede concluso entro il 2027 (ci sarà un evento di qualche tipo?) - I modelli globali del marchio (non più distinti tra Europa e America Latina) saranno tendenzialmente BEV only (gradualmente, ma non troppo) in Europa e ibridi fuori Europa - Si parla di rendere ibridi i motori a etanolo brasiliani (immagino che per ibrido intendano tutte le sfumature di mild hybrid attualmente presenti sui modelli europei) - Rilancia sul tema abbattimento dei costi delle batterie nei prossimi anni per riuscire nella sfida di vendere auto accessibili - Fa il consueto giochino dei nomi in cui non si capisce se chiameranno Punto un furgone, un suv o un coupé, ma forse non useranno quel nome del tutto
  9. Non vorrei sbagliarmi, ma il fatto che FCA Italy sia in perdita è un fenomeno degli ultimi anni, in seguito al depauperamento della gamma (al netto di tutte le crisi precedenti). Nei primi anni di FCA la parte europea guadagnava poco, ma non era in perdita.
  10. Questa fusione continua ad avere risvolti agrodolci. Da una parte è l’àncora di salvezza per l’ex gruppo Fiat che nell’epoca FCA è finito completamente marginalizzato, senza una pianificazione degna e con la possibilità piuttosto limitata di condividere i costi con la metà americana del gruppo. Dall’altra è evidente che in Europa, almeno in questa fase, sia l’ex PSA il fulcro progettuale (piattaforma sia piccola che media made in France) e l’idea di vedere i tre suvvetti con motori francesi è da un certo punto di vista la pietra tombale su di un secolo di sviluppo motoristico italiano nei segmenti popolari. Speriamo che nel futuro elettrico ci sia un po’ di riequilibrio, ma sinceramente dubito cambierà quest’impostazione, a prescindere da chi è l’azionista di maggioranza.
  11. https://europe.autonews.com/automakers/stellantis-engineer-new-stla-small-medium-ev-platforms-europe Non sono abbonato, ma in questo articolo si parla delle piattaforme Small e Medium e del fatto che sono in sviluppo in Europa (grazie al cavolo..). Non so se viene detto di più, in primis sul coinvolgimento di Stellantis Italia rispetto al ruolo che necessariamente avrà Stellantis Francia. https://www.autocar.co.uk/car-news/new-cars/new-2023-fiat-electric-supermini-join-reborn-panda Qui invece si continua la tradizione degli articoli criptici, con informazioni che non tornano mai del tutto e citazioni del sibillino Olivier François. Riassumo qualche punto. Sembra tipo un quiz: -la gamma Fiat del futuro, a livello globale sarà composta da 10 modelli, di cui 4 veicoli commerciali (includono i pickup brasiliani? Boh), una supermini South America-only (che chiamano Strada. Ma Strada è un pickup, non una supermini. La supermini brasiliana si chiama Argo…) e 5 auto globali -se capisco bene, sembrerebbe quindi che si voglia andare verso una quasi convergenza tra la gamma europea e quella sudamericana del marchio -delle 5 auto globali, 1 è la 500 e 4 sono nuove. Tutte e 4 hanno design già approvato e 2 di esse saranno derivate concettualmente dalla Centoventi. 3 delle 4 saranno crossover. 2 di questi 3 crossover sostituiranno più o meno direttamente la Panda e la 500x -la non crossover dei 4 nuovi modelli viene descritta come una supermini (l’erede della Punto) e sarà il primo modello ad arrivare, nel 2023 (sarà la 500+/600 polacca? Non tornerebbe la descrizione di supermini invece che crossover) -i veicoli andranno dai 3.6 m ai 4.5 m -si conferma il “gemellaggio” con Citroen specificando che si divideranno un po’ i segmenti, con Fiat più concentrata sui modelli piccoli e Citroen su quelli più grandi, ma con ampia area di sovrapposizione al centro. Non ci sarà quindi nessuna C5x a marchio Fiat (per fortuna direi..) -si sottolinea l’ovvio passaggio all’elettrico e la mission di diventare la Tesla del popolo -si parla di uso delle sole piattaforme ex-PSA e successive piattaforme Stellantis. La sola piattaforma eMini di 500 viene citata per eventuali citycar di altri marchi -la gamma 500 avrà 3 modelli
  12. Nell’intervista di Autocar a François (https://www.autocar.co.uk/car-news/business-dealership%2C-sales-and-marketing/how-fiat-ceo-survived-brands-most-turbulent-years) si cita una gamma Fiat EU a 5 modelli che quindi immagino possano essere 500, 500+ (intendendo la 500 5p polacca di segmento b, un po’ crossover, che dovrebbe uscire l’anno prossimo almeno che non abbiano cambiato idea), 500x (più grande per lasciar spazio al nuovo modello), Panda (più grande dell’’attuale), Panda suv. Mi domando se non arriverà poi un sesto modello per sostituire la Tipo; mi sembrerebbe strano bruciarsi il mercato turco dove comunque van forti.. anche se in parte forse Panda suv la sostituirà come posizionamento.
