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Yakamoz

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    World Championship Winner
  • Compleanno Aprile 1

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  • Marca e Modello Auto
    Serie 1 E87
    CityClass (con autista)

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  1. Yakamoz

    F1 2019 - Anticipazioni

    Nel triennio 2014-2016 la Mercedes potè permettersi le lotte fratricide solo per la netta superiorità tecnica. La Red Bull potè permettersele solo per la netta inferiorità tecnica (perso per perso...). All'inizio, un team con due punte ha una forte probabilità di sovrastare un team con prima guida e gregario. La cosa da evitare assolutamente, se vuole tutelare fino alla fine questo vantaggio, è il NON dare ordini di scuderia (cioè sopprimere sul nascere qualsiasi strategia tesa a portare a casa il campionato piloti giocando su un pilota a scapito dell'altro). Servono scelte chiare ed eventualmente ciniche. Non trovo sbagliato far capire a Leclerc che per il 2019 la Ferrari punta su Vettel. E' naturale: anzianità fa grado. Poi Vettel costa circa 10 volte tanto, e la seconda cosa che deve fare per guadagnarsi questo ingaggio è mettere a disposizione il patrimonio di esperienza che si è accumulato negli anni, anche a favore delle nuove leve. L'importante per non frustrare Leclerc, e per fargli anzi dare il meglio, è fargli capire che in questa fase il suo scopo non è il campionato piloti, ma far vedere di che pasta è fatto come prestazioni, come solidità mentale, come lealtà verso la squadra. Se è intelligente sa che questo è il miglior modo possibile per rinegoziare i rapporti di forza nel 2020, con Vettel che avrà anche il contratto in scadenza.
  2. Yakamoz

    F1 2019 - Anticipazioni

    Allo stato attuale, vedo una squadra di belle speranze, ma debole. Spero che Binotto si confermi persona lungimirante anche nella nuova veste, e non lesini deleghe e incarichi a chi li merita, rinunciando a voler fare tutto. Io spero invece che non gli facciano bruciare le tappe, come fece la Mclaren con Hamilton nel 2007. Vettel potrà stare antipatico ed essere criticabile per come ha condotto la stagione, ma resta un campione con un bordello di roba da insegnare, e tutt'altro che bollito. Come ho già scritto, Leclerc non è il sostituto di Raikkonen: è il sostituto di Vettel. Tempo al tempo, ognuno rispetti il suo turno che ce n'è per tutti. Credo che Seb si riscatterà facendo una gran campionato. Se così non fosse, e soltanto in questa improbabile ipotesi di manifesta inferiorità a Leclerc, darei via libera a quest'ultimo. Ma non vanno assolutamente consentite situazioni alla Ricciardo/Versbatten o alla Hamilton/Rosberg.
  3. Yakamoz

    F1 2019 - Anticipazioni

    Penso che la posizione di Vettel non fosse molto rilevante in questo frangente. Binotto avrà fatto il classico gioco "o lui o io", ed è stata sacrificata la parte più debole. Adesso spero solo che Binotto mantenga la testa sulle spalle. Nello sviluppo sia della monoposto 2018 che di quella 2017 a un certo punto ci sono state delle battute d'arresto piuttosto importanti... cose che non si risolveranno soltanto togliendo Arrivabene.
  4. Yakamoz

