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Wilhem275

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Tutti i contenuti di Wilhem275

  1. Io manterrei il discorso tra Panda ed Aygo, che sono due risposte entrambe valide ma ad esigenze un po' diverse. È interessante il confronto perché sono due buone auto entrambe, quindi ci si può concentrare su cosa serve a te più che su cosa offrono o non offrono i due modelli. La filosofia "non ho pretese, l'auto è una scatola che deve costare poco e non dare fastidi" è lecita, e di primo acchito avrei detto che Panda risponde più che bene. Però ci ho ripensato rispetto a due fattori: la percorrenza annuale non è mica bassa, e se puoi l'auto la tieni molto a lungo (sia di anni che di km). Alla luce di questo investirei quei soldi in più per la Aygo, perché mi dà l'idea di maggiore affidabilità sul lungo periodo, e il maggiore costo di acquisto (e forse dei tagliandi) viene compensato dal consumo più basso per i non pochi km che l'auto percorrerà, e anche dalla maggior godibilità alla guida. Se l'obiettivo fosse stato 10.000 km/anno e 5 anni di uso avrei detto Panda in tutta tranquillità, ma per quanto usi l'oggetto auto ci sta di fare un investimento iniziale un po' più alto. Poi, comunque provatele bene entrambe, al di là di tutto la cosa più importante è la sensazione personale.
  2. Occhio che non ne sto facendo un discorso di razionalità vs. emozione. Quello che dico è che ci sono dei piaceri nell'uso dell'auto che sono altrettanto emotivi, ma che ci colpiscono molto più spesso e più "personalmente" rispetto all'estetica. Un motore e un telaio che rispondono bene, un abitacolo che dà un senso di ariosità, i comandi messi dove intuitivamente ci si aspetta di trovarli, gli ADAS che tengono comportamenti naturali... Sono tutte caratteristiche che noi appassionati capiamo derivare da certe scelte tecniche razionali, ma la godibilità che danno in ogni momento che viene usata l'auto viene percepita anche da chi non ha idea di cosa ci sia sotto. Io insisto molto su questo punto perché purtroppo vedo che siamo pieni di auto iperaccessoriate ed esibizioniste ma che danno un'esperienza d'uso vuota, triste, oppressiva, sminchiata... roba che fa passare la voglia. Al di là dell'analisi tecnica, io sto riscontrando nell'uso pratico che Honda in questa generazione di prodotti ha messo una certa cura nel rendere piacevole l'esperienza quotidiana, in mezzo ad una quantità di prodotti dimenticabili in cui invece questo aspetto è sempre più negletto, e per questo insisto a suggerire di provarle a fondo invece di fermarsi all'aspetto esterno. Purtroppo tante auto sono pensate per suscitare emozione e sorpresa nei 5 minuti di prova in concessionaria, mentre questo è il tipo di macchina che dovrebbe essere lasciata in prova una settimana facendo le proprie cose di tutti i giorni 😅 e a quel punto si venderebbe da sola...
  3. @Sifizzirro Hai descritto il campo ideale di Jazz 😁 Crosstar se proprio vi serve il mezzo centimetro in più da terra (ma personalmente sconsiglio). Cercate di provarla per bene su strada, col cambio in posizione B, vedrete che l'elasticità del motore elettrico è impagabile nel misto; e l'abitacolo non solo è il massimo della versatilità, ma è anche piacevolmente godibile in viaggio (buona ergonomia + vetratura panoramica). La Fiestina gliela lasciate in rottamazione e in cambio vi beccate 8 anni di garanzia, che sono un valore non da poco. Poi, questa cosa che il muso non piace... l'ho sentita mille volte come critica a Jazz, ma veramente più passa il tempo è più trovo folle, per motivi di estetica oltretutto all'esterno, riunciare a godere del piacere di viaggiare con un'auto che offre un'esperienza quotidiana molto migliore su tutti i fronti. Ma poi, fosse anche brutta, il problema ce l'hanno quelli fuori, non quelli che la usano 😁
  4. Io ho un po' il sospetto che il marchio Ford sia "condannato" nel mercato di oggi perché le motivazioni di acquisto delle auto sono finite su un piano talmente frivolo che essere un costruttore "base" ma concreto si porti dietro ormai più stigma che rispetto. Questo come anche per il marchio Fiat, oppure Opel e vari altri simili. Gli asiatici in qualche misura si sono dati ognuno una propria nicchia tecnica o estetica (magari anche ampia, ma comunque non mainstream), gli altri campano facendo a gara per l'attenzione urlando tamarrate sempre più esagerate... per i duri e puri è rimasto o il low cost o niente. Ci ho pensato adesso leggendo la discussione su Ford, ma è una parabola legata a tutta la concezione dell'auto; ci stavo riflettendo ultimamente, dopo essere incappato in una serie di retrospettive sull'epoca delle ammiraglie proposte da marchi "generalisti". E' solo una mia ipotesi, ma il fatto che oggi nessuno chieda più una banale Fiesta (o una Punto) forse è l'onda lunga dello stesso fenomeno per cui ad un certo punto la gente non chiedeva più le Scorpio e le Omega ma voleva solo roba "premium".
