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  1. dopo un mese di utilizzo, in attesa di farvi una recensione più dettagliata, vi posto qualche impressione. Esteticamente la conosciamo tutti in foto ma dal vivo l'impressione è diversa. Sembra molto più grande di quello che è e complice il colore che ho preso, rossa, attira gli sguardi. Praticamente tutti coloro che incrocio si girano a guardarla, come se fosse un alieno. E ammetto di aver ricevuto anche complimenti da parecchie persone che ho incontrato nei parcheggi. In tanti sanno che l'auto esiste e non l'hanno mai vista. In altrettanti non la conoscevano. Volendo, lo spazio per un bel lancio commerciale, secondo me, esiste ancora. L'impressione comunque è che l'auto piaccia. Dal punto di vista del veicolo vero e proprio, esternamente è curata con parecchi dettagli studiati e ricercati... nei fari anteriori ad esempio, oltre il logo 600 sono ripresi gli stilemi che dovrebbero ricondurre al Lingotto e che troviamo anche sui cerchi e nelle prese d'aria. A me piace e anche parecchio la ciglia del fanale che si illumina. Non è finta come pensavo. Fanno molta scena anche i cerchi da 17", optional e la scritta 600 cromata sulle portiere. Internamente, l'unica caduta di stile è il freno a mano con la leva. Sinceramente non mi ero posto il problema, davo per scontato non ci fosse. Si vede che quello elettrico era riservato solo alla versione Prima e forse alla red. Molto bella la fascia color carrozzeria (anche questa optional, credo pacchetto style) e i sedili con parte superiore simil pelle avorio (solo quelli anteriori). Anche i famigerati pannelli portiera risultano gradevoli e ben rifiniti con materiale lucido (anche questo per il pack). Insomma, anche dentro direi che il voto è assolutamente positivo. Plastiche rigide ovunque ma ben assemblate. Non che auto di categoria superiore facciano molto meglio. magari ti forniscono la parte superiore della plancia e delle portiere in plastica morbida ma poi anche li si trova plastica grezza e dure. Alla guida il tanto criticato 3 cilindri si lascia guidare bene e ha anche un buonissimo e inaspettato spunto. In elettrico a basse velocità e in manovra si muove bene. Bisogna un pò abituarsi al fatto che quando si rilascia l'acceleratore l'auto frena ma e questione di qualche km. In marcia il confort è buono, non ho avvertito rumorii o fruscii. Per ora l'uso è principalmente urbano - extra urbano. Nel week end ho verificato i consumi e nel tragitto di duecento km lungo tangenziale, e statale di montagna verso madonna di campiglio - incluso lago d'idro, il consumo medio è stato di 21 Km/l. Direi ottimo Per ora, può bastare. Vi caricherò foto più avanti. La sintesi è che una vettura fatta bene, onesta, se vogliamo anche stilosa e che meriterebbe un buon successo.
  2. Piccolo off-topic: Mi pare sempre di essere in contro fase rispetto al sentire comune quando si tratta dello stile Ferrari. Per me 458, osannata e santificata da praticamente tutti (a ragione, per carità, quel motore è pornografico), è sempre stata brutta. 488 era un miglioramento e F8 pure, ma rispetto a 296 per me scompaiono entrambe. 296 per me è come dovrebbe essere disegnata una piccola Ferrari: compatta, pulitissima nelle linee ed incredibilmente elegante, ma comunque non lascia adito a dubbi sul fatto che sia una Ferrari e che abbia prestazioni da Ferrari, anche osservata da ferma.
