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  1. Salve gente, ho deciso di aprire questo thread un po' particolare, oserei definirlo di "fantadesign", perché vista l'abilità nell'utilizzo di Photoshop da parte dell'utenza del forum sono curioso di vedere che risultati si possano ottenere. Ecco il contesto immaginario che funge da ambientazione per questa "sfida": un imprenditore miliardario, grande appassionato di auto italiane e privo di eredi, scopre di avere solo due anni di vita e decide di impiegare una piccola parte del suo capitale per comprare il marchio Lancia da FCA. Immaginate quindi di essere i progettisti della rinata Lancia, e di dover ridefinire da capo l'immagine del marchio senza nessun vincolo progettuale, nessuna piattaforma o carrozzeria o componentistica condivisa con altri marchi e un capitale pressoché illimitato. Dovete ricaratterizzare Lancia senza poter fare affidamento sulla recente storia dell'azienda, e coniugare le tre anime del suo glorioso passato: la Lancia del lusso e della raffinatezza, la Lancia dell'innovazione ed avanguardia della tecnica, e la Lancia delle competizioni sportive. Partendo da questi presupposti, sarebbe interessante veder nascere una discussione su un ipotetico stile Lancia odierno, con proposte e bozzetti o schemi relativi. Spero che questo argomento possa essere stimolante per voi, in tal caso buon lavoro
  2. nella discussione ha aggiunto j in Presentazioni Nuovi Modelli
    Gamma HF Integrale Comunicato stampa Via Lancia. Comunicato stampa completo: Clicca qui! Topic Spy: Lancia Gamma - D-UV 2026 - Prj. L74/L4U (Spy)
  3. nella discussione ha aggiunto Beckervdo in Scoops and Rumors
    Aggiornato al 28/05/2024 2024 Ypsilon MHEV & EV (Topic) Ypsilon HF (Topic) 2026 Gamma EV - Prj. L74 (Topic) 2028 Delta EV (Topic) Ypsilon FL EV https://www.media.stellantis.com/it-it/lancia/press/lancia-il-futuro-e-di-casa Via Lancia Topic precedenti Lancia -> Clicca qui
  4. nella discussione ha aggiunto PaoloGTC in Automobili Mai Nate
    Sono d'accordo, anche se devo dire che tutto sommato pure l'Idea in vendita non mi dispiaceva, davanti. Casa Lancia, siamo nel periodo pre-Beta. Quattroruote pubblicava le foto di questa berlina, indicata come una 1500, forse appunto uno studio Beta poi accantonato, o soltanto un muletto con carrozzeria fatta a caso. Sempre Lancia ma tempi più recenti, un'alternativa per la fanaleria posteriore della Dedra SW. (fonte Quattroruote) Ecco la plancia scartata per la Lybra che mi era stata chiesta l'altra sera. Questa invece non l'ho mai capita. Non so se fosse un fotoritocco o meno. Una plancia Thesis molto diversa. Il display acceso col modello della macchina.. VP sta per vettura prova? E' reale questa cosa, o è stato un PS su una plancia coperta con un telo? Ora invece finiamo a parlare del Kappone, o meglio, di quella ipotesi per la sua sostituta che viene citata in un altro topic, dove Robinson fa riferimento a certe maquette scartate con decisione da parte di una commissione che poi si buttò sulla Dialogos senza mezze misure. (fonte Quattroruote) Meno male... cioè voglio dire, non che la Thesis sia stata un dono divino... ma questa... se possibile era ancora più banale della K, a mio parere. Riguardo la Thesis mi sento di fare un piccolo pensiero personale. Sicuramente molto del suo flop è dovuto a quel frontale, perchè per il resto trovo che l'auto potesse andare più che bene (il posteriore mi piaceva molto e gli interni beh... Lancia sa come fare, e si vede). In questi anni prima Y, poi Musa e ora Delta, ci hanno aiutato a digerire il nuovo mascherone Lancia anteriore, e io credo che se Thesis arrivasse oggi, venderebbe qualcosa in più. Parere mio. Continuiamo con la K2, anche station. Lancia Lybra prima versione, col frontale monofaro. Una scocca, e in prova alla Mandria. Ricordo che l'articolo (Quattroruote) riportava le impressioni di uno dei collaudatori di questa 839, che si rammaricava perchè al momento il progetto era stato sospeso e le auto rimesse via, dopo che secondo lui, stava venendo fuori un'auto veramente ben concepita, forse la migliore fra quelle che aveva provato fino a quel momento.
