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Davialfa

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Tutti i contenuti di Davialfa

  1. Io continuo a pensare che ci sia stato un grosso problema strategico da parte dell'Europa. Per decenni si è fatto ricorso al petrolio facendo la fortuna dei paesi produttori ma facendo anche la propria in quanto il motore ICE è stato una tecnologia in cui il vecchio continente ha sempre avuto enorme know how. Ora che era giunto il momento di affrancarsi da questa tecnologia, la scelta di fare un all in sull'elettrico ha significato consegnarsi mani e piedi ai produttori Americani e asiatici e parlando sempre di materie prime ai cinesi. Ancora faccio fatica a capire il perchè di questa scelta in un continente dove il mercato automotive è sempre stato fondamentale in termini di crescita economica. Un all-in doveva essere fatto, ma per me la tecnologia che si doveva scegliere era quella dell'idrogeno. Sicuramente per alcuni versi è una tecnologia ancora acerba, sicuramente per produrre idrogeno hai bisogno di generare energia, però 1) non si sarebbe dovuto stravolgere le nostre città per mettere il maggior numero possibile di colonnine (che oltretutto di volta in volta rischiano di diventare obsolete in base alla loro capacità di ricarica) ma si sarebbe proseguito con l'attuale modello dei distributori (convertiti) che in europa hanno già un ampissima rete. Oltretutto per la conformità di moltissime città storiche europee, il modello di distribuzione delle colonnine elettriche è utopia. 2) conseguenza della prima, non si sarebbe nuovamente riversato il costo dello strumento per il rifornimento al consumatore finale, che molto spesso deve pagare di tasca propria per costruirsi (la dove possibile) il proprio sistema di ricarica 3 ) Ci si sarebbe affrancati dal problema economico ed ecologico dell'estrazione delle terre rare. 4) nell'elettrico oramai americani e cinesi erano molto più avanti.. nell'idrogeno a parte Toyota si poteva essere pionieri Produrre energia (per fare idrogeno) è un problema, ma lo ugualmente produrre energia per caricare il parco auto elettrico, tanto vale. Inoltre l'all in sulla idrogeno avrebbe sicuramente fatto aumentare rapidamente la tecnologia sia in termini di efficienza che di sicurezza... Ci sarebbe stato comunque un periodo di transizione (come lo è adesso) dove avrebbero convissuto i motori Ice e l'idrogeno, però sarebbero stati modelli con un sistema distributivo compatibile, al massimo in ogni distributore si aggiungeva la pompa ad H. L'Europa aveva la grossa possibilità finalmente di smarcarsi dagli altri continenti per produrre il proprio carburante, di evitare di foraggiare arabi, cinesi o americani ... Prima o poi la produzione elettrica per essere effettuata troverà una soluzione più ecologica e sostenibile, già ad oggi la produzione verde (eolico, solare, idrico, geotermico, nucleare etc) ha fatto grandi passi in avanti.. non era impossibile prevedere in futuro la nascita di grosse centrali europei produttrici di idrogeno. Non so, ci vedo veramente un grosso errore che costerà moltissimo all'Europa (Germania, Francia e Italia in primis)
  2. Tesla sa il fatto suo, niente da dire. Rimane per me la berlina più brutta del segmento D… Però prezzo, software, powertrain e punti ricarica rapida hanno determinato un solco pazzesco con le europee. Credo solo le cinesi riusciranno a starle dietro e superarla nel tempo. Mi fa strano che i grossi gruppi tedeschi e ci metto anche Stellantis non provino a mettersi insieme per fare dei punti di ricarica europei concorrenti ai tesla SC
  3. Ragazzi non capisco Come solo si possa parlare di Urus e purosangue nella stessa discussione... Na cafonata contro il più bel suv esistente
  4. nella discussione ha aggiunto Davialfa in Consigli per l'Acquisto dell'Auto