  3. ...SETTIMA (ed ultima) PARTE Progetto VBG Per chiudere il discorso sul quale mi sono incaponito negli ultimi tempi, cioè questo fantomatico progetto VBG di Renault, ricapitolo intanto i post precedenti - 1a parte (1973-76: l'avvio e i primi modelli): link - 2a parte (1977-79: evoluzione, clinic test, inizio progetto 140 e test prototipi su strada): link - 3a parte (1983-84: la fase X44, piccola 3 porte): link - 4a parte (1984: la Piccola di Gandini): link - 5a parte (1984-85: la fase X45, piccole multispazio): link - 6a parte (1975-85: la concezione dell'abitacolo e degli interni): link - 7a parte (1986-87: la Neutral e il progetto W60): questa che segue... Ci siamo lasciati che il progetto X45 era stato chiuso a metà '85 per mancanza di profittabilità, cosa che la crisi in cui versava la Régie ai tempi non permetteva di affrontare. Anzi, la ristrutturazione di Renault sembra prevedere anche il licenziamento di 20.000 persone, e magari la possibile chiusura dello storico stabilimento di Billancourt, perché la R4 che lì si produce sembra appunto che non avrà una erede... Ecco che torniamo ad una vicenda già raccontata e mostrata in questa discussione: la Neutral (qui un post antico e uno recente di PaoloGTC). In sostanza, di fronte alle prospettive dette sopra, il sindacato metalmeccanico francese CGT intraprende un'azione alquanto singolare: intorno al febbraio del 1986 un gruppo di dipendenti Renault di vari dipartimenti inizia a lavorare ad una proposta di sostituta della R4, che viene infine presentata il 7 Novembre di quello stesso anno, con il nome “Neutral” appunto, anagramma di Renault di cui però non porta il marchio, sostituito da un evocativo “4”. Si tratta di due maquettes - una per gli esterni, l'altra per l'abitacolo - che non rappresentano un modello creato da esperti di un'organizzazione aziendale, ma piuttosto un dimostratore di ciò che tecnici auto-organizzati possono fare in pochi mesi per offrire un'idea di prodotto utile per l'azienda e i suoi lavoratori, nonché per una clientela cui il sindacato guarda con interesse. Tutto ciò secondo dichiarazione esplicita degli stessi proponenti. Naturalmente la proposta non ha alcun seguito presso la direzione Renault, anche perché un'ennesima fase del progetto VBG è stata nel frattempo riaperta... e anche il sindacato probabilmente non ne sa nulla. E qui i dettagli "storici" sono ancora una volta un po' confusi. Con il nuovo presidente George Besse in sella da inizio '85, pareva non ci fossero margini per questo tipo di programmi. E invece, non si sa come e perché, sembra che dopo appena un anno dalla chiusura dell'X45, un ennesimo progetto per una piccola sia stato riavviato; stavolta sotto il nome "W60". In generale le fonti riportano che già nello stesso anno 1986, il progetto sarebbe arrivato ad una fase di costruzione di alcuni prototipi, ma che ancora una volta sarebbe stato "congelato" dallo stesso presidente Besse, con la precisa e categorica indicazione di mettere le maquettes in luogo segreto, lontano da occhi indiscreti, E tutto ciò poco prima del suo assassinio, avvenuto il 17 Novembre 1986. La "vulgata" prosegue con l'arrivo - un anno dopo, a fine '87 - del nuovo eroe del design Renault, Patrick le Quément. Che al pensionamento del suo predecessore, il buon Gaston Juchet, riceve da quest'ultimo le chiavi di quei magazzini segreti dove si trovano nascoste le maquettes del misterioso programma W60. A inizio 1988, ormai nominato capo assoluto del design della Régie, con riporto diretto al solo Presidente (Raymond Levy, che ha preso il posto di Besse), le Quément decide di aprire i depositi e scopre due maquettes: - una dal design futuristico, ma un po' estremo e controverso, che risulta il frutto del nostro designer Marcello Gandini: Si tratta di una maquette asimmetrica, con il lato passeggero a 3 porte (sopra) e quello guida con una soluzione a 5 porte (qui sotto): Ecco pure una foto di fianco e a miglior definizione, in cui si apprezza la configurazione monovolume in tutta la sua radicalità! Infine una foto della coda: - il secondo modello "riscoperto" da Patrick le Quément è un'altra piccola monovolume, ma solo a 3 porte (anche se asimmetrica con due fiancate leggermente diverse), sviluppata da un team interno sulle idee dell'allora giovane designer Jean-Pierre Ploué : Adesso molti avranno riconosciuto le fattezze embrionali di un modello assai noto, che ovviamente prese origine da qua. Bene, le Quément ha raccontato