    F1 2019 - Anticipazioni

    PARE, e dico PARE, dato che i morti non possono confermare né smentire, che fosse già intento di Marchionne rimpiazzare Arrivabene con Binotto. Me lo auguro, se c'è una cosa che Marchionne sapeva fare era riconoscere le potenzialità delle persone. All'inizio si diceva "è un motorista, che ne sa di aerodinamica?". Adesso "è un direttore tecnico, che ne sa di politica?"... non mettiamogli limiti, vediamo che fa. Spero solo che venga scelto un suo successore nella direzione tecnica altrettanto talentuoso, ma credo che abbiano le idee chiare. Comunque non sarà facile sostituire Arrivabene. L'uomo non è questo falco che si pensava (anzi, si dice che Marchionne se lo portasse alle riunioni tecniche ma che non lo facesse parlare), ma nemmeno il pirla che tutti pensano adesso. Si faceva scappare qualche frase di troppo, e ha coordinato una stagione 2018 non esente da errori e scelte sbagliate (vedi il suicidio monzese). Ma il fatto suo lo sapeva. Leggevo più sopra una comparazione fra la morte di Marchionne e quella della mamma di Schumacher. Non c'entrano niente le due cose. Il vuoto lasciato da Marchionne non è stato affettivo, ma operativo. Come tutti sanno era un accentratore, teorizzava la solitudine del capo, e venuto a mancare lui si è determinata una falla nella struttura gerarchica, privata di un vertice con amplissimi poteri e, non ultimo, certo, anche il pregio di "agitatore di uomini" (come si definiva Ferrari), ma soprattutto di garante della disciplina e dei ruoli all'interno del team.
  5. Le ibride 4X4 con la trazione elettrica al posteriore, per i limiti intrinseci del sistema, vanno bene per chi compra il suv a prescindere, ma hanno prestazioni in fuoristrada piuttosto limitate. Diciamo che vanno bene per andare a sciare la domenica con strade non troppo sporche e gomme rigorosamente invernali. Un fuoristrada è un'altra cosa, e Jeep è uno degli ultimi brand rimasti che basa la sua reputazione sulle capacità nel fuoristrada estremo. Chi si compra una Compass non è né un milionario né un criminale ambientale. Diciamo che questa è l'ennesima misura (alla faccia del "cambiamento") concepita alla vecchia cara maniera, cioè sommando tassa su tassa sopra beni che assicurano un ingente gettito. Se non avessimo una buona fetta del nostro prodotto interno lordo che deriva proprio dall'automotive, misure di questo tipo potrebbero anche avere un loro senso. Ma nella situazione in cui siamo, andare ad alterare un settore che qualche posticino di lavoro e un po' di ricchezza ancora li genera, boh, ha senso? Ed era così urgente?
  6. Yakamoz

    F1 2019 - Anticipazioni

    La curva del tabaccaio si riuscirà a fare solo con due manovre
  7. Yakamoz

    I colori più belli e brutti delle auto storiche o quasi

    E questa se la ricorda qualcuno? Nel mitico marrone feci.
  8. Yakamoz

    F1 2019 - Anticipazioni

    Andando di pura fantasia, mi piacerebbe vedere una stagione con le macchine attuali e le regole di 15 anni fa: gomma tassellata monomescola e pit stop con rifornimento di benzina. Chissà che gare avremmo. Sarebbe utile per capire se i (modesti) risultati raggiunti in termini di spettacolarità delle gare dipendano più dalle modifiche che incidono sugli aspetti "esterni" (quindi gomme, benzina, qualifiche...) o da quelle che incidono sul progetto dell'auto (in primis riduzione delle pendici aerodinamiche e incremento del grip meccanico). Un'impressione ce l'ho: è stato fatto tutto questo gran casino negli anni, ma alla fine senza il buon vecchio DRS staremmo ancora qui a combattere contro il sonno. Cosa che in gran parte ancora succede... Però ho notato che varie gare un tempo imperdibili sono diventate oggi di una noia mortale, e viceversa. nei primi anni 2000 Monaco era una delle poche gare divertenti, sorpassi inclusi. Adesso è un infame trenino. Viceversa l'Ungheria era una iattura, mentre adesso regala sempre soddisfazioni. Perfino a Spa, adesso sono tutte edizioni abbastanza noiose, mentre, almeno a me, da un po' di anni piacciono moltissimo tilkodromi come Barhein, Cina o la compianta Malesia.
  9. Yakamoz

