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Yakamoz

Redattore
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  1. Bella gara, vecchia maniera: tanti errori, tanti “lunghi”, inseguimenti per giri e giri, guasti e ritiri, problemi al via, e grazie al cielo anche bei sorpassi. Registro che nelle ultime edizioni il Canada era diventato un circuito di quelli soporiferi. Ormai Antonelli è un caso. Per trovare una vittoria di Russell bisogna tornare a… Melbourne! Purtroppo anche la Mercedes ormai è un caso, di dominio pieno e illimitato. Ma, se vincesse Antonelli, almeno Elkann, Vigna e Vasseur potranno dire di aver mantenuto la promessa di riportare il mondiale piloti in Italia. Hamilton stranamente imbrocca tutto. Secondo posto che vale quasi come una vittoria. Leclerc stranamente sbaglia tutto. D’altronde in Canada ne ha sempre combinate più di Carlo in Francia, si riprenderà. Menzione d’onore per Colapinto finalmente sulla breccia, e per il giovane di Oviedo che porta la monoposto più scarsa di tutti i tempi in top ten, fino al ritiro di prassi.
  2. Guarda quanto ne stiamo parlando. E' questo il senso dell'operazione. Poi, visto che in questo oceano di fuffa ormai tutto si basa sull'italian sounding, "Itala" non potrebbe suonare meglio. E mi verrebbe pure da dargli ragione. Per l'AD del più grande marchio automobilistico italiano, italianità significa Vesuvio, mandolino, Fellini, Dolce Vita, Nino Rota. Questi almeno pescano dalla storia gloriosa dell'automobilismo italiano. Osca, Itala... e chissà chi sarà la prossima vittima
  3. E' come quella vecchia barzelletta su Rockefeller: "da ragazzo trovò 10 cents per terra e ci si comprò una mela. La vendette per 20 cents e con quei soldi comprò due mele. Con il ricavato comprò quattro mele, poi otto, e via così. Poi è morto suo nonno e ha ereditato un milione di dollari". Vale per DR come per tutti quei piccoli buffi marchi cinesi, tipo la mitica Great Wall, che per 20 anni hanno tentato inutilmente di attecchire da noi come costruttori in proprio. Finché noi non abbiamo deciso di appaltargli il trasporto privato europeo.
  4. Non c'è nessun condomino, dirimpettaio o meno, interessato ad ingrandire casa propria ad un prezzo, appunto, simbolico? In subordine: magari è una casa non attrattiva dal punto di vista prettamente turistico, ma potrebbe interessare a una nicchia di possibili acquirenti che per loro calcolo cercano un immobile volutamente fuori dai radar ma con determinate caratteristiche, in primis la convenienza. In tal caso è fondamentale la scelta del giusto canale di comunicazione (gente del posto), ed evidenziare la vendita meglio possibile, anche semplicemente con il classico cartello vendesi ben posizionato. Altrimenti, se le finanze lo consentono, tenersela come uno sfizio, godersela e attendere l'occasione propizia. Mi ero ritrovato anch'io anni fa con un immobile letteralmente invendibile, nemmeno ribassando oltremodo il prezzo. Piccolo, gradevole, ma sapeva proprio di vecchio e di polvere. Allora, poiché ero giovane, solo e flessibile, me lo risistemai in economia ma con un certo buongusto, lo arredai, ci abitai per quasi tre anni "recuperando" le spese, e poi lo vendetti in due settimane. Chiaramente l'immobile era in città, quindi si sposava con le mie esigenze. Se proprio nessuno lo vuole, dargli un'aria calda e accogliente aiuta sicuramente, anche a costo di spenderci dei soldi. Ma venderlo a poco è comunque meglio che donarlo.
