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Abarth03

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  1. Diciamo che ho visto auto in condizioni ben peggiori, rispetto alla 33 fotografata; forse non sarà impossibile da recuperare, ma sicuramente poco conveniente come impegno e costi. Davvero un peccato, perchè una 33 Q. Oro non si trova più tanto facilmente; il colore è effettivamente tipico della Q.Oro, mi azzarderei a ipotizzare che fosse esclusivo di questa versione perchè non ricordo di aver mai visto una 1.3 in quella tinta. Purtroppo, oltre ad essere rovinata, questa 33 sembra anche pasticciata con particolari non originali, come la calandra del modello '89, sulla quale pero' qualcuno si è preso la briga di applicare la vernice della carrozzeria, poi gli indicatori di direzione arancioni (sulla Q.Oro mi sembra fossero trasparenti) e anche i ripetitori laterali non mi sembrano i suoi (dovrebbero essere arancioni). Indefinibile la VW Jetta, che pare aver visto una guerriglia urbana; questa, decisamente più irrecuperabile della 33. Anche questa mi sembra alterata (va beh...è una considerazione che lascia il tempo che trova, viste le condizioni complessive della vettura) da particolari appartenenti a modelli successivi: i gruppi ottici posteriori con indicatori di direzioni bianchi, da quello che ricordo, non erano certamente in uso nell'85, su nessuna versione. Esatto. Posso confermare che nessuna cubatura da 602 cc è stata mai adottata in Fiat; la sequenza è stata: 594 sulla prima serie, 652 sulla seconda (adottato poi anche dalla Panda 30) e 704 sulla Bis. Puo' essere interessante sottolineare, inoltre, che per alcuni anni erano esistite due versioni della Personal: la Personal "normale" e la Personal 4, quest'ultima più conosciuta anche se entrambe erano identiche esteticamente. La prima si distingueva per l'adozione di una panchetta semplificata, direi spartana, per i posti posteriori, mentre la Personal 4 aveva un sedile vero e proprio, meglio profilata. La 126 "base" invece non aveva nessun badge specifico: manteneva i paraurti in acciaio e aveva semplicemente la targhetta 650. Nel giro di poco tempo, comunque, il mercato finì col preferire le versioni più curate e questa ricerca di finiture più accurate in un segmento così popolare sfociò nel '79/'80 con la presentazione delle serie speciali Silver/Red/Black/Brown, caratterizzate da gruppi ottici posteriori dal disegno inedito e provvisti di luci di retromarcia, e sedili rivestiti in velluto con poggiatesta.
  2. Me lo ricordo, il modello 1990. Ci sono salito su al salone di Torino di quell'anno Ricordo ancora le targhette interne in cirillico e l'odore indefinibile. Detto questo, rimane un oggetto non obsoleto ma proprio fuori dal tempo, una contraddizione su ruote, qualcosa su cui uno si domanda legittimamente: cosa ci fa ancora qui? E niente, per me rimane un'istituzione. La adoro.
  3. "Licenza" estetica tutto sommato accettabile, quella dell'R4 Entrambe le foto mi fanno osservare, ancora una volta, quanto siano cresciute le auto nel corso dei decenni. Sia l'R4 che la Ford Escort sembrano quasi automobiline a pedali per bambini, in confronto alla Smart e alla BMW serie 1 che le precedono.
  4. Nel senso che si è animata di vita propria come Christine nel romanzo di Stephen King e si è ribellata al suo destino? No, perchè è in uno stato veramente pietoso, difficile pensare che appartiene a qualcuno...
  5. Non si può abbandonare così una Fulvia!!!
  6. 1985 Beh dai. A parte la terza serie, il cui design era per così dire...originale, i modelli precedenti non erano disprezzabili. Fixed.
