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3volumi3

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Tutti i contenuti di 3volumi3

  1. Scusate, quando ho letto pinto vicino a sicurezza non ho saputo resistere...
  2. Sì, è probabile, anche se il buon vecchio 4R dava la modifica per certa, immaginandosi la versione definitiva nell'illustrazione che apre l'articolo da cui avevo tratto la foto. Notare anche la versione cabiro a quattro porte, probabilmente su ispirazione della coeva Citroen Visa. Ma la versione che veramente avrebbe fatto la differenza (e che comunque la stessa 4R ammetteva che era solo una lontana ipotesi) sarebbe stata quella che ho evidenziato qui sotto
  3. Intendi questa, giusto? Sì, infatti ha il frontale più inclinato rispetto alla Uno, ma tini conto che quando erano uscite queste immagini la Uno era già in commercio da mesi, per cui sembrerebbe sia stata una scelta deliberata voler diversificare il frontale della Turbo dagli altri modelli.
  4. Non so se questa "mai nata (così)" sia stata già postata. Si tratta di una versione pressoché definitiva della Uno Turbo, mostrata da 4R nel luglio '83 (secondo la rivista sarebbe entrata in produzione così, avrebbero aggiunto solo lo spoiler attorno al lunotto). Come potete osservare a Torino si pensava in un primo momento di caratterizzare maggiormente questa versione sportiva, andando a modificare una parte importante come il frontale. Come poi spesso accade, i contafagioli di corso Marconi hanno portato a più miti consigli i responsabili di prodotto [senza fonte :D]
  5. No, per carità, siete bravi. Ma stiamo parlando di Lancia, che ha fatto la storia dell'automobile, non di un marchio coreano o di una Seat qualsiasi. Se dovessi scegliere tra la fine di Lancia e il vederla rimarchiare noiosissimi SUV, preferisco la prima opzione. Anche perché pure la seconda opzione rappresenta una fine, solo più subdola e triste.
  6. Sì, certo, Apple e Samsung ci saranno sempre e investiranno sempre, specialmente nella fascia alta del mercato, come nell'automotive ci saranno chissà per quanto Tesla (che associo ad Apple) e realtà come Toyota e VAG. Ma pensiamo a quali erano le realtà nel mondo della telefonia portatile solo pochi anni fa (ma questo discorso vale per l'hi tech): LG, Blackberry, Sony, HTC, Nokia... colossi spariti o drasticamente ridimensionati nel giro di pochi anni. E pensiamo a quanti nuovi oscuri marchi cinesi (e non solo) possono permettersi di assemblare da zero smartphone prendendo un pezzo qui e uno là. Basta farsi un giro su marketplace specializzati in prodotti cinesi. Per un'Apple e una Samsung che possono permettersi R&D, quanti sono i marchi che si limitano ad assemblare componenti da terze parti?
  7. La carrellata proposta in questo thread è degna di uno freak show da circo Barnum: carrozzerie sgraziate, sporporzionate fino al grottesco, malformate, caricaturali, affette da nanismo o gigantismo... Ma al di là delle facili ironie, questo mi ha portato a due considerazioni. 1) Fino a qualche lustro fa, un passaggio obbligato per chi voleva lanciarsi ne campo automotive era riconoscere i propri limiti e chiedere la consulenza di uno studio di industrial design del settore, il più delle volte italiano. Adesso invece mi pare che la facilità con cui si possa "progettare" virtualmente generi un effetto Dunning-Kruger, per cui ci si improvvisa designer pasticciando con i SW 3D, esattamente come farebbe un qualsiasi profano (e qui in AP la maggior parte dei rendering che ho visto da voi appassionati sono nettamente più professionali di questa roba). 