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Yakamoz

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Tutti i contenuti di Yakamoz

  1. Questo purtroppo è il segno dell'involuzione automobilistica in atto. Il passaggio da "less is more" (veicoli compatti ma ben accessoriati, ben motorizzati, ben curati, per un uso a 360 gradi) a "less is less" ha trasformato i suv di taglia piccola in berline rialzate ad alta resistenza aerodinamica, togliendo il fondamentale requisito di un suv che è la trazione integrale.
  2. Accompagnare un selettore al rapporto desiderato con un movimento rapido e netto, quasi sentendone il perfetto incastro d'ingranaggi sul palmo della mano, dà una appagante percezione di eccellenza meccanica difficilmente surrogabile. Chi si ostina a offrire al cliente questa egoistica e primordiale sensazione invece di imporgli meravigliose economie di scala e sacrosante indicazioni su ciò che lui DEVE volere, dovrebbe meritare un plauso generale, almeno dentro questo forum
  3. Credo che la linea datata (grande cruccio di 3/4 dei modelli del gruppo nati negli anni '90) fosse solo una parte del problema. Stilisticamente la 155 era palesemente un passo indietro rispetto alla 164 da cui mutuava integralmente il design, adattato alla meno peggio su proporzioni diversissime e "sbagliate". Fosse stata commercializzata prima, si sarebbe notato ugualmente, secondo me. Così come Delta II, Lybra e le altre lunghe gravidanze Fiat. Tant'è che anche vedendole oggi, la linea datata passa, ma l'estetica non riuscitissima resta.
  4. Già si vede la mano di Newey
  5. Ma infatti, dov'è che ho scritto che la condivisione delle piattaforme è sbagliata? Il pianale Tipo 2 è stato una manna dal cielo, il problema è la famiglia di veicoli che ci hanno realizzato sopra, tutt'altro che ben diversificata (parlo della cinquina Dedra-Tempra-155-Tipo-Delta II). Proprio nel quinquennio a cavallo tra gli '80 e i '90 in cui i concorrenti diretti hanno fatto un salto d'immagine cospicuo. Nella lunga storia del Tipo 2 ci sono stati anche modelli epici come 156, Coupé, Alfa 916 ecc., ma la 156 era già "il modello del rilancio Alfa Romeo", perché i danni erano già stati fatti. Quanto al discorso dei troppi marchi, non so. Credo che sarebbero riusciti a sbagliare anche con meno modelli. E' mancata proprio la comprensione di come si stava evolvendo il concetto di automobile fuori dai patri confini. Tranne la Punto, che era una macchina bellissima.
  6. Ghidella (ormai i tempi sono maturi per vedere le cose dalla giusta distanza) ha avuto grandi intuizioni e alcuni limiti, forse più caratteriali che altro. Il merito più grande da ascrivergli è sicuramente il suo tentativo di fusione/joint venture con Ford, per ottenere la triade motori/pianali/mercato americano, boicottato da Agnelli e Romiti. La storia gli ha dato piena ragione, vedi FCA. In quell'ottica, la stessa operazione Tipo-4 avrebbe avuto tutt'altro senso, ossia fare cassa con una linea di veicoli di grande successo e remunerativi grazie alla condivisione spinta delle piattaforme, e poi passare allo step successivo, i veri modelli di lusso, con motori V6/V8 e trazione posteriore. L'unica possibilità rimaneva quindi sfruttare il mercato domestico e quello d'oltralpe, e giocare di nuovo la carta delle piattaforme condivise, stavolta differenziando di più l'estetica, ma peccando (molto) a livello estetico e di affidabilità. Lui fu liquidato nel 1988, all'alba del debutto della Tipo, ma la struttura che aveva impostato collassò malamente negli anni successivi, anche grazie alle sapienti mani dei suoi successori.
  7. L’unico fondo in cui Vasseur può sperare è il fondo-schiena, l’unico aggiornamento che funziona sempre (ad avercelo)…
  8. CUT Evitiamo inutili polemiche. Staff Grazie dello zoom E' qualcosa che cozza con il mio personale concetto di convivenza automobilistica, che si basa sulla socialità e non sull'isolamento, ma è chiaro che non si può fermare il progresso: il popolo vuole schermi, e schermi avrà.
  9. Dalle foto vedo solo una serie di ideogrammi poco comprensibili. Tu puoi fare luce sulla sua utilità?
  10. Intanto l'estetica. Poi, più in generale, qualsiasi complicazione sprovvista di qualsivoglia funzione o utilità pratica si presta intrinsecamente alla critica.
  11. Alla vista direi piacevole: esterni che riescono a mantenere un minimo di proporzione e di riconoscibilità, pur nell'omologazione stilistica di questi tempi, e interni come sempre appaganti e perfino vistosi grazie alle combinazioni cromatiche disponibili. La scelta di fare due linee parallele di modelli, una a trazione termica ed una elettrica, fa a cazzotti con gli annunci trionfalistici di quei concorrenti che sbandierano gamme completamente elettriche a partire dal 2027, 2028 ecc... Qui uno dei due ha per forza cannato la sua strategia, vedremo chi.