  5. Da evitare assolutamente l'accoppiata Kashqai - Xterra
  6. La mia mente, ogni volta che leggo “Xterra”:
  7. Gara dolceamara. Dolce perché ci siamo divertiti, e anche stavolta lo spettacolo VERO l’hanno fatto le due Ferrari e i due Ferrari. Amara perché, non giriamoci intorno, oggi si era terza forza. E la McLaren i punti li ha tolti soprattutto a noi. Antonelli vincitore con merito, ma fin qui ha sbagliato 3 partenze su 4. Deve assolutamente migliorare. Una volta che lui sta davanti, Russell è un problema secondario. Leclerc fa i soliti numeri da cardiopalma, corre come se fosse sempre Abu Dhabi. Il podio di oggi è un regalone. McLaren sente la primavera: improvvisamente hanno imparato a gestire il motore, trovato affidabilità, perso peso e sistemato il passo gara. Chapeau. Russell. È dal 2022 che ho questa sensazione: da quando è in MB ha perso il quid. È esperto, veloce (tanto), ma ci fosse una volta che azzecca una ripartenza dopo la SC… Se uno come Hamilton dice che aveva problemi alle batterie, un po’ sono tentato di credergli. Vorrei solo capire se erano problemi gravi, o i problemi che anche i suoi colleghi devono chi più chi meno gestire durante la gara. Questa mesata di pausa forzata è una mano santa, in Bahrein e soprattutto a Gedda la Mercedes avrebbe preso il largo. Vedremo a Miami.
  8. Aprendo le notizie stamane ho letto titoli con dichiarazioni da tregenda di Leclerc ed Hamilton, poi ho visto i risultati: quarto e sesto. Meglio che in Australia. Le McLaren sono sempre tra i cabbasisi, ma poi di solito in gara si fanno da parte. Capisco che la disperazione dei Rossi non sia tanto per il risultato in qualifica, quanto per il ridicolo e patetico funzionamento della PU. Con la curva 130R che fino a ieri era “oddio l’ha fatta in pieno” e adesso è diventata un belvedere. Mala tempora currunt (sed peiora parantur?)…
  9. Corretta osservazione. Tra l’altro, se nel 2014 Mercedes giocò ampiamente d’anticipo influenzando pure la stesura del regolamento tecnico, stavolta si partiva tutti alla pari. Il sistema Ferrari è tra quelli meglio ottimizzati, se non il migliore, visto quanto riescono a far tribolare le Mercedes almeno nelle prime fasi di gara. Ma manca una voragine di potenza termica. Andando sul pratico, se non erano in grado di portare il motore definitivo da subito, hanno fatto bene a portare lo 066 e mezzo. Almeno tutti i terzi e quarti posti sono in cassaforte (anche a Suzuka?), e non facciamo figure alla Aston Martin. Corsi e ricorsi storici: anche nel 2014 venne scelto di sacrificare la potenza massima per favorire prontezza di risposta e dimensioni compatte.
  10. Quanti centesimi al giro può far guadagnare questa cosa? Bene farla togliere se esiste e se è illegale, detto questo non illudiamoci di accorgercene domenica. A proposito, facciamo il punto della situazione dopo le prime gare. MELBOURNE: due mega rettilinei e frenate leggere. Classica pista Mercedes. SHANGHAI: un po’ meno pista Mercedes. Anzi, no. Pista che esalta la PU Mercedes. SUZUKA: pista ideale per magnificare la superiorità della PU Mercedes, già dai pronostici. Domanda: non sarà stata una vaccata questa benedetta turbina piccola? Capisco l’importanza di far vincere a Leclerc la gara di casa, ma è da 4 anni che puntiamo tutto su Montecarlo. Quasi tutte le piste di nuova concezione sono state dotate di almeno un rettilineo infinito. Quali sono i piani a Maranello? Non è che, anche senza barbatrucco, il turbinone sarebbe stata la scelta più giusta?