  5. Macché... l'Italia ha delle eccellenze storiche nella produzione, oggi ormai solo di nicchia, in passato anche di massa, ma a livello di cultura motoristica popolare il livello è piuttosto scarso. C'è una diffusa ignoranza tecnica, tra quelli in teoria vicini all'argomento c'è una gran quantità di cialtroni "so tutto io", un approccio alla guida di media incivile e sprezzante nei confronti della sicurezza delle persone... inquinamento idem... L'amore tecnico nei confronti del motore a combustione è l'ultima dellle ragioni che andrei a cercare.
  6. Peraltro per me è stato uno dei motivi per puntare alle ibride, e in particolare Honda, rispetto ad un termico tradizionale. Siccome l'auto me la compro io e voglio che mi duri a lungo, volevo starmene ben bene alla larga dalle complicazioni di un termico attuale, e in particolare dai diesel iperstrizzati di oggi. Un 2.0 da 143 CV e un 1.5 da 98 CV, aspirati e senza tanti cazzi, mi davano decisamente più pace dei sensi 😅
  7. Alé, abbiamo tirato dentro un altro feticista 🤣 Il bagagliaio avevo osservato anche io che è ridotto rispetto a Civic. Credo sia perché tutto il piano è spinto verso l'alto. C'è più botola sotto ma meno volume sopra.
  8. Oh, bisogna pur capirsi sul metro di giudizio. Per me il piacere sta nell'avere controllo, sulle reazioni del telaio e sull'erogazione del motore. Tradotto: peso, e coppia alla ruota. Per quanto riguarda l'erogazione i miei desiderata sono sia l'immediatezza nel reagire, sia la possibilità di una regolazione molto fine della coppia, e mettiamoci anche l'assenza di vuoti. In questo non c'è nessuna differenza tra FHEV seriali e BEV, sotto il motore di trazione è lo stesso. Poi, che ICE si accenda, e quando, può essere senz'altro soggetto a gusti personali, ma è una faccenda a parte, non tocca in nessun modo l'erogazione della coppia; che a me personalmente è l'unica faccenda che importa. Poi c'è la questione del peso, che per la guida resta un problema di un paio di ordini di grandezza più in alto di qualunque altro aspetto 😬 Domani con batterie più leggere non ci sarà neanche da porsi la domanda; ma ora come ora il materiale è quello. Come controprova, ogni tanto mi chiedo se mi piacerebbe la mia stessa auto in versione PHEV (andrei in giro a batteria il 90% del tempo), ma alla fine concludo di no per il semplice fatto che avrei la stessa identica erogazione ma più peso (che già così è eccessivo). Ossia zero guadagno e solo perdite, rispetto al piacere di guida. San Chapman, proteggimi tu 😂 Non si scappa da lì, possiamo raccontarci qualunque cosa ma non ci sarà mai verso di compensare l'inerzia laterale con i Nm. Quella longitudinale sì, ma non è quella la parte divertente 😁 e già così per una stradale va ben più del necessario. In 3 anni non ho mai avuto un momento in cui sono mancati i Nm... ma ogni giorno ci sono momenti in cui vorrei 400 kg in meno. Però occhio che il discorso consumi ormai è cambiato. I seriali più antichi non li ho studiati granché e non saprei dire, ma questa generazione di seriali Honda è ben allineata ai paralleli Toyota, in certi frangenti fa persino meglio.
  9. Occhio però a non dare info datate: che le ibride abbiano motori elettrici poco potenti era vero una volta, oggi non molto. L'ibrido parallelo Toyota ha visto la parte elettrica crescere sempre di più con le varie generazioni; quello seriale Honda ha direttamente il motore elettrico come motore di trazione: cambia la fonte di energia, ma "meccanicamente" è uguale ad una BEV. @MG89 La spiegazione dell'accensione del termico nelle ibride in salita è molto più banale: in salita la batteria si esaurisce in fretta e viene acceso il termico per fornire energia. Di per sé questo fenomeno non dà nessuna indicazione sulla bontà o meno del motore elettrico. Sarebbe come giudicare la prestanza di un motore termico sulla base... dell'accensione della spia della riserva... 😅 Però sarebbe più costruttivo studiarsi come funzionano questi sistemi, o almeno chiedere, prima di andare per il mondo a fare campagne pro o contro qualcosa.