2) Con le dovute differenze, penso che nell'automotive, stante il suo passaggio dall'endotermico all'elettrico, dal meccanico all'elettronico, a medio/lungo termine potrebbe succedere quello che sta accadendo oggi per l'high tech. Ossia che i prodotti finali saranno sempre più il risultato di assemblaggi di componenti "off the shelf", e questo permetterà a un numero sempre maggiore di nuove realtà di affacciarsi nel settore con proposte sempre più mediocri ed economici. Si veda cos'è successo con l'elettronica di consumo: fino agli anni '80/90 c'erano moltissime aziende che sviluppavano prodotti di qualità con tecnologie proprietarie e comunque con grandi investimenti in R&D (pensiamo a cos'erano aziende come Philips, Grundig, Telefunken, per citare le più conosciute). In seguito però non hanno potuto competere con i prezzi di altre aziende che si limitavano ad assemblare componenti made in Cina. Quella Cina che a furia di assemblare componenti sviluppati da committenti "blasonati" aveva sviluppato un suo know-how per svilupparne di simili a prezzi molto ridotti. Se guardiamo il mercato globale degli smartphone, l'80% è in mano ad aziende che praticamente non esistevano fino a 10 anni fa. Ora, non voglio paragonare l'automotive al mondo dell'high tech consumer, so che è una realtà molto più regolamentata e vincolata (normative comunitarie, rete assistenza, omologazione, etc) e che questa tendenza non sarà così immediata e totale. Ma secondo me, con le automobili che diventeranno sempre più simili a PC su ruote, e specialmente con i componenti chiave che saranno prodotti da poche aziende (batterie, motori elettrici, chip per l'AI), la macrotendenza potrebbe essere questa.
  8. @L' informatore d'auto Ammettilo, nascondi da qualche parte una macchina del tempo che ogni tanto usi per fare incetta di soggetti per le tue foto!
  9. Non è male, l'unica cosa è che potrebbe essere non adatta al target di riferimento, perché con tutte quelle parti che possono staccarsi (specchietti, targhetta "taxi") è fuori norma per i bambini sotto i tre anni. Però mi sembra ben fatta, ha anche le ruote sterzanti! Si sa già se le pile sono comprese nella confezione?
  10. Effetto serra garantito nelle giornate di sole 😳 Dici bene che "Giocare con le vetrature era un po' la moda degli studi di design del periodo". Il contrario di oggi, dove questo elemento è sempre più sottile e annegato nella lamiera, a causa della tendenza (secondo me stucchevole) a esasperare la forma a cuneo. Nel design odierno la differenza tra finestrini e feritoie sta diventando sempre più labile...
  11. Concordo in parte con te. Diciamo che avevano un design nel quale gli stilemi americani venivano corretti dall'equilibrio europeo. Anche perché se per noi europei nel '75 la Granada era questa per gli yankee era questa cosa molto più barocca e datata Per non parlare delle serie successive. Qui due esemplari del 1980 (EU e USA), tanto moderna e slanciata una, quanto pesante e obsoleta l'altra
  12. Riesumo dopo 11 anni questa discussione (uh, quanti forumisti che purtroppo si sono persi negli anni!) per condividere con voi questo volumetto che ho trovato tra la memorabilia "interna" inerente agli anni in cui mio padre lavorò per l'Alfa Romeo. L'Alfa 33 è stata disegnata da Ermanno Cressoni, ma quello che motli non sanno è che al suo stile collaborò anche Ernesto Cressoni, in forza al Centro Stile della Casa dal 1958. Cattoni non fu però solo un designer, fu anche un rinomato vignettista, che collaborò per molte testate prestigiose. Cosa curiosa, non ha una sua pagina su Wikipedia, ma qui potete trovare un po' di informazioni su di lui. Bene, al lancio della 33, l'AR distribuì internamente un libretto in cui il Cattoni designer del Centro Stile si fonde con il Cattone vignettista. Un'idea del risultato la potete vedere dalle immagini qui sotto. Al di là di tutto, penso che anche questo rapporto così "personale" degli uomini della Casa con il marchio sia uno dei motivi per cui l'AR è percepita con un alone di "romanticismo" dal pubblico di appassionati.
  13. "Scusa, dove te lo lascio il tablet?" "Appoggialo pure lì, davanti a quel telecomando, poi ci penso io a spostarlo" Scherzi a parte, ancora uno o due lustri e i cinesi faranno nell'automotive quello che hanno fatto con gli smartphone: daranno filo da torcere ai marchi generalisti. Anche perché le auto si stanno sempre più smartphonizzando.
