E' stata un po' una scommessa passare ai giapponesi, dopo molti lustri di (nell'ordine) italiani, svedesi e tedeschi. Mi auguro che la CX-5 soddisfi sia lui, che ci dovrà fare 30.000 km l'anno, sia me, che gliel'ho consigliata.
Diciamo che mio padre per l'età che ha ormai vede l'auto come un pregiato elettrodomestico, che deve garantire affidabilità e efficienza, e che sia possibilmente sprovvisto di estrosità e fronzoli estetici.
Una volta assodata la presenza dei tre requisiti fondamentali per lui, cambio automatico, quattro ruote motrici e telecamera posteriore, potenzialmente va bene tutto. Difendo la scelta del SUV. Se c'è un pregio che hanno è la comodità, sono gli unici per cui valga ancora il termine "salire" e "scendere" dall'auto. Il genitore oggi entra ed esce da qualsiasi veicolo con convincente scioltezza, ma metti che l'auto gli piaccia tanto da tenersela 8 anni, come l'ultima, è bene pensare in prospettiva anche alla comodità per entrare/uscire.
E qui si impongono alcune riflessioni sulla "ex". Audi A4 Avant, 3.0 TDI Quattro Tiptronic, 240 cv, comprata nuova nel novembre 2008, esattamente otto anni fa, ben rifornita di accessori.
Difficile chiedere di più a un'auto. In 200.000 km le uniche noie sono state un'avaria servosterzo (dovuta alla semplice rottura di un tubetto in gomma, riparato per una presa di tabacco) e un bloccaggio dello sportello rifornimento.
I pregi: grande comfort di marcia, sicurezza assoluta in qualsiasi condizione stradale (ricordo un viaggio che feci una notte sotto una tormenta di neve in pianura in totale solitudine. La statale sembrava una pista da sci ma potevo tranquillamente tenere velocità da asciutto).
Motore immenso. Docile ad andatura da riposo e perfino arrogante nel fornire spinta alla minima sollecitazione del pedale del gas. In tanti anni non sono mai riuscito a chiedergli tutto, nemmeno in autostrada. Una progressione entusiasmante e un allungo infinito. Qualsiasi manovra di sorpasso (sempre con la testa sulla spalle) era un'operazione di pochi secondi, nella più risibile semplicità. Bel pezzo di ingegneria: sound coinvolgente sia di aspirazione che di scarico senza buffonate acustiche artificiali, minimo a 700 giri/minuto, vibrazioni ZERO, in qualsiasi rapporto il regime preferenziale è sui 1200/1300 rpm, anche in VI. Praticamente sempre in coppia.
Cambio automatico a sei rapporti, inavvertibile negli innesti e intelligentissimo nella gestione. Un esempio: in III, senza piede sul gas, riusciva a capire quando la decelerazione era dovuta a un prossimo stop, e allora a un certo punto andava in veleggiamento, oppure in presenza di un rallentamento, e allora la III la manteneva innestata, in modo che l'auto avanzasse da sola, al minimo, senza pressione sul gas.
Non ha la "cattiveria" ma per fortuna nemmeno la ruvidità dei successivi 7 rapporti. Un cambio buono in ogni situazione.
Sterzo morbido, sufficientemente preciso ma ben poco comunicativo, ottimo per l'impiego per cui è stato pensato ma sportività zero.
Ovviamente un'automobile da autobahn, per andare sul dritto. Il peso, le dimensioni e lo sterzo ne fanno un'auto per godersi il viaggio in serenità.
Guidata sportivamente non tradisce, assetto religiosamente stabile, sottosterzo devo dire accettabile e progressivo (molto meglio della A5 Sportback, da mettersi le mani sui capelli...). Ma si sente che non è il suo mestiere, che ti accontenta ma lo fa controvoglia. L'agilità nel misto stretto è più o meno quella di uno yacht sul Canal Grande.
All'epoca insistei per avere i cerchi da 17', perfetti esteticamente e necessari per un minimo di comfort sulle buche, in combinato con l'eccellente smorzamento delle sospensioni. Una BMW 3er è decisamente più dura anche senza runflat.
Consumi: 11-12 km/l in città, 14 in autostrada, fino a 17-18 in statale. Mai scesa sotto i 10, se non in condizioni di traffico pesante e pochi chilometri di percorso.
Interni ancora oggi come nuovi. La pelle dei sedili, seduta compresa, la corona del volante, pomelli e comandi immacolati. Giusto l'impugnatura del cambio è leggermente lucida ma intatta.
Linea. Sono sentimentale ma onesto: mi piace da morire ancora oggi. Un'eleganza fatta di superfici lisce e pochi essenziali tratti. Niente finti estrattori posteriori, niente spacconate. L'unico segno di accennata sportività è nel bellissimo frontale e nel doppio tubo di scarico cromato, uno a dx e uno a sx. Il fatto di avere un design sempre maniacalmente fedele a sé stesso rende le nuove meno nuove, ma le vecchie meno vecchie.
Senza contare che questa serie qui, quando uscì, era di forte rottura col passato e stilisticamente molto all'avanguardia. Bei tempi per i quattro anelli.
Difetti: era optional qualsiasi cosa, perfino i fanali allo xeno, perfino il cruise control. Forse, perfino il volante multifunzione. All'epoca fu pagata poco meno di 64 mila euro. C'è da dire che una volta dissanguati avevi davvero una signora auto.
I sedili sportivi furono un vezzo che evitai a mio padre. Il sedile standard però si è rivelato poco contenitivo.
Scusate se mi sono dilungato, ma otto anni son lunghi. La sostituta è stata pagata praticamente la metà di questa, ma è otto anni più giovane. E' stata acquistata con tutt'altro spirito rispetto al 2008. Sappiamo cosa siamo andati a perdere (motore, finiture, cura del dettaglio) ma siamo convinti che l'unica ragione valida per abbandonare un marchio che ci ha dato soddisfazione per 11 anni (c'era pure la vecchia A4 prima) era puntare su qualcosa di radicalmente diverso e innovativo, sia come filosofia di prodotto, sia proprio come modo di progettare l'auto, sia nel rapporto col cliente: dai listini optional esosi e cervellotici al modello "tutto di serie".