  5. nella discussione ha aggiunto Osv in Lancia
    Comunicato stampa Via Lancia. Topic Spy: Lancia Ypsilon 2024 - Prj. L21 (Spy & Teaser)
  6. Salve a tutti, In famiglia abbiamo una Musa del 2012 con clima bizona e ho notato che accendendo il riscaldamento l'aria calda esce solo dal lato guida mentre lato passeggero l'aria è più fredda. Mi sono un po' informato e dovrebbe essere un motorino attuatore, se non ho letto male ce ne sono 4. Un mio amico ha una Giulietta con lo stesso problema (ma con clima monozona) e si è reso necessario lo smontaggio dell'intera plancia. Mi chiedo se valga lo stesso per la Musa o se c'è un modo per smontarlo senza devastare l'interno dell'auto. Per caso qualcuno può aiutarmi o sa come individuare il motorino attuatore corretto da cambiare? Esiste un reset del sistema? Grazie in anticipo.
  7. nella discussione ha aggiunto PaoloGTC in Auto Epoca
    Pronti per il lancio? Lancio!... si diceva al servizio militare. E qui... pronti per la Lancia? Delta! (o meglio ancora, pronti per un altro malloppone da leggere? ) Mentre preparavo ulteriori argomenti per i topic 164 e Tipo 2, è venuto pronto questo, che parla della genesi di Lancia Delta 1979. Questa è la prima parte. Ci sono considerazioni dell'epoca, e soprattutto una bella intervista a Giugiaro, fatta nel 1980 da Gente Motori. (ricordo a chi legge che.. "siamo" nel 1980, quindi tenetelo presente se leggete date, dati e pensieri "d'epoca"). Introduzione. Chi della Lancia ha posseduto vetture come l'Aurelia, l'Appia, la Flaminia o la Fulvia, aspettava da tempo la nascita di una nuova “vera Lancia”. Il momento sembra arrivato. A pochi mesi dalla presentazione la Delta ha già dimostrato di possedere quelle doti necessarie per rilanciare la marca sui mercati mondiali e restituirle quell'immagine di prestigio che per tanti anni ha caratterizzato le vetture con lo scudetto smaltato di blu. Se è vero che oggi è impensabile costruire automobili ben rifinite come trent'anni fa, è anche vero che alla Lancia hanno capito che era ormai indispensabile un “ritorno alle origini” anche se, fatalmente, ciò incide sul prezzo. Ora che la vettura è nata non si può certo negare che sia un prodotto di prestigio e che meriti un posto nella fascia più “aristocratica” delle automobili della sua categoria. Qualcuno ha voluto cercare forzati paragoni e rassomiglianze con alcuni prodotti della concorrenza francese e soprattutto tedesca, ma ad un occhio appena esercitato appare evidente che la Delta si distingue nettamente per i suoi contenuti di ricerca di stile, di soluzioni tecniche modernissime, di impiego di materiali “nobili”, per non parlare del confort e delle prestazioni. Diciamolo pure: è un'auto di cui ci si innamora a prima vista, e noi che l'abbiamo provata in anteprima possiamo assicurare che non delude chi siede al volante. Non poteva essere altrimenti. La Lancia aveva bisogno di un rilancio di immagine e commerciale, e per ottenere ciò il modello doveva essere più che valido, in modo da garantirle il passaggio ad una nuova dimensione europea. L'obbiettivo della casa è infatti ambizioso: passare dalle 140 mila vetture del 1978 (comprese le Autobianchi) alle 200 mila del 1980, con l'impegno di mantenere ad un livello molto vicino al 60 per cento il volume delle esportazioni. NUOVA FILOSOFIA Il livello di qualità della Delta dimostra che, nel contesto del Gruppo Fiat, la Lancia ha un ruolo ben definito: quello di produrre vetture d'élite. Questa filosofia industriale, abbozzata fin dal momento della fusione della Lancia con la Fiat, è rimasta per anni inattuata: la Delta dimostra che ora, finalmente, si è concretizzata grazie anche ad un nuovo sviluppo produttivo e di ricerca e al potenziamento delle risorse finanziarie e tecniche. Il tutto si può tradurre in una cifra significativa: 250 miliardi di investimenti per i prossimi cinque anni. Non è un caso che tutto ciò avvenga oggi: il momento è quello più opportuno per gettare solide basi per affrontare la sfida che i grossi costruttori automobilistici preparano per gli anni Ottanta. Aria nuova, quindi, in