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Scelte strategiche gruppo Stellantis NV
Elkann a specifica domanda ha detto che lo stato deve entrare qualora l’azienda abbia difficoltà. Non essendo il caso per Stellantis, non ne vede il motivo. Sostiene che lo stato francese era entrato in psa quando questa era in difficoltà …. Tutto giusto, ma ci deve spiegare perché lo stato francese non se ne e’ più andato. Anche io sinceramente sarei decisamente favorevole all’entrata dello stato italiano almeno fino a che vi è quello francese. Gli agnelli non saranno la fatebenefratelli, però un ricordo agli aiuti passati non farebbe male. Non dico che si deve tornare al vecchio modello del produrre in perdita per mantenere occupazione, però privilegiare paesi come ad esempio la Spagna mi sembra esagerato
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Scelte strategiche gruppo Stellantis NV
.. ’ l’opinione dell’analista Tom Narayan di Rbc Capital, sottolinea l’enorme gap valutativo fra l’azienda europea e Ford e General Motors (NYSE:GM). Senza una quotazione primaria a Wall Street il titolo resterà penalizzato. Su questo dovrà lavorare la nuova Cfo Natalie Knight A fine giugno l’insediamento della nuova Cfo Mancano esattamente 30 giorni all’insediamento ufficiale di Natalie Knight come nuova Chief financial officer di Stellantis (BIT:STLAM) al posto dell’uscente Richard Palmer, e le aspettative del mercato sulla 51enne manager americana sono molto alte. Le ha esplicitate bene martedì 30 maggio Tom Narayan, analista di Rcb Capital, scrivendo che il compito principale della nuova responsabile delle finanze sarà quello di trasferire gradualmente il baricentro finanziario di Stellantis dall’Europa verso l’America. La tesi dell’analista è che soltanto avvicinandosi di più, anche fisicamente, agli investitori americani, Stellantis potrà colmare quel gap di valutazione che la penalizza rispetto agli altri due grandi gruppi Usa dell’automotive, Ford e General Motors. La differenza dei multipli fra le due sponde dell’Atlantico Alla quotazione attuale di 14,54 euro, Stellantis capitalizza 45,7 miliardi di euro, vale a dire solo 3 volte gli utili attesi nel 2024. E’ un multiplo leggermente inferiore a quello di Volkswagen (ETR:VOWG) (3,5 volte), ma drammaticamente più basso rispetto a Ford (capitalizza 7,1 volte gli utili 2024) e a General Motors (5,8 volte). A pesare non sono certo le diverse prospettive di crescita fra le aziende: il consensus degli analisti stima che gli utili di Stellantis saliranno del 3,3% nel 2024 arrivando a 15,5 miliardi di euro. La crescita prevista per Ford è del 4,4% e per GM il consensus stima un calo dei profitti nel 2024 del 2,5%. Questa la spiegazione della sottovalutazione di Stellantis, secondo Tom Narayan: le azioni Stellantis sono scambiate anche a New York, ma Wall Street non è la Borsa di riferimento del gruppo, con la conseguenza che Stellantis non fa parte di molti indici statunitensi e i fondi indicizzati e altri investitori che si confrontano con gli indici non sono motivati a comprare la società. Nel 2022 realizzato in Nord America il 60% dell’utile operativo Eppure il business di Stellantis è più americano che europeo: nel 2022 la società che ha come principale azionista la famiglia Agnelli-Elkann, ha realizzato in Nord America il 47,6% dei ricavi e in Europa il 35,2%. Grazie all’alta redditività dei marchi Ram e Jeep, che insieme rappresentano il 75% delle vendite di Stellantis, negli Usa, il gruppo ha realizzato in Nord America il 60% dell’utile operativo dell’anno scorso. “Se le azioni Stellantis ricevessero dal mercato una valutazione media fra quelle di Ford e GM, il titolo varrebbe il doppio”, scrive l’analista di Rbc Capital che sul titolo ha una raccomandazione Buy con target price a 20 euro. Fuga da Piazza Affari? Problema politico Stellantis, con sede in Olanda, è un gruppo europeo, quotato a Milano, Parigi e Amsterdam. Secondo Narayan bisognerebbe fare diventare Wall Street la Borsa primaria del gruppo, ma una scelta del genere non è tecnica, è una scelta con un forte impatto politico su due Paesi come l’Italia e la Francia i cui governi non vedrebbero di buon occhio la migrazione di una delle principali aziende europee. Può essere che ci sia del giusto nelle osservazioni di Narayan, ma la nuova Cfo Natalie Knight dovrà inventarsi una strategia di compromesso per avvicinare di più Stellantis agli investitori a stelle e strisce. Intanto è già deciso che la manager avrà la sua base operativa ad Auburn Hills, nel Michigan, e da lì farà trasferte in Europa e nelle altre regioni.
