Per come mi sforzo di vederla, siamo semplicemente in una fase del campionato in cui l'andamento sinusoidale di MB e Ferrari si trova agli estremi opposti: MB sta finalmente capitalizzando le enormi modifiche introdotte negli ultimi gp, mentre il pacchetto Ferrari comincia a risentire tangibilmente del tempo trascorso. A questo aggiungiamo la questione olio e fondo pieghevole e il calo della Ferrari è verosimilmente spiegato.
Credo che la risposta da Maranello a questo deficit prestazionale arriverà presto. Ben più diffcile dire se sarà sufficiente: la pausa estiva aiuterà un po' tutti.
Per il momento escluderei parallelismi con gli anni precedenti: la Ferrari di quest'anno non ha niente a che spartire con quella vista dal 2011 fino all'anno scorso: ve li siete già dimenticati gli sviluppi-gambero, la cronica inadeguatezza in qualifica, la mancanza di downforce, le difformità tra galleria del vento e pista e tutto il resto del campionario che abbiamo subìto per anni? La macchina di quest'anno riesce a utilizzare le gomme, è forte sul giro secco, e pure nella debacle di ieri, le prestazioni rimangono nettamente superiori alla Red Bull sia in gara che in qualifica.
Tutto questo comunque non significa e non serve a niente, se non per vincere il premio rivelazione dell'anno. Resto dell'idea che la Mercedes sia complessivamente l'auto dal potenziale migliore, oggi come in Australia. La Ferrari ha una buonissima base, un approccio notevolmente cambiato (finalmente si lavora sul filo del regolamento tecnico, pure troppo...), adesso deve mostrare di saper sviluppare l'auto fino alla fine.
Quanto alla questione politica, Arrivabene (che mi piace abbastanza, ma senza esagerare) deve fare il lavoro di due persone: Wolff e Lauda. Dieter Zetsche fa le sue comparsate ogni tanto, e per il resto del tempo cura gli affari dell'azienda, ordisce le sue trame, fa le riunioni strategiche, il tutto senza mai calarsi nell'agone. Diversamente da Marchionne che "copre" molto Arrivabene.
In Ferrari manca questa curiosa figura di raccordo, l'eminenza grigia, il "presidente non esecutivo", che Lauda svolge impagabilmente, e che ai tempi di Schumi era, mutatis mutandis, coperta da Todt. E sì che il nome ce l'avremmo:
Sarebbe l'ideale: un piede dentro e uno fuori dal Circus, vastissima conoscenza dell'ambiente, doti negoziali di prim'ordine, capacità manageriali, faccia come il culo. Ho sempre avuto la curiosità di cosa potrebbe fare uno come lui alla guida di una corazzata come la Ferrari. E Arrivabene a occuparsi al 100% della squadra e del muretto, che lo fa benino.
Fine delle fantasie.