Rieccomi con del materiale un po’ particolare, di matrice nipponica: qualcosa avevo già postato tempo addietro, ma qui faccio un piccolo focus. Fondamentalmente in Giappone esistono due tipologie di autofunebri, una di stampo tradizionale e una di stampo più occidentale, statunitense per la precisione. La prima tipologia si rifà alla tradizione del paese, sopratutto per ciò che attiene alla parte estetica e decorativa, fortemente ispirata ai templi e alla filosofia orientale. In pratica si riproduce una sorta di tempio nella parte posteriore del mezzo, ovvero il vano feretro. Eccone alcuni esempi: Nissan President Lincoln Continental Toyota Crown: Decorazioni, manufatti, stile e colori variano a seconda della regione e della zona del paese: spesso e volentieri posso essere inseriti anche statue o riproduzioni di draghi, considerati nella tradizione locale con una valenza divina, diversa dalla concezione occidentale e medievale. Il secondo tipo di autofunebri è quello in stile occidentale o “straniero”, diffusosi sopratutto dopo gli anni ‘70. Molti stilemi sono ripresi dai tipici carri funebri americani, in special modo quelli in stile Landau, caratterizzati da coperture in vinile per il vano feretro. Toyota Crown, realizzata dalla Mitsouka: Mitsouka Hearse Type 5, su base Nissan e che utilizza i fari posteriori della Fiat 500 pre-restyling: Aggiungo poi un’autofuebre particolare, realizzata per la casa reale nipponica intorno, mi pare, al 2008 e basata sulla Toyota Century Royal, altra realizzazione esclusiva per la famiglia reale. In generale, indipendentemente dallo stile del carro, la tendenza è quella di occultare alla vista il feretro: da qui la quasi totale assenza di vetrature e similari. Ultima curiosità: a prescindere dal loro credo religioso, moltissimi giapponesi scelgono il rito funebre buddista, principalmente per il cerimoniale: “prendono in prestito” la funzione è il suo svolgimento, ma senza alcuna valenza religiosa, salvo non essere buddisti ovviamente. Esistono apposite strutture che svolgono solo questa attività e si parla di “buddismo funebre”. Un po’ come accade per il matrimonio, che viene celebrato (ma solo dal punto di vista scenografico ed estetico) secondo la tradizione cristiana: non c’è alcuna valenza o conseguenza sul piano religioso, ma si ritiene appagante dal punto di vista strettamente celebrativo.