Da Pilota, mi permetto di dire che la stessa cosa che sta capitando alle automobili, sta capitando anche agli aerei. Da un mezzo completamente sotto controllo del pilota, si sta passando ad un mezzo sempre più gestito dai computer. Ma il progresso (e la sensazione di sicurezza generale) richiedono un pilota sempre più operatore dei sistemi di bordo, piuttosto che entità decisionale di manovra del velivolo.
Dato che stiamo parlando di G91Y, se fate caso molti degli incidenti accaduti al velivolo si verificavano in una fase ben precisa del volo. Parlando con un amico pilota (istruttore ad Amendola su quel velivolo tra l'altro) mi raccontava che il "91" presentava una fase critica in transizione dalla base alla virata in finale. L'ala a freccia si sa, alle basse velocità tende ad imbardare, e di conseguenza, a stallare anche a velocità "sicure" poiché gran parte del bordo d'attacco andava in ombra. Se poi aggiungiamo, specie nella versione T (per via della fusoliera più grossa e della bocca della presa d'aria più piccola di quello che necessitava) la tendenza a far stallare il compressore in certe condizioni, diventava un velivolo non gestibile a tutti i "manici". Ecco, il G 91 Y aveva la portata d'aria a sua volta suddivisa in 2, e vista in sezione dall'alto, forma una Y, da qui il suo nome. Quindi immaginate voi, essere a bassa velocità, con un aumento fisiologico e normale dell'ala a freccia ad imbardare, la presa d'aria parzialmente in ombra, diciamo che bisognava davvero essere certosini e precisi in ogni caso, per questo era più pericoloso, semplicemente poiché era più difficile (rispetto ad altri velivoli) mantenere i giusti parametri in atterraggio. Ma in sé, non era pericoloso, anzi....era solo un aereo cui portare molto rispetto, e che, come l'F104, non perdonava gli errori a bassa quota.
Il progresso ci porta sempre ad eliminare sempre più il compito del pilota a dover manovrare, proprio poiché è usanza comune credere che una persona può avere cali d'attenzione, può "sbagliare", e quindi se eliminiamo chi può sbagliare, e mettiamo al suo posto chi non sente fatica e che si crede (erroneamente) che non sbagli mai, il gioco è fatto.
E' un peccato avere la consapevolezza che il mestiere del pilota sparirà nel giro di cinquant'anni.
Detto questo, anche a me non piace il 345 ma, se siete piloti acrobatici anche voi, concorderete con me se vi dico che preferisco un velivolo (all'apparenza) più brutto, mingherlino e silenzioso come il 345, ma che almeno ti permette di pilotarlo per davvero, piuttosto che un roboante, bellissimo e tecnologico 346, che però non ti permette di fare certe manovre acrobatiche in virtù dei software di cui sopra.
Il 345 delle frecce sono curioso di vederlo, poiché presenterà sostanziali modifiche ai carrelli (saranno più robusti e di presenza rispetto a quelli che vedete montati oggi), presenterà prese d'aria maggiorate, un musetto e un cono di coda allungati. vediamo cosa ne esce, ma di meglio non si poteva fare. In esibizione servono aerei dai comandi rustici per fare figure spettacolari, altrimenti bisogna seguire la scuola statunitense, con figure meno spettacolari, ma ampiamente compensate dal rumore dei postbruciatori.