casa Lancia, ma sempre nel rispetto di una tradizione che, forte del suo glorioso passato, guarda con sicurezza al futuro. Lo stesso nome scelto per questa vettura, “Delta”, ha un significato simbolico. Una vettura così denominata, infatti, era stata prodotta da Vincenzo Lancia nel 1911, in coincidenza con il trasferimento dalla piccola officina di Via Ormea allo stabilimento di Via Monginevro. Una “Delta”, viene prodotta oggi e, guarda caso, coincide con il rilancio e potenziamento della marca. Riprendendo la stessa lettera greca di settant'anni fa e riproponendo un livello costruttivo degno d'altri tempi, la Lancia ha saputo rendere omaggio al passato e riproporsi nello stesso tempo in chiave modernissima. LA LINEA CHE CONTA In questa prima parte parleremo essenzialmente della linea. Ne vale la pena. E' innegabile infatti che le vetture riescano a conquistare una fetta di mercato tanto più ampia quanto più indovinato è il disegno della carrozzeria. E questo specialmente in Italia, dove il gusto per il bello è molto sviluppato, e dove, diciamolo pure, il pubblico è da sempre “viziato” dalle splendide forme ideate dai nostri carrozzieri, nomi di altissimo livello e famosi in tutto il mondo. Quando si parla di automobili si sentono sempre più spesso termini come affidabilità, sicurezza, confort: sono fattori importantissimi, che determinano il livello di evoluzione di un modello, ma quando viene presentata la vettura il primo giudice è l'occhio. E una vettura che non piace è una vettura che non si vende, anche se sotto il cofano ha la tecnologia di una sonda spaziale e freni da fare invidia al supersonico Concorde. Pensando alla Delta la Lancia pensava ad un rilancio del marchio e quindi non poteva permettersi il lusso di sbagliare. Era indispensabile coprire il posto lasciato vacante quando uscì di produzione la Fulvia, senza con questo far nascere rimpianti per la gloriosa HF, cercando anzi di offrire di più e di meglio. Un compito tutt'altro che facile e in quel momento nei cassetti del Centro Stile Lancia mancava l'idea giusta. Era quindi necessario fare una scelta coraggiosa e senza precedenti nella storia della Lancia: affidare ad uno stilista esterno il disegno della vettura. Il compito venne affidato così a Giorgio Giugiaro, di Garessio (CN), il papà della Golf, la vettura che ha cancellato in un colpo solo 30 anni di Maggiolino e nello stesso tempo ha modernizzato l'immagine della fabbrica di Wolfsburg. Giugiaro non è soltanto l'ideatore della Golf. Il suo nome è conosciuto e apprezzato in tutto il mondo per la mole di lavoro compiuto in decenni di attività nello styling. Era ancora uno sbarbatello “sotto leva” quando disegnò la vettura che avrebbe deciso il suo futuro di grande stilista: l'Alfa Romeo Giulia GT. A quel primo successo ne seguirono molti altri, alcuni famosi come l'Alfasud o la VW Scirocco, altri meno noti ma di grande prestigio come la Bmw M1, l'Esprit della Lotus e l'Asso di Fiori della Isuzu. TECNICI IN STAFF La fucina dove nascono ogni giorno mille idee, mille forme originali e nuovi brevetti è l'ItalDesign: il centro di design fondato a pochi passi da Torino dallo stesso Giugiaro e da due suoi amici, Aldo Mantovani e Luciano Bosio, che da sempre svolgono un lavoro complementare al suo. Sono due esperti fra i più contesi dell'industria automobilistica: il primo si occupa della progettazione tecnica delle vetture, il secondo dei metodi di lavorazione e della progettazione di automatismi per l'industrializzazione. Qui, dietro una facciata di vetri a specchio color bronzo, è nata la Delta: prima solo il profilo, poi, poco a poco, tutti i dettagli. Ci vollero mesi e mesi di intenso lavoro, per dare alla Lancia quello che chiedeva, e per la verità non era una cosetta da poco. Elaborazioni, ritocchi, modifiche: finalmente ecco il modello finito dell'autovettura in grandezza naturale, pronto per essere messo in produzione. L'ItalDesign offre, infatti, alle case automobilistiche, oltre al puro disegno, anche la realizzazione di modelli per l'esame della forma e dell'abitabilità, di prototipi