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  1. Passavo di qui e ho pensato di aggiungere due foto ritrovate molto tempo dopo l'apertura di questo topic. L'anno è il 1977. Vorrei far notare i quattro fari di questo prototipo
  2. Per me è assurdo che non ci siano modelli di segmento E, significa abbandonare usa e Cina ma a che pro? Ds vende meno di Alfa in Cina e in usa il biscione fa numeri importanti. A cosa serve avere 3 marchi premium in un'Europa infestata dai brand tedeschi?
  3. In questa immagine (che non viene dalle mie ricerche bensì da FB e precisamente dalla pagina del CDA - Car Design Archives per chi non lo conoscesse) si può apprezzare il momento in cui si decise che ci voleva un po' più di sbalzo e si riparte... aggiungendo materiale Frontali, la creazione della maquette con la soluzione definitiva per il posteriore, il manichino con la maquette degli interni. Interni vari, inclusa la maquette della plancia "cilindrica". Per ora mi fermo qui
  4. Altri pannelli porta e lo studio per il quadro strumenti "cilindrico". Altre quote, sempre con la versione a fari posteriori orizzontali. Interni più vicini al risultato finale ed un volante che per fortuna è rimasto sulla carta... Giorgetto al lavoro con il modellino in scala sul tavolo. La "Delta" di Castagnero (grazie Giorgetto...). Si lavora sulla maquette. Un po' di immagini della versione con fanaleria orizzontale (nella terza - vista laterale - si può apprezzare un pochino il fatto che inizialmente Giugiaro l'avesse prevista un po' più corta) nell'ultima delle quali tale soluzione è mostrata con una variante che sposta la fanaleria un po' più in basso, cosa che secondo me la rende ancora più simile alla Scirocco.
  5. Un fronte-retro, uno studio per la versione HF con quattro fari tondi e un abbozzo dell'ipotesi per una plancia dotata di strumentazione digitale. Interni, immagini più definite della proposta "digitale" ed infine un duro colpo per la privacy Lancia... qualcuno ficca il naso e già nel 1976 Gente Motori è in grado di anticipare... questo. Prego! Nessun problema, figurati. Quando c'è tempo (come oggi) per me è sempre un bel passatempo Qui abbiamo uno schema con quote che ce la mostra ancora con i fari posteriori orizzontali, le tre viste di una versione iniziale con lo sbalzo posteriore molto corto, i pannelli porta e il Giugi con un disegnino di quelli piccoli Infine la bozza ed il finale di un quadro "tematico" con la Delta/Scirocco (Giorgetto, che è successo con la porta posteriore? Ci siamo sbagliati? )
  6. Eh lo so è andata persa una montagna di cose.... proviamo a rimettere qualcosa un po' alla volta. Ovviamente mi è un po' difficile rimettere tutto nella giusta sequenza in modo tale che le immagini accompagnino il testo, ma farò il possibile seguendo il modo in cui le avevo salvate nei miei folder... Intanto un paio di bozzetti dei primi tempi, seguiti da quelle che Gente Motori aveva denominato prima, seconda e terza versione. Alcune foto son di qualità scarsa, anni fa ero rimasto senza scanner e di conseguenza in alcuni casi erano... foto di foto. Poi il bozzetto della versione definitiva. Poi ci sono tre varianti, denominate A, B e C. Schemino generale con alcune quote, poi uno dei primi schizzi che si concentra soprattutto su quello che sarà il montante posteriore e altri due bozzetti che risalgono all'inizio dei lavori.
  7. Ho avuto l'opportunità di visionare velocemente la ID.3 di un conoscente ed ho trovata curioso quanto visto all'interno del piccolo cofano anteriore: oltre alle consuete vaschette dei fluidi, alla pompa ABS/ESP, al servofreno elettrico, alla batteria dei servizi 12 V ed alla fusibiliera, è ben visibile nel mezzo anche tutta la scatola della climatizzazione. Al suo interno c'è l'elettroventola abitacolo, filtro clima, i radiatori per il riscaldamento, l'evaporatore del clima e tutti gli sportelli di miscelazione. Questo particolare posizionamento, oltre a consentire un'ottimizzazione dello spazio gambe per i passeggeri anteriori (usualmente, nelle auto normali si trova sotto al cruscotto/plancia), dovrebbe aiutare a contenere il rumore prodotto dalla ventola stessa, cosa particolarmente gradita su un'auto elettrica, notoriamente più silenziosa di un'auto dotata di motore termico.
