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Yakamoz

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  1. Forse lo criticano in tanti perché oggi in tanti sopravvalutano (o mitizzano...) questo aspetto, importante sì ma fino a un certo punto. Mentre fino a dieci anni fa di certe cose tipicamente "social", o comunque amplificate a mille dal web, così come di comunicazione motivazionale, ce ne fregavamo altamente. Ai bei tempi () stavamo a sentire gli ingegneri e non i mental coach. Adesso invece sono gli ingegneri che diventano mental coach. Ciò detto, concordo con te che, se si vincesse, Binotto con quella bocca potrebbe dire ciò che vuole. Mentre, se si perde male, ai vari aspetti di critica si aggiungono anche le sue dichiarazioni ai media. Anche se, io lo continuo a sostenere, a far male dovrebbe essere ciò che dice, e non come lo dice. Poi ci sarà sempre la dichiarazione che esce meglio e quella che esce peggio, perdinci. Ma la cosa riguarda un po' tutti, anche i suoi colleghi.
  2. Sta diventando veramente ripetitiva questa argomentazione. E' vero che ormai siamo circondati da "mental coach", "real life coach", influencer, e chiacchieroni di ogni tipo, ma, per piacere, possiamo ancora attenerci al mondo reale, in cui il lavoro di team principal è leggermente più ampio e più incasinato? Poi, voglio dire, che accidenti ne sappiamo noi di come Binotto motiva o comunica con i suoi collaboratori. Tutto quello che conosciamo sono le sue dichiarazioni pubbliche, o come vengono riportare dai media, che non c'entrano niente con la motivazione, il team building, la leadership e balle varie. Al massimo potrà scoraggiare i tifosi (o gli azionisti). Se Binotto dice, che so, che non ci ci si sta capendo niente sulle prestazioni della macchina, l'aspetto allarmante dovrebbe essere non che lo abbia detto in pubblico, ma che stia coordinando male lo sviluppo della monoposto. E' un po' come il tizio che guarda il dito e quello che guarda la luna. Poi boh, sbaglierò io... A proposito. Condivido con voi questo parere, che a me sembra illuminante: https://www.quotidiano.net/blog/turrini/vengo-dopo-il-gp-by-duchessa-13-5.7668
  3. Scusate, ma alla fine sta 6 speed era più divertente da guidare rispetto alla 55 classica? Perché se è così abbiamo trovato la ragione giustificatrice della sua esistenza. In caso contrario, tutto quello che mi viene in mente è che qualcuno al reparto trasmissioni abbia spinto per questa cosa del cambio a 6 marce, sia stato accontentato, e alla fine, accortisi che non cambiava nulla e addirittura che peggioravano le prestazioni, l'abbiano comunque messa a listino per recuperare i costi, sfruttando l'effetto-novità di un cambio a 6 rapporti che all'epoca era più unico che raro, e addirittura una novità assoluta su un'utilitaria.
  4. Non voglio difendere l'operato di John. Anzi, fin qui sono molto scettico su diversi aspetti. Ma si tratta di aspetti squisitamente operativi. Del folklore non me ne faccio niente. Lapo Elkann fin qui si è dimostrato capace di lanciare qualche piccolo brand di moda (automotive e non), grazie al suo nome, alle sue entrature negli ambienti mondani e - incidentalmente... - grazie alla linea di credito illimitata o quasi di cui dispone. Il presidente della Ferrari è un altro lavoro. Se ne sono occupati personaggi del calibro di Marchionne, Ghidella, Montezemolo. Per tacere del fondatore. Tutti hanno vissuto successi e fallimenti. Se John Elkann ha una possibilità su 100 di avere successo, sia nella parte commerciale sia in quella sportiva, io francamente il buon Lapo lo lascerei a godersi le gare di F1 facendo tifo ai box.
  5. Parentesi. Mi ricordo ancora la Punto 6speed nuova fiammante, prima auto del figlio di amici. Era una delle prime Punto che vidi, e la prima in cui salii. A me mancava ancora qualche anno alla patente. Era di un blu metallizzato che dava sull'elettrico. Quant'era bella mannaggia.
  6. Non ha la stravaganza degli ultimi modelli Jeep di fascia media e bassa, ma forse è un bene... Comunque hanno lavorato bene sui dettagli, per differenziarla da una Tiguan qualsiasi. Con una motorizzazione sui 150 cavalli e retrotreno elettrificato sarebbe ottima.