per le prove di laboratorio e su strada, e il progetto per la costruzione in serie. Per scoprire i piccoli, grandi segreti che si celano dietro la linea essenziale (e allo stesso tempo preziosa) della Delta, non c'era altro modo che andare da lui, da Giugiaro, il “maestro”, come lo chiamano i giapponesi. Rubargli un paio d'ore non è stato facile. La sua giornata lavorativa inizia il mattino alle otto e finisce quando non lo sa nemmeno lui. E non è raro trovare Giorgetto chino sui suoi fogli da disegno anche il sabato e la domenica. Ecco l'intervista. Quando la Lancia le ha offerto l'incarico di disegnare una nuova vettura, quali indicazioni le ha dato? “Praticamente nessuna. La Lancia cercava un modello nuovo, totalmente nuovo, con qualcosa che si riallacciasse alla tradizione di prestigio degli anni Cinquanta, ma che nello stesso tempo risultasse proiettato al futuro. Ho subito avvertito l'incarico come una grossa responsabilità: il rilancio dell'immagine della Casa era affidato alla mia inventiva e le indicazioni che avevo ricevuto erano abbastanza sommarie. In pratica solo la lunghezza era definita: 3 metri e 75; una vettura molto compatta, quindi, e perciò a due volumi. Tutto questo, se da una parte era motivo d'orgoglio, perché implicava una grande fiducia, dall'altra mi dava serie preoccupazioni perché è chiaro che il successo di una vettura dipende in gran parte dalla linea.” Quando ha iniziato ad abbozzare la carrozzeria? “Nel 1975. Era uscita da appena un anno un'altra mia vettura, la Golf, e il pubblico ne aveva decretato il successo, apprezzandone soprattutto la compattezza, associata ad una certa grinta. La formula quindi, era quella giusta. E pensare che quando presentai i disegni della Golf ai responsabili della Volkswagen, per molto tempo arricciarono il naso e mancò poco che la vettura non entrasse in produzione (e questo la dice lunga sulla loro arguzia in fatto di design, ai tempi, ndGTC). La nuova Y5, così si chiamava la Delta in fase di progetto, doveva chiaramente essere più “avanti” rispetto alla Golf, e quindi bisognava puntare soprattutto su un tema che a quest'ultima faceva difetto, l'abitabilità. La Lancia aveva fissato il passo della vettura, e su questa base ho lavorato, aumentando la quota che ritengo l'unica valida come termine di confronto fra differenti abitacoli: la distanza fra la pedaliera e lo schienale del sedile posteriore. Non è stato un lavoro facile, ma alla fine sono riuscito ad ottenere un valore di 12 cm superiore rispetto alla Golf.” Come ha potuto ricavare così tanto spazio per i passeggeri in una vettura che è lunga poco meno di quattro metri? “I miracoli certo non li fa nessuno. Il segreto è un buon compromesso. Per offrire spazio alle ginocchia dei passeggeri posteriori e nello stesso tempo un buon assetto di guida, ho sacrificato un po' il vano bagagli, che d'altra parte può diventare molto ampio se si viaggia solo in due o in tre e si ribaltano in avanti uno o entrambi gli schienali posteriori. In un primo tempo avevo rimediato a questo svantaggio proponendo il sedile posteriore scorrevole in avanti (apperò, ndGTC), in modo da adattarlo a seconda delle circostanze e dello spazio occupato dai bagagli: ma era una soluzione troppo costosa, anche se indubbiamente rimane un'idea nuova e interessante anche sul piano del marketing (ri-apperò, ndGTC.. ricordo che siamo nel 1980 con questa intervista) Ho lavorato molto anche sull'abitabilità della zona anteriore: tra l'altro ho inclinato opportunamente il piantone del volante fino a trovare una posizione di guida ottimale, che non dia la sensazione di sentirsi sacrificati. Faccia la prova: appena seduto noterà che il volante le cade fra le mani con la massima naturalezza. Se a questo aggiungiamo che la larghezza della vettura è decisamente abbondante (8 cm più della Golf) si può dedurre che la Delta non solo si stacca nettamente dalle vetture a due volumi della sua categoria, ma per certi versi entra in concorrenza con vetture molto più grandi, come ad esempio la Renault 30 o la Simca 1510.” Fine primo post, al prossimo!