  8. Al piano del 2014 mi ricordo che c'era un riferimento e, se confermato, sarebbe stato il top. Io credo che per il segmento C nessuno comunque si sarebbe stracciato le vesti per una cosa più conveniente. Non dimentichiamo che Alfa nel seg, C è sempre stata anteriore ad esempio. e hanno dimostrato di saper fare delle ottime TA.
  9. Tutte le auto "stradali" sono sottosterzanti. Non voglio essere frainteso, ma viene privilegiata questa "taratura" per venire in aiuto alle CAPPELLE dell'autista medio. Recuperare un sottosterzo è più semplice...togli il piede.
  10. tempo un paio d'anni e questo andazzo finirà. inoltre per quanto la ue proclami e i media insistano la vedo difficile che si promuovano milioni di disoccupati buttando a mare un secolo di tecnologia e maestranze. poi per carità, siamo gli stessi che si sono buttati nella prima e nella seconda guerra mondiale...
  11. Può anche darsi che tutti i marchi facciano la stessa cosa in Europa ma una cosa è sicura : col cavolo che gli USA saranno solo bev nel 2026. Finché da loro resistono i motori termici c’è speranza , seppure ibridati. Mah sai quando hai auto che pesano 2500kg e che non puoi spingere o dopo 200km di autostrada sei a secco, TP o TA o perfino TI non cambierà più gran che
  12. Comunque se non vogliono perdere certi mercati come USA o Giappone o magari latino americani (in cui Alfa è stata presente più volte), new Stelvio e Giulia Cross dovranno avere motori ibridi e non solo bev. Figuratevi poi se i repubblicani riprendono il controllo del parlamento l’anno prossimo…
  13. No, però quando hanno presentato la Grand Cherokee 4xe e illustrato la strategia elettrificata di Jeep l'hanno presentata in questa compagnia
  14. In campo automotive, sull'elettrico la Cina già primeggia, per vetture prodotte, per materie prime per batterie ecc... ed anche per tecnologia. Anche per questo a mio avviso l'idea dell'Europa di andare verso un mercato solo elettrico è un errore (dal punto di vista dell'industria, non entro in merito per quanto riguarda l'ecologia ecc...)
  15. Avrei voluto ma come per la 164, tutto è accaduto per caso. Più volte in passato avevo guardato le Tipo in vendita, così tanto per. C'erano anche delle vetture valide. Però non era il momento. In teoria nemmeno questo era il momento.. perchè questa Tipo in verità l'aveva inizialmente comprata un amico che oggi tratta ricambi e auto/moto usate. Anche lui abbastanza appassionato di Tipo, essendo stata la sua prima auto, ereditata dal nonno. Un giorno mi chiama e mi dice che ha comprato 'sta Tipo. Oh che bello. Non è un allestimento bellissimo, non è una 16v ma è un vero affare perchè ha poco più di 100 mila km originali e tutto ciò che si poteva rinnovare dal punto di vista meccanico è stato rinnovato. Ah bello. Vado, la vedo, faccio un giro, però vabbè è la macchina sua. Bravo, sono contento per te. Dopo un mese mi chiama e mi dice che deve fare entrare altro "in casa", ma non vuole venderla, che al massimo la vende a me; io però gli dico che al momento, non ho intenzione perchè sto facendo altre spese. Siccome con lui non si discute, una sera mi chiama e mi dice "senti non voglio vederla andare via, quindi la vendo a te" "Ma io non te la compro." "E io te la vendo lo stesso. Se guardi è sotto casa tua, con le chiavi e i documenti dentro. Mettila nel box, quando vuoi me la paghi e facciamo il trapasso." Curiosamente il trapasso è stato effettuato il 30 gennaio di quest'anno... un sabato come il 30 gennaio 1988 Quindi... (e chiudo l'off-topic, scusandomi) in effetti io non ho comprato una Tipo. Me l'hanno imposta
  16. Oddio lo Stelvio ne ha 4 di anni e in un’azienda normale sarebbe tempo di restyling di mezza vita … specie quando si pensa che è l’unico modello di Alfa che vende qualcosa
  17. C’è anche da dire che all’epoca della 166 le E erano delle berline di 4,7 metri di lunghezza. Oggi le D sono tra 4,7 e 4,9… le E superano i 5 metri. In Italia dei giganti del genere non hanno mercato. Idem in Francia e Spagna. Produrre un E-suv o addirittura una E berlina già sapendo che non può contare sul mercato europeo (tranne forse briciole in Germania) è dura. Negli USA le E e le F sono roba da far sembrare le Jeep Commander delle coupé sportive 😅. Magari invece Stellantis si svegliasse sul fatto che Stelvio e Giulia richiedono motori mhev e phev e le innovazioni che tutti i concorrenti hanno tipo full led. Invece mi sa che aspetteranno il 2025 lasciandole appassire. Come si fa a pensare a delle Stelvio XXL in queste condizioni ??