  11. Per come la vedo io, la voglia di Porsche è qualcosa che non si può barattare con nient’altro (se non salendo ancora più di livello). La linea, il suono unico, le ruote che pattinano dalla parte giusta… Dunque, se il desiderio inconfessato è lei, io mi concentrerei lì. Conscio della assoluta rischiosità di muoversi in quel mercato, fatto di gente spesso improvvisata (che se la compra, la sbiella, la lucida e poi la rivende) e di costi impegnativi per qualsiasi cosa. Fondamentale avere un venditore o un intermediario di assoluta fiducia. Se invece, come mi sembra, la volontà è quella di cambiare guardandosi attorno, allora Porsche la eviterei visto quanto sopra. Ed eviterei Giulia, che è tanta roba ma non è né storica né spider. Vedo dai commenti che le solite GTV, MX-5, Lotus e compagnia bella sono state già menzionate. Magari non ho capito niente delle tue esigenze, ma il mio suggerimento è: Saab 900 turbo cabrio. Anche la seconda serie di metà anni ‘90 andrebbe benissimo. Prestazioni, stile da vendere, comodità, motore che non ha mai assaggiato il limitatore di giri in vita sua…
  12. Autodemansionarsi sarebbe ancora peggio che essere demansionato. In questo modo, poi, dopo appena due gare della sua prima stagione da team principal. Ne esce malissimo in ogni caso.
  13. Adrian Newey già demansionato. Fantastico.
  14. A me la storia della turbina grande/turbina piccola fa incazzare anche più del barbatrucco Mercedes. L’ho già scritto su altre discussioni ma ieri ne ho avuto la riprova. Guardando alla gara cinese, e alla fatica che ha dovuto fare Russell per togliersi dalla quarta posizione (con la Ferrari che sulle curve è imprendibile e nei rettilinei sa comunque gestire bene la parte elettrica), mi sembra plausibile che con una turbina più grande: a) saremmo scattati al via alla pari dei MB b) ci saremmo difesi alla grande sul dritto c) la gara l’avrebbe vinta qualcun altro. Ripeto: il barbatrucco è stato una cosa a suo modo geniale, il classico sfruttamento della zona grigia che ci rammarichiamo sempre quando non siamo noi a farlo. Ma mettere una turbina grande per raggiungere l’ovvio obiettivo della potenza maggiore, fregandosene se poi la macchina resta piantata in partenza, perché tanto la FIA con la scusa della sicurezza metterà una livella per tutti (oggi i 5 secondi extra al via, domani chissà), non è né geniale né astuto, significa solo contare su un indebito vantaggio da parte dell’arbitro.
  15. Niente, lo champagne rimane in frigo. Ma ciò che abbiamo visto non è da disprezzare. E autorizza qualche riflessione. Intanto quei due inni italiano e tedesco, che in ordine inverso ci hanno ipnotizzato per anni. È stato bello risentire le patrie note scandite per la vittoria del pilota. Alzi la mano chi era lì davanti alla tv l’ultima volta che successe. E per la prima volta l’abbiamo sentito chiamare in tv col suo nome Andrea, e non col nome più social, più cool, più international, di quattro lettere. Un plauso quindi al commentatore che, per coerenza, sul podio l’ha chiamato Raikkonen! Scherzi a parte: per vincere una gara contro Russell non è che serva essere Ayrton Senna. L’importante è che gli sia servito per uscire da quel limbo di basse aspettative e basse pretese. Ad esempio, si sarà accorto che partire decentemente non era una missione impossibile. Le ferrarine comunque hanno rubato la scena per tutta la gara. Mi ha fatto piacere vedere quel livello di competizione e di testardaggine da parte di entrambi, fregandosene di tutto il resto, anche di agevolare Russell che era dietro di loro. La Ferrari può anche non vincere, ma non può non dare spettacolo. E comunque (non per essere ingeneroso verso un un uomo che ha voluto davvero tanto bene alla nostra Ferrari) ma se oggi c’era Vettel al posto di uno dei due, si finiva con il doppio zero 😈 Posso dire tante altre cose di tanti altri, mi limiterò a rallegrarmi di rivedere Gasly nelle zone dove si assegnano i punti, e con pieno merito. Adesso attendiamo il Giappone, e continuiamo a incrociare le dita per il futuro motorone Ferrari, per la Mercedes che non digerisce i controlli a caldo, e per tutto quello che può far virare in meglio i pronostici. La macchina c’è, dannazione!
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