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jameson

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Tutti i contenuti di jameson

  1. No, l'infrastruttura non c'è. Una colonnina da 22 kW (una) ha la potenza di 8 appartamenti. Inoltre, come diceva @Nico87, per portare in giro queste potenze bisogna costruire infrastrutture nuove a partire dalla media tensione, perché quelle esistenti non possono portare tutta questa potenza. Inoltre con la media tensione non si scherza, non è come stendere un cavo del telefono. Che fanno 1250 A. Ma anche una semplice 22 kW fanno 55 A. Pensa una serie di 10 colonnine... Pensa una diffusione a tappeto... Possibile è possibile, ma è un casino, non è che si pensa che stendi una prolunga e attacchi la colonnina.
  2. C'è differenza tra portare una linea da 10 kW per alimentare sei pompe e 500 kW a colonnina, che per un "distributore" da 6 colonnine significa 3 MW (la mia azienda di 50 persone lavora con una cabina da 100 kW). Nel caso di una serie di colonnine sui parcheggi di una strada, anche ammesso che siano colonnine da 22 kW, non ci puoi portare la 230 ma la media tensione (almeno). Se hai 20 parcheggi, devi portare 440 kW e fare tutti gli scavi, perché non puoi allacciarti a una cabina esistente.
  3. I costi del distributore li sostiene il gestore, perché non ha bisogno di una rete di alimentazione che richiede scavi.
  4. Ma guarda, ci stavo pensando giusto ieri. Ampliare l'infrastruttura di ricarica significa fare scavi per portare i cavi di alta tensione o quantomeno media, costruire le cabine per alimentare le colonnine... Chi dovrebbe pagare? I comuni. Che non hanno neanche i soldi per gli stipendi... Con l'elettrico si chiude tutti. Comunque mica è vietato vendere le auto elettriche, eh. È vietare le altre per parare il culo a chi ci ha investito tutto che non mi va bene. Se qualcuno ha sperato di buttare al cesso tutta la progettazione ICE per risparmiare vendendo le macchinette dell'autoscontro, non degnandosi di fare un'indagine di mercato e sperando nell'obbligo, peggio per lui. Rimane comunque da dire che tutto il mondo tranne la UE gli ICE non li ha vietati, quindi non facciamo finta che tornare indietro adesso sia tutto questo dramma.
  5. Se la strada finisce in un burrone, magari conviene sterzare rischiando di ammazzarsi invece che cascarci dentro senza sterzare.
  6. Ammesso che la normativa arrivi a fine 2025 quando si calcoleranno le multe, non credo che le successive sopravvivano (e probabilmente neanche questa), quanto meno non con la CO2 calcolata allo scarico.
  7. OT: Il problema di Banca Intesa è distinto da quello di Worldline. Fonte: uno che lavora in Worldline.
  8. Ormai ci credono in pochi, e nessuno di quelli che comandano adesso (per fortuna).
  9. È vero, il gruppo "franco-italiano" come lo chiamano i giornali in realtà ha toppato alla grande in USA. Magari la politica di gonfiare i prezzi in cambio di niente non è stata vincente.
  10. CT ha fatto una sola stronzata ma grossa: la sterzata sull'elettrico. L'elettrico è crollato e lui se l'è squagliata. Mi meraviglia che veramente avesse potuto credere che l'all-electric sarebbe riuscito e che la gente avrebbe comprato BEV a milioni.
  11. Ancora con lo stato francese? Se qualcuno aveva ancora dubbi su chi comanda in Stellantis, direi che oggi non dovrebbe averne più. CT era un uomo di prodotto.
  12. Non siamo in Cina o in Unione Sovietica, lo stato non è responsabile delle scelte degli acquirenti.
  13. Secondo la legge vigente non fanno neanche i controlli. Dovranno essere pubblicati i decreti attuativi, che dovrebbero includere l'esclusione per chi certifica uso medico, se no la legge non entra in vigore.