  7. Mah in realtà, senza scomodare gli automobilisti dei paesi dell'est, posso dire che negli anni ottanta qui a Torino le Skoda 105/120 & C erano tutt'altro che rare. Di sicuro non c'era confronto con il resto della produzione dell'est: Wartburg, Zaz, Moskvitch e compagnia marciante erano mosche bianche (con tutto lo sforzo del buon Koelliker che le importava), davvero roba che neanche un esponente di Democrazia Proletaria si sarebbe azzardato a comprare. Skoda aveva invece una fetta di mercato, sia pur marginale. L'affidabilità forse era quel che era, ma è anche vero che nessuno si aspettava grandi cose da un mezzo di quel genere venduto al prezzo di una Panda 30. In realtà era una società di copertura del KGB
  8. "Sticaxxi" si può dire??? Aggiungo anche che è ai limiti del blasfemo lasciare in stato di abbandono un attrezzo così esotico e così raro. Probabilmente, anzi quasi certamente, l'attrezzo più estremo partorito in casa Opel, anche se con il contributo della Lotus. I 377 CV del suo sei cilindri in linea biturbo ancora oggi farebbero cagare sotto qualsiasi guidatore medio e probabilmente provocherebbe pensieri anche qualche pilota esperto. Per me è adrenalina pura.
  9. Concordo con le vostre osservazioni. Guardando bene gli altri dettagli, è più probabile che sia una "vera" Super a cui sono stati montati gli indicatori anteriori della base. PS. Per la cronaca, gli appoggiatesta anteriori dovrebbero essere sellati almeno fino a tutto il 1986, ricordo infatti di aver visto le prime Uno SL ancora con gli appoggiatesta sellati e sedili dal disegno secondo me più gradevole rispetto a quella sorta di tweed adottato successivamente, contestualmente all'adozione degli appoggiatesta in plastica. Probabile che sia una più umile (relativamente...) 735i. Un altro elemento estetico che consente di individuare il modello è il frontale. La 750i E32 aveva il doppio rene più largo, in virtù della presenza del V12 sotto il cofano...
  10. Avvistamenti notevolissimi, dal primo all'ultimo. La 164 1a serie è sempre un gran bel vedere. Non mi piacciono molto i cerchi in lega after market (...della linea accessori ufficiale? Mi sembra di vedere il logo Alfa sul mozzo), ma nell'insieme è molto bella. L'Y10 4WD sembra aver fatto l'autoscontro, e questo è un vero peccato per un'auto ormai così rara. Sono perplesso sulla Uno 45 S: quel verde non ricordo di averlo mai visto sulla Super, inoltre sembra di vedere gli indicatori di direzione anteriori arancioni. Che sia in realtà una base? Bisognerebbe vedere gli interni: se manca l'orologio nella strumentazione, è sicuramente una base. Stupenda. Sei riuscito a vedere il modello esatto?
  11. Mah io posso dire che qui a Torino, nell'ultimo anno, "complici" sicuramente le recenti agevolazioni in termini di bollo per le ibride, sono apparse dal nulla un numero non indifferente di Mondeo ibride. Una vera controtendenza, se pensiamo che per molto tempo la Mondeo è stata una mosca bianca sulle nostre strade.
  12. Precisamente la Limited, con interni in pelle. Ricordo di averla vista sempre in un solo colore, tipo un marrone metallizzato.
  13. Nell'85 forse non era a listino in Italia, ma negli anni successivi mi pare di averla vista sui listini di 4R la GTX prima serie. Teniamo presente che molti allestimenti e motorizzazioni delle Renault in generale, non arrivavano proprio. Ad esempio le R9/11 modello '87 sono esistite anche con motore 1.7, che da noi si sono guardati bene dall'importare. Stupenda la XJ-S. Quella della foto poi dovrebbe appartenere all'ultima serie a giudicare dai gruppi ottici posteriori, decisamente più affidabile (da quello che so) rispetto alla prima serie nata in epoca BL. (Anche se il fascino era diverso) Povera 600. Avrebbe meritato maggiore cura. PS. Sembra una macchina giocattolo, come dimensioni, in rapporto alla Duster che le sta accanto.
  14. Credo che la 130 coupè sia un raro caso di vera eleganza e classe fatta automobile, insieme (secondo me) alla MB W126 SEC.
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