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diciottocavalli

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Tutti i contenuti di diciottocavalli

  1. Restyling tremendamente sbilanciato. Avevano poco budget e hanno puntato tutto sull'effetto scenico di un frontale brutalmente rinnovato (senza cambiare furbamente parafanghi e cofano) ma non hanno minimamente toccato coda e interni. Per questi ultimi, avrebbero potuto almeno prendere da scaffale qualche componente aggiornato, come la strumentazione digitale o un volante diverso. Invece, lasciandola così, mi rimane un po' di amaro in bocca, c'è una forte sensazione di aggiornamento lowcost. Confido nella versione rialzata che dovrebbe arrivare (si spera).
  2. In Sudamerica ancora lo usano... So che è stato un cambio decisamente sfortunato, mi chiedo se nel tempo sia stato perfezionato o se rimane una roba da evitare.
  3. È un problema se la CMP viene usata su modelli che vanno molto oltre il canonico segmento B. Perché, almeno per noi italiani, che un'utilitaria non sia troppo larga è un valore aggiunto. E ultimamente le piccole sono diventate ipertrofiche (senza un vero controvalore in spazio e agio interno).
  4. Il frontale nuovo non mi dispiace, peccato che per il resto il modello sia rimasto praticamente invariato, dietro e dentro. L'idea, insomma, è che ci abbiano investito relativamente poco, cercando di cambiare pochi elementi ma "scenografici" così da non sembrare di essere andati al risparmio. D'altro canto, le domande sul futuro di questo modello e del marchio si sprecano, e le risposte latitano. Sempre che il management le abbia chiare.
  5. Mah, secondo me questa non è la versione brasiliana, ma è la Grande Panda europea. Secondo le testate sudamericane, ci dovremmo aspettare almeno qualche dettaglio specifico, che qui manca del tutto. L'assenza del nome sulle fiancate potrebbe essere dovuta al fatto che sui brevetti non compaiono mai riferimenti al nome del prodotto (vedi anche l'assenza totale dei loghi Fiat).
  6. Il motore già prima era il minimo sindacale, ora è anche peggio perché perde 5 CV e deve spingere più chili. Ma soprattutto stride (almeno agli occhi di noi appassionati, vedremo cosa ne penserà l'uomo della strada) un motore così poco ambizioso su una vettura che invece al lancio si proponeva come estremamente sofisticata, ben più di quella che sostituiva nonché di qualunque Pandina. Toyota Aygo X, con questo innesto dell'ibrido, potrebbe costituire un serio problema. Non ha il fascino della 500, ma ora ha quello della tecnologia (e l'ibrido Toyota ha una fama eccellente, anche perché porta risultati concretissimi). Non è spaziosa, ma non lo è neanche la 500. Insomma, il rischio che lo storico appeal della torinese possa non bastare c'è.
  7. Corretto. Tra l'altro, non mi intendo di economia e finanza internazionale ma a occhio la tendenza generale mi sembra non più quella di espandersi e diversificare ma, anzi, rimuovere elementi di complessità, essere più snelli, concentrarsi sul core business. Stellantis ha una quantità enorme di ingredienti che non sa bene come cucinare. Eviterei di aggiungere ulteriori variabili. Il raggiungimento di una massa critica e la riduzione dei costi devono supportare, ma non possono sostituire, una strategia efficace.
  8. Sul Ducato tutto nuovo non ci spero troppo, le notizie più o meno ufficiali davano questa generazione in vita fino al 2030 (a meno che non cambi qualcosa con Filosa, visto che la concorrenza incalza). Però in canna dovrebbero esserci un altro restyling per il 2027 (con adeguamento alle nuove normative) e, non so se contemporaneamente o prima, i motori euro 7/mild hybrid attesi ormai da tempo.
  9. Io spero che sia resa presto disponibile, anche perché RED come allestimento è già fuori listino (dal 2026, in Fiat, RED non è più un allestimento, ma il badge lo si ottiene a prescindere comprando qualunque modello e versione in vernice rosso pastello). Attualmente, quindi, i cerchi bianchi non si possono già più avere, perché l'unica versione che li aveva è fuori produzione.
