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Sandro

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Tutti i contenuti di Sandro

  1. Da ex possessore di 159 TBi SW avrei gradito tantissimo una variante crosswagon con lo stesso motore. Trazione integrale, più altezza da terra con cui avrei affrontato le strade bianche che facevo all'epoca e i dossi artificiali, quasi le stesse qualità stradali della 159 SW... sarebbe stata la 159 familiare definitiva.
  2. Già m'immagino le rotture degli schermi con quel "sistema" di tenuta del cellulare. A questo punto, quand'è che importiamo le K-car dal Giappone? Mi sembrano più intelligenti di queste scatole elettriche solo per uso urbano.
  3. Secondo me, la W140 è semplicemente... troppa, specie rispetto a ciò che la precedeva e quel che c'era sotto nella gamma Mercedes dell'epoca. Troppo grande, troppo imponente, potrei anche dire troppo appariscente per l'ammiraglia Mercedes dell'epoca, tant'è che ricordo vagamente un Quattroruote (credo) su cui si lamentavano del fatto che questa nuova classe S attirasse più vandali della versione precedente. Inoltre, se ben ricordo, i consumi dei suoi motori top erano semplicemente esagerati, eccessivi anche per la tipologia d'auto. Sarebbe quasi stata bene con il marchio Rolls Royce o Bentley. In compenso, una volta acquistata usata si poteva trasformare l'ampio interno in un confortevole cottage inglese completo di caminetto
  4. Tutte le Rover del periodo Honda erano bellissime, univano la qualità nipponica al design inglese (e alle motorizzazioni, purtroppo). Poi è arrivata BMW... e non ho mai capito perché (oppure l'ho dimenticato). PS: mi sono ricordato di un Varese - Bergamo e ritorno in giornata, in 5 (giovani) adulti, su una Lancia K berlina (motorizzazione non prevenuta). Si stava decisamente comodi, ma non avevo altri modelli equivalenti di riferimento per dire se fosse meglio o peggio delle concorrenti.
  5. Questo è il problema che si crea quando butti tutto il budget sulla pubblicità saltando il prodotto. Dalle mie parti girava una K coupé blu, fin poco prima della pandemia. Era sgraziata da qualunque parte la guardassi. Berlina e SW avevano il loro perché, ma latitava la qualità, oltre al design "da coreana".
  6. Ti dirò: io salverei tutte e tre: berlina, SW, coupè. Messe in un museo dell'auto tra Thema e Thesis. Titolo del padiglione? "come sputtanare un marchio in due generazioni di vetture". E non mi dilungo sui perché, se n'è già ampiamente parlato anche qua dentro negli anni passati.
  7. Capisco che stanno finendo le youngtimer con le quali sbizzarrirsi, ma... lasciamo la Kappa coupé al suo posto: nascosta su uno scaffale nell'armadio.
  8. Tabelle di Excel contro altre tabelle di Excel, vari il venduto previsto e sballi tutte le proiezioni "cambio si, cambio no", m'immagino poi se ci fosse stato ancora Carletto CEO il cinema a riguardo.
  9. Si, così puoi accendere/spegnere le luci (anabbaglianti) da remoto ad auto spenta. Comodo nel buio. L'avevo notato ed effettivamente non capivo il motivo di una modifica (non certo "aggratis") su un'auto ammortizzata come la Panda... ora lo so.
  10. Invece questa: avrebbe necessitato di ben pochi lavori di modifica per trasformarla nella "3 posti" di cui il terzo sdraiato
  11. Aggiornamento, ho rabboccato il serbatoio dopo 300 km percorsi. Consumo medio poco sopra i 19 km/l. Considerando che il motore deve ancora slegarsi, lo trovo un buon risultato. Vedremo come andrà avanti.