  10. Una nota di metodo: sarebbe bene tenere distinti i concetti di BEV e di trazione elettrica. Tutte le BEV hanno il motore elettrico, ma non tutti i motori elettrici sono alimentati da (grosse) batterie... Purtroppo sul mercato sono ancora pochi gli ibridi seriali, ma ora come ora per me sono il compromesso ideale per avere la trazione elettrica senza le pesanti batterie "iso BEV". Il giorno che la densità delle batterie migliorerà non avranno più senso, ma ora come ora per me il seriale rappresenta lo "sweet spot" per i motori automobilistici. La trazione elettrica ha enormi vantaggi, anche per la guida "coinvolta". Personalmente l'ho scelta non come una rinuncia o un compromesso, ma anzi come scelta primaria: l'ho voluta per ritrovare un certo modo di guidare, con un'erogazione allo stesso tempo pronta e rotonda, che i motori termici di oggi si sono persi per strada. Ogni giorno che la uso mi conferma che ci ho visto giusto, e la sua bellezza sta anche nell'estrema versatilità tra il muoversi in punta di piedi e scannare. Peraltro realizzo che, senza nemmeno farci troppo caso, le tre auto di famiglia sono passate tutte alla trazione elettrica tra 2020 e '23, in una transizione non particolarmente ideologica né dettata dai consumi... le motivazioni vere sono state due: piacere di guida ed affidabilità. O, vista al contrario, schifio per l'erogazione degli ICE moderni, e timore per la loro inaffidabilità (in particolare, un motore diesel ipercompresso usato per pochissimi km alla volta). Tecnicamente una è una plugin di quelle fatte male, un bidone pesantissimo con la parte elettrica schiaffata alla bell'e meglio in parallelo ad una vecchia meccanica turbo con cambio automatico... ma almeno finché non ci si va lontano si può evitare di farla funzionare (male) in parallelo, e la parte termica fa solo da zavorra. Le due seriali invece danno solo gioie 🤩
  11. Ero rimasto che l'omologazione NAD non vale fuori italia, è cambiato qualcosa?
  12. @Ale81 Come sono omologati quei cerchi? Io ero rimasto che era un casino ottenere l'omologazione di un cerchio non nato con la macchina ☹️
  13. Il problema nel mio caso è che uscendo di casa mi trovo sicuramente i primi 3-4 minuti almeno fatti di manovre e traffico lento/fermo. Se la batteria è appena appena bassa è la tipica situazione in cui il termico avrà fatto una successione di tanti piccoli avviamenti a freddo senza mai arrivare ad una galoppata più continua. Bene non gli fa... ma nel grande ordine delle cose hanno probabilmente valutato che queste sono condizioni di nicchia per le quali non valeva la pena di implementare una procedura o un comando apposta, soprattutto perché sono condizioni non note in anticipo alla macchina. Però, sapendolo io, visto che è a costo zero preferisco dare una mano alla meccanica se so che uscendo da un parcheggio mi metto subito in marcia non sto a farmi tante paturnie. Sui costi della soluzioni stufetta: per me bisogna guardare non solo al costo energetico in sé, ma alla sostenibilità locale. Una stufetta elettrica alimentata da rete, dal punto di vista delle emissioni è sicuramente meno impattante rispetto a bruciare benzina sul posto con mille dispersioni tra motore, scarico e impanti di bordo. Potendo l'avrei applicato anche ad auto tradizionali, soprattutto le diesel che ci mettono una vita a scaldare. Comunque il volante riscaldato è una benedizione, sarebbe bello se si riuscisse un domani ad implementare l'idea delle cinture con riscaldamento integrato.
  14. Dicevo qualche post indietro che ho scoperto per caso il modo per forzare l'accensione del termico. Fermi in P o N, pedale del gas premuto (non importa quanto a fondo), dopo circa 10 secondi il termico si avvia ad un minimo accelerato e così rimane finché non si molla il pedale. E' probabilmente una funzione nata per scopi di diagnostica, però le ho trovato un'applicazione pratica... In pratica la fase di preriscaldamento del termico la sposto a quando... il motore è già caldo 😁 Il concetto è che i primi minuti di funzionamento sono terribili se la batteria è al minimo: tra le manovre per uscire dal parcheggio e i primi passi in contesti lenti, il termico è costretto a fare il primo avviamento e una serie di stop&go a freddo solo per generare quel poco di elettricità che serve ai primi spostamenti. Consuma tanto per niente e sono dell'idea che non sia nemmeno salutare quest'alternanza on/off senza essere in temperatura. Però preriscaldarlo è inefficiente. Intanto non è detto che lo si possa fare (tipo, mica posso preriscaldare dentro un garage), e comunque farlo girare a vuoto a freddo ha un'efficienza terribile. In generale far girare il termico solo per accumulare energia in batteria è inefficiente, ma a freddo è molto peggio. Il trucco che sto applicando, se la batteria è al minimo, è invece di forzare qualche tacca di ricarica a fine viaggio, col termico già caldo, per avere un po' di autonomia EV la mattina dopo. In questo modo sfrutto una fase più efficiente per poi evitare tutta la fase di avviamenti "stupidi" a freddo, e avere quel poco di autonomia EV per portarmi ad un tratto di strada in cui si cammina con costanza. A quel punto il termico si avvia e riesce a riscaldarsi con più stabilità e tipicamente in luoghi più consoni (anche dal punto di vista inquinamento, le sgasate più fetide è buona cortesia trattenersele e liberarle solo quando si è lontani dagli altri... 🤣).
