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3volumi3

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Tutti i contenuti di 3volumi3

  1. Vi presento quello che ho scoperto essere uno dei componenti più seminali nel mondo dell'automotive. Al momento si contano 18 auto diverse (quasi tutte di marchi esotici) che lo utilizzano. Cos'hanno in comune queste auto? Citroen CX (l'origine) Aston Martin Virage Aston Martin DB7 (pre restyling) Lotus Esprit McLaren F1 Marcos Mantis Mega Monte Carlo Orca C113 Renault Sport Spider Spectre R42 TVR Griffith 500 TVR S Venturi 400 Venturi Atlantique Venturi 260
  2. Forse non ti ricordi i primi LCD non HD di inizio millennio, qualità video scarsina, risoluzione pixellata, angolo di visione limitato... sicuramente non paragonabili ai CRT dell'epoca più avanzati (e non è che fossero neanche troppo sottili). Scusate l'OT, ora mi taccio 🤐
  3. Fari posteriori: le supercar ne hanno fatto incetta da modelli maintream (come abbiamo anche visto nel post precedente) Continuando: Aston Martin DB7 -> Mazda 323F Noble M500 -> Citroen C4 Space Tourer Bristol Blenheim 3 -> Opel Senator MVS Venturi -> BMW serie 3 E21 Callaway C12 -> Opel Tigra 1994 TVR Griffith 400 -> Ford Cortina mk1 Invicta S1 (ruotati di 90°)-> VW Passat B5 E infine Zenos E10 -> AR Mito
  4. Vi presento questo dettaglio automobilistico sicuramente curioso, un "utilissimo" indicatore, presente dalla serie 2010 delle Mini convertibili e roadster. Immagino abbiate intuito a cosa serve... 🤔
  5. A proprosito di autoradio ed ergonomia... Un accessorio molto particolare dei primissimi anni '60, offerto anche tra gli optional ufficiali per Lancia Appia e Autobianchi Bianchina: l'autoradio Voxson Vanguard, che aveva una particolarità... era integrata nello specchietto interno. Non si può dire che fosse in una posizione che avrebbe distolto dai pericoli della strada
  6. Va bene, non è propriamente una "mai nata", ma è pur sempre un'ipotesi "d'autore", dallo stesso autore che disegnò l'originale. Nel luglio 1978 4R chiede a Giugiaro una sua interpretazione di un'ipotetica Alfasud 5 porte, di cui ai tempi si sentiva la mancanza nella gamma. Il designer già che c'era pensò anche a un leggero restyling, specie ai paraurti. E' interessante confrontare la sua ipotesi con quello che poi venne proposto dopo 2 anni (restyling) e 3 anni (5 porte). P.S. La scansione è da un numero di 42 anni fa e comunque si tratta di un frammento di pagina, spero che la cosa non faccia di me un fuorilegge
  7. E le fake news saranno sempre gratis... Indi per cui ci sarà sempre più disinformazione 🙁
  8. Preferisco quelli "mai nati" a quelli della 159 qui sopra. Per il trattamento delle superfici più raffinato, per come hanno risolto le bocchette dell'areazione che separano le zone della plancia, perché è tutto più minimale e meglio integrato. Per dire: nella 159 stereo e clima sono due blocchi che mal si armonizzano col resto della plancia, metre nel prototipo sono annegati nella superfice di questa creando un insieme più originale.
  9. Sì, e grazie alla tecnologia led non ha più una funzione solo estetica, ma anche di illuminazione. Anche se a voler trovare il pelo nell'uovo per questo motivo non sarebbe propriamente un heckblende, dato che questo consiste solo in una copertura di plastica riflettente senza nessuna funzione pratica cfr: https://jalopnik.com/this-thing-has-an-actual-name-1826419841
  10. L'heck che?! Ah, OK, capito, ho cercato su Google Questa dei fascioni di raccordo tra i panali posteriori senza soluzione di continuità (heckblende, appunto) era una pratica di design abbastanza diffusa negli anni '80. Al di là delle pratiche da tuning aftermarket, l'esempio più famoso è la Porsche 911 anni '80 Altri esempi sono Opel Ascona C Oppure Audi 90 B3 Mentre la generazione dopo non aveva un heckblende vero e proprio, dato che i fanali di raccordo erano funzionanti Anche l'Alfa 90 aveva i fanali reali, per cui anche in questo caso non parlerei di heckblende Cosa che invece avviene per la successiva 164 di Fumia, anche il fascione finto alla fine è poco esteso (tra le due luci di retromarcia) Soluzione di sapore troppo posticcio invece quella applicata al restyling della 33 anni '90 Sviluppata meglio nella sucessiva 155 e specialmente nella 916 del 1995 (ancora il tocco di Fumia). Dove invece l'heckblende ha dato secondo me il peggio di sé è quando la si è usata come "scorciatoia" stilistica per "svecchiare" a poco prezzo il design. Esempio più notabile l'Autobianchi A112 serie 7 Aveva secondo me già più senso nella Innocenti Mini De Tomaso Turbo, che doveva avere un che di "ignorante! Ma immagino che questi esempi siano solo la punta dell'iceberg di un tema molto vasto.