  8. Buonasera a tutti Più o meno da sempre ho problemi all'accensione. I primi anni (presa usata nel 2013 e immatricolata 1-2 anni prima) era solo di inverno ma quest'anno per la prima volta sta capitando da fine Agosto/Inizio settembre. Al primo colpo non si accende mai, al secondo solo se continuo a dare gas, a volte si va anche alla terza.. Si sente sempre comunque un forte di odore di benzina. Quando la sera riparto per tornare a casa dal lavoro (macchina ferma dalla mattina) si accende al primo colpo ma anche qui non è immediato, si sente che c'è qualcosa. Per il resto non ho notato problemi durante la percorrenza sia a benzina che a GPL. Macchina con 160'000 km circa e impianto GPL della casa. Negli anni, gli interventi fatti dopo aver consultato vari meccanici e gasisti ma che non hanno risolto sono stati : -Terminare completamente benzina e metterne di nuova. -Reset parametri centrina (non ricordo se solo benzina o anche gpl). Anzi forse ha peggiorato. -Girare solo a benzina/fare la 100 ottani/additivo benzina. -Dalla diagnostica non si arrivava da nessuna parte. Nei prossimi giorni torno dal gasista e vediamo cosa legge. -Cambio completo rail iniettori GPL (messi quelli blu). Così come il filtro (questo non di recente). -Cambio candele. Vi chiedo una mano su cosa potrebbe essere per arrivare dal meccanico/gasisita con qualcosa di specifico da chiedergli di provare. Ogni anno sembra si riparta da capo con quello che chiedono di fare e mi sono stancato di spendere tempo e soldi. Grazie a tutti.
  9. nella discussione ha aggiunto machefredfa in Auto Epoca
    Il caldo torrido di oggi mi costringe a stare a casa e, preso dalla nostalgia ho riguardato questo video. La Y è stata la mia prima auto, una Elefantino Blu 1.2 8v 60 cavalli Euro 3. Un’auto semplice, senza “mal di testa”, come detto nel video, ma con una linea ancora attuale e quel suo essere un po’ snob che la rendeva particolare. Purtroppo se ne vedono sempre meno in giro 😔 Voi che ricordi avete della Y? Ne avete mai avuta una? https://youtu.be/9kFV9w9KKGI?is=CIxU5WkreqSMmIRh
  10. Io vorrei che ripartissero da qui: Linee tese e squadrate che sembrano tornare di moda....
  11. nella discussione ha aggiunto 4200blu in Lancia
    FCA Heritaga ha rifatto un lotto dei paraurti anteriore e posteriore per Integrale e Integrale Evoluzione (250 a cadauno). I ricambi sono fatti sulle stampeggi originali con il materiale originale della epoca. Cosi per il momento i paraurti originali, che erano esauriti da anni, sono ancora disponibile via FCA Heritage / Mopar. https://www.fcaheritage.com/it-it/shop/paraurti-lancia-delta?campaignid=ELQ9795_LANCIA_ITA-LANCIA-RANGE-DEC-19-HERITAGE-HQ-DEM_2019-12-12_2020-01-02_RANGE_IT&source=DEM&linkid=discover-more&elqTrackId=19e8e368d6694a0989fd5c47b847a2e9&elq=57e7d2b53ebf4b9a946e000b468cd328&elqaid=19356&elqat=1&elqCampaignId=9795
  12. Hey Goggle, hai un nuovo Coffee Table da proporre.
  13. nella discussione ha aggiunto Auditore in Auto Epoca
    Per il presidente no, non ci sono esemplari in dotazione
  14. Salve a tutti, spero di riuscire a trovare una soluzione per il mio problema. Da stamattina la mia radio mi chiede il codice di accesso ma non ho la minima idea di quale sia e non ho trovato nulla tra i documenti dell'auto. Allego una foto dei dati della radio. Vi ringrazio in anticipo per l'aiuto!