  7. Bah, sai. Considerando John e Lapo che sono usciti - con rispetto parlando - dallo stesso buco, sono cresciuti in seno alla stessa famiglia, nello stesso luogo, hanno lo stesso numero di passaporti in tasca... in cosa consisterebbe la maggiore italianità di Lapo? Sulla pazzia concordo. Ma non mi sembra un valore aggiunto.
  8. ... e magari Forghieri come DS. Queste pagine - bar sport sono una peggio dell'altra. Da un'altra parte leggevo un lucidissimo e argomentato j'accuse alla presidenza Ferrari, per la quale si invocava il nome nientemeno che di Lapo Elkann, perché lui va nei box a tifare, è uno di noi, non fa la bella statuina come il fratello.
  9. Tutti i pasticci (e le sfighe, siamo onesti) Ferrari in questa gara mi sembrano poca cosa rispetto alla situazione ormai stabile in cui versa la monoposto. Su questa pista, secondo i valori saldamente espressi prima della pausa estiva (o della direttiva FIA, scegliete voi…), Ferrari doveva portarsi a casa una vittoria facile facile. Invece non solo RB è stata un miraggio in ogni momento della gara, ma perfino la Mercedes è stata in grado di fare la voce grossa, estremizzando le strategie e marcando giri veloci a ripetizione con entrambi i piloti. Avevo già scritto qualche commento fa che dovevamo riprenderci Jean Todt, per cui non ripeterò anche qui che DOVEVAMO RIPRENDERCI JEAN TODT.
  10. Piano, non giungiamo a conclusioni affrettate. Leclerc-Todt hanno fatto la loro scommessa sul team Ferrari, e viceversa. Mettersi a remare contro, adesso, non serve a nessuno. Non mi sembra la scoperta dell'acqua calda dire che Leclerc è molto arrabbiato (non so, dovrebbe essere felice?). Il punto è cosa succede dopo la rabbia. Nel momento in cui cazzia la squadra privatamente, ma poi all'esterno mantiene l'aplomb e rinnova la sua fiducia, ci troviamo nella piena fisiologia delle cose. Compreso il doversi rassegnare di nuovo a vincere "l'anno prossimo", spezzando le aspettative ai massimi livelli di questo inizio campionato. La squadra ha fatto un enorme progresso tecnico e organizzativo, mentre si sta rivelando inadeguata e impreparata su altri fronti. Chi è lì dentro ha modo di capire molto meglio le cose, specialmente se ai guai sono stati predisposti i giusti correttivi o meno. Il polso della situazione ce l'avrà sempre Leclerc. Se riterrà senza speranze la sua attuale collocazione, cercherà di accasarsi altrove pensando solo al suo sacrosanto interesse (quante ne sono state dette su Alonso perché ragionava allo stesso modo...). Se invece avrà ragione di credere in una nuova fulgida èra Ferrari, butterà giù tutti i bocconi amari che servono. A 24 anni si può pianificare il futuro in tranquillità. Nel frattempo, se Leclerc punge il team, se Nicholas Todt viene visto in una brasserie di Stoccarda con Toto Wolff o a chiacchierare nel paddock con Horner, significa che ognuno sta facendo semplicemente il proprio lavoro, che è quello rispettivamente di far vincere la propria squadra, e di tenere il proprio pupillo sempre appetibile sul mercato. Personalmente, non sono fra quelli che gridano "dategli una macchina", "dategli un muretto", "dategli un team principal", "dategli un presidente come Lapo Elkann" (sic!!!). Per quanto sia stata dura fin qui, io non tifo né per il pilota né per la squadra, ma tifo per il progetto. Tifo per Leclerc che vince con la Ferrari. E il tifo porta a essere irrazionali, a sostenere sempre la stessa causa contro tutto e tutti, perfino contro l'evidenza.