in lungo e in largo come lui abbia avuto quel giorno l'illuminazione e abbia visto in quella maquette di Ploué il potenziale per un futuro prodotto di successo e per chiudere finalmente il cerchio di questa infinita ricerca Renault per una nuova piccola, erede in qualche modo della mitica R4. Un tocco qua e uno là, e il nostro genio convince il mega-Presidente ad approvare nel 1988 il programma X06, che divenne Twingo. Ma lo sviluppo della simpatica Twingo non è assolutamente argomento di questo post. Solo aggiungo un paio di foto della stessa maquette, ridipinta di rosso in occasione di set fotografici successivi, che sono stati ampiamente pubblicati da riviste e siti vari per raccontare la storia della piccola Renault: L'astutissimo le Quément ci ha costruito un impero sull’esposizione mediatica del design Renault sotto la sua guida. E ovviamente la narrazione ha sempre seguito la versione ufficiale, a beneficio dell'immagine aziendale e di ...Patrick le Quément! 😆 Quello che continua a non convincermi del tutto, sono le tempistiche raccontate e forse anche gli attori principali. Per esempio, non mi risulta facile pensare che il progetto W60 fosse così segreto nel 1986 se già erano arrivati alla creazione di alcune maquettes, persino da parte di consulenti esterni come Gandini. E nessuno chiarisce perché Besse avrebbe congelato il programma in quella fase? Inoltre ci sono vari disegni, tavole e schizzi con la sigla W60, pubblicati nelle storie dello sviluppo Twingo, in cui le date più vecchie risalgono alla fine del 1986 (nov e dic) e poi 1987. Ma non erano già arrivati alla maquette? E soprattutto, non era stato già tutto bloccato? Tra l'altro, la foto di coda della W60 grigia di Ploué, ci mostra una targa che sembra dire 30 marzo 1987... C'è poi un articolo di qualche anno fa sulla rivista Renault Histoire, di Daniel Leconte, potente responsabile del Marketing Renault per un paio di decenni, dal 1981 fino al 2003 (è morto poi a gennaio di questo 2024). Qui si raccontano con qualche dettaglio interessante le vicende di questi ultimi prototipi del programma VBG. Intanto si chiarisce che il progetto W60 nasceva in seno all'ufficio "Prodotti Avanzati", dove si ipotizzano più o meno liberamente idee e progetti slegati da programmi effettivi di produzione. I progetti autorizzati per lo sviluppo di prodotti reali erano contrassegnati invece dalla lettera X, e venivano portati avanti dall'ufficio Studi. Poi ci parla di una fase pre-le Quément, in cui al nuovo presidente Raymond Levy vennero presentati gli studi "pendenti" nel settore delle piccole. Il periodo è maggio 1987 e in questa presentazione, dice Leconte, vengono ritirate fuori da depositi segreti e analizzate le finaliste (quella di Matra e quella di Gandini) del precedente programma X45 fermato a metà '85; ma in un angolo spunta anche la maquette W60 di Ploué... che attira l'attenzione proprio di quelli che sembrano i veri motori di queste presentazioni: Leconte stesso (Marketing) e Jacques Cheinisse (Direzione di Prodotto), mentre Gaston Juchet, il direttore dell'ufficio Studi (che si occupa di design e stile) pare decisamente in secondo piano. E il suo successore, le Quément, certamente assai più intraprendente e capace di mettersi sotto i riflettori, arriva in Renault solo molto dopo questo evento... Senza nulla togliere al suo ruolo e al suo lavoro nello sviluppo di Twingo, diciamo che forse non fu solo lui a "scoprire" quella maquette che divenne Twingo. Insomma, come al solito gli elementi a disposizione non consentono purtroppo di ricostruire i dettagli di queste storie con esattezza, ma pongono alcuni dubbi sulle storie "ufficiali", che non per forza ci dicono sempre la vera verità... (Fonti: LIGNES/auto; lenouvelautomobiliste.fr; "Style Renault - L'ère Gaston Juchet - 1960-1987", di Christophe Bonnaud, edizioni BJB; Renault Historie) FINE …davvero.
  4. Stavo quasi pensando di puntare su Leclerc al sondaggione, poi ho visto la livrea.
  5. L'espressione di Leclerc e la mano in tasca che cela il millenario apotropaico "tastarsi" confermano la tua ipotesi.
  6. Qualche altra livrea commemorativa portasfiga? ☏ Redmi Note 7 ☏
  7. Comunque mi sa che gli insider hanno riportato qualche critica alla casa madre visto che é comparso un nuovo "tech" pack (altri 1500€ rispetto ai 3000€ degli altri 2 pack esistenti) che contiene tra le altre cose il famigerato bracciolo, freno elettrico e pure la copertina di Linus per il tunnel...
