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- Alfa Romeo Stelvio - Giulia MCA Quadrifoglio MY2023 (Spy)
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Cerco idee_38anni_Bdgt 45/55k
Si te la suggerivo anche perchè rispetto alla cx5 ha fatto un grande passo in avanti come design anche degli interni. E' nuova, non saprei sulla tenuta del valore come si comporti, però la qualità costruttiva nipponica immagino ci sia tutta e per Mazda è sicuramente un modello importantissimo
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Cerco idee_38anni_Bdgt 45/55k
come no? Certo che ci sono su stelvio
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Audi Activesphere Concept 2023
Che due sphere comunque sembra andare nella direzione inaugurata dalle francesi
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Quale scegliereste tra queste?
Esatto, per loro per incominciare a sostituire le 500x che causa politiche commerciali discutibili di fiat in Austria non è più un'opzione. Per adesso ho scartato tipo, arona, t-cross,astra, 308 Rimango in corsa 208, c3, kamiq, corsa
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Porsche: allo studio motore alimentato ad Idrogeno
Ma perchè si parla di stare sotto i limiti dell'Euro 7? Con l'Idrogeno non ci dovrebbero essere emissioni zero?
- Maserati GranCabrio 2024 - Prj. M189 (Spy da pag. 202)
- I prossimi modelli Alfa Romeo
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Cerco idee_38anni_Bdgt 45/55k
Considera anche che e’ la settimana di ferragosto, non proprio la settimana con più frequenza nel forum. Classe B sprizza sportivita’ da tutti i pori :), diciamo che in un mix di sportivita’ e comodita’, non la considererei. Io valuterei X1, x3, stelvio, volvo xc60 ( odio interni volvo, pero’ se ti piacciono perche’ no) Mazda cx60 o al limite cx 50 ( per me vale stesso discorso di volvo), a5 quattro, serie 3 touring xdrive
- Alfa Romeo Stelvio - Giulia MCA Quadrifoglio MY2023 (Spy)
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Quale scegliereste tra queste?
Questa cosa dei sedili comodissimi sulla citroen la ho riscontrata anche io, non capisco perché non la estendono anche agli altri marchi del gruppo
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Quale scegliereste tra queste?
Percorrenza tra i 40 e i 60k km annui
- Maserati GranCabrio 2024 - Prj. M189 (Spy da pag. 202)
- Alfa Romeo Tonale PHEV 2022 - Prj. 965 (Spy a pag.351)
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BMW i4 e i4 M50 2021
Sono curioso di vedere cosa verrà fuori perchè sinceramente è da un po' di anni che il design bmw mi ha stufato, senza considerare che non sopporto il gigantismo del doppio rene. Spero in un nuovo corso stilistico, considerando che su molte cose, design a parte, bmw è sempre un benchmark
- BMW i4 e i4 M50 2021
- BMW i4 e i4 M50 2021
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Seat smetterà di produrre auto, e invece no
Guarda, se vogliamo metterla in questi termini se proprio dovessi dire chi spara idiozie.... Sfido chiunque in questo spettabile foro a sostenere le tue tesi. Mi hai chiesto perchè ritengo che se Seat fosse lasciata morire il mondo automotive non perderebbe praticamente niente e ti ho risposto Cosi come sfido a trovare qualsiasi marca europea che abbia avuto una storia più re-branding e ricarrozzamenti . Sostenere che Seat abbia innovato perchè il telaio mqb A0 vag lo abbia fatto uscire con l'ibiza si commenta da solo. Guardando alla storia di Seat dalla nascita del 1950 ad oggi risultano i seguenti modelli Seat 1400: stessa auto della Fiat 1400 innovazione e differenziazione 0 Seat 1500: stessa auto della fiat 1500 innovazione e differenziazione 0 seat 600: stessa auto della fiat 600 innovazione e differenziazione 0 seat 850 : stessa auto della fiat 850 innovazione e differenziazione 0 Seat 124 : stessa auto della fiat 124 innovazione e differenziazione 0 seat 127: stessa auto della fiat 127 innovazione e differenziazione 0 Seat 132: stessa auto della fiat 132 innovazione e differenziazione 0 Seat 133: stessa auto della fiat 133 innovazione e differenziazione 0 seat 131: stessa auto della fiat 131 innovazione e differenziazione 0 seat 1200: stessa auto della fiat 128 innovazione e differenziazione 0 Seat Ritmo: stessa auto della fiat ritmo innovazione e differenziazione 0 seat fiorino: stassa auto della fiat fiorino innovazione e differenziazione 0 seat panda : stassa auto della fiat panda innovazione e differenziazione 0 Seat Ronda: stessa auto della fiat ritmo innovazione e differenziazione 0 Seat Marbella: stessa auto della fiat panda innovazione e differenziazione 