  13. https://europe.autonews.com/cars-concepts/opel-ds-flagship-electric-cars-will-be-built-stellantis-plant-italy il successo di Stellantis per l’Italia si vedrà nel lungo periodo. I due punti di attenzione più grandi che vedo sono sulla progettazione a Torino, se sarà uno dei tre centri r&d alla pari con Parigi e Detroit o se si limiterà a fare il compitino su piattaforme e tecnologie sviluppate altrove stile Opel a Rüsselsheim (o quel che ne rimane), e cosa rimarrà della produzione in Italia. Se da una parte infatti finalmente si sbloccheranno tanti nuovi modelli, dall’altra le fabbriche italiane perderanno tutti o quasi i (già pochi) modelli da grandi numeri. Parlando di Melfi, sostituire modelli popolari come 500x, Renegade e Compass con modelli di nicchia come quelli descritti nell’articolo mi sembra molto rischioso. Idem Pomigliano quando perderà Panda. Si spera che la scommessa sull’alto di gamma premi, ma come volumi sarà dura.
  14. Considerata la stretta relazione tra Fiat e Citroen all’interno del gruppone, è possibile che questa C3 esca in doppietta con la nuova Panda? Tipo la coppia 208/Corsa ma un po’ impoverita e in versione più pratica. Idem per C3 Aircross e l’eventuale derivato b-suv iso-Panda.
  15. Ma quindi, tra le righe, stanno dicendo che la nuova 500 sarà presto anche termica? L’aumento produttivo a Mirafiori, anticipato da fonti sindacali qualche mese fa, potrebbe essere dovuto a questo. Pensionando la vecchia versione ICE polacca. Avrebbe senso considerando come Tychy si sta riadattando ai futuri suvvini. Se così fosse cosa ci mettono sotto? Il (very) mild hybrid attuale? Non capisco cosa aspettino a vendere la 500 elettrica negli Stati Uniti comunque. In ogni caso, della futura gamma Fiat non si capisce ancora nulla. Pare perfino più chiara la situazione di Lancia e Alfa ed è tutto dire. In teoria ci si aspettava Panda/120, Panda/120 Cross, 500 5p e 500x, ma è ancora tutto nella nebbia e le mezze notizie che si sentono sono spesso discordanti.
  16. Certo che al di là di tutti i discorsi su proprietà e quote, è evidente che la componente di nazionalità italiana in Stellantis è praticamente inesistente. Quei pochi di livello alto che c’erano (Altavilla, Gorlier, ecc..) sono andati via o relegati a ruoli secondari. Perfino nelle attività italiane del gruppo, la maggior parte dei manager sono stranieri, soprattutto francesi. E so benissimo che nelle multinazionali, la nazionalità delle persone dovrebbe contare poco, ma qui siamo ben oltre. FCA/Stellantis Italy è a tutti gli effetti una colonia estera. Da una parte mi aspetto la sua rinascita grazie alle condivisioni e ai modelli che finalmente inizieranno ad uscire, dall’altra un minimo di amaro in bocca resta. Allianz ha due italiani nel team esecutivo e Renault ha un CEO italiano, ma la radice tedesca e francese delle due aziende è innegabile. L’ex Fiat, al contrario, semplicemente non esiste più. Ripeto, spero che, come una delle componenti principali del gruppo, riesca a sopravvivere il più possibile sia a livello di progettazione che di produzione, ma non sarà facile. Come detto all’inizio, il grande rischio è che Stellantis nel lungo periodo si riveli come il merger tra un’azienda americana e una francese.
