Credo trattasi di reazione scomposta di appassionati all'assunto della prima parte della frase, ritrito e montato per lustri e lustri nella mentalità del medioautomobilista.
Forse l'unica vettura che potrebbe davvero fregiarsi del titolo di Fiat Veloce in pienezza di significato, fu la 155.
Che secondo il forse troppo osannato Ghidella sarebbe dovuta anzi essere ancora più simile alla Tempra, anche esteticamente (sic).
Prima ci fu anche una Nissan Veloce.
Audi ha lavorato sodo in tutti i settori per oltre 30anni, con totale coerenza e senza mai interrompere l'evoluzione prima di guadagnarsi l'attuale enorme credito nell'immaginario del Mercato.
E se sotto certi aspetti è vero che dal punto di vista strettamente tecnico la tetranellate attingono a mani basse a sottosistemi sulla carta meno nobili,
è indubbio che per gli aspetti che il Mercato tende più ad apprezzare sono stati davvero eccellenti nel proporsi e farsi recepire come i migliori sulla piazza.
Vero che il delta con la concorrenza anche plebea si sia molto, molto, assottigliato ai tempi d'oggi,
ma ad Ingolstadt possono tranquillamente cavalcare l'immagine costruita nelle decadi passate e spuntare margini tra i migliori in assoluto del Listino.
Bravi.
L'unica speranza per Alfa Romeo è di riuscire a fare qualcosa di simile,
finora, storicamente, è sempre mancata la coerenza, la stabilità e la costanza nell'evoluzione, il sostegno dei modelli verso fine carriera, il rinnovo della gamma in tempi opportuni.
Si esce con un modello eccellente, ma poi lo si trascina negli anni fino a renderlo quasi obsoleto, si ha un periodo di crisi con modelli poco incisivi, poi si prova a rilanciare con un modello strepitoso, salvo poi ripetere il ciclo.
Ed è un vizio che il Biscione si porta dalla notte dei tempi, ben prima che i Sabaudi v'allungassero -invitati- le nodose mani,
c'è da sperare che con la serie Giorgio si rompa il corso-ricorso e inizi una nuova era per uno dei Marchi più visceralmente amati dagli appassionati dell' Automobile.
La vera rinascita del Marchio, se ci sarà, sarà data dal successo dei modelli che fra 6-8 anni sostituiranno le odierne Giulia, Stelvio e venture,
che ora hanno il solo compito di dissodare il terreno e gettare semenza.