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xtom

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Tutti i contenuti di xtom

  1. Matteo Valenza fa un bel riassunto della questione Donut Lab
  2. Ma la somiglianza è nella linea generale o anche nel trattamento delle superfici? Se tolgo il frontale vedo un trattamento delle superfici della fiancata che ha continuità con l'attuale Giulia, ma anche con Tonale e in parte Junior, intendo volumi gonfi e rotondi e andamento curvilineo Se guardo i patent di Stelvio 2 e i muletti vedo un trattamento delle superfici più semplice e piatto, con linee tese Questa immagine di Masera mostra le differenze tra Stelvio 1 e 2 nel trattamento delle superfici Ora spero vivamente che la Giulia 2 abbia il trattamento delle superfici del rendering, ma mi sembra strano vedendo i patent della Stelvio 2, ho il timore che sia molto più piatta.
  3. In questo articolo si parla di nuove soluzioni per batterie allo stato solido InsideEVs ItaliaScoperto come risolvere due ostacoli delle batterie allo...Scoperto come risolvere due ostacoli delle batterie allo stato solido. Dalla Svizzera, un accumulatore con elettrolita innovativo che prodotto a bassa temperatura e resistente a 1.500 cicli Peccato che la capacità residua del 75% dopo soli 1500 cicli sia un po’ poco
  4. Secondo questo articolo sia quella da 57,7 kWh, sia quella da 77 kWh sono NMC https://www.electrifying.com/reviews/toyota-reviews/c-hr/review
  5. Leggevo da qualche parte il motivo per cui le batterie allo stato solido stanno impiegando più tempo del previsto ad entrare in produzione su larga scala. In pratica l'elettrolita solido porta tutta una serie di vantaggi, ma essendo solido ha lo svantaggio di potersi rompere, cosa che potrebbe avvenire facilmente nelle auto sottoposte a molte vibrazioni. Il problema è quindi passare dai prototipi da laboratorio già perfettamente funzionanti alla produzione su larga scala con tutte le caratteristiche di resistenza necessarie per l'adozione sulle auto. Paradossalmente le batterie allo stato solido sarebbero più adatte a contesti statici, come gli accumuli, dove però la densità non è un problema e quello che è più importante è tenere bassi i prezzi, cosa che al momento le batterie a stato solido non offrono.
  6. La stranezza della carrozzeria mi ha fatto venire in mente le auto di Franco Sbarro e cercando alcune foto ho scoperto che effettivamente quel design lo aveva già proposto nel 1985
  7. Diciamo che l’ecologia non è considerata una priorità a meno che non porti benefici economici. Chi “muove i fili” con un mandato a breve termine punta tutto sul petrolio per ottenere vantaggi economici a breve termine, degli effetti collaterali a medio e lungo termine poco gli importa, tanto non saranno un suo problema. Chi ha un mandato un po’ più lungo sa che il petrolio non durerà per sempre e cerca fonti di energia alternative per essere indipendente ed autosufficiente, in modo da avere principalmente un beneficio economico e secondariamente ambientale. Stessa cosa per le case automobilistiche, chi cerca di sopravvivere nel breve termine tiene in vita i motori termici, chi ha una visione di più lungo termine fa continua innovazione e si prende tutto il vantaggio competitivo.
  8. Quindi i biocarburanti sono meno climalteranti del petrolio, pur essendo inquinanti come il petrolio, ma se vengono usati su navi e aerei tengono lontane le sostanze tossiche inquinanti che si concentrano nelle zone densamente abitate.
  9. Non ho idea se la produzione di biocarburanti in Brasile sia causa della deforestazione, ma le piantagioni, anche di alberi, sono rinnovabili, poi in fondo crescono grazie a luce, acqua e CO2, mentre le fonti fossili non sono rinnovabili, emettono C02 ed altre sostanze inquinanti e sono in esaurimento o sempre più difficili e costose da estrarre, altrimenti Trump non avrebbe preteso il petrolio del Venezuela.
  10. Sentendo le notizie sul Mercosur anche a me è venuta in mente la CO2, ma in una diversa accezione. Nel Sud America, soprattutto in Brasile, c’è un’elevata produzione di biocarburanti, in particolare per le auto viene usato il bioetanolo, famose le Fiat tetrafuel, che vanno anche con questo carburante. Per navi e aerei più difficili da elettrificare si pensa di usare proprio i biocarburanti, togliendoli alle auto che invece possono essere elettrificate. Inoltre in Sud America è elevata anche la produzione di energia da fonti rinnovabili
  11. Magari per l’epoca Xiaomi venderà anche una SU5 di segmento D e una SU3 di segmento C, con la stessa tecnologia al prezzo di una Dacia.
  12. I nuovi modelli purtroppo saranno quasi tutti di un certo livello quindi a bassa tiratura. Quasi la metà della produzione Stellantis in Italia è fatta dalla sola Pandina
  13. Nella targa dietro ci sono la G e la Y di Grizly ?
  14. Forse la minor efficienza deriva dal fatto che sono grosse e pesanti segmento C e D a trazione anteriore con motori poco potenti, per cui non riescono a sfruttare al meglio la frenata rigenerativa.
  15. In realtà l’elettrica più venduta in Cina è una segmento B, ma nella top 10 ci sono anche segmento A.
  16. Complimenti, un chilometraggio notevole fatto in pochi mesi (quanti?) Per curiosità hai tenutoconto delle ricariche fatte? Con la Smart #3 ho fatto più di 30.000 km in 15 mesi, caricando 6.500 kWh.
  17. La base suppongo non avrà il bicolore e qualche finitura particolare, come le cromature, ma gli interni saranno comunque quelli, non credo ci sarà grossa differenza nei materiali.
  18. La Grande Panda deriva da una piattaforma economica, mantiene addirittura il blocchetto con la chiave di accensione dei modelli termici. Da queste prime immagini gli interni della ID.Polo mi sembrano più curati ed eleganti di quelli della Grande Panda
  19. xtom ha risposto a Cole_90 in BYD
    Di questo passo in 2 o 3 anni supera Toyota.
  20. Skoda fa parte del gruppo Volkswagen e usa le stesse piattaforme per ogni tipo di motorizzazione, comprese le elettriche. Tieni conto che la Skoda Elroq è risultata l'auto elettrica più venduta in Europa in diversi mesi.
  21. L'industria europea dell'auto si è distrutta da sola vivacchiando sul termico senza innovare, per non parlare della produzione di auto in Italia che è in netto calo dagli anni '90 ben prima di cinesi ed elettriche.
  22. Essendo una seconda auto e compatta immagino non dovrà fare lunghe percorrenze giornaliere, in più con la comodità e l’economicità della ricarica a casa non c’è bisogno di una grande batteria. Il consiglio quindi è di scegliere un modello con batteria LFP, più longeva e sicura di una batteria NMC, anche se con meno capacità. La ID.Polo nella versione base ha una batteria LFP di soli 37 kWh, almeno 150 km di autonomia reale, che dovrebbero essere più che sufficienti per gli spostamenti quotidiani.
  23. Il calcolo è corretto, il problema è che le regole di omologazione delle PHEV saranno modificate perché poco attinenti con la realtà, non basta avere una piccola batteria ed una presa di ricarica per ottemperare alle norme. Negli USA ad esempio le EREV devono avere: una batteria che permetta di percorrere almeno 120 km il motore termico si deve accendere solo se la batteria è scarica la potenza e l’autonomia del motore termico non devono superare quella dell’elettrico
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