    Salve Non so se è la sezione giusta, ho provato a fare una ricerca nel forum ma non riesco a trovare risposte sull' argomento. Visto che per il prossimo anno ho preso questa "probabilmente" malsana idea di tornare in Italia, oltretutto a fare quello che non dovresti mai fare in italia ovvero fare impresa, avrei alcuni dubbi riguardo all'auto aziendale. Mi sembra di capire che in Italia c'è molta differenza (sopratutto in merito alla deducibilità fiscale) tra auto aziendali per dipendenti, per amministratore o per solo socio. Lasciando perdere discorso di Autocarro o meno (nel mio caso non sarebbe autocarro), così come promiscuo o meno (nel mio caso uso promiscuo), ho visto che le migliori condizioni in termini di deducibilità sono nel caso di auto aziendale ad uso promiscuo data ad un dipendente. Da qui la prima domanda. Se l'auto aziendale fosse data alla moglie come dipendente , potrei usare anche io l'auto? E' strettamente legata al dipendente ? Seconda domanda, per auto aziendale ad un dipendente uso promiscuo la deducibilità è al 70% senza limiti di costo.. Nel caso di NLT il 70% vale solo per la parte dell'affitto, oppure anche per tutti i costi accessori solitamente compresi nel noleggio? (Tipo gomme, assicurazione casc, service) ... e per la benzina sempre il 70%? Nel caso in cui invece del socio amministratore, mi sembra di aver capito che l'auto è deducibile al 100% fino alla soglia del Fringe benefit, per la parte residua invece lo è solo al 20%. Ma come si fa il calcolo per capire quanto è la soglia mensile del Fringe benefit per un NLT?
  5. Speravo meglio, mi piacciono molto gli interni, ma gli esterni no, brutto il posteriore, non mi convincono i vari, non capisco perchè sono stati rimossi i passaruota. Sarà che ho sempre grandi aspettative da mini, però gli esterni mi lasciano perplesso
  6. Il posteriore non mi convince, Per il resto a parte alcune forzature nel design tipiche delle auto francesi sembra ben fatta. Delle peugeot nuovo corso continuo a non amare volante piccolo e posizione del quadro. Finalmente debuttato le nuove piattaforme, speriamo di vedere presto anche le italiane
  7. Per me decisamente si. Gli interni li trovo fantastici, per quanto riguarda gli esterni sicuramente particolari (che un auto a tiratura limitatissima ci stanno) ma mi piacciono. Alla fine ok la bellezza delle linee pulite, però per oggetti con questi numeri di produzione, giustamente conta anche l'apparire e il non lasciare indifferenti. Fosse stato un modello di serie potrei capire che sarebbe risultata esagerata, ma su un modello limitato che richiama ad un modello (particolare) del passato, per me ci sta. Sia negli interni che negli esterni ha un che di batmobile,
  8. Guardando quelle foto pensavo l'opposto, ma mi riservo di vedere le foto ufficiali
  9. Ma come mai nel riepilogo in alto la quattroporte nuova è segnata come M9S mentre la levante come M6U? Se il numero definisce il segmento, ci sono 3 segmenti di differenza tra nuova qp e nuovo levante?? Pensavo nuovo Levante fosse un suv segmento E/F cosi come nuova qp
  10. Allora, prendilo con le pinze, ma per quello che vedo dalla slide qui sotto la F2 è la portaerei, quindi segmento molto piu grande della tipo suv, mentre f1 è acqua
  11. Concordo, sinceramente non capisco tutti sti attacchi alle linee delle nuove maserati… Perché prendendo gli altri brand mi dovete spiegare quali grandi evoluzioni stilistiche hanno e hanno avuto. Mercedes: Io credo che non siano mai stati più tamarri di cosi’ gli interni di un buon 50% delle mercedes vendute.. Negli esterni ancora si salvano Porsche : adoro il marchio, hanno spesso lavorato bene, però non posso dire che le nuove siano piu belle delle vecchie ( tranne la cayenne, ma fare peggio della prima versione era impossibile aston martin altro brand che adoro, ma la nuova generazione per me 3 passi indietro rispetto alle altre lamborghini Sono anni che non me ne piace una Audi, tolta la a5 e la a7 non me ne piace una ( e comunque preferivo le prime versioni), senza contare i mille suv proposti Lexus : gli interni non mi sono mai piaciuti, gli esterni non sono il mio genere Mini: secondo me erano molto meglio le generazioni precedenti fuori concorso: Tesla : per quanto si possano apprezzare come le best in class nel bev, Lato design sono almeno per me inguardabili… E se la S tanto tanto, tutte quelle venute dopo una peggio dell’altra. Ds: auto incomprensibili con un design barocco e ricercato senza senso Bmw: Venderanno bene sfruttando ancora il nome, venderanno per ora ancora in cina strizzando l’occhio ai loro gusti, ma per me se c’è un marchio che oramai da anni sforna solo brutture è proprio bmw, inguardabili i nuovi interni, inguardabili gli esterni, inguardabile l’interpretazioni dei nuovi reni