  8. non ne sono così convinto. Alla fine, appena due anni fa, tutte le case erano "excited" per la nuova sfida elettrica.........ma, proprio quelle che si facevano portavoce di felicità per la nuova era Duracell (come VAG, per citarne una....) ora sono ....... "desperate"......
  9. Dopo aver acquisito know how forzando le aziende straniere ad allacciare rapporti con aziende locali.
  10. Prendo spunto dal thread dei "dettagli curiosi", per condividere alcune cose che non mi vanno giù tra gli accessori aftermarket. 1. Le bandelle colorate "Motorsport" sulla griglia delle BMW. Direi che ci pensa già la casa madre a dotare di badge M-Sport anche le 116d, la trovo una cosa davvero orrenda. 1.1 Ho visto su FB lo stesso gadget con il tricolore su una Ghibli 1.2 Fortunatamente i Quadrifoglio sulle meno nobili stanno svanendo. 2. Retrocamere aftermarket: spesso montate male o ancorate su portatarga o paraurti con viti del brico. Regolarmente poi hanno comunque hanno i paraurti posteriori tutti segnati 3. Copricerchi Sparco &co. Capisco che i cerchi in lega costano, ma applicare le borchie stile BBS sulle utilitarie vecchiotte, sono un pugno nell'occhio. 4. Coprivolanti. Ecco, questi magari sono utili per salvaguardare i volanti odierni che hanno dei pellami penosi, però oltre a rendere il volante cicciotto sono anche questi dal gusto discutibile 5. Car tablet 2 din. Comprati su amazon/aliexpress, roba che costa anche 3/400 euro e hanno un interfaccia da smartphone cinese e un integrazione in plancia a mio avviso troppo invasivo o che non ci azzecca nulla con il contesto. P.s. Su barchetta con 10 euro di supporto della Cellular line e stereo kenwood ho prestazioni migliori e plancia più bella esteticamente, quanto non mi occorre lo smartphone per navigare. E a voi, cosa non piace?
  11. Buongiorno a tutti, Come anticipato vi riporto le mie impressioni riguardanti la mia nuova Giulia. Ho acquistato la vettura dopo averne visionate e provate molte,poi scartate perché presentavano danni e usura o dubbia cronologia (Carfax ecc). A giugno sono finalmente riuscito a trovare un esemplare nelle condizioni e nell'allestimento che desideravo. ESTETICA: Fin dalla presentazione mi è sempre piaciuta la linea. Forse conservativa nei dettagli ma con proporzioni e trattamento delle superfici che soprattutto dal vivo, la rendono davvero muscolare ed elegante! Ero partito dall'idea di prenderla verde Visconti (rarissima) o Blu Montecarlo ma poi visionandone qualcuna mi sono innamorato del Bianco Lunare che oltre a dissimulare un po' lo sporco e a riscaldarsi meno al sole , presenta dei giochi di luce che esaltano le forme della vettura. I dettagli in nero lucido delle cornici scudo e degli emblemi completano una configurazione sportiva e non troppo luccicante (non mi piacciono le cromature). Per quanto riguarda i cerchi bruniti (68P) non erano la mia prima scelta ma devo dire che ho cominciato ad apprezzarli sia per l'impatto estetico canale largo ben visibile sia per l'esaltazione che conferiscono alle pinze rosse (e per la loro agevole pulizia 😅) INTERNI: Avevo, sin dal principio, un pallino fisso per gli interni del pack veloce e sono fortemente riuscito a trovarne una equipaggiata. Per me l'unico colore papabile è sempre stato il nero. I sedili sono molto comodi e molto contenitivi (giorno e notte rispetto a quelli "base"). Essendo 187cm apprezzo sia il supporto femorale allungabile sia l'ergonomia generale dei comandi perfettamente regolabili. Il resto degli interni per me è il massimo del compromesso tra bellezza estetica e funzionalità. Il cannocchiale analogico per gli strumenti,completato dai 2 schermi LCD su cruscotto e plancia, per me rimangono tra i design più riusciti del segmento. (e con strumenti leggibili a differenza di Peugeot 508🤐) MOTORE: Il 2.2 mjt da 190cv è sempre pronto e mai in difficoltà in nessuna condizione nemmeno a pieno carico (in dynamic perché nelle altre 2 modalità l'erogazione soffre di qualche lag ). Rispetto a BMW (G26) che ho guidato di recente è più rumoroso ma mai fastidioso. DINAMICA: Che