  12. Il "cinguettio" del lettore del limite di velocità è pressoché costante, ma fortunatamente non spaccatimpani. Il volume è abbastanza basso. L'hill holder tende ad essere più invasivo della versione precedente. Il mantenimento di corsia è "delicato" e si attiva solo oltre i 60 km/h (mi sembra) ed è facilmente disinseribile premendo due volte il tasto posto sulla leva dei fari. Mai provata l frenata automatica d'emergenza, ma ora ha solo 220 km all'attivo. La i10 ce l'ha mia cognata. E' troppo larga per il garage dove ora teniamo la Panda e, francamente, non entusiasma nessuno in famiglia.
  13. Il mio ricordo delle francesi è... appannato. Le vecchie Peugeot erano viste come dei muli inarrestabili, quelle più recenti (dell'epoca) scivolavano tra le desideratissime (205, specie le 3 porte) e "meh" (309, che però alla fine era una Talbot). Renault come Fiat ma con qualche "guizzo" (Renault Fuego, 5 turbo maxi). Citroen la comoda ma esotica. Simca moriva con la 1000, di cui ricordo ancora lo slogan: "una Simca non si guida, si pilota!". Talbot appunto moriva, ricordo solo le Horizon (diffuse ma con problemi di ruggine) e... il Rancho, che non ho mai capito con che marchio fosse venduto, e mi sembrava un'auto da safari fotografico sotto le falde del Kilimangiaro Diciamo che, da ragazzino, le mettevo sullo stesso livello delle paritetiche italiane. Ma non ho mai apprezzato né la Visa né la AX.
  14. Credo ci fosse una ragione di fondo: i soldi. Una famiglia con figli piccoli ha un sacco di spese. L'auto "familiare", che in quegli anni sta diventando la station wagon, è più costosa della versione 5 porte. Golf 5 porte era più costosa di Astra ed Escort equivalenti. Così come la variante wagon. Ecco quindi che i genitori virano su qualcosa di più economico ma comunque spazioso e un pizzico modaiolo (la prima Astra SW vendette un botto, era "cool"). secondo me, chi poteva permettersi "Golf" SW faceva lo sforzo e passava a Passat SW, quando questa aveva ancora la meccanica in comune con Audi A4 ed era effettivamente 2 spanne sopra a tutta la sua diretta concorrenza.
  15. nella discussione ha aggiunto Sandro in Le Nostre Prove
    Come da (confusionario) titolo: abbiamo detto addio alla nostra Panda III a metano. Dopo 203.000 (e passa) km, Puffetta sfregiata è diventata anche Puffetta inc*lata, con danni quantificati in oltre 3000€. Per quanto fosse ancora guidabile, età, chilometraggio ed altri lavori necessari per una piena funzionalità dell'auto, ci hanno fatto propendere per la sostituzione. Al suo posto è arrivata Puffetta bis: Panda ibrida base, 5 posti, blu Italia metallizzato. Esternamente è... la Panda. Cerchi in latta da 14" con copricerchi in plastica (speriamo di non perderli), senza le appendici plastiche che decorano il precedente MY della Panda a GPL di mia moglie. Internamente spicca il nuovo display tutto digitale, il "pataccone" su cui s'attacca lo specchietto interno con la nuova sensoristica; perde il tasto City e il tasto per disattivare l'ESR, cambia il devioluci, guadagna la regolazione elettrica degli specchi esterni e soprattutto cambia la chiave, molto più ingombrante della precedente e con più comandi. Comodo il tasto per accendere i fari da remoto. Su strada: finora abbiamo fatto meno di 250 km, quindi è ancora molto legata. Il Firefly 3 cilindri vibra poco e, in accelerazione, ha una sonorità che mi ricorda quello delle antiche Innocenti Mini Minor, col 3 cilindri d'origine giapponese: non mi dispiace. A 130 km/h (con cruise control) il regime di rotazione si assesta poco sotto ai 3500 giri; speravo meglio. Il modulo ibrido fa quel che può; avrei gradito più spinta per l'accelerazione, ma forse avrebbe richiesto una batteria ausiliaria più capiente. Molto evidente il "freno motore" usato per