  18. Da licenza di uccidere a licenza trasporto persone (ok mi vado a nascondere )
  19. Vedo quel mulo passare a gas spalancato e ti assicuro che il sound è quello di una Ferrari, altroché
  20. Altra prova, stavolta Motor1. Vi dirò che trovo questa macchinetta davvero riuscita.
  21. Sì, infatti Giulia di solito non sembra una TP (ha un accenno di sottosterzo completamente assente su 147, specie con le gomme differenziate), per questo la combinazione gomme invernali + strada bagnata ne cambia drasticamente il comportamento.
  22. Verde champion, stesso colore dell'unica mai vista in concessionaria...la foto ufficiale imbroglia bene
  23. Pazzesco, se nemmeno a livello centrale sanno queste cose, figuriamoci la frammentazione a livello concessionarie.
  24. BEV only 2025 new Stelvio 2026 new Giulia 2027 New C segment/Alfetta ? 2028 New C-UV / Tonale II 2029 Duetto 2030 New B segment / Kid II
  25. Non è una Punto, è una Mitsu del 1989 disegnata in Italia, ma ci somiglia moltissimo
  26. Da lunedì mi aspetto una rivolta in mensa.
  27. VW ha interrotto la produzione del suo prodotto di gran lunga più prodotto: niente più salsicce al curry in mensa sostituite da preparazioni veg! Questo è stato fatto per diminuire l'impronta di CO2 dell'azienda https://www.carscoops.com/2021/08/volkswagen-stops-producing-its-most-popular-product-currywurst-sausages/
  28. Nuova decisione di VW - tutti nuovi modelli con motori ice/xhev che partiranno dal 2023 in poi sono senza varianti con cambio manuale. Il primi nuovi modelli solo con cambio automatico saranno Tiguan e Passat.
  29. Quoto mi sembra la soluzione migliore, piuttosto che prendere uno quei così usati, che saranno anche semplice, ma sono costruiti veramente al risparmio, rischi di spenderci in riparazioni. Per il discorso elaborazioni e sblocchi, non fate troppo i moralisti, rimane illegale e non è giusto, però scagli la prima pietrachi aveva il 50 non elaborato o addirittura con i blocchi[emoji28] neanche lo scooter del vigile del paese faceva i 45 km/h[emoji23] ☏ Redmi Note 8T ☏
  30. Da quel che vedo no. Solo 2.4 Tigershark. E da comunicato forse potrebbe arrivare la MHEV https://topelectricsuv.com/news/jeep/2022-jeep-compass-phev-4xe-changes/ Per ora l'unico 4Xe già in vendita in USA è il Wrangler
  31. questo Halo è stato messo appena a tempo quanto vedo, da Lec in poi ha salvato diverse vite
  32. Col fondoschiena che si ritrova rimbalzerebbe in mezzo alla pista centrando Verstappen e costringendolo al ritiro.
  33. Non lo avrei mai detto di trovare tanti estimatori della Quattroporte IV su questo forum! Solitamente è vista come la "pecora nera" della famiglia Quattroporte per una serie di motivazioni (in foto la mia!)