  11. Mattia Binotto lo ritengo il miglior TP Ferrari dal dopo-Todt (anche perché far peggio degli altri era dura). Io poi personalmente ho a lungo invocato un capo-ingegnere, che in un team fortemente organizzato tipo RB o Mercedes è sicuramente superfluo, ma in uno smarrito e senza una precisa direzione/filosofia tecnica ritengo sia un valore aggiunto. Resta il fatto che è troppo lavoro per una persona sola, e le falle (nonché i limiti umani) nel meccanismo sono clamorose e ben osservabili. D'altronde Horner ha il supporto irrinunciabile di Helmut Marko. La Mercedes si è avvalsa per anni di un eccezionale manager/consulente come Niki Lauda. Nella Ferrari che vinceva, il potere era addirittura tripartito, con Todt, Brawn, e Montezemolo che si prendeva i meriti degli altri due, ma almeno aveva uno stile di presidenza barricadero e di forte supporto agli altri due. Sicuramente il team Ferrari maturerà e migliorerà ancora, ma intanto ogni anno perso è una sconfitta, e le sconfitte alla lunga logorano...
  12. Non è la prima volta che tocco quest’argomento, lo so. Ma ogni volta che ci ritroviamo in queste situazioni miserande, il diavoletto mi chiede: e se ci fossimo accattati Jean Todt quando ci si è suadentemente proposto? Probabilmente non avrebbe cambiato l’epilogo di questo campionato. Forse avrebbe anteposto certe sue vecchie ambizioni inappagate (tant’è che lasciò la Scuderia) al bene del team. Ma sicuramente avrebbe evitato certe porcherie a vantaggio dei soliti noti. Un’eminenza grigia serve sempre (cit.)
  13. Vedendo la gara si direbbe che la famosa direttiva salva-Mercedes abbia fatto la fortuna di qualcuno e la rovina di altri. Spero di capirne di più nei prossimi giorni, quando le solite due o tre firme affidabili si saranno pronunciate sulla gara di oggi. Per il momento rimane l’amaro in bocca di questo continuo scollamento tra ciò che gli appassionati credono di seguire in tv e ciò che sembrerebbe essere già deciso fuori dai circuiti abusando di direttive, interpretazioni, cavilli e congelatori. Intendiamoci, alla fine vincerà comunque il migliore. Ciò che dà fastidio è capirci sempre di meno, assistere a vittorie e sconfitte sempre più scollegate dal puro responso della pista. L’unica cosa certa per noi tifosi sulla quarantina era l’adagio secondo cui, al giorno d’oggi, non esiste più il coniglio nel cilindro che ti fa guadagnare un secondo da una gara all’altra, ma solo i piccoli affinamenti che, se va bene, portano un decimo/un decimo e mezzo. Bene, oggi Verstappen quattordicesimo aveva già la vittoria in mano dopo metà gara. Prendiamo atto. Per il resto, poco da dire. I team-radio dei due ferraristi erano qualcosa di desolante: l’ingegnere di Leclerc ormai gli dice solo “preferisci la A, la B o la C?”, mentre Sainz, con Perez all’orizzonte e Russel alle calcagna, chiedeva disperatamente se c’era margine per un pit stop a 5 giri dalla fine. Se non altro i primi giri sono stati ricchi di pathos. Soprattutto grazie ad Hamilton. Il team-radio di Alonso è una delle cose più belle di quest’anno.
  14. Però dovrà fare una partenza da buon padre di famiglia, e non è detto che basti, vista la probabilità di ritrovarsi vittime totalmente incolpevoli di incidenti alla prima curva di Spa. È quasi meglio partire in fondo al gruppo e raccogliere comunque le posizioni che ti lasceranno in regalo gli altri a pochi metri dal via. Comunque, se l’azzardo funziona, siamo tutti contenti.
  15. Sei pagine di battute sulle strategie Ferrari… potete almeno variare un po’ l’argomento? In alternativa va bene anche scrivere qualcosa di serio 😉 Bene o male abbiamo avuto tre settimane per pensare ad altro, suvvia!
  16. Dando per scontato che entrambe le tipologie di auto soddisfino ugualmente le esigenze dell’acquirente, la A3 è su un altro livello di prestazioni, sicurezza, dinamica di guida. Poi, come già detto sopra, le condizioni e la storia dell’esemplare specifico sono essenziali su auto così anziane, così come il chilometraggio, che giocoforza dà un’indicazione della vita residua del mezzo. Per cui meglio una buona Musa di una cattiva A3 (e viceversa).
