Sino ad ora c'è un solo costruttore che per omologare le proprie vetture ha violato le prescrizioni delle normative.
E quello stesso costruttore è riuscito a sistemare una parte delle vetture con un aggiornamento software, mentre per il resto è tutto ancora in alto mare.
Il che vuol dire che senza il dispositivo illegale quei modelli non avrebbero passato i test di omologazione.
Se, come qualcuno vuole far credere, il software specifico era superfluo, sarebbe bastato riomologare le vetture senza software e tutto finiva in una settimana.
Ci sono TANTI altri costruttori che hanno sfruttato gli spazi di manovra consentiti dalla normativa per omologare le proprie vetture, ma non l'hanno violata e quindi sono in regola.
E questo non era un mistero, sono anni che si sapeva che la procedura di misurazione dei consumi e delle emissioni lasciava ampi margini di manovra alle case e che le case facevano ampio uso di questi spazi.
Questa non è una novità, anche i produttori di elettrodomestici sfruttano gli spazi previsti dalla normativa per certificare in classe A i propri prodotti.
Che poi si cerchi di puntare il dito sugli altri per confondere le idee e sperare che finisca tutto a tarallucci e vino, è una strategia di comunicazione nota.