Non devi polemizzare per forza di cose con me, ho scritto esattamente che l'obiettivo fu raggiunto con le vendite di Jeep all'estero.
Le 1000 Chrysler Sebring e 300 vendute e rimarchiate Lancia furono un classico errore di marketing.
Sono abbastanza d'accordo con te.
Marchionne ha tantissimi meriti ma anche qualche mancanza nel portare a compimento i piani industriali. Io vedo sia i suoi pregi, sia i suoi difetti.
Nel 2009 Fiat andava bene. Basta guardare i bilanci. Come vendite fu un anno record.
Diciamo che vedi il bicchiere mezzo vuoto, Vultek lo vede mezzo pieno.... magari la verità sta nel mezzo.
Sulla mancanza di nuovi modelli per i marchi italiani hai ragione.
Nel 2009 Fiat SPA era in utile e ha salvato Chrysler, non è vero che l'ha pagata 0, l'ha in realtà pagata in management, tecnologie, Know-how, il gruppo Chrysler era fallito, senza progetti, e con le piattaforme vecchie di 10 anni vincolate ad accordi in scadenza, 0 nuovi modelli nei cassetti. Ha apportato la sua rete distributiva in Europa e Sud America.
Che sia un pessimo uomo di prodotto... bhe non possiamo più dirlo perchè Giulia e Stelvio son ottimi prodotti. Semmai cambia un pò troppo spesso i piani prodotto con il risultato di deludere le aspettative.
comunque sfaterei la retorica autoflaggellativa italica del fallito, finito, senza speranza....ma anche la retorica di MArchionne salvatore del pianeta.
Già altre volte Fiat era andata in passivo con la contrazione del mercato dell'auto Europeo, e tutte le volte con la Uno e poi con la Punto si era rilanciata registrando utili molto elevati.
Quindi onore a Marchionne ma onore anche ai Ghidella ed agli altri manager che salvarono fiat auto altre volte nel passato. (crisi petrolifera).
Nel 2001 con le torri gemelle la crisi fu forte, e Fiat Spa ricapitalizzò l'auto con 2,5 miliardi di euro a cui GM non aderì e si diluì al 5%. A sua volta Ifil ricapitalizzò Fiat SPA con 1,5 miliardi di euro. E l'Ifi-ifil fu ricapitalizzata dall'accomandita della famiglia Agnelli che quindi ci mise i soldi. Fiat spa vendette i gioielli della corona per rilanciare l'auto, ossia Fiat Avio, e Fiat Ferroviaria ad Alstom. Tutto questo avvenne mentre morivano prima Gianni Agnelli, e poi Umberto Agnelli. Detto ciò se non svendettero allora, sarebbe da stupidi svendere adesso FCA.
"Nel 2003 il gruppo Fiat, alle prese con la crisi del settore automobilistico, vendette Fiat Avio S.p.A. a un consorzio formato per il 70% dal fondo americano The Carlyle Group e per il 30% da Finmeccanica S.p.A., che vinsero la concorrenza dei francesi di Snecma. Fiat Avio fu valutata all'epoca 1,5 miliardi di euro e cambiò ragione sociale in Avio S.p.A."
Sull' Ing.Ferdinand Piech hai ragione, sta una spanna sopra gli altri.