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3volumi3

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  1. Secondo me la Cinquecento sarebbe duvuto essere una cosa del genere: Low cost, citycar, spartana, ma con quel qualcosa in più nel design. Al di la di certe soluzioni rivoluzionarie specialmente all'interno, nella (prima) Twingo c'era qualcosa che mancava alla piccola Fiat: una personalità forte*. E in questo settore, dove non hai altri argomenti di vendita a parte l'economicità, offrire un prodotto con una personalità forte fa la differenza, come infatti le vendite hanno dimostrato. Infatti anni dopo, ecco un'altra citycar di successo che fa della personalità la sua principale freccia nell'arco: Cinquecento sembrava in confronto la svogliata esecuzione di un compitino noioso. E se alla fine è venuto fuori qualcosa di dignitoso è anche perché alla base c'era pur sempre il prluridecennale know-how FIat su come costruire buone citycar. * Non a caso il suo designer era una personalità forte, Patrick Le Quément (che poi magari non tutti apprezzano il suo portfolio, ma era qualcuno che osava).
  2. La Cinquecento è stata la sostituta della 126, da questa ereditava il bicilindrico, ultima applicazione di questo motore in casa Fiat. Essendo una citycar come quest'ultima, si poneva a un livello diverso dalla Panda, vettura più utilitaria a tutto tondo, mulo insostituibile in campagna e in montagna. Io ero un ragazzino quand'era uscita e mi ricordo l'effetto "meh" alla sua presentazione. Da un'utilitaria Fiat forse ci si aspettava qualcosa di più innovativo. D'altronde le citycar precendenti portavano la firma di Dante Giacosa, mentre la stessa Panda era frutto del genio di Giugiaro. Era difficile competere con tale eredità. Poi forse c'era anche una grande aspettativa che si era creata, visto il nome "impegnativo" e carico di nostalgia che si portava dietro (poco interessava all'uomo di strada che fosse scritto per esteso). Come non ricordare la prima pagina di Cuore alla sua uscita, che la perculava senza pietà (facendo invece uno spudorato endorsement per la Suzuki Maruti ) Però la sostanza c'era. La stessa inglesissima Top Gear in un confronto del 1994 tra Mini Rover e Cinquecento Sporting fa vincere quest'ultima (c'è da dire che l'inglese era però praticamente una vettura d'epoca )
  3. Ma quanto mi piace questa coda, con quella fascia di lamiera annegata tra vetro e luci posteriori? Se fosse entrata in produzione @angeloben avrebbe avuto altro materiale per la sua disamina sui doppi lunotti comparsa sul thread sui dettagli curiosi
  4. Va bene, ammetto che considero il Qasqhai come il capofila del seglmento crossover C, quello che ha dato il via a questa (per me, sia ben chiaro) discutibile moda dei veicoli a baricentro alto e dalla superfice vetrata laterale sempre minore. Ma ripeto, sono gusti personali e mi rendo conto di essere in minoranza, quindi vincete voi Ad ogni modo, mi viene da pensare che il problema estetico di Croma II sia stato quello di non essere ne carne ne pesce. Non aver osato fare un veicolo con proporzioni da vero crossover (più alto), e di contro non essersi limitati a fare una classica sw segmento D slanciata
  5. Avrete sicuramente ragione, dato che tutte le risposte al mio dubbio citano l'estetica, e quindi mi adeguo al sentire comune. Però quando penso che dopo un anno avrebbe cominciato a spopolare questa, che non mi pare fosse proprio bella e slanciata, c'è sempre qualcosa che non mi torna
  6. Ma infatti io mi chiedo come mai fu un flop la Croma II. Era uscita in un periodo in cui le SW grandi avevano ancora un loro perché (prima della mania di suv e crossover), aveva un design gradevole e rassicurante, (immagino) discretamente motorizzata per il periodo, (in teoria) solida perché condivideva molto con Saab, e infine 15 anni fa Fiat aveva ancora un nocciolo duro di clientela nazionale affezionata a prescindere 🤔 (scusate l'OT)
  7. Se ti può consolare, recentemente sono andato con decisione contro la macchina di un vicino nel garage condominiale. Stavo aspettando una persona e quando questa è arrivata sono andato verso di lei in retromarcia senza notare che nel frattempo un tizio si era messo dietro di me in attesa che il cancello della rampa si aprisse E guido da una vita 🤦‍♂️ Ad ogni modo non c'è niente di peggio che essere insicuri e aver paura, quando si guida. Rilassati, abbi fiducia di te stessa e ricorda che tutte le cose diventano facili con l'esperienza. Buona fortuna!
  8. Più che altro non dimentichiamoci che l'automotive (e non solo) sta vivendo quella che sta già passando alla storie come la "crisi dei microprocessori". E questa carenza di chip sta spingendo molte case a ridurre o rimandare il più possibile i contenuti ad alta tecnologia dei modelli (o dei marchi) più economici.