0 Seat Ibiza: modello seat, fatta sui vari pianali :ritmo, polo Qui prima grande innovazione Seat, la piattaforma modulare mqb di Vag viene declinata anche in versione più piccola per le auto economiche del gruppo e così nel 2017 Ibiza, arosa, Polo la potranno introdurre nel mercato Seat Arosa: stessa auto della Vw Lupo innovazione e differenziazione 0 seat Cordoba: Stessa meccanica, telaio, soluzioni tecniche, componenti seat Ibiza Seat Leon: modello di derivazione a3, condivideva tutto tranne design, soluzioni innovative apportare a memoria direi 0 Seat Altea: fatta su pianale a3, probabilmente la più innovativa tra le seat, non avendo un design classico Seat Alhambra: Stesso modello della Ford Galaxy e della vw sharan innovazione e differenziazione 0 Seat Exeo: meccanica, pianale e design di vecchia a4 innovazione e differenziazione 0 Seat Mii : versione un po' più povera della VW up! innovazione e differenziazione 0 Seat Terraco: ricarrozzamento della Skoda kodiaq o della tiguan Seat Ateca ricarrozzamento della Skoda karoq Credo di non averne tralasciata nessuna, credo anche di poter dire che la da te citata lancia nei primi 10 anni della più che centenaria storia abbia innovato di più di tutte le innovazioni apportate da Seat (0 ) nell'automotive. in 70 di storia Seat non ha apportato nessuna innovazione tecnica, meccanica, motoristica. Nessuna soluzione personalizzata . Ripeto, di cosa stai parlando?
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Seat smetterà di produrre auto, e invece no
No scusa mi vuoi dire che il brand Seat apporta innovazioni perché in 70 anni di gloriosa storia del marchio, un modello come ibiza ha adottato per la prima volta la piattaforma mqb A0? Probabilmente giusto perché cadeva bene con le tempistiche di uscita di quel modello? Dai su… Seat e’ un marchio nato per ricarrozzare le fiat e quando poi e’ passato a vw ha lasciato la meccanica fiat e ha semplicemente usato tutta la meccanica Vw. Ma di cosa parliamo? ps Ti dirò di piu, credo che in Europa sia il marchio per eccellenza tra quelli che fanno rebranding, nato giusto per quello scopo
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Carrozzeria Caselani Fourgonette 2022
figo
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Seat smetterà di produrre auto, e invece no
Per me marchio di ricarrozzamenti di altri brand, senza storia, non ha mai innovato in niente ma appunto sempre usato per ricarrozzare roba esistente. Ogni tanto ha scimmiottato auto sportive, ogni tanto generaliste. Boh non ci trovo proprio niente di interessante. Se lascia spazio a quote di altri brand me ne faccio abbondantemente una ragione. Indirettamentr, avendo guidato diverse vw, le ho guidate
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Scelte strategiche gruppo Stellantis NV
intervista a carlos sul corriere Tavares: «L’auto sta cambiando. I timori delle fabbriche? L’Italia sarà competitiva» L’auto è il settore industriale che più di altri, con la rivoluzione della transizione elettrica, sta subendo una trasformazione profonda. Che mette a rischio modi di produrre, filiere, fabbriche, posti di lavoro. E che allo stesso tempo sta combattendo una battaglia di futuro, alla ricerca di una svolta. Carlos Tavares, amministratore delegato del gruppo Stellantis, usa la metafora della Formula 1: «Quando si cambiano le regole per le gare, all’inizio le squadre restano sorprese, non sono sempre d’accordo. A un certo punto però devono fare il reset, dalla tecnologia al design se vogliono restare competitive. E questo è quello che sta accadendo nel settore automotive. L’elettrificazione è la più grande trasformazione industriale degli ultimi anni, voluta dalla politica con la scadenza del 2035, votata dal Parlamento europeo e dunque dai cittadini. Credo che nel Dna del gruppo ci siano le capacità per trasformarla in una grande opportunità». Però i dati del mercato dell’auto da mesi segnano un forte calo, per le produzioni in Italia significa 200 mila auto in meno, preoccupazioni dei sindacati, del governo. Il timore che l’Italia non resti più centrale in questo cambiamento di Stellantis. Italia vuol dire almeno 50 mila lavoratori diretti e 150 mila indiretti… «Tutte le trasformazioni, soprattutto in Europa, sollevano preoccupazioni, timori. Ma l’elettrificazione rappresenta una grande opportunità, non soltanto un rischio. Stiamo investendo in Italia e nei nostri iconici brand Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Maserati. I marchi italiani? La 500e è l’auto elettrica più venduta in Italia e in Germania. Alfa Romeo è il nostro unico brand premium distribuito in tutto nel