Io sono un produttore di macchine utensili e quindi la ricerca è una componente fondamentale della nostra attività, nel senso che le richieste dei clienti sono di avere impianti sempre più efficienti, più veloci e più precisi. Chiaramente assieme alla ricerca va unita una formazione continua del personale tecnico-ingegneristico. Noi, nel corso degli anni, abbiamo fatto una gestione oculata e lungimirante che ci ha permesso e ci permette di reinvestire proprio nel R&D e nella formazione che ne deriva. Questo ci ha permesso, anche durante gli anni della crisi, di rimanere comunque solidi e, addirittura, di aumentare il fatturato. Tuttavia, per riuscire a mantenere questa strategia, abbiamo dovuto delocalizzare parte delle lavorazioni in Polonia e, purtroppo, licenziare parte dei dipendenti.
Io cerco sempre di favorire l'assunzione dei giovani e, son convinto, che a lungo andare questa sarà una strategia vincente, però il divario tra mondo delle imprese e della scuola è ancora troppo ampio. A Brescia ci sono un CFP e un ITIS finanziati, interamente penso, da Associazione Industriale Bresciana e da vari imprenditori (tra cui ci sono anch'io) che prevedono percorsi di stage prolungati e un contatto diretto col mondo dell'impresa. Questa è l'unica direzione percorribile se vogliamo che i giovani siano preparati al lavoro e che le imprese possano assumerli con la giusta convinzione di compiere un giusto investimento.
Ribadisco, il problema per cui le aziende non investono in formazione del personale è il costo del lavoro assolutamente troppo elevato che taglia le gambe a molti imprenditori, magari più piccoli di me.