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Mah... sono in disaccordo anche con questa analisi. Come detto in Europa Stellantis è più psa centrica, nel resto del mondo piu fca centrica. Nell'ambiente finanziario risulta sempre come Italo-americana o olandese . Ha la sede legale in Olanda e la sede fiscale in Inghilterra. E' formata da aziende di diverse nazionalità e i brand stessi hanno diverse nazionalità. La Proprietà è italiana, il ceo è principalmente a Parigi. Nella fusione Psa è stata incorporata in fca. In quanto conglomerato di brand e multinazionale non mi verrebbe proprio di dire che è Francese, cosi come nonostante la sede sia in Olanda non la definirei un'azienda olandese. Così come non è americana o italiana. Sinceramente per questo tipo di imprese è veramente complicato e forse inutile stabilire una nazionalità. Quello che vi posso dire è che se parlate con uno di Fca Usa e uno di Fca Brasile non vi dirà mai che l'azienda è francese
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Comunque per quanto riguarda gli investimenti in Italia e i modelli prodotti i problemi principali sono 1) il cambio generazionale dell'automotive col passaggio all'elettrico che come ampiamente detto ha ripercussioni sia sulla produzione diretta che, in maniera ancor maggiore, sull'indotto . Si spera che ad esempio le ridotte dimensioni di alcuni fornitori italiani determino una maggiore flessibilità ad adeguarsi al nuovo "mondo". Anche se per i due driver principali dell'elettrico (batterie e chip) possono essere solo appannaggio di aziende enormi. 2) nel Triangolo Usa-Francia- Italia, il sistema paese è chiaramente quello più debole e con la transizione Green le aziende hanno bisogno di un forte supporto statale. Dall'altro lato c'è da considerare che in Europa (contrariamente alle Americhe e a Maserati) i piani investimento di Fca erano quasi al livello di dismissione, quindi partendo da un punto così basso è forse più probabile una crescita piuttosto che il contrario. I Marchi italiani hanno margini di crescita percentuali ben maggiori di quelli francesi ad esempio. Il problema potenzialmente più grande per l'italia io lo vedo invece in Germania, una nazione che costruisce una % molto forte del suo pil e delle sue esportazioni con l'automotive. L'italia è uno dei principali fornitori dell'industria tedesca ed una sua eventuali crisi darebbe grandi problemi. Oltre alle problematiche produttive (mancanza di grossi player in batterie e chip, competitività ridotta nei costi) credo ci sarà anche un problema commerciale. La Germania ha puntato forte in passato ad esempio nei mercati asiatici, principalmente in Cina. Il Mantra nell'automotive tedesco era che si doveva fare un all in in Cina in quanto più grosso mercato mondiale. Secondo me tra qualche anno invece potrebbe diventare una Caporetto
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Ogni tanto viene fuori sta storia... In europa stellantis è più ex psa centrica che ex fca centrica, in America del Nord e in America del Sud è ex fca centrica. Sinceramente non capisco come mai questa cosa risulti così difficile da capire. La proprietà è per lo più Agnellesca, il management è diviso come detto nella prima linea, cosa c'è da capire ??
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Perchè quelli che lo fanno sono aziende che hanno avuto una continuità nella proprietà, nel management etc. I grossi gruppi tedeschi non hanno avuto in questi 20-30 anni grosse problematiche finanziarie e nei periodi meno positivi hanno sempre contato su un forte mercato domestico e una fitta rete di clienti fidelizzati. Ora siamo comunque in un periodo estremamente complesso, dove anche la triade tedesca non so se ne uscirà con tutte le ossa al suo posto. In generale la produzione tedesca potrebbe essere vicina ad una forte crisi, diciamo che gli anni 90-2000-2010 anche per loro sono finiti.
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Non ho scritto che gli utili vengono solo dalla Ex Fra, ho scritto che buona parte degli utili vengono dall'ex fca ( America del Nord e America del Sud). Psa in asia ha fallito ed è stata una Caporetto, in Europa hanno fatto grande economie sfruttando anche bene le piattaforme che avevano, questo gli ha permesso di avere ottimi margini. Psa era più avanti con l'elettrico, si ma non troppo. Basti pensare che l'elettrica più venduta di Stellantis è la 500e, che non ha niente di Psa. Psa è forte in europa in segmenti che verosimilmente saranno quelli che inizialmente sentiranno di più la concorrenza dei cinesi sull'elettrico. Fca ha portato in dote Maserati, che sull'elettrico di alta gamma (quello che verosimilmente porterà anche maggiori margini) era già in fase avanzata. Non Voglio tornare sulla solita tiritera chi è convenuto a chi, sicuramente il matrimonio funziona perchè l'una serviva all'altra, però in ottica globale per me Psa era messa molto peggio e pur avendo conti in ordine generava meno utili di fca
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Col tempo la normale me la sono fatta piacere e comunque Porsche ne ha vendute veramente tante, magari Quattroporte avesse parte di questo successo
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L'idea passo normale, passo lungo non era male, sopratutto per alcuni mercati e come auto di rappresentanza alte cariche. Però dipende anche da che linea avrà. Me la immagino molto più coupeizzante stile Panamera. Comunque, considerando la prossima uscita di scena di ghibli, non capisco davvero come in un gruppo grosso come stellantis, per andare a trovare una berlina segmento E l'unica opzione è quella cacata della ds9... In una Fanta line up di Maserati vedevo perfetto lo spazio per una nuova ghibli.