dire, sicuramente sil suo punto forte! Lo sterzo è un rasoio, preciso e direttissimo. Con LSD Q2 e sospensioni elettroniche la Giulia " po' esse piuma",nei trasferimenti casa lavoro, e "po' esse fero" quando si vuole spingere un' po'. INFOTAINMENT : nel complesso per le mie esigenze e più che sufficiente: gestione chiamate funziona bene e grazie ad Android auto si ha tutto il meglio della tecnologia sempre aggiornata. Navigatore alfa voto 5 (come del resto molti OEM) : fatica a riconoscere gli imput vocali e macchinoso nella selezione manuale. ELETTRONICA: La mia crociata verso la ricerca di una diagnostica integrata nel veicolo continua anche con Giulia. Con tutti sti processori e schermi trovo ridicolo che io non posa avere il codice di un errore esposto esplicitamente e non con una spia dal molteplice significato. Qualche giorno fa mi è capitato, dopo aver lasciato l'auto ferma 24 ore, che comparissero tutti i messaggi di avaria dei sistemi elettronici dalle sospensioni al freno di stazionamento alle modalità di guida. Il giorno dopo 5 restart tutto sparito compresa la spia controllare motore. Dopo 4 gg di nuovo albero di natale. Alla fine il problema,non indicato dall'auto, era una batteria troppo scarica. Ricaricata per una notte col mio fedele Ctek Mxs 5.0 T&C,il problema non si è più ripresentato. CONCLUSIONI: Sono molto soddisfatto dell'acquisto, la cosa più difficile è scendere una volta arrivati a destinazione😄
  12. I finestrini anteriori oscurati (illegali peraltro)
  13. Ma che poi, diciamola tutta... Il problema secondo me non è tanto l'eventuale ritardo delle versioni ibride (se decideranno di farle). Il problema sarà cosa metteranno sotto il cofano e che trasmissione abbineranno...quante versioni Ibride ci saranno? Questo è l'eventuale vero problema. Se decidono di proseguire con il filone Junior, la vedo molto male. (nel senso che per Junior è appena accettabile la scelta strategica e lo è giusto perchè parliamo di una segmento B, ma con Giulia e Stelvio non puoi piazzare powertrain PSA o Dodge). Alfa ha purtroppo bisogno di specificità e questo vale ahimè molto di più per le versioni termiche (e quindi ibride). Per le versioni elettriche possono puntare molto su sospensioni, setup, differenziali e ingegnosità varie, ma sulle termiche avere motori leggeri e cazzuti abbinati a cambi automatici fulminei, fluidi e raffinati è quasi un imperativo dopo Giulia e Stelvio attuali. Come se la risolveranno sta cosa?
  14. Per la 992.2 GT2 RS si parla in Germania per la Bi-E-Turbo di una potenza >1000CV (quindi un po' piu rispetto la Maserati) e un prezzo di 300-320k.
  15. Vi state facendo troppe seghe mentali, è solo una vecchia auto ancora usata per i test.
  16. Ragazzi però non giriamo la frittata dai...la delocalizzazione è stata sfruttata da che mondo è mondo per abbassare i costi di produzione utilizzando il minor costo della forza lavoro in paesi in via di sviluppo, avvantaggiandosi grazie a leggi meno severe sulle condizioni lavorative, di sicurezza e in generale a norme decisamente più lasche. Chi ci ha guadagnato sono stati i grandi gruppi industriali e, in misura minore a mio avviso, i consumatori occidentali che hanno potuto permettersi prodotti altrimenti probabilmente al di fuori della propria portata. Di certo ci hanno guadagnato anche tali paesi in termini di sviluppo ed ora ci stanno facendo pagare il conto, ma cosa dovevano fare? Dirci "prego quella è casa mia si trombi pure mia moglie"?
  17. Da un evento ufficiale in Germania
  18. Anche lo sguardo di Sainz sembra tradire un "...speriamo di passare la Q1..."
  19. Sono sempre stato molto perplesso relativamente ai muli di questa nuova Hypercar, ma più si spoglia e più mi fa un sangue micidiale...
  20. Beh, Elkann e il suo entourage è abbastanza afferrato in materia finanziaria...e per concentrarsi su quella sfera piuttosto che su ciò che esce dalle linee di produzione. Il problema è che il continuo impoverimento del prodotto, non porta benefici se non nel breve periodo. Nel medio-lungo è un boomerang. E parlo per tutti i settori.