  34. Si io ho fatto tutto da solo, scarichi le mappe e installi Forse davvero è leggermente più prestante allora. Conta che la mia ha android car, per cui vado con quello al 99% dei casi. Non capisco la cazzata di non aver fatto la mappa estesa come su ape car, però trovo sia migliore del navigatore base, che può sempre servire. Ma avendo google non mi metto a spendere altri soldi per le mappe
  35. contraddire @PaoloGTC è sempre rischioso ma sarei piuttosto sicuro che l'HSD era esteticamente una SX, sia dentro che fuori.
  36. La formula di vendita di Ami però pare interessante e tutto sommato meglio ste scatolette elettriche rispetto alle microcar (molto wannabe e molto rumorose).
  37. Ma hai provato con un po' di vaselina sul pippolino? (Astenersi da facili commenti.) A me ci mette più di un'ora... Si vede che l'hardware nuovo è più potente.
  38. ok, ma con il cayenne coupè no, ne con la Giula quadrifoglio, e te ne potrei citare tante altre.. hanno fatto anche il tentativo di record con un Ford Transit... il discorso è un altro, al nurburgring ci si va (ormai da anni e anni) anche per farsi pubblicità facendo il tempo, non solo per correre, pertanto il tuo commento era poco centrato
  39. perché, queste si? non credo che l'utente la vorrebbe vedere schierata alla 24H, ma semplicemente un tentativo di record come fanno tutti, alfa compresa
  40. Mi è sempre piaciuto lo sguardo incarognito
  41. Gli incentivi vengono dalle tasse degli italiani che in maggioranza andranno nelle casse dei costruttori esteri per pagare gli stipendi ai dipendenti e gli italiani in cassaintegrazione. Geniale.
  42. Nella discussione sui minivan mai nati di Ford, a un certo punto è saltato fuori anche questo concept dalle origini un po' fumose... Ecco, studiando un po' gli sviluppi del fenomeno minivan/MPV/monovolume (in effetti è difficile anche solo dare un termine unico...), la cosa più sorprendente di quella Ford Ghia Mini-Max, è la sua straordinaria somiglianza con un altro concept di molto precedente e che niente dovrebbe averci a che fare: Mitsubishi Commuter (Tokyo Motor Show, 1969) Aldilà di quanto riportato nel sito da cui provengono le foto, altre info su questo concept io non sono in grado di reperirle. Ma è sorprendente quanto le idee su queste formule di carrozzeria fossero già così avanzate in Giappone, ben oltre un decennio prima! Se è vero che questo concept non ebbe decisamente seguito produttivo, non sarà un caso, forse, che proprio Mitsubishi alla fine sia stato il primo costruttore a proporre sul mercato il primo MPV (7 posti e 3 file di sedili) moderno: la Chariot/Space Wagon del febbraio 1983, che batté sul tempo sia il classico minivan americano Chrysler (di pochi mesi) che l'europea Renault Espace (di oltre un anno). E che venne anticipato già nel 1979 dal prototipo SSW, sempre al salone di Tokyo:
  43. Il check control era di serie credo su tutti i modelli almeno parlando di prisma ma se ricordo bene c'era una versione per la 1.3 che era leggermente semplificata. Per ciò che riguarda il trip computer (papà lo mise come optional nel lontano 86 al costo di quasi 300000 lire), era un computer di bordo che aveva le funzioni di quelli attuali con anche l indicatore della temperatura esterna che si interrogava con un apposito tastino.. Per l epoca era anche piuttosto preciso. E aggiungo che se si prendeva il trip computer al posto della econometro avevi il manometro della pressione Dell olio motore. Ciao
