Riguardo alla situazione che conosco, e che è ristretta e relativa alla mia zona, posso dire che chi ha difficoltà a cercare e trovare lavoro è principalmente un cinquantenne poco scolarizzato che fatica a ricollocarsi o un giovane che, dopo la scuola superiore, non si è inserito in fretta nel mondo del lavoro, magari provando 2-3 facoltà universitari senza risultati.
I ragazzi che escono dal tecnico ad indirizzo meccanico, salvo casi disperati, dopo qualche mese lavorano, e se i primi lavori possono essere sottopagati o sottomotivanti dopo qualche anno puoi metterti sul mercato e trovare qualcosa di meglio, lo stesso vale anche per gli studenti che fanno Ingegneria (meccanica, civile , informatica, chimica...), anche se, rispetto agli anni passati tra lo stipendio di un perito e quello di un ingegnere la forbice economica si sta restringendo.
Se lo studio universitario è più specifico il discorso è diverso, mia figlia, che sta terminando gli studi tecnici ed ha passato con successo l'esame di ammissione universitaria a biotecnologie, ha già in prospettiva il trasferimento all'estero, salvo rare eccezioni in quella specialità il lavoro in Italia è sottopagato.
E il fatto che si vada a lavorare all'estero dipende da questo, fare ricerca con un contratto precario a poco più di 1.000€ al mese è ben diverso che lavorare in altre realtà estere con stipendi e, immagino, lavori più appaganti, diversamente un perito che si avvicina ai 2.000€ di stipendio penso che sia poco motivato a mettersi in gioco all'estero, con garanzie occupazionali diverse, per cifre che, difficilmente, sono sostanziali.