  21. I clienti (italiani) Tycan di Porsche, lo dico perché ne sono a diretta conoscenza, le stanno dando tutte indietro, e le cambiano con Panamera-Cayenne ICE (tutt'el più hybrid), ma dell'elettrico non vogliono più saperne. Questo per dire che comunque, sebbene mi sia stato riportato che New Macan sta venducchiando bene specialmente alle donne, alla stragrande maggioranza dei porschisti dell'elettrico non frega assolutamente nulla, e non lo vogliono. L'unica Porsche che ti vendono con uno sconto molto, molto importante oggi, è proprio la Tycan. Non so come funziona in BMW, ma dovunque scambi due parole......ibrido ok (ma tanto ormai lo sono tutte ibride, HEV o MHEV che siano) ma sul full electric è peggio di un bagno di sangue. anche se non è la sezione giusta, come sta vendendo la EX30 di Volvo, hai qualche dato? Poiché siamo su prezzi iso-Tesla, ma anche Volvo sta facendo velocemente retromarcia sulle ICE.......sarei curioso di sapere cosa sta combinando quella scatoletta. Su BMW, qui a Montebelluna c'era una i4M50 che girava.....poi mi sono accorto qualche settimana fa, che il tipo l'ha sostituita con una M340i Touring....
  22. In ferie da cosa? [Cit.] Servita sul piatto d'argento
  23. 5er/i5 e 7er/i7 sono basata sulla vecchia CLAR che una volta era una archittetura ice, poi adatta anche per bev. La nuova NCAR in versione debutto per le NAx invece e una archittetura bev only...per il futuro piu lontano vedremo.
  24. Imparato tempo fa ha dichiarato: "Ricordatevi, due anni fa quando si parlava di piattaforma multi-energy… non era molto trendy, no? Oggi sembra che non faccia bene essere solo elettrici..."
  25. Il MHEV di Grecale è già stato sviluppato PHEV, lo trovi sotto Jeep Grand Cherokee 2021, che peraltro deriva anch'essa da Giorgio. Se veramente erano partiti con l'idea di farla solo BEV, già aggiungere la MHEV è uno sforzo, aggiungere una terza variante lo vedo poco probabile. Vedremo, comunque in ottica da qui al 2035, potendo scegliere io avrei fatto PHEV e basta
  26. My 2 cents, mia previsione realistica (ben diversa da ciò che vorrei) - Alfa continuerà sia con il filone Junior che con il filone su piattaforma Large; - Giulia 2026 sarà tutto sommato una buona erede dell'attuale, meno affilata, del resto la stessa Giulia ha subito un "imborghesimento" per quanto riguarda taratura dello sterzo e altezza da terra con i vari model year, ma comunque senza soffrire del complesso di Alfa 155 vs 75; - Vedremo una gamma motori molto semplificata: EV per la Quadrifoglio (più una variante low power), e il 2.0 GME MHEV come "contentino" adattato mentre parliamo per non mandare a putt#ne il modello; - Niente V6, niente 6 in linea (Dodge), niente PHEV (e quest'ultima sarà una grossa fregatura dopo il 2030). Staremo a vedere
  27. Una cosa è certa: a volte bastano un paio di dettagli per far cambiare la percezione che si ha di un’auto: questa “proto-twingo” senza gli “occhioni dolci” della Twingo definitiva perde completamente la connotazione di simpatia che ancora oggi ispira l’auto di produzione, guardandola!
  28. Ho come l’impressione che il nostro buon @poliziottesco ci dia indicazioni fuorvianti per non rovinarci la sorpresa 😂😂😂
  29. Il fatto che in rete ufficiale vogliano sostituire l'intero cambio significa che anche loro non sanno cosa toccare..... daltronde la trasmissione è Getrag, credo che un officina specializzata in trasmissioni sia la più indicata per risolvere il problema
  30. ha un buco davanti ed un buco dietro....
  31. It is amazing how much difference it makes (at least to my eyes) to remove the camo. From FChat
  32. Mi sa che si resero conto che la Mondeo a 4 porte in stile US non stava facendo esattamente furore nei vari mercati europei...