  12. Credo che la Ferrari sia ben felice di dargli carta bianca (sennò che se lo prendono a fare), ma chiedendo in cambio un certo tipo d'impegno e soprattutto di presenza. Ho come l'impressione, ma magari sbaglio, che la trattativa sia filata liscia finché si discuteva dei massimi sistemi, e si sia arenata sulle modalità concrete di svolgimento dell'incarico.
  13. Infatti. Ci sono vecchietti che non lascerebbero l’automatico per niente al mondo, non per ragioni di salute ma proprio per il comfort. Così come dei giovani che pensano sia un dispositivo per disabili di ausilio alla guida. Per cui io, quelli che rifiutano l’automatico per principio, me li attaccherei cordialmente al cazzo. Il fatto è che su un’utilitaria è miope non prevedere una versione di accesso con trasmissione manuale, per tutte quelle persone che fanno pochi chilometri e di pagare di più per una cosa che non gli serve non ne vogliono sapere. Quelli che considerano una trasmissione manuale come un affronto io li metto sullo stesso piano dei fanatici delle doppiette. Tra l’altro, se oltre al nome e alle cazzate si vuole rispolverare quel concetto di essenzialità e libertà che ha fatto la fortuna della prima Panda, una versione d’accesso con prezzo contenuto, potenza giusta e cambio manuale la vedo perfettamente coerente.
  14. https://www.formulapassion.it/f1/f1-news/turrini-ferrari-rinnovo-consulenza-rory-byrne-2027-newey-cardile Ma che ce frega de Adrianone, noi c’avemo Roribbairn, il super consulente per antonomasia. L’equivalente degli stemmini tricolori appiccicati su tutte le Fiat dell’era Stellantis. Tra le sue consulenze più di spicco, la celebre F14T, di cui vi sblocco un ricordo Me lo ricordo in tv alla presentazione della F2004, era già 96enne e prossimo alla pensione. Ringraziamolo per i bei ricordi e lasciamogli godere i nipotini. Tornando a Newey, averlo a mezzo servizio (come certi anni in RB, e si vedeva) non serve a vincere i mondiali. Grandissimo peccato se la cosa non andasse in porto, ma, come già ebbi a dire, o credi veramente nel progetto, oppure è inutile giocare al raddoppio con Lawrence Stroll. Io comunque tutta questa sfiga a lavorare in Ferrari non ce la vedo. A parte la varietà di competizioni e progetti in cui è impegnata l’azienda, si sono succeduti tre presidenti (Montezemolo, Marchionne, Elkann) sette amministratori delegati e una mezza dozzina di direttori sportivi. La Ferrari di dieci anni fa non è nemmeno lontana parente di quella di oggi. Gliel’abbiamo chiesto in tutte le lingue di venire a Maranello, ma se c’è proprio un’incompatibiltà ambientale, di che stiamo a parlare? Con la buonanima di Marchionne non abbiamo vinto granché (mancò il tempo?), e fece anche lui le sue cazzate. Ma almeno fu il solo a far uscire il team da quel complesso di impotenza, in cui già allora Newey era visto come il Viagra.
  15. Come sulla Ypsilon: scritte LANCIA a caratteri cubitali, e pataccone sul montante C di dimensioni ragguardevoli. Se non altro ci hanno risparmiato i tricolori sparsi ovunque.
  16. Yakamoz ha risposto a j in MG
    Esteticamente è una delle cose più insignificanti che abbia mai visto, ma sono i tempi che ci tocca vivere. Le linee sono un insieme di cliché del perfetto suvvone, arricchite da "citazioni" di modelli della concorrenza. Proprio come le Great Wall e le altre cineserie di vent'anni fa rispetto alle auto del periodo.
  17. Sì, ma si è fatto fare una sedia col suo nome (manco fosse Oliver Stone) accanto a quella col nome del loro partner commerciale, sul set di una pubblicità. Non ho ricordi di un suo omologo che faccia cose simili. Forse potrebbe evitare di sovraesporsi mescolando la propria immagine con quella dell'azienda per cui lavora. Lo so che ha un'alta considerazione delle proprie doti di pubblicitario (e di se stesso in generale), ma non è lui il brand che deve apparire.
  18. Non riesco a capire se l'oggetto della pubblicità sia la macchina o Olivier Francois
  19. Semi OT: giorni fa ero in un salone multimarca. Vado nell'area usato "premium" e trovo affiancate una Grecale e una Granturismo vecchio modello, quella nata nel 2008, auto di cui (già all'epoca) trovavo gli interni datati e approssimativi, con quei pulsantoni di povera origine e l'autoradio della Peugeot 307. Ebbene, li ho riabilitati, almeno visivamente , in confronto con quelli della Grecale, che è sì un'altra macchina, ma è anche 15 anni più giovane. Non parlo di qualità, ma proprio di resa estetica. Una era comunque sontuosa, l'altra sembra più cheap di quello che è. Per non parlare della pulsantiera del cambio, simile a quella degli autobus. Altro semi OT: un paio di mesi fa al Mirafiori Hub ho potuto rivedere l'Alfieri. Non entro nel merito e in discussioni già trite e ritrite, ma il grado di rammarico per la sua mancata commercializzazione è incalcolabile.