  10. Mai stato un fan di quella vettura, anzi. Però, per vendere un'auto, bisogna fare i conti con l'interesse dei potenziali clienti. Tra un modello decotto, con basso valore aggiunto ma perfettamente centrato sulla richiesta del pubblico, e un prodotto moderno e ambizioso che però rischia di passare quasi inosservato perché non risponde a una domanda di mercato, forse bisognava trovare un compromesso diverso, soprattutto se la situazione è tale da dover trovare un razionale per la sopravvivenza. Per Alfa, questo è la Junior, per esempio: la Junior vende bene, il marchio ha un paracadute, può spingersi più in là prendendosi qualche rischio. Lancia al momento non ha volumi. Questo la mette in pericolo.
  11. Però se la decisione di Filosa è arrivata o arriverà in queste settimane i programmi potrebbero comunque essere stoppati da un momento all'altro. Detto questo, pur comprendendo le difficoltà dovute ai dazi doganali e allo sviluppo di una gamma globale per Alfa Romeo, non credo il biscione possa uscire dal mercato americano
  12. Dovrebbe essere così da un paio di mesi, per i nuovi ordini di tutti i modelli. Immagino che gli sconti Stellantis di questo periodo siano anche rivolti a smaltire le scorte degli esemplari cinghiati (non la Ypsilon).
  13. Secondo me la Y10 sarebbe la Y-ina di segmento A: in Lancia potrebbero star valutando un'erede diretta della Ypsilon 846. In tal caso, devo dire che Y10 sarebbe un nome appropriato. Capitolo tecnica: dando un'erede alla Pandina, una vettura sinergica si potrebbe ricavare come già fatto in passato. Questo però precluderebbe la strada a una 500 cinque porte, ma forse è meglio così: la 500 è meglio non deturparla (tremo se penso a al precedente di MINI).
  14. Sembrerebbe un paraurti specifico, smussato, per la 4xe. È molto simile a quello di Compass (e ripristinerebbe l'abitudine di Jeep di differenziare bene le versioni orientate all'offroad).
  15. Il fallimento della Hornet è conclamatissimo oramai. Lo stop della produzione è stato motivato dall'introduzione dei dazi, ma è a mio avviso un alibi. È la seconda Dodge compatta realizzata su base Alfa Romeo che fallisce miseramente. La prima fu la Dart, che scontava anche un segmento poco accattivante. Hornet pesca in un bacino più florido, quello dei suv compatti, ma si presenta come un rebadge becero, una roba che puoi fare in Messico o in Cile ma non in Nordamerica (almeno la Dart ci provava a dire qualcosa di suo).
  16. In effetti, unendo i puntini, in rete si trovano riscontri a queste tue informazioni. Al K9 è stata allungata la vita commerciale e ci sarà una versione lowcost (fonte: Vigo), il K0 verrà ufficialmente prodotto da Tofas fino al 2032 e la sua piattaforma sarà anche alla base del progetto di la guida autonoma evoluta per Bolt, infine del Ducato è noto che dovrà tirare avanti fino a fine decennio. Mi chiedo però con quale convinzione un gruppo che ambisca ad essere leader globale nei commerciali decide di non proporre neanche un modello totalmente nuovo. Ormai la concorrenza si fa sotto (nelle recensioni, Ducato sta già prendendo gli schiaffi dal Master).
  17. Peccato, mi aspettavo qualche novità in più, invece è possibile configurare già oggi un Doblò esattamente uguale al Qubo esposto a Bruxelles, tappezzerie incluse. Uniche novità assolute sembrano essere il colore rosso e il Grip Control. A questo punto vediamo se ci sarà, come sembra, un riposizionamento di prezzo. Notare come il badge posteriore QUBO L mantenga il lettering del modello su base Fiorino (tra l'altro, QUBO si scrive ufficialmente tutto maiuscolo) + una L rossa all'apice come sulla 500L.
  18. Poco da fare, in Italia serve il manuale. Si noti anche che le vendite di Avenger manuale non sono state scalfite né dalla pessima nomea del motore a cinghia né dal sovrapprezzo non eccessivo (2 mila euro) della combo automatico + ibrido + catena. Peccato che il 1.2 a cambio manuale non abbia neppure un livello minimo di ibridazione, stile Pandina (inizialmente previsto in PSA ma poi cassato da Tavares).