  44. Terza ed ultima parte. La vettura, così come piaceva a lei, è piaciuta anche ai tecnici della Lancia? “Quando li ho invitati a vedere il lavoro, e cioè dopo tre mesi di mio silenzio, mi sono sembrati un po' diffidenti, forse perché era la prima volta che la Lancia faceva disegnare una vettura ad uno stilista esterno. Sono rimasti però favorevolmente impressionati quando si sono trovati davanti una vettura già fatta e accompagnata da un film che documentava tutto il nostro lavoro, dai primi schizzi alla costruzione del modello in resina. La Delta, insomma, è piaciuta subito, anche se prima di arrivare alla versione definitiva abbiamo concordato una serie di modifiche. Modifiche che però non hanno intaccato quello che era lo spirito e lo stile originario del primo modello. Per migliorare l'abitabilità la vettura è stata allargata di 8 cm; un “taglio” che avevo fatto nel frontale per facilitare futuri restyling è stato eliminato per favorire la fusione della scocca con il paraurti. Ma forse la modifica più evidente è stata quella apportata al portellone posteriore. La prima versione prevedeva un taglio più alto: ciò mi aveva consentito di disegnare una fanaleria ad andamento orizzontale, più coerente con lo stile generale. La Lancia, però, ha preferito che l'apertura del portellone avvenisse a filo col paraurti per facilitare l'accesso al vano bagagli, e così ho dovuto disegnare una nuova fanaleria a sviluppo verticale, a mio giudizio un po' meno bella: un piccolo sacrificio all'estetica giustificato dalla funzionalità. E l'obbiettivo è stato più che raggiunto.” Qualcuno ha voluto vedere nella Delta un “rimpasto” delle linee delle vetture che lei ha disegnato per la Volkswagen: Scirocco, Golf e Passat, per fare un esempio. “E' innegabile che la mano è la stessa. Lo stile no: basta fare un confronto diretto per accorgersi quanto queste vetture siano diverse l'una dall'altra. E' una questione di evoluzione: per me, come per un qualsiasi altro stilista, c'è sempre un'auto che nasce prima di un'altra; naturale quindi che l'ultima nata si avvantaggi delle esperienze e degli studi compiuti sui modelli che l'hanno preceduta. Indubbiamente la Delta riunisce in sé il meglio di un certo stile. E' chiaro che se dovessi disegnarla oggi la farei diversa: se così non fosse, vorrebbe dire che in un certo senso, mi sono fermato. Per fortuna non è così. Il mio mestiere mi impone di “correre”, di guardare sempre più in là. Ciò è indispensabile, perché l'automobile che disegno oggi dovrà uscire fra cinque anni, poiché l'apparato industriale ha bisogno di questo lasso di tempo per metterla in produzione. Basti osservare la Panda della Fiat per rendersi conto di quanto sia cambiato il mio modo di disegnare. In futuro, certo cambierà ancora, e così sarà finché avrò qualcosa da dire con la matita.” Moncalieri, febbraio 1980. Fine. Questo era il Giugi che parlava della sua Delta, e per ora abbiamo terminato la fase di concepimento del design. Nei prossimi giorni arriverà una seconda parte riguardante lo sviluppo dell'erede della Fulvia, come veniva definita all'epoca. Per ora, vi lascio un po' di respiro.
  45. Proseguiamo. La linea definitiva è nata dall'integrazione di disegni diversi oppure ha iniziato a lavorare partendo da un punto fermo? “Come ho detto prima, il tema da svolgere era essenzialmente questo: trovare uno stile originale per la nuova piccola Lancia e, nello stesso tempo, dare alla vettura quel tocco di classe che per anni ha caratterizzato questa Casa. Ho pensato quindi di abbandonare le linee tondeggianti e di utilizzare invece linee tese e figure geometriche. L'ispirazione mi è venuta proprio dalla lettera “delta” dell'alfabeto greco: basta osservare con un po' di attenzione la vettura per scoprire che il motivo della lettera “delta” e quello del trapezio ricorrono spesso in molte viste, soprattutto quelle laterali. Per esempio la massa del padiglione è una piramide tronca a base rettangolare che poggia su un parallelepipedo. E che cos'è la figura del montante posteriore, tra finestra e lunotto, se non un trapezio? Altra importante caratteristica dello stile esterno è rappresentata dall'introduzione di una linea di cintura continua che parte dalla cresta del parafango anteriore, corre a filo della finestratura e prosegue sotto il montante posteriore fino ad avvolgere completamente il cofano posteriore sopra la fanaleria. E' la continuità di questa linea posta così in alto che