  15. Se mi chiedete di che marca sono innamorato la mia risposta non sarà Ferrari, ne Alfa Romeo.. Fin da bambino sono un Lancista. è chiaro che questa passione deriva dal fatto che sono nato nel 1980 a Torino, ho vissuto visivamente l'epoca d'oro dei Rally dalla 037 alla Delta ma ricordo che avevo anche una Stratos telecomandata con livrea Pirelli rossa e nera. In camera avevo i poster della delta con livrea Martini e quei colori abbinati al bianco della carrozzeria restano per me il simbolo, l'icona della sportività vincente ma anche elegante. Il ritorno della regina senza corona. Negli anni 80 fece la sua comparsa una di quelle auto destinate ad entrare nel mito. La Delta S4 che nulla aveva a che vedere con la berlina stradale di famiglia, era un concentrato di tecnologia e potenza difficile da ammaestrare. Doppia sovralimentazione, trazione ingrale, materiali compositi, un laboratorio di idee ed innovazione destinato a competere e vincere nei famosi rally del Gruppo B. La S4 purtroppo entrò nella leggenda non tanto per le sue vittorie ma per la tragica scomparsa del suo talentuoso pilota Henry Toivonen e del suo copilota Sergio Cresto. Chiusa la parentesi del Gruppo B che venne cancellato dalla federazione, la Lancia seppe rifarsi con l'altrettanto vincente Delta integrale e il progetto Delta s4 vennè abbandonato nonostante l’altissimo potenziale ancora da esprimere. Oggi il gruppo Stellantis sta provando a ridare lustro alla casa torinese con la nuova Ypsilon e con l’ingresso nei rally. Ho provato così ad immaginare come sarebbe oggi una Delta S4 se Stellantis decidesse di produrre una supercar. Il progetto parte da una monoscocca in carbonio che ospita la cellula abitacolo a 2 posti e il vano motore. Come powetrain ho immaginato che la nuova S4 sia spinta dal Nettuno di origine Maserati a 6 cilindri biturbo con oltre 600 cv. La trazione è ovviamente integrale e le sospensioni ruote indipendenti. L’anima di quest’auto è decisamente più da granturismo rispetto al progetto degli anni 80 anche se allora dovettero immaginare una produzione di 200 esemplari stradali necessari all’omologazine dell’auto per le competizioni. Ed è proprio la versione stradale ad avermi ispirato in questo nuovo progetto. Una Supercar esotica ad alte prestazioni con un anima race destinata ad un pubblico ristretto, leggera, costruita con materiali compositi, raffinata grazie all’uso di materiali pregiati. Lo stile esterno è una fusione tra lo stile inaugurato da Lancia con il concept Pura HPE e le linee spigolose del modello da cui trae ispirazione. Tutti gli elementi della carrozzeria sono ancorati alla monoscocca in carbonio e l’utilizzo a vista dello stesso fa risaltare l’anima race di questo concept. L’anteriore è caratterizzato dal nuovo linguaggio stilistico di Lancia esasperato affinchè sviluppi delle doti aerodinamiche tali da schiacciare al suolo la vettura. La fiancata è pulita, priva di specchietti retrovisori sostituiti da telecamere laterali, e il posteriore largo e squadrato si apre sul motore in un unico modulo che ingloba i gruppi ottici minimal comprensivi del logotipo lancia illuminato. L’interno minimal e squadrato è concepito per concentrarsi fondamentalmente sul pilota, uno schermo sul piantone riporta tutte le informazioni di guida principali mentre al centro dell’abitacolo un grande schermo gestisce tutte le funzioni multimediali del veicolo. Sul tunnel tova posto la leva del cambio rigorosamente manuale e tutti i comandi che gestiscono il comportamrnto stradale della vettura, dalle sospensioni allo stile di guida. I sedili contenitivi in alcantara forata fanno contrasto con il resto dell’abitacolo in carbonio a vista.
  16. nella discussione ha aggiunto nucarote in Auto Epoca
    Sicuramente non molto rimpianta, ma credo che un pò di attenzione la meriti anche lei.
  17. In questa giornata grigia e piovosa, guardando il video del buon Under Cars dedicato alla Lancia Ypsilon seconda serie, mi è venuta voglia di aprire un topic retrospettivo su un modello che, a mio avviso, è stato fondamentale per Lancia., non tanto per ciò che rappresentava tecnicamente, quanto per il successo commerciale che ottenne e che, di fatto, contribuì alla sopravvivenza del marchio sabaudo in un periodo tutt’altro che semplice. Una piccola auto che, nel suo segmento, seppe distinguersi per stile, cura e identità. Oggi la Ypsilon seconda serie è una youngtimer silenziosa e dimenticata. Voi che opinione ne avete?