  19. Ultimamente VW sta pasticciando parecchio tra i marchi, va detto, per una grossa crisi nelle strategie interne che riflette e amplifica quella di tutto l'automotive. Fermiamoci però, per fini di analisi, al recente passato: Audi è sempre stata ben differenziata da Volkswagen. I modelli da A4 in su erano ben distinti, gli interni hanno avuto sempre stile e tecnologie specifici (vogliamo citare l'MMI?), anche modelli come A3 e A1 tutto sommato non potevano essere confusi con i loro omologhi di piattaforma. Il discorso cambia se consideriamo Seat e Skoda, la cui parentela con VW è sempre stata molto visibile. Va però detto che tali marchi erano marginali ed esotici fino all'arrivo di VW: la gente ha imparato a conoscerli meglio e ad apprezzarli proprio come alias del marchio tedesco. Non c'era chissà quale identità preesistente da tutelare e difendere, non sono marchi "snaturati" dalle sinergie, anzi, sono fioriti (soprattutto Skoda) grazie ad esse. Discorso diverso per i marchi di Stellantis. Peugeot, Opel, Fiat sono marchi con storie di alti e bassi, però il mercato aveva sempre chiara una cosa: hanno sempre avuto offerte distinte e gamme che non avevano un bullone in comune. Questo era parte della loro identità. Questa cosa ora è venuta meno: su alcuni modelli lo si vede a occhio, in altri casi è il passaparola che fa rumore (anche l'uomo della strada gira e rigira viene a sapere che "la Panda è una Citroen"). Questo, secondo me, disorienta i clienti e fa perdere di profondità alla percezione storica dei marchi, e conseguentemente li indebolisce. E questo prima ancora che si arrivi a parlare di miglioramenti o peggioramenti nella qualità costruttiva.
  20. In ogni caso, mi sembra che si parli di singoli sviluppi specifici che sono stati fatti in Italia, ma l'ownership delle piattaforme Smart, Small e Medium credo sia rimasta in capo a exPSA, o almeno così mi sembra di capire da un comunicato di Stellantis sul ruolo della Francia nel gruppo.
  21. Per rilanciare la versione passeggeri, immagino. Attualmente è poco più di una variante del furgone con in più vetri e sedili, due colori in croce e un posizionamento poco accattivante. Il Qubo originale, invece, rispetto al Fiorino di partenza cercava di accattivarsi maggiormente il pubblico privato, anche solo nel posizionamento. In un certo senso, il Doblò rivisto in salsa Qubo farebbe meglio concorrenza al Tourneo Courier (che sarebbe di un segmento inferiore ma ormai dimensionalmente siamo lì).
  22. Questo modello (che pure non mi dispiace esteticamente) è stato provato da Quattroruote nella variante italiana EMC, riportando un punteggio finale desolante per quanto è basso. Neanche la solita verbosità della rivista è riuscita a nascondere la severità del giudizio, e questo è tanto più grave se si considera che proprio la stessa rivista ora la mette in palio con l'abbonamento...
  23. Io da una parte capisco quali motivazioni abbiano portato Napolitano a cassare la crossoverina inizialmente prevista: sarebbe stata un'ulteriore proposta di Stellantis insieme a quelle di tutti - e dico tutti, nessuno escluso - gli altri marchi del gruppo, da DS fino a Fiat passando per Opel, tutte su base CMP e più o meno sinergiche. Il rischio concorrenza interna (e quindi di passare inosservati) era reale. Una B-Hatch, invece, la proponevano solo Peugeot e Opel, quindi Lancia ha in qualche modo potuto proporsi in un segmento meno affollato (addirittura nessun altro marchio italico è presente) e quindi potenzialmente spiccare di più. Rimane però il punto che oggi tutto quello che fa tendenza e ammicca a un pubblico sofisticato è a ruote alte. Il segmento B tradizionale sembra "chiuso": sopravvivono le proposte tradizionali e non c'è troppo spazio per crescere o osare. La rinascita di Lancia aveva già sfide enormi, e forse doveva concedersi almeno un segmento -quello dei b-suv - più combattuto sì, ma abbastanza florido da dar da mangiare a tutti.
  24. Io sono d'accordo sul non rifare la Delta, per ora. È un'auto rischiosissima da riproporre e che si muove in un segmento che ormai non tira: insomma, anche ammesso che ottenga il consenso della critica, potrebbe essere comunque un insuccesso commerciale. Lancia adesso ha bisogno di cautelarsi e sparare qualche cartuccia meno ambiziosa ma che possa garantire più facilmente un ritorno e dei volumi, come è attualmente la Junior per Alfa (ricordiamo che da sola mantiene vivo il marchio, commercialmente parlando).
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