effettuare la ricarica della batteria. Ben funzionali i 4 sensori di parcheggio posteriore. Il cambio a 6 marce... devo ancora inquadrarlo. La prima è cortissima, da usarsi solo per partenze perfettamente da fermo, altrimenti tanto vale usare già la seconda. Trovo la spaziatura delle altre marce buona, senza buchi evidenti nel passaggio da una marcia all'altra; avrei forse gradito un rapporto finale al ponte appena più lungo, per poter abbattere ancora un poco i giri motore in velocità autostradale; non è impossibile girare in 6a marcia a poco più di 50 km/h. Manovrabilità discreta, anche se per innestare la retro occorre andare lontanissimi verso destra. Sono previsti meno di 10.000 km/annui (per adesso). Per adesso mi reputo soddisfatto; vedremo più avanti i consumi e come si comporterà col tempo e con l'uso dei neopatentati della famiglia. Nessuna foto perché piovicchia e l'auto è già infangata da far pietà (rendiamo grazie alla sabbia del Sahara e ai parcheggi universitari posti nelle cave d'argilla )
  16. Ricordo una puntata di "Chasing classic cars" in cui Wayne Carini recupera da un garage una W123 rossa, diesel aspirata, cambio meccanico 4 marce. Non credo che il 4 marce si sia mi visto in Italia, ma i diesel aspirati eccome. Ci facevi mezzo milione di KM solo con la manutenzione ordinaria, anche se la pagavi MOOLTO più cara di una coeva pari segmento Citroen (per stare sulla massima comodità).
  17. Ero ragazzino allora (son del 74), e ricordo che la percezione delle tedesche (VW, Audi, BMW, Mercedes) era di auto di classe superiore, più costose delle "altre" (italiane, francesi, "altre tedesche": Ford e Opel). Mercedes era l'Olimpo, BMW tira solo sull'asciutto (sul bagnato? Cappotti in parcheggio), Audi solo con l'ultima 80 decollò davvero (il ricordo delle precedenti 80/90 non era granché). Il capitolo a parte di VW Golf: aveva una linea moderna e accattivante e il fatto di aver inventato le "pepate" comode la rese anche un oggetto del desiderio. Il fatto che fossero comunque anche ben fatte aiutava. Capitolo prezzi, ricordo che una Golf 2 o 3 era più costosa delle coeve avversarie, incrementando la sua aura di "icona" a 4 ruote.
  18. Sto aspettando con ansia la tanto anticipata Grande Gingo ibrida quadrifuel: motore termico bicilindrico 30cv a benzina-gasolio-metano-GPL, cambio manuale a 8 marce più ridotte e modulo elettrico con pila a 4,5V per mia moglie. Spero che aggiungano un optional antifurto, ovvero il volante removibile, perché nel parcheggio dove lavora mia moglie si verificano furti d'auto e la possibilità di portarsi via il volante rivestito in Moplain è impagabile. Anche perché i catenacci con lucchetto del precedente modello sono dannatamene rumorosi a qualsiasi velocità.
  19. Diciamo che più che alla Citroen Ami 6/8 da cui prende il nome, s'ispira alla Citroen Mehari (con carrozzeria in plastica) e al furgone Citroen H. Spoiler: agevolo immagini forti. Citroen Ami 6 berlina Citroen Ami 8 berlina Citroen Mehari Citroen Type H Insomma, una bella galleria di mostri
  20. Carinissima nella sua totale inutilità e prezzo fuori da questo sistema solare.
  21. Non avete capito. Dopo che l'equipaggio è sceso (pilota + copilota) ha deciso di baciare la terra in segno di ringraziamento.
  22. Non posso non notare con tristezza che anche qua sono arrivate le condivisioni di scala, segno del lavoro del CEO portoghese: mozzi ruota a 3 dadi, chiara condivisione dalla Citroen VISA e molto altro francesume assortito. Eh, bei tempi quando il numero di dadi per ruota era anche simbolo del segmento di appartenenza: più dadi = più lusso.
  23. Oh, d'altronde lo dice anche il detto: "tira di più il triangolo dell'Alfa che un pelo di f..." no aspetta, com'è che era?
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