  14. No invece. Avresti il certificato di assunzione per scopo terapeutico, anzi per assurdo potresti prendere amfetamine e non avere la patente ritirata. Che c'entra la residenza? Ti fanno il test, mica ti chiedono lo stato di famiglia.
  15. La Punto 188 1.2 60 CV del 2001 a benzina di mia moglie ha bruciato la guarnizione. Ricordo che in quel periodo morivano come mosche.
  16. Un classico di quel motore, anche a benzina. Solo che pensavo che sulla versione 2020 fosse già stato risolto.
  17. jameson ha risposto a messaggio nella discussione in Riparazione, Manutenzione e Cura dell'Auto
    Riguardando la foto direi che non avevo capito un tubo della prospettiva. I dischi sono usurati ma meno di quello che mi sembrava e la pinza "torna". Quella scanalatura comunque è sicuramente un antigiro, probabilmente usato per qualche lavorazione in fabbrica.
  18. jameson ha risposto a messaggio nella discussione in Riparazione, Manutenzione e Cura dell'Auto
    Direi di sì. A occhio e croce hai anche le pastiglie sbagliate, pare che l'area lucida lasciata dalle pastiglie è più piccola di quella usurata probabilmente dalle pastiglie precedenti.
  19. Io di Audi nuove ne vedo poche, alla fine l'incessimento dei modelli ha fatto crollare l'appeal del brand. Parecchi sono finiti a Mercedes. Anche qui in azienda da me gli ex audisti stanno andando su BMW.
  20. Ma non ha modelli specifici, solo allestimenti di modelli Fiat. Non si risparmia niente a toglierlo.
  21. La Fiat 125 era 422x161, per capire su che dimensioni massime sono state pensate le strade...
  22. Allora, di componenti in silicio ce ne sono centinaia di migliaia di part number, basta che vai su www.mouser.it e vedi quanti ne hanno in catalogo. Quelli a cui fai riferimento solo i chip CMOS con tecnologia allo stato dell'arte. Al momento i produttori leader sono due, TSMC (Taiwan), numero uno al mondo e terzista di tutti i grossi nomi (AMD, Qualcomm, NVidia) e Samsung (Corea del Sud). Tutti gli altri sono indietro, Intel è terzo un po' arretrato. Perfino IBM, che pure è probabilmente la società più avanzata al mondo nella ricerca, ormai si appoggia alle fabbriche Samsung per le tecnologie più spinte. Gli olandesi non producono chip, producono le macchine per litografia, e sono gli unici al mondo (EDIT: non è vero, hanno NXP che fa parecchia roba, anche se a livello digitale più che altro sono i processori ex Motorola quindi in realtà le fabbriche sono in USA). Detto questo, i chipponi bleeding edge servono solo per i computer e i cellulari. Per tutto il resto, compreso l'automotive, ma anche per gli armamenti, si usano tecnologie digitali più mainstream o roba analogica o mixed-signal. STMicroelectronics è diventato il riferimento mondiale per i microcontrollori a basso costo basati su ARM che spopolano in applicazioni da milioni di numeri. I cinesi ne producono parti compatibili a iosa, con un'esplosione a livello internazionale causata dalla penuria di componenti post COVID. Per quanto riguarda l'automotive, c'è una grossa scelta. Quando si parla di centraline per ECU o specialmente ADAS, che richiedono l'uso di DSP e componenti mixed signal ad alte prestazioni, gli USA hanno l'esclusiva con i due dominatori del mercato industriale Analog Devices e Texas Instruments (si trovano anche nei droni iraniani: per qualunque applicazione industriale è difficile non passare per questi due, da quando si sono comprati tutta la concorrenza). I cinesi non hanno un tubo, solo roba banale prodotta in grandissimi numeri e pressoché inutilizzabile visto anche che la documentazione che forniscono farebbe pietà se non facesse incazzare. Chi non va trascurato invece sono i giapponesi, che hanno parecchie fabbriche anche di livello molto avanzato (specie per le memorie).
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