  12. Da capire come sarà la nuova generazione della Giulia. Dubito che sarà una berlina tre volumi come l'attuale.
  13. Io comunque conosco diverse persone che hanno preso elettrico e ora se potessero tornerebbero indietro per comprare Ice. Continuo a pensare che 2025 -2026 sono troppo vicine come date per prevedere auto solo elettriche. Una buona percentuale di chi ha elettrico oggi vive con l'ansia da consumo/rifornimento. Un tempo era ad appannaggio dei guidatori di Prius che si annusavano le scorregge a vicenda gareggiando a chi faceva piu km con un litro.. Adesso per i guidatori di BeV è veramente un ansia. Inoltre non mi è chiaro come riusciranno a far risultare competitive stelvio e Giulia Bev , mi sa tanto di bagno di sangue
  14. Quando apriranno gli ordini della Avenger elettrica in Marocco dovranno assolutamente prevedere tripli turni di produzione a Tichy, Mi aspetto un impennata nelle assunzioni
  15. strani dati, Toyota e Mazda così in basso? Jaguar e Bmw sopra media? Sembra che la presunta grande qualità di volvo negli States non venga tanto riconosciuta, fa addirittura peggio di vw 0_0
  16. Anche a me è sembrato strano, anche se poi ero arrivato alla conclusione del "povera Fiat ad essere appiata con Ds"
  17. Si anche se non ho mai sentito un ministro dell'economia sostenere il contrario dicendo "voglio che si costruiscano sempre meno macchine in italia". Diciamo che oltre alle parole, che negli anni sono state sempre abbondanti sull'argomento, si passi anche a qualche fatto. Snellimento di giurisprudenza e burocrazia dovrebbe essere al primo punto di ogni piano politico economico, però la realtà dice che è argomento talmente ostico che nessuno riesce a cavarci le gambe
  18. MA sei sicuro? Io sapevo che exor aveva almeno il 14,3% , con il mio programma di monitoraggio aziende quotate ho trovato il 14,45%, ma io ricordavo sicuramente almenoo il 14,3%
  19. L'italia è dentro stellantis con Banca D'Italia che possiede l'1,14%, la discussione che c'è stata questa settimana era se CDP dovesse entrare o meno dentro ed avere un rappresentante nel board . I top 10 Shareholders sono : Giovanni Agnelli B.V. 14.45% Etablissements Peugeot Freres 7.21% Bpifrance Participations SA 6.19% Amundi Asset Management 3,79% Dongfeng Motor Corporation 3,19% The Vanguard Group, Inc. 2.48% JPMorgan Chase & Co, Brokerage and Securities Investments 1.88% J.P. Morgan Asset Management, Inc. 1.18% Dodge & Cox 1.16% Banca d'Italia 1.14%
  20. Elkann a specifica domanda ha detto che lo stato deve entrare qualora l’azienda abbia difficoltà. Non essendo il caso per Stellantis, non ne vede il motivo. Sostiene che lo stato francese era entrato in psa quando questa era in difficoltà …. Tutto giusto, ma ci deve spiegare perché lo stato francese non se ne e’ più andato. Anche io sinceramente sarei decisamente favorevole all’entrata dello stato italiano almeno fino a che vi è quello francese. Gli agnelli non saranno la fatebenefratelli, però un ricordo agli aiuti passati non farebbe male. Non dico che si deve tornare al vecchio modello del produrre in perdita per mantenere occupazione, però privilegiare paesi come ad esempio la Spagna mi sembra esagerato