  18. Salve a tutti, ho intenzione di guidare per moltissimo tempo la mia Delta e “riempire” il contachilometri in maniera significante. (km annui previsti: 40.000) Per questo intendo condividere con voi (prendendo spunto da un topic simile di J-Gian) tutta la manutenzione straordinaria che si presenterà e testare l’affidabilità in genere di quest’auto e delle sue componenti. Qui, in prima pagina, aggiornerò le varie problematiche e le soluzioni, in fondo la frequenza della manutenzione ordinaria che ho deciso di seguire e le considerazione personali, in firma invece i km attuali. L’auto è usata a 360° con queste “caratteristiche”: 70% statali, 30 % provinciali/urbano, velocità codice (70% 110km/h), tenete conto che generalmente il cdb mi segnala intorno ai 60/70 Km/h di media, molto spesso con 4 /5 persone a bordo e piccoli bagagli. AUTO: LANCIA DELTA 1.4 TJET ORO ECOCHIC 63.380 km 19/06/2013: acquisto auto 63.390 km 20/06/2013: dopo molte ore di sosta il motore parte ingolfato. Provata 2 giorni a benzina perfetta, usandola a gpl si crea il problema. Probabili iniettori gpl sporchi/difettosi. Vedere topic http://www.autopareri.com/forum/manutenzione-e-assistenza-problemi-ricambi-e-accessori/61821-problemi-avviamento-delta-ecochic.html 80.200 km 02/02/2014: accensione spia “avaria motore” diagnosi errore “segnale lambda a valle lento” resettato senza nessun intervento 94.900 km 30/05/2014: dopo molte ore di sosta motore ingolfato e minimo instabile a gpl. Lavaggio iniettori gpl. Risolto. Probabile rifornimento sporco. 114.600 km 16/10/2014: sostituito rail gpl completo di 4 iniettori di nuovo tipo blu al posto dei neri e sensore di pressione. Ormai dopo un altro lavaggio degli iniettori persisteva il difetto di partenze ingolfate dopo diverse ore di sosta. Problema risolto. Continua ad accendersi la spia avaria motore con errori P0139 P1141 P1171, riparazione rimandata al tagliando dei 120.000km. Non si chiude la sportellino carburante, parte di plastica sullo sportello deformata. 130.000 km (marzo 2015) sostituzione sonda lambda a valle per errori “spia avaria motore”, non risolto 143.000 km (luglio 2015) sostituzione sonda lambda a monte per errori “spia avaria motore”, non risolto 150.400 km (ottobre 2015) installazione gancio traino e sostituzione pastiglie posteriori. 170.000 km (giugno 2016) pulizia corpo farfallato, tendeva a spegnersi in fase di rilascio e frizione premuta con aria condizionata accesa e a gpl, risolto 213.000 km (settembre 2017) scollatura tetto, riparazione presso tappezziere risolto 230.000 (settembre 2018) sostituzione batteria 234.900 km (ottobre 2018) revisione del cambio (GM M32) con sostituzione dei 6 cuscinetti da parte di officina Opel per noto difetto. 242.000 km (febbraio 2019) aggiunte molle posteriori progressive 340.970 km (gennaio 2022) sostituzione tubo alta pressione frizione 353.120 km (giugno 2022) sostituzione collettore di scarico 354.400 km (luglio 2022) sostituzione riduttore gpl 377.500 km (marzo 2024) sostituzione bracci anteriori 379.450 km (maggio 2024) sostituzione batteria 399.500 km (ottobre 2025) sostituzione di tutto il reparto sospensioni Manutenzione ordinaria: ogni 20.000 km cambio filtro gpl ogni 20.000 km cambio olio e filtro (olio prescritto dalla casa) * ogni 60.000 km cambio filtro aria ogni 120.000 km distribuzione, cambio olio freni e liquido refrigerante ogni xx.xxx km cambio candele ** *: La casa prescrive ogni 30.000 km ma un amico che lavora presso centro revisione pompe e turbo mi ha caldamente consigliato di anticipare entro 15.000 km! **Sostituite a 39.000 km mentre la casa costruttrice prevede la sostituzione ogni 30.000. Le ho fatte sostituire più per scrupolo perché non avevo nessun problema. n.b.: la manutenzione vale per la mia auto e mi assumo la responsabilità per me stesso! Chiunque è libero di decidere per la propria auto come svolgere la manutenzione! Considerazioni personali: Estetica: mi è sempre piaciuta soprattutto l’anteriore e lo sviluppo laterale, un po’ strano il posteriore, ad ogni modo un’auto dal notevole impatto estetico. Interni: ben rifinito con gli interni pelle/alcantara i pannelli porte in pelle con cuciture bianche in rilievo e inserti cromati, illuminazione alle maniglie, della cornice autoradio ecc. insomma ben fatti. Sono “caduti” però su dei particolari: assenza delle