  9. Mistero risolto https://www.teatromassimo.it/photogallery/carmen.html E' un allestimento della Carmen che gira per i teatri da un po' e le Mercedes sono usate dagli zingari contrabbandieri (https://www.connessiallopera.it/recensioni/2021/vienna-wiener-staatsoper-carmen/)
  10. Proviamo a ribaltare la questione. Non pensi che invece sarebbe stato strano se dopo sei anni in cui hai guidato solo una vettura vecchia di 27 anni (che quindi frena e accelera poco) non ti fossi trovata impacciata al volante di una nuova vettura? Come ti hanno già risposto è solo questione di abitudine, o, meglio, di adattamento inconscio del nostro organismo allo sforzo richiesto dai comandi della vettura che utilizziamo sempre. Quindi direi che non sei tu che sei impacciata, anzi. Sarebbe più impacciato uno abituato a guidare solo auto dell'ultima generazione che all'improvviso dovesse guidare la tua Astra del '94. Probabilmente rischierebbe di schiantasi alla prima frenata
  11. Già si immaginava la versione della DMC-12 per il mercato italiano
  12. Che poi, sostituisci le bombole gpl/metano che la Multipla aveva già previsto di alloggiare sotto il pavimento con le batterie ricaricabili per la trazione BEV e si capisce ancora meglio quanto fosse a prova di futuro. Mi stupisce che nessuno ne abbia ancora fatto un restomod in chiave elettrica
  13. Concordo pienamente, l'ultimo esempio di industrial design anticonformista italiano, prima che ci si rinchiudesse nella confort zone di suv e crossover. E non è un caso che fosse protagonista di film ambientati nel futuro prossimo D'altronde siamo nei ruggenti anni '20, no?
  14. Fatto, ora a te l'onere e l'onore di risolvere il mistero
  15. In effetti la targhetta Yugo a ben guardare c'è (o almeno traccia della sua passata presenza). Però c'era qualcosa che non mi tornava e allora ho fatto ingrandire l'immagine dalla scientifica: Quello che non torna è che c'è anche la targhetta Koral che, se non erro, era riservata solo alla versione Innocenti (ci sarà anche una Yugo Koral, ma sarà solo un modello sucessivo prodotto dal 2000). Questa la versione Innocenti con la taghetta Koral a dx Questa la versione Yugo senza la targhetta Koral a dx: Quindi sembra che una delle due targhette presenti nella macchina fotografata sia incongrua. Però, a ben vedere, parrebbe che i paraurti siano della versione Yugo, dato che quelli Innocenti erano più "integrali": Quindi, boh
  16. Ah… una 127 in salsa balcanica*! Non ne vedo una da… da trent’anni. (semi cit.) *anche se questa è la versione per il nostro mercato, in cui è in incognito sotto un rassicurante marchio italiano ormai sparito
  17. Immagino sia anche una scelta "furba" dei costruttori. La moquette assorbe e nasconde tutta la sporcizia che dalle scarpe degli occupanti finisce sul pavimento.
  18. Sai cosa? Dopo aver scritto il messaggio mi sono reso conto del perché preferisco il design di quel periodo a quello contemporaneo. Perché era pensato per un pubblico adulto. E con adulto non intendo a livello anagrafico, ma a livello psicologico. Mentre infatti guardavo gli interni delle vetture di oggi, specialmente i modelli flagship o premium che dir si voglia, non potevo fare a meno di pensare che tutte quegli inserti led luminosi multicolore sparsi per l'abitacolo, tutti quei tablet distribuiti per tutta la plancia che restituiscono grafiche da videogioco, tutte quelle finte cromature... tutto sembra pensato per appagare il gusto vistoso di un adolescente. E infatti il mood ambientale non mi sembra troppo diverso da quello un 13enne sceglierebbe per la sua cameretta... Ah, gli interni Audi che ho inserito erano della A4 Avant del 2001
  19. Hai centrato il punto. Magari non sono "gli interni più belli della storia dell'auto" (pur sempre una cosa soggettiva), ma penso che in quel periodo BMW abbia raggiunto l'equilibrio perfetto tra qualità, eleganza, sobrietà, dinamismo ed errgonomia nei suoi interni. Non posso che darti ragione: sono invecchiati benissimo, meglio di tutto quello che è venuto dopo. E comunque penso che quello a cavallo tra gli anni '90 e il 2000 sia stato forse il periodo migliore per gli interni delle vetture della triade. Questi i segmenti D Mercedes e Audi, non saranno perfetti come quelli delle coeve BMW, ma sono invecchiati benissimo anche loro, dando un senso di solidità ed equilibrio. Poi è cominciata la fase del barocchismo, del "potevamo-stupirvi-con-effetti-speciali-e-l'abbiamo-fatto", fino ad arrivare a quello che ormai sembra la corsia dei tablet di Mediaworld.
  20. Diciamo che in questo caso per il proprietario l'allestimento HSD era proprio una necessità
  21. Tra l'altro gli interni sembrano pensati per swappare velocemente il posto guida, magari era prevista anche una versione RHT
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