  21. .. ’ l’opinione dell’analista Tom Narayan di Rbc Capital, sottolinea l’enorme gap valutativo fra l’azienda europea e Ford e General Motors (NYSE:GM). Senza una quotazione primaria a Wall Street il titolo resterà penalizzato. Su questo dovrà lavorare la nuova Cfo Natalie Knight A fine giugno l’insediamento della nuova Cfo Mancano esattamente 30 giorni all’insediamento ufficiale di Natalie Knight come nuova Chief financial officer di Stellantis (BIT:STLAM) al posto dell’uscente Richard Palmer, e le aspettative del mercato sulla 51enne manager americana sono molto alte. Le ha esplicitate bene martedì 30 maggio Tom Narayan, analista di Rcb Capital, scrivendo che il compito principale della nuova responsabile delle finanze sarà quello di trasferire gradualmente il baricentro finanziario di Stellantis dall’Europa verso l’America. La tesi dell’analista è che soltanto avvicinandosi di più, anche fisicamente, agli investitori americani, Stellantis potrà colmare quel gap di valutazione che la penalizza rispetto agli altri due grandi gruppi Usa dell’automotive, Ford e General Motors. La differenza dei multipli fra le due sponde dell’Atlantico Alla quotazione attuale di 14,54 euro, Stellantis capitalizza 45,7 miliardi di euro, vale a dire solo 3 volte gli utili attesi nel 2024. E’ un multiplo leggermente inferiore a quello di Volkswagen (ETR:VOWG) (3,5 volte), ma drammaticamente più basso rispetto a Ford (capitalizza 7,1 volte gli utili 2024) e a General Motors (5,8 volte). A pesare non sono certo le diverse prospettive di crescita fra le aziende: il consensus degli analisti stima che gli utili di Stellantis saliranno del 3,3% nel 2024 arrivando a 15,5 miliardi di euro. La crescita prevista per Ford è del 4,4% e per GM il consensus stima un calo dei profitti nel 2024 del 2,5%. Questa la spiegazione della sottovalutazione di Stellantis, secondo Tom Narayan: le azioni Stellantis sono scambiate anche a New York, ma Wall Street non è la Borsa di riferimento del gruppo, con la conseguenza che Stellantis non fa parte di molti indici statunitensi e i fondi indicizzati e altri investitori che si confrontano con gli indici non sono motivati a comprare la società. Nel 2022 realizzato in Nord America il 60% dell’utile operativo Eppure il business di Stellantis è più americano che europeo: nel 2022 la società che ha come principale azionista la famiglia Agnelli-Elkann, ha realizzato in Nord America il 47,6% dei ricavi e in Europa il 35,2%. Grazie all’alta redditività dei marchi Ram e Jeep, che insieme rappresentano il 75% delle vendite di Stellantis, negli Usa, il gruppo ha realizzato in Nord America il 60% dell’utile operativo dell’anno scorso. “Se le azioni Stellantis ricevessero dal mercato una valutazione media fra quelle di Ford e GM, il titolo varrebbe il doppio”, scrive l’analista di Rbc Capital che sul titolo ha una raccomandazione Buy con target price a 20 euro. Fuga da Piazza Affari? Problema politico Stellantis, con sede in Olanda, è un gruppo europeo, quotato a Milano, Parigi e Amsterdam. Secondo Narayan bisognerebbe fare diventare Wall Street la Borsa primaria del gruppo, ma una scelta del genere non è tecnica, è una scelta con un forte impatto politico su due Paesi come l’Italia e la Francia i cui governi non vedrebbero di buon occhio la migrazione di una delle principali aziende europee. Può essere che ci sia del giusto nelle osservazioni di Narayan, ma la nuova Cfo Natalie Knight dovrà inventarsi una strategia di compromesso per avvicinare di più Stellantis agli investitori a stelle e strisce. Intanto è già deciso che la manager avrà la sua base operativa ad Auburn Hills, nel Michigan, e da lì farà trasferte in Europa e nelle altre regioni.
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