  17. Tutto questo mi è chiaro, quello che mi chiedevo era proprio a livello operativo come funzionasse. Sono molto d’accordo che soprattutto il ruolo di Wester sia centrale nel garantire l’equilibrio, ma mi chiedevo come la cosa fosse organizzata. Per dire, da interviste recenti si sa che Ploué avrà il suo ufficio a Torino in quanto proprio lì ci sarà di più da lavorare in vista del lancio di numerosi modelli per i marchi italiani. Non so invece a livello di motori e piattaforme chi stia lavorando su cosa. Per dire, CMP è nata a Parigi (e in Cina credo, essendo condivisa con Dongfeng) e ora la stanno aggiornando a Torino. Nulla si sa invece dello step successivo identificato come STLA Small. Per il resto posso ipotizzare che STLA Medium sia principalmente ingegnerizzata in Francia (ex eVMP), Large forse in Italia (ex Giorgio Evo) e Frame negli USA. Ma immagino che poi tutti vengano coinvolti a seconda delle necessità. Per dire, la versione più “premium” di Medium potrebbe essere appannaggio di Alfa e via così. Ancor più nebulosa la questione motori e tecnologie. Tra l’altro con l’elettrico i motori sono quasi tutti comprati da terzi anche se posso immaginare che col tempo si voglia internalizzare sempre più.
  18. Ma in tutto ciò, qualcuno ha idea di come sia organizzata Stellantis concretamente? R&D generale (motori, piattaforme) è condiviso tra Parigi, Detroit e Torino o, che so, una piattaforma si sviluppa solo da una parte? (Al netto di Brasile e Cina) Da quel poco che ho capito io la filiale americana ex Chrysler resta abbastanza autonoma seppur condividendo tutto il condivisibile con il resto del gruppo. La questione credo sia ben più integrata tra ex Peugeot ed ex Fiat in Europa. Leggo sia in Italia che in Francia di una generale riorganizzazione dei colletti bianchi concentrandosi principalmente a Poissy e Mirafiori (oltre alle dependance come Russelsheim e Modena). Torino dovrebbe avere una specializzazione maggiore sul premium. Per il resto si occupa di prendere basi e soluzioni già pronte per fare modelli italiani o dice la sua in maniera più ampia? Credo che nel lungo periodo il successo dell’operazione visto da di qua delle Alpi si vedrà da questi aspetti. Oddio, già che si sblocchi lo sviluppo e l’immissione sul mercato di nuovi modelli è una vittoria considerato che FCA senza condivisione di piattaforme stava bellamente “seccando” la componente italiana fino a quasi farla sparire. Tra l’altro, FCA Italy esiste ancora come filiale?
