Tanto per cominciare mi devi dire cosa di buono ci guadagno e non quanto poco ci perdo e poi per formazione resto un bieco economista per cui le perdite sono garantite ma i guadagni chissà
Più seriamente, andando per livelli di importanza:
- parte delle riduzioni di costi è proprio passata per i famosi pilastri della libera circolazione, oppure per esplicita decisione politica del governo dell'Unione (l'ultima: le tariffe in roaming). Guardo al settore ferroviario e vedo delle liberalizzazioni che servivano come il pane (autodimostrate: prima di quelle il settore era all'obitorio), e la definizione di standard tecnici condivisi che ridurranno di parecchio gli ostacoli soprattutto nei prossimi anni.
Se avessimo dovuto aspettare i singoli accordi tra i governi nazionali... campa cavallo, altre due generazioni non sarebbero bastate.
- la questione non è di "frequentare" ma di "sentirsi parte di un'unità". E' la differenza tra essere parte di una famiglia o semplici vicini di casa. Sempre vicini si è, ma i legami sono diversi e con questo anche la volontà di venirsi incontro.
E sì, c'è di base anche una questione di ideale di fratellanza, che mi piace anche perché si porta dietro tutta una serie di valori positivi e disinteressati. E' una visione idealista? Sì, eccome, ed è molto bella. Ne traggo un tangibile piacere mentale.
Da parte dei separatisti io percepisco sempre un'acredine di fondo, perennemente contro qualcosa o qualcuno, mai tesa a costruire qualcosa. Guardo ai miei amici europei e ho un senso di pace. Guardo agli scettici e vedo degli incazzati cronici, MAI, dico MAI qualcuno che mi sappia dipingere un mondo più bello senza l'Unione.
- tanto ideale ha un risvolto pratico non sottile: il fatto di essere concittadini, che votano e vivono insieme e non dei semplici amici di penna facilitati da internet, ha la funzione tutt'altro che simbolica di metterci tutti insieme da una stessa parte della barricata. Dissolve una barriera che altrimenti offre sempre la giustificazione per creare un contrasto (irrazionalmente, ma la offre).
In senso molto pratico, gran parte della merda che c'è stata in Europa in questi ultimi anni è stata tutta causata dagli amati governi nazionali, e relativi sentimenti, e non certo dall'entità politica comunitaria.
Questione immigrati: chi ha contrastato una redistribuzione equa, le istituzioni EU o i governi nazionali? Chi sta fomentando la popolazione contro i problemi, invece di risolverli? I nazionalisti o l'Europa?
Perdio, anche solo la possibilità di far sparire i singoli sentimenti nazionali sarebbe un terno al lotto.
Per non parlare del mantenimento di confini assolutamente fuori dal tempo, vedasi Belfast.
Per me questo punto è il grande assurdo di questi anni. L'Europa funziona male perché i poteri nazionali vogliono mantenere la loro stecca da bravi middle men quali sono ==> soluzione: è colpa dell'Unione