  11. È stata una di quelle auto che quando sono uscite hanno fatto invecchiare di anni la concorrenza, quasi come Citroën ds e Fiat 128.
  12. Mi viene in mente anche l'Audi 100 C3, sempre dell'82
  13. Tra l'altro Ferrari è l'unica con le viti in vista nel trasparente. Che mancanza di premiumness!
  14. La stessa logica di questa famosa pubblicità Volvo, ma declinata in chiave infantile
  15. Diciamo che se Lancia non è morta è in coma farmacologico
  16. Mmmh, otto marchi, vediamo... 1- Fiat 2- Lancia 3- Alfa Romeo 4- Innocenti † 5- Autobianchi † 6- Ferrari 7- Maserati 8- De Tomaso † Non avevano messo anche la Lamborghini perché in quel periodo era in amministrazione controllata?
  17. E per quanto riguarda disposizioni inconsuete della ruota di scorta, come non citare quella della Bristol 409, di sicuro la soluzione più comoda tra le auto del dopoguerra:
  18. Il mondo è un posto un po' più triste da quando non c'è più SAAB...
  19. Sempre condivisione fanali posteriori tra modello Fiat coupé e modello Fiat molto diffuso in allestimento per i gggiovani Fiat 850 Coupé Fiat 128 Rally
  20. Questo mi pare si fosse già visto in un altro thread, quando il carry over si tenta di nasconderlo in modo infelice
  21. Ecco, appunto, al di la della tua interessantissima disamina sui l trattamento "non liscio" delle superfici della plancia, queste foto mi hanno fatto venire in mente una tendenza molto più banale del periodo a cavallo tra gli anni '60/70: l'applicazione di pannelli in (spesso finto) legno sul cruscotto. Qui a titolo d'esempio gli interni della triade italiana di inizio anni '70: Lancia 2000 (1972) Fiat 132 (1972) Alfetta (1972) Mi ci sarebbero davvero molti esempi su altri modelli coevi. A che cos'era dovuta questa moda? Azzardo questa ipotesi: verso la fine degli anni '60 l'elettronica di consumo (TV, radio e HIFI) comincia ad avere una diffusione crescente nella vita quotidiana, complice i nuovi prodotti made in Japan che abbassano notevolmente i prezzi di questi apparecchi. Ma in questo periodo, a livello di design, questi oggetti elettronici ancora si rifanno ancora un concetto pre-transistor (o valvolare, se si preferisce) nel quale le grandi dimensioni imposte dalle valvole facevano in modo che questi apparecchi fossero considerati dei veri e propri elementi di arredo. Quindi nella percezione dell'epoca questi oggetti, anche all'inizio del passaggio ai transistor, erano un ibrido tra un mobile e un apparecchio. E sappiamo tutti di che materiale sono fatti la maggior parte dei mobili: Anche in seguito, fino alla fine degli anni '70, per una questione di convenzione stitlistica, apparecchi sempre più hi-tech e piccoli (specialmente quelli pensati per un utenza mainstream molto conservatrice), continuavano a utilizzare questa reminiscenza "legnosa": Fino ad arrivare a settori di elettronica di consumo che non avevano antenati negli anni '60: Cosa c'entra tutto ciò con gli interni delle auto a cavallo tra i 60'/70'? Ebbene, anche in quel settore, secondo me, in quel momento si stava vivendo un periodo di transizione stilistica. I cruscotti in lamiera che erano la norma (anche per vincoli di produzione di materiali) fino ai primi anni '60 ormai risultavano troppo demodé in un epoca sempre più indirizzata all'hi-tech, mentre la plastica veniva ancora percepita come una soluzione troppo cheap, specialmente nelle fascie medio alte della produzione automobilistica. Ecco che allora, nelle intenzioni degli interior designer dell'epoca, uno strato di finto legno al posto della lamiera o della plastica avrebbe ricordato quegli apparecchi elettronici molto in voga diffusi in quasi tutte le abitazioni dell'alta borghesia dell'epoca, avrebbe, insomma, fatto tanto "salotto borghese". Almeno io la vedo così
  22. Paradossalmente sono queste continue notizie di prodotti sempre migliori che al momento non mi fanno prendere in considerazione le elettriche. Quello delle elettriche è (finalmente!) un settore in fase di estrema evoluzione dove da un anno all'altro la tecnologia su elementi strategici come la batteria (e quindi l'autonomia) continua a fare passi avanti notevoli. Insomma, si sa per certo che la vettura elettrica della prossima generazione sarà nettamente migliore e più conveniente, cosa che non succede con le vetture con motori endotermici nelle quali le evoluzioni sono ormai marginali da una generazione all'altra. Ovviamente tutto secondo me
  23. Sì, hai ragione, mi sono espresso male. In realtà con "integrati" intendevo la soluzione in voga dagli anni '80 fino a inizio secolo dei paraurti in tinta con la carrozzeria con la fascia centrale in plastica. I classici banali esempi che mi vengono in mente sono questi: Negli esempi che hai fatto tu i paraurti erano sì integrati, ma sempre di un colore diverso. Ma ho sbagliato io a usare il termine "integrati" per indicare un'integrazione solo a livello cromatico
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