  19. Un sito spagnolo sulle auto elettriche, ripreso da qualche blog italiano, parla dell’evoluzione della piattaforma (in senso lato) CMP per quanto riguarda la sua componente elettrica. Non ho la benché minima idea se siano semplici fantasie o se ci sia qualcosa di attendibile sotto. In ogni caso, sostengono che l’evoluzione della componente elettrica di CMP finirà sotto i nuovi modelli exFCA, ma anche ai restyling e nuovi modelli exPSA come step intermedio prima della cosiddetta STLA Small. Quest’ultima non si capisce poi se sia una semplice ulteriore evoluzione o uno stacco più netto. Per quanto riguarda i modelli che devono ancora uscire nominano la “baby” Jeep (2022), la Fiat 500 5p (2023), la nuova Citroen C3 (2023), l’Alfa Brennero (2023) e la nuova Fiat Panda (2024). Separatamente parlano di come, pur in presenza di piattaforme condivise tra tutti, ci sono modelli che nascono progettualmente insieme e si distinguono per la sola estetica esterna facendo riferimento all’accoppiata entry level C3/Panda in contrapposizione alle esistenti gemelle 208/Corsa. Non nominano altri modelli come nuove 500x e Renegade o Ypsilon e nemmeno il B-SUV rational di Fiat che si rumoreggiava. Sempre che le prime due non si spostino su altra piattaforma. In ogni caso, parlano di 3 step elettrici con fornitori diversi rispetto all’attuale accoppiata di motore Continental e batteria CATL che caratterizza le piccole exPSA. Nello specifico: -Base, disponibile su tutti i modelli ad esclusione di quelli più premium, 80 cv, 40 kWh, batterie SVOLT -Intermedio, motore Nidec, batterie sempre CATL ma di nuova generazione, 60 kWh -Sportivo, batterie ACC (che credo siano quelle made in Stellantis frutto dell’entrata in funzione delle prime gigafactory interne) fino a 200 cv, riservata alle versioni sportive dei modelli che le avranno
  20. Qualche dubbio sulla capacità di riempimento di Melfi in effetti ci sono. La Renegade prodotta lì copre due mercati (Europa e Nord America) e 500X (che vende sostanzialmente solo in Europa) fa buoni numeri. Suv di segmenti superiori (più costosi) e solo europei potrebbero fare numeri più bassi. La prossima Compass resta lì?
  21. Verissimo. La Tonale abbassata sarebbe già adesso una degna Giulietta. Giulietta che invece, se mai verrà fatta tra 5 anni, finirà su tutt’altra piattaforma differenziandosi sicuramente. Che spreco.
  22. Alla luce delle (poche) novità trapelate negli ultimi mesi, possiamo riprovare a fare il punto dei modelli previsti? Da quel che ho capito io tra dichiarazioni e mezze informazioni più o meno credibili, su piattaforma CMP (aggiornata) su cui a Torino si sta lavorando da un anno abbondante, ci sarebbero: Fiat Panda (Centoventi, probabile una stretta relazione con Citroen C3 considerato che Citroen è, all’interno di Stellantis, la marca gemella di Fiat rational) Fiat B-Suv (o A-Suv che dir si voglia) derivato concettualmente sempre dalla nuova Panda (probabile gemello Citroen C3 Aircross?) Fiat 500+ (5p) Fiat 500X (almeno che non migri su piattaforma superiore) sedi di produzione, sicuramente Tychy, ma anche un altro stabilimento (Kragujevac?). Mi viene facile pensare che Pomigliano perderà Panda (producendo Tonale e Dodge Hornet), ma magari non sarà così. Allo stesso modo 500X potrebbe lasciare Melfi se effettivamente questo stabilimento si concentrerà su STLA Medium. Sullo stesso pianale CMP aggiornato: Jeep A/B-Suv Jeep Renegade (per cui valgono le considerazioni fatte per 500X) Alfa Romeo B-Suv Lancia Ypsilon (che immagino sia una costola del progetto della 500 5p, sul modello 208/Corsa e 308/Astra, con ingombri identici) Stranamente nessun suv Lancia piccolo sarebbe previsto. STLA Small che nascerà nel 2026 sembrerebbe fuori da questi progetti exFCA che dovrebbero uscire prima. Al massimo potrebbe riguardare quelli previsti più avanti come 500X/Renegade. Probabile comunque che debutti con la nuova Peugeot 208. Per quanto riguarda invece STLA Medium (ex eVMP), piattaforma sviluppata in Francia (ci sarà apporto italiano?), sembrerebbero previsti: Lancia C-Suv Jeep Compass probabilmente entrambi a Melfi (con altre sorelle, DS7 e Opel Grandland?) Ancora da approvare eventuali berline di segmento C che si mormorava potessero finire a Cassino: Alfa Romeo Giulietta Lancia Delta Su piattaforme medio-piccole resta probabilmente fuori Tipo che si immaginava diventare un crossover rimanendo a Bursa. Considerato il piazzamento sul mercato è più probabile che sia su CMP che non su Medium, come succede con Citroen C4. Ci sono andato tanto lontano con questo gossip da ombrellone? Le tempistiche sono una grossa incognita, tutta sta roba dovrebbe uscire nell’arco di 3 anni a partire dall’inizio del 2023.