  17. Mi sembra, al più, una indelicatezza. Non è che altrove i cambi di casacca avvengano tra scambi di doni. Anzi, Alonso firmerà senza avvisare, Ma Szafnauer avvisa senza aver firmato 🤦🏻‍♂️
  18. Non credo che abbia firmato di proposito dopo il 31 luglio apposta per far scadere l’opzione di Piastri. Né credo che dopo il 31 luglio sarebbe dovuto rimanere per dovere morale in Alpine anche a condizioni peggiori. Tanto più che il suo posto è stato preso proprio da Piastri, con o senza opzione. Io semmai ho qualche dubbio nel merito: con Alpine almeno qualche sportellata in zona punti riesci a darla. Con quegli altri non so.
  19. Non per sottovalutare l'enorme lavoro antecedente alla commercializzazione di un modello, ma non è un po' lunga l'attesa fino al 2024, per un modello per il quale bisognava - a quanto pare - definire solo il design? La B-suv Jeep è praticamente pronta. Vogliono spremere ancora il modello attuale, o ci sono ragioni tecniche?
  20. Mi hai fatto ricordare i bei tempi in cui "aaah, se Hakkinen guidasse la Ferrari...!!!"
  21. Io mi sono trasferito ad aprile da un bilocale ad un appartamento di 120 mq. Trattandosi di una casa in un contesto piuttosto pregiato e in un bell'edificio, desiderando un arredamento che fosse all'altezza delle finiture, ho dovuto pianificare gli acquisti in maniera oculata (anche perché le rate del mutuo si fanno sentire), spingendo molto su certe cose, e andando un po' più al risparmio (Ikea, Maisons du Monde, La Redoute ecc.) sui dettagli, dove, anzi, coi succitati marchi puoi ottenere una bella resa. La cucina per fortuna era già presente, così come il mobilio dei bagni. Non ho badato a spese per letto, divano e tavolo da pranzo, che sono tre elementi essenziali anche esteticamente, perché impreziosiscono tutta la stanza (e per sostenere il nostro artigianato). Guardaroba della camera da letto e libreria del salotto li ho fatti fare su misura (anche qui volevo impreziosire l'ambiente), ma studiando bene materiali, accoppiamenti di colori e misure, ho potuto servirmi in larghissima parte di elementi di misura standard, risparmiando tanto e ottenendo un impatto visivo eccellente. Premetto che dopo alcune ricerche mi sono imbattuto in un professionista vecchia maniera, onesto, efficientissimo, e con una competenza - mi spiace dirlo - che adesso latita. Gli ho fatto perdere sabati pomeriggio interi facendogli scartabellare campionari e brochure modificando completamente i suoi progetti, ma una volta che ha capito cosa volevo e quanto volevo spendere, mi ha servito in un modo ottimo. Per tutto quello che riguarda comodini, scaffali, poltrone, piantane, abat-jour, tappeti, plafoniere e dettagli vari, sono andato sulla grande distribuzione. Ikea, bisogna dirlo, se stai cercando mobili di misure improbabili o soluzioni creative, è il top. Se cerchi comodini sogliola, scaffali strettissimi, cortissimi ma altissimi, o un comò moderno che sia alto più di un metro, puoi esser certo di trovarlo. E alcune linee sono davvero eleganti (per quello che devono fare). Dimenticavo. Frequentare assiduamente i mercatini dell'antiquariato. Purtroppo/per fortuna i prezzi stanno calando inesorabilmente, e con pochi soldi ti metti a casa dei mobili o dei complementi deliziosi, di legno massiccio e con finiture ormai introvabili, se non andando tramite Le Fablier e simili (e pagandole il quadruplo).
  22. Essere infarciti di teorie e non saper guardare fuori dalla finestra. Perseguire cocciutamente il proprio programma contro qualsiasi evidenza. A un certo punto ci vuole l’umiltà di fare un passo indietro, oppure, in mancanza, l’autorevolezza di licenziare gli incapaci. Ci vuole una bella scossa. Oggi eravamo al livello “Fernando, use the best of your talent”©️2010
  23. Parliamoci chiaro. Se Russel mantiene la prima posizione al via ci attacchiamo al tram. Il secondo può passarlo con i pit stop, ma il terzo deve cavarsela in pista e non la vedo semplice. È vero che nelle ultime edizioni non sono mancati i sorpassi, ma la differenza di velocità deve essere massiccia. Speriamo…
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