  14. Niente, devo imparare a leggere meglio i titoli dei thread, perché sono entrato qui convinto di trovare una roba così...
  15. ...Anche se non direi questa faccia molto parte del parco "circolante"
  16. Se dovessi mettermi in garage qualcosa di obsoleto nella speranza che diventi youngtimer punterei su queste, per pura simpatia e perché rappresentano tipologie di vetture sempre più rare: (esclusivamente in versioni borghesi, non WRX) Bonus, al momento troppo recente:
  17. Segnalo anche la strumentazione totalmente digitale della Soliad Wendover (brand premium della Bruckell scomparso nel 1995). Notare il display touch con le info principali, un antesignano dei moderni tablettoni... e stiamo parlando del 1987!
  18. Molto bella. Filante e armoniosa, una rivisitazione del classico senza scadere nel retrò. Forse le due strisce luminose anteriori potevano fermarsi al passaruota, così mi sembra una soluzione un po' stucchevole, ma è l'unico appunto. Piuttosto mi immalinconisce pensare che fino a pochi lustri fa questa tipologia di design senza tempo proveniva quasi sempre da designer italiani
  19. E pensare che la BL era stata tanto perculata ai tempi, per quell'idea del volante quadrato...
  20. Sì, d'accordo, tutti questi schermi touch sono fighi (e per niente ergonomici)... ma ci si rende conto che al di fuori delle foto di presentazione il real case scenario sarà questo: Cioè, viaggiare con sotto gli occhi il grasso delle tue dita non mi sembra il miglior concetto di premiumness
  21. E' vero. Ad ogni modo, c'è poco da stracciarsi le vesti: si è visto (specialmente negli ultimi 40 anni) che nell'automotive, al di fuori di marchi esclusivi, o ti "normalizzi", o scompari. In un settore deve si sopravvive solo grazie alle economie di scala, non c'è più posto per chi è fuori dal coro nel concepire le soluzioni tecniche dei modelli. Essere originali è diventato insostenibile dal punto di vista economico, anche perché gli stessi acquirenti sono diventati sempre meno consapevoli delle specifiche tecniche di quello che guidano (cfr. il famoso sondaggio di BMW sui proprietari della serie 1, quand'era ancora una trazione posteriore). Marchi che hanno fatto della particolarità progettuale un loro motivo di esistere, o sono scomparsi, o sono stati salvati da un gruppo che li ha "normalizzati". (Saab, Lancia, Jaguar...). Le stesse case "ortodosse" che hanno provato a offrire recentemente prodotti con soluzioni particolarmente innovative sono dovute tornare sui loro passi, come l'Audi con l'A2. Chi rimane che offre ancora soluzioni originali? Boh, forse Subaru con i suoi boxer, magari Mazda che si ostina a mantenere il Wankel (ma lo produce ancora?). Però forse con questa nuova fase elettrica, ci sarà di nuovo la voglia e l'esigenza di sperimentare. E comunque, se Citroen non fosse entrata nell'orbita di Peugeot, probabilmente oggi sarebbe ricordata come uno di quei prestigiosi marchi estinti da tempo, un po' come (per rimanere in terra gallica) la Panhard.
  22. Concordo con chi dice che non ci sarebbe molto da festeggiare. Al di là dei ragionamenti su segmenti C, D, Y, Z... questa fu la prima Citroen a perdere quell'aura di... "Citroen". Ossia di anticonvenzionalità e anticonfromismo. Prima di questa, ogni Citroen aveva qualcosa di particolare, magari anche di controverso (a parte forse la LNA, quasi una Peugeot 104 rimarchiata), ma che la distingueva dalla concorrenza. Con questa, a incominciare da un design scialbo, cominciò a perdere la sua identità.
  23. Che per la normativa americana (li viene venduta come Buik Regal) deve avere una ripetizione delle luci di posizione (visibile nella foto) perché devono vedersi anche col bagagliaio aperto. L'Audi l'ha risolta invece con quei fanali sottili sul paraurti che svolgono la stessa funzione di quelli principali quando il bagagliaio è aperto (e che nel topic sul carry over abbiamo visto essere stati usati come luci di posizione principali per qualche supercar).
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