mondo, dalla Cina agli Stati Uniti. Non siamo soltanto fan del marchio, il lavoro di questo ultimo anno ha consentito di renderlo profittevole in anticipo sui tempi. Stiamo investendo per l’elettrificazione di tutti i modelli. E l’anno prossimo con Fiat ci saranno almeno due nuovi modelli nel segmento-B. Stiamo investendo 14 miliardi annui per ricerca, sviluppo ed impianti e l’Italia è un pezzo importante del nostro piano industriale. Capisco i timori della trasformazione che stiamo affrontando, si tratta di un cambiamento brutale che però offre un largo spettro di possibilità. Le nostre persone ci stanno supportando e i risultati mostrano grandi successi. Un numero: il semestre si è chiuso con un utile di 8 miliardi e 14,1% di AOI. Lo ripeto, abbiamo un grande futuro davanti, se ci muoviamo nella stessa direzione». Eppure da Mirafiori a Melfi, a Pomigliano, molti lavoratori sono in cassa integrazione, in contratti di solidarietà. Il futuro comporta molti sacrifici… «Abbiamo la tecnologia, gli uomini, gli impianti e le capacità manifatturiere per arrivare al 2030 come una sola squadra. In Europa siamo al secondo posto nelle vendite di auto elettriche con meno di 3.000 unità dietro a Volkswagen; posso dire che gli stiamo sul collo. Negli Stati Uniti siamo terzi nei veicoli a bassa emissione. Siamo in competizione per i migliori. Entro il 2030 il 70% dei nostri veicoli sarà elettrico, 100% delle nostre vendite in Europa. Non divideremo il gruppo come ha fatto Ford, creando una newco per il settore elettrico». «In Stellantis non c’è vecchio e nuovo da dividere, siamo un unico gruppo che va in un’unica direzione. Capisco le preoccupazioni, ma stiamo investendo 30 miliardi di euro in elettrificazione e software. All’inizio dell’anno prossimo faremo annunci del segmento B che è molto importante per l’Italia» In quali fabbriche verranno prodotti questi modelli? «Questo lo dirà Olivier Francois al momento opportuno. Sarà lui a dare la buona notizia su questi due nuovi prodotti. Il lavoro e il modo di produrre auto sta cambiando profondamente. Siamo molto soddisfatti del lancio della Tonale o del nuovo Grecale per intenderci. Il cambiamento e l’innovazione fanno parte del Dna di Stellantis. Tutti i nostri brand sono molto profittevoli. Ora si tratta di svilupparli, di farli crescere». Questi ultimi due anni hanno mostrato la fragilità del sistema produttivo, troppo esposto alla dipendenza della produzione dei chip dall’Asia, dalla Cina in particolare. Cosa che si è combinata con il calo della domanda d’acquisto: un mix che ha portato a un calo del 17% solo nell’ultimo mese… «Nella produzione siamo ancora su livelli più bassi del 2019, la situazione si sta stabilizzando ma la normalità non tornerà prima del 2023. La dipendenza dell’Europa per le tecnologie da Cina e Giappone è stata una delle cause di questo rallentamento. La produzione dei chip veniva indirizzata più sui prodotti a largo consumo, dai pc ai tablet che verso le auto. Ma ora la situazione si sta normalizzando, da dieci fornitori che hanno avuto problemi con questa carenza di chip, siamo scesi a due. Con il calo della domanda di automobili, punteremo sempre di più sui modelli ad alto valore aggiunto. Certo, il tema della dipendenza è decisivo». Succederà lo stesso con la transizione elettrica, anzi forse saremo ancora più dipendenti dall’Asia? «L’Europa su questo sta recuperando. Stiamo investendo su tre gigafactory per la produzione di batterie, in Francia, Germania e Italia. A Termoli, come abbiamo annunciato qualche tempo fa. In Francia lo stiamo realizzando a Douvrin, a Kaiserlautern in Germania. Contribuiranno a ridurre la dipendenza dall’Asia. Resto stupefatto di quanto questa tecnologia sia sofisticata, basta vedere come sono questi impianti. Basta visitare la linea pilota di Douvrin per capire quanta tecnologia ci sia. Abbiamo una sola strada davanti a noi: evolvere». Il contributo finanziario dei governi, anche di quello italiano, è stato rilevante «Mi pare normale che i governi sostengano le imprese quando ci sono cambiamenti epocali, soprattutto per combattere il cambiamento climatico». In questi giorni c’è stato l’anniversario della scomparsa di Marchionne, il suo predecessore, un manager che è ancora molto amato in Italia. Lei che lo ha conosciuto, qual era la sua più grande qualità? «Sergio è stato ispiratore e visionario! Un grande esempio per tutti noi. Il suo senso degli affari non era secondo a nessuno. Spero che sia soddisfatto dei nostri risultati. Abbiamo la grande responsabilità di portare Stellantis nella direzione che lui avrebbe scelto, quella di una crescita più profittevole!».