    Fiat Nuova 500 e 500C 2015

    OT. Se non sbaglio anche la Punto MY 2012 in versione base base base montava la vecchia plancia squadrata della Grande Punto, che era stata soppressa già anni prima con la Punto EVO. Mai vista una dal vivo, ma ricordo il configuratore. Lo fanno, lo fanno...
  10. Yakamoz

    I colori più belli e brutti delle auto storiche o quasi

    Vedo che è stato già menzionato il colore, ma che non è stato accoppiato all'auto che lo rappresenta più di tutti, e che lo iscrive a pieno titolo nel pantheon dei colori più brutti di sempre. Per quanto mi riguarda, il premio è suo: color Visa (già color carta da zucchero). O, come lo chiamo io, color piastrella da ce**o.
  11. Mi sembra di essere tornati ai bei tempi in cui volevano boicottare i suv, il comune di Firenze faceva il regolamento per il divieto di accesso al centro storico sulla base del rapporto tra spalla dello pneumatico e altezza del cerchio diviso distanza dal passaruota per superficie dello sportello del portacenere, e poi il Cayenne turbo rientrava nei parametri per l'accesso. Questo solo per restare nell'argomento auto. In realtà la gran parte delle leggi in questo paese viene creata con la medesima perizia e competenza tecnica. Unico scopo, inventarsi capriole e piroette per ficcarti acrobaticamente le mani dentro al portafoglio, per attuare l'unico principio dell'ordinamento non presente in Costituzione: la spesa corrente. Se poi all'incompetenza, all'ipertrofia burocratica, alla mancanza di appigli per spremere altro denaro, si aggiunge la fretta, il risultato è questo.
  12. Yakamoz

    F1 2019 - Mercato piloti - the silly season

    Come da tradizione, aspettiamo prima che abbia vinto altri tre mondiali, costi il doppio, e si sia rotto le palle di correre
  13. Yakamoz

    F1 2019 - Mercato piloti - the silly season

    Perché la Ferrari una bandiera, è come la nazionale di calcio, è una delle pochissime cose che ci fa sentire un popolo, che quando vince (cioè raramente...) vince anche per ognuno di noi, riscatta il nostro atavico complesso d'inferiorità e la inconscia sfiducia nel futuro che ci attanaglia. E' una generalizzazione estrema, ma lo dico senza alcuno snobismo o intento denigratorio verso il mio paese. Perciò, un pilota che guida per la Ferrari non è soltanto uno sportivo per cui tifare, ma una specie di papà che ci regala i trofei e non ci tradisce. Schumacher aveva creato una simbiosi con squadra, tecnici e tifosi difficilmente replicabile. Ma l'inglese con cui si esprimeva manteneva quella sorta di impalpabile senso di incomunicabilità. Lui sapeva che doveva aggiungere anche quel tassello perché tutti ma proprio tutti lo amassero senza riserve (ed era molto geloso: si dice che avesse messo un veto sui piloti italiani in squadra per non essere scippato della sua popolarità), tra l'altro era continuamente pressato affinché ci degnasse di un discorso nell'idioma italico. A me non è mai importato UN FICO SECCO, però ammetto che sentire Alonso raccontarci le sue gare e i suoi pronostici in buon italiano era un confortante valore aggiunto. Tornando a Ricciardone, sarebbe sicuramente un amore a prima vista se mai indossasse in panni Ferrari, per quel mix di talento, carattere adamantino e appunto, sangue italiano. Poi, se a Maranello prendessero Hamilton, che mi parla in inglese coi sottotitoli in tedesco e trasmette la stessa empatia di un blocco di travertino, io ci metterei lo stesso trenta firme sotto Messe da parte queste considerazioni sentimentali, sono d'accordissimo con te sul fatto che l'italianità come feticcio è un anacronismo che fa più danni della grandine. Quando diventa un criterio di scelta aprioristico, che si parli di Ferrari, di FCA o di qualunque altro settore. La storia (anche quella Ferrari) insegna che i grandi successi sono spesso figli dell'unione tra culture e temperamenti diversi, e che quello che conta non è il passaporto ma la purezza del talento.
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