  23. Ehm, in realtà l’articolo dice quello che ho riportato. Ovviamente non ho la minima idea circa l’attendibilità del tutto, né sulla forma che poi la piattaforma prenderà (si intuisce che ci sarebbero diversi livelli di personalizzazione e che la versione Alfa/Maserati sarebbe opportunamente adattata). Per evitare fraintendimenti, copio il paragrafo in cui si parla della piattaforma Large come di una piattaforma nata in Peugeot sulla quale si starebbero adattando sterzo e sospensioni di Giorgio: Key to the plans laid out by Imparato since his arrival at Alfa Romeo is the adoption of the STLA Large platform. Initially developed by fellow Stellantis brand Peugeot, it will be used for all future combustion-engined Alfa Romeo models as a replacement for the Giorgio platform that underpins today’s Giulia and Stelvio. Unlike the Giorgio, the STLA Large was developed to support electrification. This will allow Alfa Romeo to offer mild-hybrid and plug-in hybrid variants of future models without expensive redevelopment of the Giorgio platform – something seen as vital to growing sales and helping the company return to profitability within the framework of increasingly tight emission regulations both at home and in key export markets. The version of the STLA Large platform to be adopted by Alfa Romeo is planned to feature unique chassis components. Engineering is already under way to adapt various systems used by the Giorgio platform, including its steering and suspension, to the new structure, which is also destined to be used by Maserati for its next-generation Ghibli saloon and Levante SUV.
  24. Credo che l’articolo di Motor1 citi semplicemente il seguente articolo di Autocar (sempre molto interessati ai retroscena dell’auto italiana): https://www.autocar.co.uk/car-news/new-cars/alfa-romeo-revive-gtv-ev-sweeping-range-renewal Si parla della piattaforma STLA Large (multienergia) come di un ibrido basato su un pianale PSA (penso EMP2) sul quale stanno adattando sospensioni e sterzo made in Giorgio. Non si capisce però la trazione dove starebbe in questo scenario. Parlano poi di motore elettrico Nidec e batterie Saft. Come modelli citano (non si sa con quanta attendibilità): Tonale (ultimo su base FCA pura) B-Suv (su CMP rinominato STLA Small. Non citano l’aggiornamento made in Torino in corso d’opera né altre versioni ipotizzate altrove) nuova Giulia (su Large dal 2023/4) nuova Stelvio (come sopra) coupé 4 porte (GTV) in sostituzione di Giulia coupé 2 porte già in avanzato stato di progettazione e cassata da Stellantis. Modello anti Tesla Model 3 e Bmw i4 possibile Spider (immagino derivata da quanto sopra) possibile nuova Mito in accoppiata con nuova Lancia Ypsilon Sostengono inoltre che STLA Large sarà ampiamente condivisa con Maserati (nuove Levante e Ghibli). Parlano di un team di 49 manager sotto Imparato per fare di Alfa il brand premium globale del gruppo. Non parlano di STLA Medium (Giulietta?).
  25. Al di là delle doti tecniche, secondo me la nazionalità conta. Non per avercela coi francesi, ma se ci fosse un trasbordo tecnico troppo diretto significherebbe che motori e pianali in futuro si faranno solo a Parigi. Mi auguro che non sia così e che anche Torino dica la sua in due ambiti così importanti. E non solo sull’alto di gamma vista la grandissima esperienza anche sul basso con la grande storia di Fiat nelle utilitarie. Mi rincuorano i rumors che dicono che il pianale CMP sta subendo un aggiornamento prima del debutto sotto il trio polacco e che questo aggiornamento sta avvenendo a Torino. Ok il gruppone, ma non buttiamo alle ortiche tutta la progettazione italiana.
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