  33. Fossi in te farei sistemare la Superb.
  34. Per 20k penso che puoi puntare a una Focus sw usata, col 1.0 ecoboost 125cv ☏ SM-S918B ☏
  35. a regà...pochi cacchi è brutta, sembra un prototipo diqualche designer indipendente così..non sembra nemmeno un lavoro ufficiale di una grande casa.
  36. 1 punto
    Avete presente la Lotus Omega? Domanda retorica, ovvio che sì. Altrimenti... ...fuori dal Forum! Bannati a vita, là dove sarà pianto e stridore di denti. Tornando alla Lotus Omega... ecco, non è sempre stata un'Omega! L'altro giorno mi sono imbattuto in un disegno che mi ha spiazzato e non conoscevo. Da qui sono andato a ricercare notizie e ho individuato che il disegno viene dal libro "Lotus Carlton" di Ian Adcock, mentre altre informazioni le ho riprese dal sito lotusomega.info Bene, la storia racconta che nel lontano 1986, quando GM prese le redini di Lotus, subito si rumoreggiò di possibili Lotus Kadett o Lotus Ascona, i due modelli con aspirazioni o storie sportive più affermate, forse un po' alla stregua di precedenti come la Lotus Sunbeam... ma no, non erano loro le elette! Poco dopo, nel 1987, si incontrarono a Zurigo i vertici di Lotus e GM Europe per stabilire i piani di possibili sinergie, ed effettivamente si parlò per la prima volta di una Lotus... Senator! L'ammiraglia Opel era proprio in uscita quell'anno con la nuova serie derivata dall'Omega e quindi poteva aver senso pensare ad una versione di punta con tale blasone. Nel frattempo, già dentro Opel c'erano programmi di sviluppo di nuove motorizzazioni potenziate per le ammiraglie del marchio, cioè Omega e Senator, appunto. E quando nel 1988 Bob Eaton divenne presidente di GME, subito dette a Wayne Cherry, il capo del design Opel, l'incarico per lo sviluppo di una "super-ammiraglia", una versione ad alte prestazioni e dallo stile molto caratterizzato. Cosa su cui si misero a lavorare subito, ma ancora senza alcun coinvolgimento di Lotus. Ecco alcuni schizzi di queste idee, chiaramente basate su Senator: Lotus però aveva preso sul serio la proposta fatta al vertice dell'anno prima e nel 1988 stava anch'essa lavorando sulla proposta per una Lotus Senator e i disegni che ho postato per primi in alto, sono probabilmente tra quelli presentati da Mike Kimberley (capo di Lotus) durante una prima esposizione ai vertici GM. Come si intuisce, l'idea del designer Lotus Julian Thomson (oggi responsabile del Design Centre GM Europa...) era piuttosto contenuta dal punto di vista della caratterizzazione estetica, di sicuro molto più discreta delle idee che stavano pensando in Opel. Assai più profondo era il lavoro che Lotus stava pensando per la meccanica invece... un progetto da 2 anni per una produzione di 2000 pezzi. I vertici di entrambe le organizzazioni - GM e Lotus - avevano piani diversi però: l'idea era uscire molto prima! Quindi misero insieme le teste dell'Engineering Opel e Lotus per collaborare, sempre pensando alla ammiraglia. Opel pensava ad un modello di immagine, Lotus non poteva uscire dalla sua cultura fatta di sportività, tecnica, guidabilità. A cavallo fra '88 e '89 arrivò la decisione chiave: non più Senator, bensì Omega. In sostanza si realizzò che lo spirito con cui nasceva questa vettura ad alte prestazioni, non era tanto nelle corde di un modello formale come Senator, quanto piuttosto in quelle di Omega, che già aveva la sua versione sportiva e soprattutto sembrava essere assai più rappresentativa e di successo nella gamma Opel. Un modello Lotus di Omega, avrebbe avuto un impatto sull'immagine dell'intera gamma Opel assai più significativo della semi-sconosciuta Senator. E così fu.
  37. ah si....come nella industria tessile della Toscana? 😂
  38. Si, anche perché più che l'autonomia il problema è la carica. Mi chiedo solo dove prenderemo tutta quella potenza per stazioni con molte colonnine e se possiamo essere sicuri che non ci siano rischi, le batterie più le carichi a C alte più rischiano di prendere fuoco.
  39. brutta ... anonima e sopratutto aveva il difetto di arrivare dopo la thema
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