  15. Il signore di cui sopra ha appena pubblicato un'altra prova notevole di un'auto notevole con una storia altrettanto notevole: Questo invece non fa recensioni, ma fa dei pezzi d'arte e degli onboards da orgasmo uditivo:
  16. Questi due pazzi che si sono costruiti a mano una supercar a forma di berlinone 😁
  17. Perché invece quella lista di suvvetti rientra nella definizione paradigmatica del bello 🤣 Ed era meglio se lasciavano perdere... abbiamo avuto sia il precedente che l'attuale e si è rivelato un gran passo indietro, sia nell'affidabilità che nell'ergonomia. Ma non solo in rapporto all'esterno. HRV è tutta tanto rialzata da terra, classico baule da SUV col piano ad un metro da terra, che per me è una gran scomodità. Secondo me più che il volume assoluto vanno considerati questi aspetti di accessibilità e fruibilità: saturare il volume di un baule accade di rado, doversi issare le borse della spesa succede ogni settimana.
  18. Come affidabilità al momento se la giocano meglio Toyota e Honda, più che altro sono gli ibridi meglio sviluppati e paradossalmente più "semplici" (e quindi meno forieri di problemi). Accanto a HRV io consiglio sempre di considerare Jazz: è sostanzialmente la stessa macchina ma con una gestione dello spazio interno molto migliore, e consumi più bassi. Nel forum l'avrò già scritto fino alla nausea 😁 ma spesso Jazz viene erroneamente esclusa dai confronti del segmento C perché le dimensioni esterne sono da utilitaria, ma per spazio interno e dotazioni sta un gradino più su (e se proprio si è affezionati all'estetica da finto fuoristrada, c'è la Crosstar).
  19. Sto apprezzando molto questo gentleman driver italo-britannico: Un bel mix di entusiasmo e cognizione dei mezzi, e apprezzo anche la rilettura critica che dà di pregi e difetti dei modelli storici.
  20. Moltiplica per 1000 😅 è un buon 300.000 anni che abbiamo imparato ad usare il fuoco come strumento di manifattura: creazione di utensili, gestione dell'agricoltura, tecniche di caccia...
  21. Ma che incudine allucinante! Non so dove ci vedete lo stile TT in questo cubo di ferro pieno. TT, come le altre Audi dell'epoca, puntava a non avere uno spigolo manco per sbaglio.
  22. Questo è un confronto filosofico che, nei primi anni di guida, trovavo effettivamente significativo rispetto a ciò che si vuole ricevere dal rapporto con un'automobile. Mi rendo conto che negli ultimi anni, per certe evoluzioni ed involuzioni che ha avuto l'automobile, questo confronto tra l'auto "diretta" e quella "automatica" nella mia percezione si è polarizzato di brutto e definisce come oggi io concepisca solo due estremi del prodotto. Fino a 2-3 lustri fa si riuscivano ancora a trovare tra le auto "di tutti i giorni" motori e telai non eccessivamente filtrati, per cui un cambio manuale o automatico poteva in effetti da solo stravolgere il livello di coinvolgimento alla guida. Oggi è diventato talmente tutto filtrato, in primis la reattività dei motori termici, che mi rendo conto che quella percezione di distacco che associavo all'automatico, oggi l'associo ad interi modelli di auto. Se prima c'era una vasta scelta di modelli dal coinvolgimento almeno decente, che però potevano essere fortemente caratterizzati in base al cambio: stessa auto, molto divertente col manuale, comoda ma pallosa con l'automatico. Adesso (tolta roba costosa) di media l'erogazione è pallosa a prescindere, per cui il termico moderno col manuale ha perso il vantaggio del divertimento; al tempo stesso l'erogazione non è nemmeno lineare e pastosa, per cui il termico con l'automatico ha perso il vantaggio della souplesse, soprattutto a causa del downsizing. Ne consegue se che voglio una daily comoda e "automatica", una trazione elettrica batte su tutta la linea qualsiasi termico anche col migliore degli automatici; mentre il divertimento e il coinvolgimento del manuale tra le moderne sono morti, per cui ho rinunciato a cercarli e me la sono messa via: quel divertimento lo ritrovo solo in auto storiche (anche youngtimers).
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