dà un tono di nuovo e di personale alla Delta: il padiglione non risulta posato sulla fascia di cintura come su un piedistallo, ma appare come integrato, fuso in un pezzo unico. In tal modo le masse risultano più bilanciate e allo stesso tempo più filanti. Per quanto riguarda il frontale, si può dire che sia nato da due esigenze diverse: quella di introdurre la nuova calandra di famiglia e quella di evitare i fari di tipo avvolgente: una soluzione troppo usata dalla concorrenza (pensarono così anche per la K? NdGTC) I fari rettangolari hanno anche il pregio di richiamare alla mente il frontale della Beta Montecarlo. Infine c'è un altro elemento che caratterizza fortemente la linea: i sottoscocca anteriore e posteriore in materiale plastico verniciato in tinta con la carrozzeria. Con questa soluzione d'avanguardia è stato possibile introdurre paraurti molto funzionali senza penalizzare la continuità delle forme e del colore.” (e qui ci metto un quotone, perché era davvero una soluzione bella ed interessante, ndGTC) Lo stile degli interni è stato molto apprezzato dal pubblico femminile. Nella ricerca delle soluzioni lei tiene conto delle esigenze e dei gusti delle varie fasce di possibili acquirenti? (che domanda del piffero, ndGTC. Non è il lavoro del designer, questo? Mi piacerebbe che gli avesse risposto... “ma va', figuriamoci, faccio tutto alla baubau-miciomicio, come mi pare”... scrivevo questo prima di leggere la risposta del Giugi... CHE HA RISPOSTO COSI'!! Giugi!! sono sconvolto! ) “No. Lavoro esclusivamente seguendo il mio istinto. Non faccio mai distinzioni e non mi chiedo se quel dato particolare potrà piacere più a un giovane, a un uomo maturo o a una donna. D'altronde nessuna Casa mi ha mai dato un'indagine che indicasse le preferenze dei vari tipi di pubblico per le soluzioni adottate sulle automobili. Devo dire piuttosto che nella realizzazione dell'interno ho cercato di allontanarmi dal tema automobili per accostarmi a quello dell'arredamento domestico (vedo che il mio post nel topic della Serie 1 futura, qualcuno lo condivide, ndGTC ) Nei limiti del possibile, si intende. Così ho lavorato sui sedili nascondendone le cuciture, come nei salotti di classe; e ho cercato di disporre il tessuto sui pannelli porta in modo che l'interno risultasse avvolgente e il più possibile accogliente. Gli schienali dei sedili li ho fatti piuttosto stretti per offrire maggior accessibilità e più ariosità all'interno e anche più spazio per le ginocchia di chi viaggia seduto dietro. Se qualcuno pensa che in questo modo risultino scomodi, provi a sedersi: scoprirà che non è affatto vero che la comodità di un sedile dipende solo dall'imbottitura. (grande Giugi vai così, ndGTC) In un ambiente così “morbido”, soft, come dicono gli inglesi, ho voluto dare agli elementi tecnici, cioè il cruscotto e la consolle, un certo risalto. E così, mentre la plancia armonizza con l'arredamento, cruscotto e consolle si ispirano al disegno a segmenti che caratterizza la linea esterna.” Quanto tempo ha impiegato effettivamente per disegnare la Delta? “Ho iniziato il 20 aprile 1975 e alla fine di luglio avevo già definito il disegno della linea ed era anche pronto il modello della vettura a grandezza naturale. A fine ottobre avevo terminato anche i disegni degli interni. In tutto quindi sei mesi. Poi, a poco a poco, in collaborazione con Lancia, ho messo a punto la vettura in modo definitivo. E' curioso il fatto che nel caso della Delta ho rivoluzionato per la prima volta il mio modo di lavorare: invece di presentare una serie di schizzi fra i quali scegliere quello che piacesse di più, ho preferito costruire la vettura così come piaceva a me. Infatti ho presentato alla Lancia il modellone della vettura già verniciato, accompagnandolo con una serie di disegni che presentavano le varie alternative stilistiche.” Fine seconda parte.... segue subito la terza ed ultima.
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