  20. Newey, parole testuali di Elkann, di pochi giorni fa ma stranamente passate sotto silenzio: Fonte: John Elkann: «Ricordo le Ferrari di mio nonno accese con mio fratello Lapo di nascosto» | Corriere.it Due cose capisco da questa dichiarazione: 1) Ferrari si è sfilata dalla corsa al rilancio per averlo a tutti i costi. La linea è: "se vuoi lavorare con noi i soldi te li diamo, ma se non sei così convinto e motivato dal progetto, è inutile che ti offriamo il doppio". 2) Se non è Newey c'è comunque una rosa di altri papabili (quali?).
  21. Io ormai nemmeno seguo più i vari scoop che danno Newey a destra e a manca. Tutta speculazione, che oltretutto il diretto interessato non fa nulla per impedire. Ritengo anche fisiologico che, durante una trattativa lunga e all'ultimo sangue, le probabilità oscillino di volta in volta su chi ha fatto l'ultimo rilancio.
  22. Hamilton prima di firmare con Ferrari ha sicuramente chiesto e avuto precise garanzie su come (e con chi) loro intendono perseguire l'obiettivo di vincere il mondiale. Ok anziano, ma mica fregnone. L'addio di Cardile in un frangente così delicato è troppo clamoroso per essere casuale: probabilmente l'annuncio odierno è solo l'ufficialità di un accordo che accontenta entrambe le parti. A questo punto però, Newey o non Newey, è il momento di scoprire gli altarini, se ci sono.
  23. Pare che il cinquino elettrico stia faticando parecchio anche negli States. Ai tempi di Marchionne, che ci teneva a ben figurare con Obama, ci piazzarono sotto il 1.4 turbo e un cambio automatico a convertitore (e ancora ne girano parecchie da quelle parti). Adesso invece abbiamo Francois che vuole mettere la musica di Amarcord come avvisatore acustico per i pedoni, così tutti gli americani penseranno alla dolce vita dei miei co***ni. Magari esporteranno anche in US quelle col 1.0 aspirato
  24. Silverstone 2024. Più che una gara, una lezione di vita. Hamilton ha chiarito alcune cose a sé stesso e agli altri: - ha vinto (su Verstappen!!) a tre anni dall'ultimo successo - lo ha fatto in maniera non facile e non scontata, vista la mezza debacle di Norris (i dati ci diranno se è stato più bravo Hamilton a preservare le gomme o più brava la macchina a non distruggerle) - è la vittoria n. 9 a Silverstone, spodestando Schumacher che era a quota 8. Ogni tanto, un record che non va a Verstappen - non avrà più vent'anni (fra un po' nemmeno trenta) ma si ricorda ancora come si fa a fare il fenomeno. Buon per noi ferraristi. Norris ha bevuto l'ennesimo amaro calice, Gran pilota, non c'è dubbio, ma nelle retrovie è più facile sfoggiare la classe, Il problema è quando si arriva su, al collo della bottiglia, dove di due ne può vincere uno solo. Non che il team gli dia grossi aiuti, eh... Leclerc (e chi dovrebbe aggiustargli le gare, e non fargli i Bozzi) è cascato di nuovo sul suo vulnus preferito. Come in Canada. Non sto lottando per il podio, Sainz è davanti, allora tanto peggio tanto meglio. Cioè, lo dicevano perfino dalla cabina di commento che era una stronzata mettere le intermedie, e tu, che hai il sedere a due centimetri dall'asfalto, non lo capisci? Sì ma se avesse iniziato a diluviare... e allora perché non metti le termiche? Così se nevica vinci la gara. Perez era trentaduesimo, poteva pure farlo "l'azzardo". Almeno dava informazioni utili a Verstappen. Ma lui era nei punti, e quando sei un campione lotti pure per il mezzo punto, e fino all'ultimo giro. Lui lo sa. Ma deve fare chiarezza nel suo cervello. Fortuna della Ferrari che quando non funzione il n.1 c'è sempre il n.2. Solita gara salva punti (e faccia) di Sainz. Quello poteva ottenere e quello ha difeso e ottenuto. Ferrari non classificabile. Le prove libere sono state (saggiamente?) usate da test invernale per cui è normale che gli assetti per la gara fossero di conseguenza. Guardando i crono di Sainz si vedeva come fosse un passeggero, In un breve momento vicino a Russell, e tre giri dopo a 5" da lui. Mancanza totale di consistenza, abbandonato in balìa della temperatura, dell'unidità, del degrado... Speriamo che sia servito a qualcosa. Ciò detto, il futuro mi inquieta. Spero che non vada avanti tutto l'anno la storia del "pacchetto imola o pacchetto spagna" a seconda della gara. Electa una via, non datur recursus ad alteram, cazzo! Già non riescono a sviluppare una macchina, figuriamoci svilupparne due.
  25. Siamo già alla fase “fanno un altro sport”? Benissimo, me lo trovo anch’io un altro sport.
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