Cercando materiale per il topic delle mA.I. nate mi sono imbattuto in alcuni studi precedenti alla 500, condotti dalla filiale FIAT di Weinsberg in Germania. Tutto iniziò da un’idea del direttore di filiale Karl Bauhof, che stava sviluppando, ad inizio anni 50, una piccola utilitaria semplice, chiamata HR (in onore di un certo Hugo Ratzmann). Dopo i primi due prototipi (HR-1 e 2), venne disegnato un terzo, con entrata da una portiera unica anteriore tipo Isetta ma incernierata in basso, tetto completamente in tela, tre finestrini per lato e lunghezza di 2,96metri. I disegni, completati a marzo del ‘53 vennero mostrati a Piero Bonelli e a Dante Giacosa, che ordinarono a Bauhof la realizzazione di un prototipo funzionante. A novembre 1953 venne ultimato il primo prototipo, chiamato HR-3 e motorizzato da un bicilindrico due tempi Triumph da 396cc per 11cv, abbinato ad un cambio Getrag 3 marce. Il prototipo venne visionato da Valletta e Giacosa, in visita a Weinsberg, che apprezzarono entrambi il lavoro dei tedeschi (tutto liscio tranne Bauhof che per sbaglio colpì Valletta in testa con il tetto in tela ripiegabile). Qualche giorno dopo venne però chiesto di cambiare il sistema di entrata anteriore, decisamente scomodo: Così Bauhof nel dicembre 1953 ridisegnò la carrozzeria, dando vita alla HR-4, con portiere laterali e dotata di un vero frontale e cofano anteriore, con all’interno serbatoio e ruota di scorta. Nel maggio del 1954 fu realizzato un prototipo marciante dell’HR-4 (in foto sotto), questa volta dotato di un motore ILO da 14cv, che percorse 15mila km e a luglio venne portato a Torino e lì rimase, senz’alcun seguito produttivo, o almeno così pensarono a Weinsberg. Bauhof ricevette un piccolo bonus finanziario per le sue "idee non convenzionali". Nell'autobiografia di Giacosa si accenna a questa storia (ma viene mostrata solo una foto dell'HR-3) e parla anche di come fossero ottimi i disegni di Bauhof, ma non ritenesse la migliore soluzione un motore due tempi come l'ILO, preferendogli un 4 tempi. E a fine agosto 1954, sempre secondo la sua autobiografia, Giacosa realizzò questi disegni: (P.S. Bauhof viene accreditato come Hanns-Peter secondo Wikipedia, ma in realtà è il nome del giornalista che ha narrato questa storia, ovvero Hanns-Peter Rosellen).