luci di ingombro sulle portiere, assenza di luci antipozzanghera e assenza di luci pedaliera, da un auto di questo livello me le sarei aspettate. Motore: silenzioso e grintoso quando serve. Bisogna “imparare” a guidarlo per avere dei consumi di ottimo livello, per esempio evitando di “affondare” il piede in fase di ripartenza o accelerazione, e vi assicuro che il motore invita a farlo, e cercando accelerazioni “soft”. Io mi sono aiutato con l’indicazione sul display della pressione del turbo, bisogna evitare di far accendere troppi segmenti, ne bastano 2 o 3 in pianura. Una volta preso il “piede” viene tutto in automatico. In numeri: sono passato ( a gpl) dai 10 km/l ai 12 km/l a parità di condizioni e uso. Confort: il pezzo forte, si viaggia ovattati e con a disposizione moltissimo spazio anche dietro e con la chicca dei sedili posteriori scorrevoli e reclinabili. I passeggeri sono comodissimi e possono riposare, chi la usa soprattutto per lavoro e/o fa il pendolare è un’ottima caratteristica. GPL: il tallone d’Achille di quest’auto è il suo impianto gpl che ricordo è stato montato dalla casa ma è la prima versione, cioè quella con il tastino sul tunnel vicino al freno a mano. In pratica è un Landi Omegas interfacciato con l’eobd originale e con centralina bloccata. Gli iniettori sono i “med” che si sono distinti (in negativo) per essere molto sensibili allo sporco e tendono a dare problemi molto presto rispetto ad altri. Qui dipende molto dal “gasatore” che segue la manutenzione, la cosa più semplice per il meccanico e più costosa per noi è la sostituzione di tutto il rail con iniettori, l’altra è cercare di pulirli o individuare quello difettoso…io uso il secondo metodo. Il vero problema è la centralina “bloccata” dalla casa, per fare una diagnosi bisogna solo rivolgersi a loro e questo non è buono, l’esperienza decennale di un installatore è insuperabile, il gpl/metano è un “mondo” un po’ particolare e solo chi ne capisce veramente ti permette di godere appieno dei vantaggi di questi carburanti, altrimenti sono solo guai e tanti soldi spesi. Risparmio? Questi i conteggi: considerando un prezzo medio alla pompa di € 1.6 al litro di gasolio e 0.73€ al litro di gpl. Consideriamo una tratta di 500 km (ho riferimenti precisi su queste distanze, vedi mio utilizzo): GPL: 500km / 11.5km/l = 43 lt di gpl * 0.73 = 31.73 € quindi, per 500 km spendo 31.73€. GASOLIO: con 31.73 € / 1.6 al litro alla pompa ottengo 19.83 lt di carburante. 500 km / 19.83 lt ottengo 25.21 km/l. Quindi: io consumo a parità di auto (delta 1.6mjet per esempio) e condizioni come un auto a gasolio che fa 25.21 km/l. Verosimilmente una Delta 1.6 mjet (di un mio collega) sulla stessa tratta lui dice di consumare circa 20 km/l, quindi 500 km / 20 km/l = 25 lt di gasolio, * 1.60 al litro = 40 €. Ricapitolando: 500 km a gpl 31.73 €, a gasolio 40 €, differenza 8.3€ a favore del gpl ogni 500 km, 1.660 € ogni 100.000 km. Manutenzione particolare sul gpl non ce n’è, in genere un buon impianto percorre almeno 100.000 km prima di aver bisogno di qualche intervento, di routine c’è solo il filtro che va cambiato ogni 20.000km al costo presso un installatore di 20€.
  19. Ieri ho eseguito la terza revisione alla mia Ypsilon Eco Chic 1.2 benzina/GPL del 2018 e si è reso necessario anche il cambio di pneumatici, che ormai iniziavano ad usurarsi. Stamattina ho notato che la spia della pressione mi si è accesa all'improvviso e sul display mi è apparsa la scritta "Controllare press. Pneum." Io l'ho controllata con il compressore che avevo a bordo ed era quella riportata sul manuale di uso e manutenzione. È la seconda volta che in 8 anni cambio il treno di gomme ma la prima volta quello scherzo non me l'aveva fatto. Da cosa può dipendere? Forse mi conviene farla vedere in un distributore o dal gommista che me le ha cambiate?
  20. ho pensato più ad una HPE anche se spero si possa far meglio
  21. avete notato che tutti ci stiamo concentrando a speculare sull' aspetto della futura Y e Gamma ma nessuno "osa" tentare sulla futura Delta ? gli aspiranti designer di Autopareri sono anime sensibili😇
  22. Su base SLTA Large di Stellantis, con motorizzazioni MHEV, PHEV ed elettrica, il modello Lancia (Codice interno L74), sarà un C-SUV. Notizie da Motor.es e rumors da l'Argus.fr
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